Citroën serie 350
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Cominciamo dal suo nome, quello vero, si tratta di un Citroën Club 350.
Il soprannome francese, Belphégor, viene da una serie televisiva degli anni'60 " il fantasma del Louvre " che veste una curiosa maschera che ricorda, sembrerebbe, il davanti del veicolo con i suoi oblò sopra i fari.
Citroën ha sempre stupito la stampa e del resto anche i suoi clienti, con delle linee sorprendenti e delle soluzioni tecniche d'avanguardia. Tutto questo é sempre stato riservato alle vetture da turismo. Ragione per la quale la stampa venne convocata durante il Salone dell'Automobile di Parigi il 9 ottobre 1965 sull'esplanade du Trocadero per ammirare i nuovi camion Citroën 350 e 600.
E lo stupore generale !
Sono belli, funzionali, pratici e rompono finalmente con tutto quello che conoscevamo sul soggetto.
I responsabili di questa nuova linea sono due personaggi chiave della storia Citroën, Flaminio Bertoni (uno dei creatori della Traction Avant, la 2CV, la DS, l'Ami6) et Robert Opron (che diverrà più tardi il papa della CX, della GS et dell'SM prima di partire per esercitare il suo talento presso Renault dove fra l'altro disegnerà la Fuego).
Questi nuovi camion saranno presentati per la vendita al Salone dell'Automobile di Parigi l'11 ottobre 1966.
Per la prima volta l'Unione degli Utilizzatori dei Veicoli privati aveva deciso di premiare con una coppa il camion dove la cabina presentava le miglior doti di sicurezza, confort e accessibilità ai diversi organi meccanici.
Ebbene la coppa la vinse proprio il Belphégor !
La sua insonorizzazione fu particolarmente studiata, sospensione della cabina su 4 elementi elastici, pannelli insonorizzanti all'interno del cofano composti da uno strato di feltro fra due pareti metalliche. La cabina é spaziosa e assicura una larga visibilità. I sedili si regolano in distanza e lo schienale é inclinabile.
Cruscotto con imbottitura anti-shock, cassetto portaoggetti, cassetto porta documenti, due potenti tergicristalli, tre alette parasole e due retrovisori. Maniglia per la salita a bordo, visibilità panoramica. La climatizzazione é assicurata da un riscaldamento, sbrinamento con radiatore indipendente e ventilazione elettrica. Le sospensione sono ad effetto variabile secondo il carico. Infine gli organi meccanico sono molto accessibili poiché niente é imprigionato.
Per quanto concerne il 350 i clienti potevano scegliere tre passi differenti (2,52m - lunghezza 5,34m ; 3,00m - lunghezza 6,11m ; 3,75m - lunghezza 7,31m), tre motorizzazioni 4 cilindri, a benzina il motore della DS 21 (2176cm3, 82CV e 95 nella versione 4x4) e diesel un Perkins (3860cm3, 80CV) o un MAN (4690cm3, 96CV), e due cambi a 4 marce. La portata superava di poco le 3 T.
In tutto, tenendo conto di tutte le combinazioni, il 350 era proposto in 140 versioni diverse. L'impianto freni é quello a sfere della DS (stesso pedale a fungo che appena si sfiora proietta il guidatore dal vetro !) e ripartisce la frenata sui due assi secondo il carico. I due oblò che si trovano appena sopra i fanali anteriori servono ad aiutare il guidatore nelle manovre difficili permettendogli di vedere il suolo. Le reazioni della stampa e degli utilizzatori sono favorevoli ma ciò nonostante questi camion non conosceranno un gran successo commerciale ; il loro prezzo elevato e una rete di vendita troppo poco specializzata impedirono la sua diffusione, solamente le amministrazioni (poste, Esercito, elettricità, etc) saranno suoi clienti fedeli.
Parallelamente al 350 Citroën presentava il 600 che possedeva lo stesso equipaggiamento, la portata era invece di 6 T.
Due motori Citroën a 6 cilindri, uno a benzina (5183cm3, 118CV) e uno diesel (5607cm3, 103CV) associati ad un cambio a 5 marce.
Tenendo conto dei tre passi possibili la serie 600 é offerta in 90 versioni differenti. Qualche riga giusto per menzionare la varietà di carrozzerie che potevano equipaggiare i nuovi camion Citroën ; si parte dal semplice cassone agli autobus da turismo, passando per cellule frigorifiche o il trasporto latte dove la pesa e la contabilizzazione delle consegne sono interamente automatizzate.
Nel 1966 la serie 600 diventa 700, il motore é più potente con i suoi 134CV nella versione benzina (158 per i veicoli destinati ai pompieri) e 108 in quella diesel.
Nel 1968 la serie 350 diventa 450, la scelta nella gamma é praticamente illimitata : le cabine potevano ricevere l'equipaggiamento " Confort " o 450 Club, meno diffuso ; potevano essere semplici o doppie e persino dotate di cuccette.
Una versione a quattro ruote motrici fu specialmente apprezzata dai pompieri e, a testimonianza della buona scelta, qualcuno resta in servizio ancora oggi, sempre in eccellenti condizioni.
Nel 1970 il carrozziere Heuliez propone un 'autobus da turismo con motore posteriore e base Citroën ma senza conservarne lo stile.
La serie 350 benzina diventa 530 Club e la 450 diesel diventa C 530 K.
E la fine dei camion Citroën, nel 1967 si intraprendono gli accordi con Berliet firmati il 27 luglio e, alla fine del 1969, ecco la nuova serie K costruita negli stabilimenti Berliet a Lione sul telaio e la meccanica Citroën. Alla fine del 1973 il nome Citroën scompare definitivamente da questi camion.
All'acquisto di Citroën da Peugeot in seguito alle difficoltà finanziarie, una delle prime azioni intraprese dalla nuova direzione fu quella di vendere la filiale Berliet al gruppo Renault che continuo a produrre la serie K fino al 1979.