H come "huitième" (ottavo)


La storia finisce il giorno 14 dicembre dell' anno 1981 a Aulnay (Francia): l' ultimo porta il numero di serie 473289 ed é grigio.

La storia inizia dopo la guerra, in un clima di povertá e di ingegnositá. Tutto viene riutilizzato, le auto d' occasione (veicoli da guerra americani e qualche berlina) sono rari, costosi, sfruttati fino all' ultima lamiera e poi riparati. I veicoli utilitari sono rari, quindi spesso vengono trasformate anche delle autovetture in veicoli da lavoro.

In casa Citroën si parlava giá prima della guerra di un nuovo veicolo utilitario che sostituisse il TUB. Nel 1946, al salone dell' automobile di Parigi, Citroën presentó un prototipo di 1200 kg di carico utile, contro gli 850 kg del prototipo precedente non presentato, e quindi dopo solo due prototipi ecco che nel 1947 esplode la bomba H del „Quai de Javel“, sempre al salone di Parigi, un anno prima della presentazione ufficiale della 2CV. In questo periodo circola (giá da prima della seconda guerra mondiale) anche la Traction Avant, quindi é chiaro che questi tre veicoli abbiano qualcosa in comune: non solo i fari, i sedili, i comandi, ... anche la robustezza, la spartanitá, la genialitá, ... Le stesse persone si sono occupate di loro: Pierre Boulanger (direttore alla Citroën), Flaminio Bertoni (geniale stilista), André Lefèbvre (ingegnere capo) e Pierre Franchiset (definito il papá del tipo H). La stampa lo snobba e ne accenna appena la comparsa, ma non importa, lui non ha concorrenti o rivali ed ha addirittura gli specchietti retrovisori di serie! Il tipo H, a differenza del predecessore TUB che ha telaio e scocca separati, é monoscocca e naturalmente a trazione anteriore. I particolari vengono attentamente studiati per ottenere il massimo con il minor costo: le maniglie sono della Traction Avant; i primi modelli avevano il parabrezza separato (se il parabrezza si rompe, si sostituisce solo la metá danneggiata), una tela al posto dei pannelli laterali, il finestrino posteriore ovale e di dimensioni molro ridotte, ... Addirittura sul nome riuscirono a risparmiare: siccome era l' ottavo modello delle vetture in fase di studio, lo chiamarono semplicemente „H“, l' ottava lettera dell' alfabeto. Inoltre il geniale „monsieur Franchiset“ inventa le cerniere „agraffe“, come quelle che ritroviamo anche sulle 2CV (portiere, portellone posteriore, cofano, ...), che verranno poi impiegate per risolvere diversi problemi. Molti carrozzieri si sono divertiti e hanno eseguito migliaia di trasformazioni per accontentare i clienti proprietari di un H. Citroën forniva modelli dal passo lungo e corto, posteriormente allungati di circa 60 cm, rialzati o solo la piattaforma cosicché il carrozziere poteva sbizzarrirsi. A seconda del carico trasportabile si poteva avere il modello H, HY, HZ, HX o HW. Era possibile anche scegliere tra tre motorizzazioni: 1600 cm3 (9CV), 1900 cm3 (lo stesso motore della Traction 11CV) e Diesel (della Perkins, 1600cm3). Negli anni d' oro del tipo H, c' erano in catalogo 14 colori, ma molti erano riservati alle aziende pubbliche (posta, telefono, gas, elettricitá, ...) e la maggior parte lo desiderava grigio, lo stesso grigio che sfoggiavano gli ultimi esemplari (su comanda lo si poteva ancora avere bianco, rosso o blu). Circa 300 operai erano necessari per assemblarne uno, sia in Francia che Olanda, Belgio o Portogallo.

Gli anni passano, il tipo H gode sempre della stessa fama: chi lo ha giá lo consiglia a chi non lo possiede ancora e chi non lo ha piú ne acquista uno nuovo. Citroën non se ne occupa piú di quel tanto: un minimo di pubblicitá, qualche ritocco estetico e meccanico sono sufficienti a convincere la clientela. Tutti lo hanno avuto, almeno una volta nella vita: i contadini, i becchini, i mercanti, gli allevatori di bestiame, i panettieri, i macellai, i fioristi, i falegnami, i rigattieri, la posta, la polizia, gli ospedali, i lavori pubblici, i ladri, gli attori, i vacanzieri, ... Il motto di Citroën é infatti „ a ciascuno il suo H“, sempre uguale e sempre diverso. Dopo circa una trentina d' anni, un giovincello dalla pelle liftata (il furgone C25) gli ha rubato il posto ma non la fama, non ne ha né la personalitá ne il carattere. Ma a dire la veritá la storia non é definitivamente terminata il 14 dicembre 1981, il tipo H é duro a morire sia materialmente che nella mente di coloro che ne hanno avuto uno o che lo hanno apprezzato. Continua a viaggiare lento con le sue famose scritte pubblicitarie sui lati, come camper o semplicemente con il suo abito da lavoro grigio.

Il tipo G

Negli anni '60, Citroën si dedicó brevemente allo studio di un veicolo utilitario situato tra il furgoncino 2CV e il tipo H. Il mini-H o maxi-AK aveva le sembianze di papá H e il motore di mamma Ami 8 (602 cm3). Il suo carico utile era tra 400 e 500 kg. Purtroppo l' idea venne abbandonata.

Il TUB

Nell' anno 1935, Citroën avverte la mancanza di un vero furgone dal carico di 500/850 kg sul mercato dei veicoli utilitari. La clientela necessita soprattutto di un veicolo nel quale si possa accedere al vano carico dalla cabina del conducente. Giá nel 1937 esce il primo prototipo e nel 1939 partono con la produzione in serie.
É una novitá, il primo furgone a cabina avanzata! Prima con motore di 9CV poi di 11CV.
Nonostante sia un valido mezzo di trasporto non riscuote molto successo, forse anche a causa della guerra in corso, e ne vengono prodotti attorno ai 2000 esemplari.
Note le varianti TUC e TAMH (ambulanza).





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