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Forum 2CV CLUB ITALIA
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io e la mia giulia

Aperto da bubbo, 27 Settembre 2006, 23:47:53 PM

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bubbo

La giulia e' l'antiesi della 2cv, ma ho scoperto che anche altri forumisti sono appassionati di questo modello. E' un ulteriore conferma che spesso gli estremi si toccano.
ho deciso allora di inserire il seguente "raccontino" della gita effettuata qualche giorno fa...


Si parte.
E' molto che aspettavo questo momento. La mia giulia non e' piu' la macchina di famiglia da 11 anni. Ormai non si puo' neanche considerare una seconda macchina, che comunque non sarebbe certo un bell'appellativo, sarebbe come di parlare di seconda moglie, quando la prima e' ancora viva. La giulia si muove rarissimamente forse ogni due tre settimane. E' sempre ferma nei parcheggi piu' o meno autorizzati nei dintorni di casa. Al lavoro vado in vespa. Con la vespa recupero piu' di un ora di tempo libero al giorno ed arrivo sempre puntuale. Credo pure che questo migliori la qualita' della vita. Ma la giulia mi manca, quando torno da lavoro la cerco con lo sguardo ed a volte allungo la strada per vederla. Ai miei bambini la giulia non e' molto simpatica, preferiscono l'espace. Non posso biasimarli, L'espace e' spazioso, ha l'aria condizionata e' stata compagna di molti viaggi, inoltre come se non bastasse, una paio di anni fa una renault 21 centro' la giulia sulla fiancata sinistra con grande spavento dei bambini. Ma ora si parte. Ho convinto mio figlio Ludovico di 10 anni a partire per una gita di due giorni con me. Mia moglie ed il figlio piccolo si organizzeranno in altro modo. E' la prima volta che andiamo in gita da soli, non so se saro' un gradevole compagno di viaggio per lui, ma credo che lui sai pronto. Da adesso la gita si chiamera' viaggio. Partiamo di lunedi', il tempo e' fantastico, questa prima settimana di settembre ci regala un sole da piena estate. Alla giulia ho messo le gomme nuove, per il resto ho controllato pochissimo. Ho verificato il livelli, ho dato un occhiata alla cinghia. La spia dell'alternatore e' sempre accesa, a volte si spegne, ma il circuito in entrambi i casi, ricarica perfettamente. Questo non mi preoccupa, invece mi preoccupa molto di piu' la ruota sinistra anteriore che frena pochissimo. Se dovro' fare una frenata seria, la ruota destra tentera' di bloccarsi e la frenata sara' piu' lunga e sbilanciata. Ne ho parlato a mio figlio, non ne sembra preoccupato, forse si fida di me. Forse non puo' far altro.
Non faremo autostrada, voglio viaggiare non voglio arrivare. Non ho nessuna destinazione precisa, non ho prenotato nulla. Viaggiare e' meglio di arrivare e, pensandoci bene, non so nemmeno se arrivero' . Ho nel baule una cassetta attrezzi ben fornita. Sono abbastanza esperto di meccanica, ma, a parte qualche lampadina, non ho nemmeno un ricambio con me. Vorrei avere almeno una coppia di puntine ed una cinghia, ma la partenza e' rimasta incerta fino alla fine e non ho avuto tempo. Ma parto di un luned├Č di settembre, tutti i ricambisti sono aperti..
Prendo la Salaria, vorrei arrivare a Campo Imperatore. La giulia va. Non vibra piu', le gomme nuove vanno benissimo. La spia dell'alternatore si abbassa di luminosità ma non si spegne, so che e' un contatto, comunque dico a mio figlio di inserire nella presa dell'accendisigari il test per batterie che ho acquistato al centro commerciale. Tutto ok..Arrivo alla deviazione per Palombara Sabina. Ho scaricato da internet un percorso che si inerpica all'interno del parco dei Monti Lucretili e che conduce a delle rovine di antichi castelli. Saltiamo per due volte la traversa indicata sulla mappa, anche se segnalata abbastanza esattamente. La strada diventa sterrata. Presto la massima attenzione alla coppa dell'olio, e' il punto piu' basso della macchina, certo che in confronto alle notevoli altezze da terra delle auto sue coetanee, la giulia doveva essere una sorta di supersportiva. Temo per le gomme, sono consapevole che sono nuove e tenerissime. Sono piu' soggette a raccogliere chiodi in giro. Ma questa strada non presenta insidie del genere, il pericolo sono solo i sassi. Adesso vorrei avere un fuoristrada. I fuoristrada sono un'altra mia passione, ma sono sulla giulia e lontano da casa mia e da altre case, siamo solo io, mio figlio di 10 anni e la mia giulia di 34 anni. Sono responsabile di tutto. Sbaglio strada due volte ancora, adesso non posso fare inversione, la strada e' troppo stretta. Non mi fido di ripercorrere la strada in retromarcia, rischio di non vedere bene le asperita' e di impuntare o sganciare la marmitta. Su una curva trovo lo spazio appena necessario per rimettere il muso nella direzione giusta. Mi appoggio col baule ad una staccionata; e' in legno non mi fara' male, mi fara' male se vado con la ruota anteriore nella scarpata. La salita si fa piu' dura, la giulia sale tranquilla, il motore e' un 2000 con i rapporti della 1300, si va su con un filo di gas. Ci appaiono i resti della stazione di partenza di una funivia ormai dismessa. Voglio visitarli, mio figlio risponde entusiasticamente alla proposta. Ludovico si comincia a divertire. Fermo la giulia in salita, non c'e' bisogno di chiuderla non c'e nessuno in giro, ma le chiavi le tolgo. Do un occhiata alle gomme e' noto con sorpresa che la giulia con dei piccoli sbuffi se ne va per la discesa. Il freno a mano non funziona ormai da anni. E' la prima volta che la giulia non rimane ferma in salita solo con la prima inserita. Avro' inserito la terza? Oppure ho sottovalutato la salita? Risolvo nel modo migliore. Prendo il sasso piu' vicino e lo metto sotto la ruota posteriore, attendo che la giulia ci si appoggi come su di un cuscino. La funivia e' impressionante, ci sono ancora tutte le funi e le minuscole gabbie nelle quali si poteva accedere in piedi al massimo in due, sono praticamente incorporate dalla vegetazione. Le serrande della stazione sono state forzate, sono state sfondate al centro, una parte e' a terra ed una parte e' appesa in alto. Entriamo, cerco di fare una foto a mio figlio, devo retrocedere per allargare il campo, inciampo nel rottame della serranda, mi sollevo d'istinto e do' una fragorosa testata allo spezzone di serranda appeso. Mio figlio ride con le lacrime agli occhi. Ludovico si sta divertendo.
Proseguiamo la salita, raggiungiamo la piazzola dove possiamo parcheggiare e proseguire il sentiero a piedi. Il sentiero e dritto e sale perpendicolare su per la montagna, Fa' caldo, guardo Ludovico e domando. Che facciamo? La risposta non puo' essere migliore. Andiamo via, viaggiare in giulia non e' poi cosi' male. Viaggiamo con i finestrini aperti, a differenza delle moderne vetture climatizzate, nella giulia possiamo apprezzare in pieno anche i profumi del viaggio, qualcuno concima ancora con il letame, speriamo di sentire anche altre fraganze. E' mezzogiorno fa caldissimo, e' il momento di spiegare a Ludovico l'utilita' dei deflettori. Non puo' conoscerli, sono scomparsi dalle auto moderne piu' di venti anni fa'. Gli piacciono, li ruota, ci gioca a lungo, lo vedo godersi il vento ad occhi chiusi, comincia a coniugare il verbo deflettere e mi domanda se l'aria viene deflett... defles... se insomma se l'aria arriva fino a me. Si mi arriva, ma gli dico anche che insieme al vento della corsa possono giungere anche gli insetti raccolti dal parabrezza. Dopo qualche minuto il deflettore e' accuratamente chiuso.
Al fianco di un salitone della Salaria noto un Bar paninoteca porchetta ecc. Ci fermiamo a fare uno spuntino. La ragazza ha gli occhi verdi ed e' gentile. Ci sediamo fuori. Ludovico ha ordinato delle salsicce arrosto. Le ordinera' per tutto il viaggio, e' monofago come il panda gigante delle montagne. Dal tavolo a fianco si alza un vecchio tutta panza e dal viso bruciato dal sole, saluta la barista e si avvia claudicando leggermente verso un vecchio camion fiat. Il fiat e' della serie 600 non so cosa sia precisamente ma avra' la stessa eta' della giulia, e' verniciato di un celeste acceso, e' tenuto bene. Mezzo giro di motorino di avviamento ed il grosso diesel e' in moto. In 20 metri mette tre marce e prende lentamente velocita'. Lo spuntino e' finito, riporto i bicchieri dentro il bar, la ragazza mi saluta con un "ciao, ciao ci vediamo". Mi ha salutato con un gran sorriso, come si saluta uno che passa tutti i giorni e si spera di salutare anche domani.. Resto interdetto, gli occhi verdi ce li ha lei, io no. Faccio notare a Ludovico che appena fuori da Roma la gente e' diversa. Al parcheggio una coppia con una classe A mi chiede di che anno e' la Giulia. Si riparte, squilla il cellulare di Ludovico, so che questa e' la prima telefonata della mamma; Va tutto bene mamma, sai mamma che qui la gente e' diversa da Roma sono tutti gentili! Sono soddisfatto, mio figlio ha capito un concetto che gli ho espresso in quattro parole e si sta guardando intorno. Ci fermiamo brevemente a Rieti. Ci rimarranno impresse le trasparenti acque del Velino. La giulia non perde un colpo, su una montagna davanti a noi e' impressa la scritta DUX . E' disegnata con degli alberi, alcuni sono stati sapientemente abbattuti fino a far apparire la scritta. Saranno passati piu' di 60 anni e la scritta e' in perfette condizioni. Credo che da queste parti qualcuno fa della manutenzione. Pranziamo ad Antrodoco. Un gioielliere ci ha segnalato la trattoria. E' Alfista anche lui ha una 164 e si e' informato sulla eta' e sulla cilindrata della giulia. Dopo L'Aquila deviamo per Campo Imperatore. Faccio il pieno di super a 98 ottani, mi aspettano chilometri di salite e non voglio che il motore batti in testa. Sulla sinistra ci appare una sorgente con tre canelle da cui sprizza dell'acqua che mi appare freschissima. Ci fermiamo con il muso della giulia in direzione della sorgente. L'acqua e' freschissima ne beviamo dei bei sorsi e riempiamo una bottiglia di plastica da un litro e mezzo. Devo riprendere il viaggio ma la giulia e' puntata verso la sorgente e la strada e' dietro di lei, noto che ho parcheggiato su uno sterrato. E' la situazione ideale per una partenza spettacolare. Avverto Ludovico che stiamo per fare una bella partenza. Non dovrei farlo, fino adesso ho rispettato la meccanica ed ho guidato come uno choffeur, ma lo faccio. Sterzo tutto a sinistra da fermo, motore imballato e su la frizione! La ruota anteriore sinistra fa da perno la giulia vibra e ruota su se stessa, controsterzo a destra e la giulia e' perfettamente allineata alla strada, guardo verso destra e mi vedo un camion che sopraggiunge seguito da altre auto. E' troppo vicino devo inchiodare e farlo passare. In quel momento mi vedo avvolto in un nuvolone di polvere, lo stesso nuvolone che avvolge un altro automobilista che si e' fermato ad attingere alle fresche acque della sorgente, chiedo scusa e riparto. Ludovico ha notato che quel signore in risposta mi ha mandato a quel paese. A quello brutto pero'. Capito papa'?
Non era un alfista.
La strada per Campo Imperatore e' bellissima, cose del genere non le ho viste neanche in Trentino e siamo solo a pochi chilometri da Roma. Arrivati a Campo Imperatore prendo una stanza nell'ostello che altro non era che la vecchia stazione di arrivo della teleferica. Ci sono due letti a castello e la stanza e' minuscola, non c'e' televisione. C'e' troppo silenzio qui, credo di non essere abituato. Mi ricordo che nella giulia c'e' una vecchia radio Grundig Miniboy sua coetanea, mi addormentero' con lei. La pagai 5.000 lire qualche anno fa, Aveva il cordino della scala parlante rotto, lo riparai alla perfezione. Nel black out nazionale di due anni fa mi fu utilissima. Ma oggi la scala parlante si blocca a meta' strada. Un po' mi maledico, se mi fossi portato una delle dieci radio che ho a casa , l'hi pod , o le cuffiette non avrei avuto problemi. Ma la vecchia Grundig prende comunque la RAI e delle stazioni locali molto gradevoli, non ho bisogno di altro, anche lei come la giulia alla fine il suo lavoro lo fa..
Ci svegliamo presto, abbiamo dormito male, alle 4 ci siamo svegliati entrambi, sapro' in seguito che anche il resto della famiglia a Roma si e' svegliato alla stessa ora. Non so se ci sia stato un motivo.
Al mattimo ci incamminiamo su per la montagna, spesso guardo se la giulia e' visibile nel parcheggio. Siamo a 2.000 metri ma il caldo si fa sentire. Il paesaggio e' incantevole . Dopo due ore siamo di ritorno. Voglio tornare a Roma per un'altra strada, torneremo prendendo la Tiburtina. Da L'Aquila deviamo per Avezzano, la strada si inerpica fra i boschi dell'Appennino. Ad un tratto vedo una macchina che si attacca al paraurti. E' troppo vicina, schiaccio l'accelleratore per distanziarla e tiro la terza. Davanti a noi c'e' un lungo e stretto rettilineo in salita, quando la terza e' prossima al fuori giri la macchina mi e' di fianco, metto la quarta e la macchina mi e' sempre affiancata, non voglio mettere in difficolta' l'altro automobilista, devo agevolargli il sorpasso e premo sul freno, ora vedo che si tratta di una Opel Vectra, ma vedo pure che il tizio vuole correre, bene. La strada e' in salita e non rischio con i freni, si corre. Arrivano i tornanti, scalate, frenate, doppie, la Giulia si corica e sbanda leggermente, devo remare con il volante e tenerlo con forza. Le gomme nuove inchiodano la giulia terra. Mio figlio si accorge che correre in auto e' diverso dal correre con i giochi della PLAYSTATION, credevo che avesse paura ed invece si diverte. Non so se sto facendo una cosa giusta. Non vedo piu' la Opel, anche se si era presa un bel vantaggio all'inizio, dovrei almeno intravederla, con queste curve non si puo andare piu' veloce di cosi'. Ludovico mi dice che abbiamo passato i cento all'ora su questa strada e che forse la Opel ha girato ad un bivio che abbiamo appena passato. Rallento. Ludovico e' eccitato mi rifa' i versi del motore, gli dico che il mio amico Felice ha modificato le sue Alfa con i cornetti di aspirazione che migliorano l'accelerazione e fanno diventare il rumore del motore come quello dei giochi delle PLAYSTATION. Ludovico vuole la modifica.
Torniamo verso Roma, fa caldo, ho la schiena completamente bagnata di sudore. Forse per questo l'ALFA ha chiamato questo tessuto CINGHIALE MAREMMA. Ho sopra la schiena il sudato ventre di un cinghiale, l'assioma non e' gradevole, ma da questi pensieri da viaggiatore stanco, vengo risvegliato da un toc proveniente dal volante, si ripete nelle curve. Deve venire dalla scatola di sterzo. Ho esagerato, ho rotto qualcosa durante il gran premio della montagna. Lo dovevo immaginare, mi ero ripromesso di risparmiare la meccanica, ma sono sempre lo stesso smanettone.
Faccio attenzione, dopo i freni ora anche lo sterzo. Tempo fa una citroen 2cv mi lascio' senza sterzo e la cosa e' molto brutta. La macchina senza sterzo e' incontrollabile, e' meglio perdere una ruota. L'unica cosa che mi conforta e' che ho i freni difettosi, nella seppur remota ipotesi che rimanessi senza sterzo, la frenata porterebbe la macchina verso il margine di destra. Sempre meglio che andare a sinistra e fare un frontale.
Ci avviciniamo a Roma, arrivano le fabbriche, i paesi dei pendolari, vedo i visi slavati degli extracomunitari dell'est che camminano con le buste mezze vuote dei discount. Il traffico si fa piu' frenetico e cominciano i primi colpi di clacson. Non e' una bella vita, ma questa in fondo e' anche la mia vita. Toc! Lo sterzo mi risveglia dai miei pensieri. Non e'facile trovare una scatola sterzo come ricambio, forse ho danneggiato gli attacchi alla scocca, sono di essere nei guai. Arriva il raccordo Anulare e' con lui finiscono le strade sconosciute. Il viaggio e' finito. A me ed a Ludovico ci sono mancati rispettivamente la moglie ed il figlioletto e la mamma ed il fratellino e noi siamo mancati a loro. Ludovico ha salutato la mamma con entusiasmo ed al fratellino ha detto: lo sai che papa' modifica la Giulia con delle cose che non ho capito ma fanno un bel rumore? Abbiamo percorso poco piu' di 500 km ma siamo soddisfatti del nostro viaggio lungo e avventuroso. Ludovico si e' divertito e da ora in poi il nome Giulia iniziera' per maiuscolo.
Il giorno dopo Ludovico e' disponibile ad aiutarmi a sistemare la Giulia, non l'aveva mai fatto prima. Apro il cofano e faccio ruotare lo sterzo da Ludovico. Noto che la scatola dello sterzo si muove leggermente, ma si muove anche il coperchio superiore, due dei quattro dadi sono lenti. Dopo averli stretti mi ricordo anche che nella scatola sterzo e' contenuto dell'olio. La scatola e' quasi vuota e ne aggiungo circa 0.2 litri. Facciamo un giro di prova, e la Giulia non fa' piu' Toc! Ed incredibilmente frena abbastanza dritta. Io, Ludovico e la Giulia ci vogliamo piu' bene.
Bubbo


carl84

non posso far altro che darti un positivo  (appl) !! bella storia emozionante,certe cose solo alcune auto le san dare .. (guid) a me piace da morire stare al volante della Giulia,un'ottima sterzata controllo e tutto il resto ottimo,basta che si fa un giro anche se l'auto ├Ę stata ferma per qualche anno che tutto ritorna come prima  (superok)
salvaguardiamo il nostro patrimonio automobilistico "salviamo le nostre auto dalla pressa"

http://carepocaromeo.altervista.org

scanner79

Un karma punto anche da parte mia. Bella storia.
Certe volte ├Ę meglio tacere e passare per idioti che parlare(scrivere) e dissipare ogni dubbio!!!

Aspes

Bella Bubbo .... e mi piace sentire raccontare di questi posti vicino a Roma, posti che io sto' scoprendo ora un po' alla volta.
Mio Padre quando avevo 12/13 anni al massimo mi portava in giro in auto tirando sempre un po'.
Non preoccuparti Bubbo, hai fatto bene a tirare la Giulia, e quando Ludo sarà grande, si ricorderà e vorrà guidare come hai fatto tu.
Lo sai vero che gli stai facendo fare cose che si ricorderà per tutta la vita ?
E cos├Č deve essere ........

Aspes !!!
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
e il cuore di simboli pieno.