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Accensione Transistorizzata

Aperto da COIO3, 17 Settembre 2010, 18:52:46 PM

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COIO3

Citazione da: fabri2cv - 23 Settembre 2010, 17:07:10 PM
Mimmo, potresti gentilmente postare il link del rivenditore del kit velleman ?

www.futuraelettronica.it ---->     SCATOLE DI MONTAGGIO > APPLICAZIONI VARIE > ACCESSORI PER AUTO > Cod. 8220-K2543


Citazione da: fabri2cv - 23 Settembre 2010, 17:07:10 PM
Grazie  (felice)

eddeche'  ;D



Bye. Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3






Di solito non mi riferisco agli oggetti usando nomi di persona, mi servo del nome comune col quale ho imparato a riconoscerli; nel caso della mia accensione transistorizzata, affibbiargli un nomignolo aveva un suo perche'; quando la tirai fuori dal cassetto fui assalito dal rimorso per avercela tenuta dentro tanto a lungo.

Per semplice associazione d'idee mi venne da pensare che solo una donna di fede Indu' mi avrebbe atteso fedelmente e senza avere notizie per tanto tempo; qualsiasi altra femmina di qualsiasi altra confessione, che so io ... una Peppinuzza o una Caterinella o magari anche una Assuntina, mi avrebbe mandato a sciacquare lattughe gia dopo ventiquattro ore.

Non pensai a fotografarla quando l'assemblai, ho rimediato adesso, dopo quasi 2000km di percorrenza; adesso che e' viva e in servizio attivo.






La ricoverai dentro la scatoletta che avevo acquistato per l'aborto che tanto mi aveva deluso.

Manjula non batte' ciglio, accetto' di buon grado la sua condizione di compagna di "secondo letto".



Le istruzioni consigliavano di cablare con filo di rame di sezione di almeno 1mm, idoneo a sopportare 4 ampere, io volli abbondare in quell'occasione.

Riciclai il cavo di alimentazione di un Kelvinator, un vetusto frigorifero che giaceva indisturbato nelle adiacenze dell'ingresso di una villetta comunale in cui le madri si guardano bene dal portare i propri pargoli; fu una mano fortunata anche quella, niente che assomigli a rame o alluminio giace a lungo sui marciapiedi della mia citta'.

Saldai i componenti con perizia e senza falsa modestia, facendo in modo che quelli che erano destinati a scaldarsi non rimanessero aderenti al circuito quanto piuttosto leggermente sollevati, nella fattispecie i due diodi zener e le resistenze da 1w destinate ad alimentare le puntine, alimentarle con poca tensione e pochissima corrente, la qual cosa permette loro di vivere senza pensieri e senza fatica per tanti kilometri.








In primo piano il dissipatore del transistor di potenza, e' lui che fa le veci delle puntine e, ve lo garantisco, lui non scintilla, si limita a scaldarsi.

Quando le puntine sottoalimentate si chiudono il transistor si porta in conduzione e permette alla bobina di collegarsi a massa, cosa questa che le consente di gonfiarsi di elettroni fino a saziarsene.

Quando le puntine sottoalimentate si aprono il transistor taglia l'alimentazione alla bobina, cosa questa che la bobina digerisce molto male, nel senso che gli elettroni al suo interno rimangono interdetti, un po' come quando Rainman e' chiuso in una cabina telefonica col fratello e ad un tratto esclama: "oh, oh ... farting!".

Gli elettroni si comportano esattamente come il fratello ganzo di Rainman, vorrebbero scappare ma sono incastrati tra le spire del primario; e' per questo motivo che decidono di trasferirsi in massa fra le spire del secondario che a sua volta e' collegato alle candele.

Giunti nella camera di combustione gli elettroni lasciano la candela gridando a scuarciagola: "meglio bruciati vivi che gasati in una cabina telefonica!".

In secondo piano il condensatore, elemento indispensabile al corretto funzionamento della bobina; infatti per il corretto funzionamento del circuito il condensatore originale viene sconnesso dalla scatoletta delle puntine e in vece sua si usa quell'affare giallo, collegato a valle del transistor di potenza.

Se ci figuriamo gli elettroni come fossero un auto in corsa allora il transistor (o le punte, nella configurazione originaria) rappresentano il guard-rail.

L'auto in corsa cozza sul guard-rail e comincia a rimbalzare e rotolare di qua e di la fino a dissipare tutta la propria energia.

Il condensatore si comporta invece come un bunker di cemento armato, un bunker dove l'auto cozza e si spiaccica dissipando in un istante tutta la propria energia.

Al fine di ottenere una corretta accensione della miscela in camera di combustione a noi interessa che gli elettroni muoiano sul colpo e tutti assieme, pulvis eris et in pulverem reverteris.



segue, Mimmo.

Asha Puthli - The Devil Is Loose ("Non Stop" - 1978)
Whatever Works ;)

COIO3





Quando decisi che Manjula non doveva morire mi preoccupai di indagare riguardo le sue abitudini alimentari.

Il manuale suggeriva una dieta di quattro Ampere costanti; mentre mi documentavo capi' all'istante che avrei potuto attingere quei 4A dal connettore asservito al regolatore di tensione.



Mesi prima il vecchio Ducellier, tester alla mano, aveva dato prova di estrema pigrizia; traviato dalle letture forumistiche mi provai di raggiungere la famigerata vite di regolazione e ... ne rimasi ustionato, quell'affare scaldava come un arricciacapelli.

Lottai per una buona mezzora con quell'aggressivo meccanismo finche', esacerbato dalla sua mancanza di collaborazione, gli rimproverai: "dove ti credi di essere? qui non siamo mica al catasto!" e lo licenziai sui due piedi; quello per ripicca si porto' dietro la sedia come se vi fosse stato saldato sopra.

Non fu difficile rimediare un regolatore di tensione elettronico, dovetti pagarlo, e' vero, ma non ebbi a pentirmene, si trattava di roba vintage, "Made in U.S.A" come il boss, insomma roba di lusso ... come il controfiletto di vitellina, stesso prezzo.

Subito dopo mi diedi da fare per trovargli acconcia sistemazione senza trascurare di imbracare la batteria che, dopo il licenziamento del tostapane, era rimasta "sciolta", senza reggipetto intendo.

Rimediai un superbo pezzo di grondaia, quell'affare che si incarica di raccogliere l'acqua piovana che scivola sulle tegole, l'istinto mi suggeriva si trattasse di metallo restio ad arrugginire; lo modellai "brute force" servendomi di una morsa da banco, lo spertugiai li dove ritenevo fosse opportuno spertugiarlo e infine lo fasciai con nastro isolante li dove avrebbe potuto stuzzicare il morsetto positivo della batteria; lo fasciai dopo che mi scoppietto' tra le mani, il famoso senno di poi ...

Terminato il prezioso manufatto lo provai sistemandolo addosso alla batteria; agganciate le bretelline laterali mi allontanai di un passo per meglio raccogliere un'occhiata d'insieme e mi accorsi di aver creato una sorta di guepiere capace di accogliere tra le sue generose coppe il lussuoso regolatore; la stessa Manjula trovo' conveniente sistemazione andando a riempire la seconda coppa rimasta vacante.








A differenza del suo predecessore il nuovo regolatore riusciva a svolgere il proprio dovere succhiando solo pochi milliAmpere di corrente, lasciando disponibile un bel po' di linfa che avrebbe convenientemente nutrito Manjula, senza per questo saturare la capacita' del cavo di alimentazione ne' quella del fusibile preposto a proteggere quel tratto di circuito.

Senza indugio alimentai la mia scatoletta derivando dal cordone ombelicale che nutriva il regolatore, cordone formato da cavo rosso/nero che non avevo acquistato e del quale in conseguenza di cio' avevo largheggiato.

Avrei voluto usare del nastro isolante per sigillare la derivazione ma scartai subito l'idea, quella soluzione aveva un che di provvisorio e la trovai di cattivo auspicio e, mi si consenta, di auspici cattivi  io me ne intendo.

Ricordai di avere un connettore a striscia pieno zeppo di vitine dove poter inserire saldamente i cavi; decisi di usare quello e andai a tirarlo fuori dal cassetto etichettato "Lost & Found".

Gli specialisti chiamano quel genere di connettore usando un termine antidiluviano, "mamut" se non vado errato, il che se non altro mi convince si tratti di connettorizzazione di consolidata efficacia.

Quel genere di connettore, assieme al filo rosso/nero, e' tra le prime cose che i vostri amici vi mostrano quando decidono di indispettirvi ostentando orgogliosi la loro sterminata attrezzatura; in quei casi io mi limito ad osservare: "hai tante cosine interessanti nel tuo laboratorio ...".

Mi dispiacque tantissimo di non poter usare il nastro isolante in quell'occasione, il nastro isolante e' la cosa che scivola piu' facilmente nelle tasche strette dei jeans, fate la prova se non credete.

Io adoro il nastro isolante, lo uso un po' dappertutto, tranne in cucina, per la preparazione delle pietanze intendo.

Ricordo di averlo usato anche quella volta che mi sfondai il dito indice tentando di scoperchiare il caveau delle puntine; rimediai fasciando con carta da guarnizioni e stringendo con quattro giri di nastro; attagno' all'istante.

C'e' poco da storcere il naso ... solo esponendosi ad avvelenamenti e a virulente infezioni batteriche e' possibile costruirsi una vigorosa dotazione di anticorpi izzaKortnoKiloK (Verdone, in "Acqua e Sapone").


segue Mimmo


1-2-3-4 GIMME SOME MORE!
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fabri2cv

A parte la casa di Manjula, che ha il tipico aspetto di un contenitore per telecomandi e la faccia di quell'americano che dovrebbe gestire la corrente dell'alternatore è tutto perfetto, sopratutto l'impagabile cronaca che è sempre esilarante, queasi un must di questo forum  ;D

PS

"The devil is loose"

avevo confessato la mia ignoranza musicale e difatti dal titolo temevo si trattasse di brano di una rock band satanica  (stupid) ...solo dopo ho visto il video, pezzo che tra l'altro conosco perfettamente. Più che altro sono sempre stato ostile a ricordare i nomi dei brani e degli artisti, lo stesso mi accade quando conosco qualcuno, dopo 3 secondi mi sono già dimenticato il nome  (help) , lo stesso ovviamente vale per i film e gli attori  (sorpreso)

Una 2 cavalli non ti lascia mai a piedi
...sempre che non gli girino le balle!

COIO3

Trovata degna sistemazione a Manjula mi spostai all'estrema periferia anteriore del vano motore; avevo da saldare vecchi conti in sospeso e spazzare via il vecchio per far posto al nuovo.

Adoro quel cofano motore, vi regno sovranamente incontrastato.

Avevo sempre avuto un buon rapporto con la mia ventola, pur diversamente abile mostrava un contegno irreprensibile; all'occhio del profano poteva sembrare cocciuta e ostinata tuttavia aveva il dono di saper ascoltare e quando riconosceva buone le argomentazioni del proprio interlocutore recedeva dalle proprie posizioni senza farsi pregare piu' di tanto.



segue, Mimmo

Shakin' Stevens - Green Door
Whatever Works ;)

COIO3

Arrivato alla bavetta ebbi la sorpresa di notare una evidente variazione nella sua solita e indisponente "espressione facciale".

"Che piacere vederti!" esclamo', come facevano le compagne di classe quando andavano ai balli e non se le filava nessuno; io ... muto.

"Chi l'avrebbe detto, dopo tanto tempo ..." tento' di blandirmi; aveva l'espressione di chi ha imparato quanto perfido e tiranno possa dimostrarsi il tempo; io ... muuto.

"Sei sempre il solito, audace e di poche parole ..." mi incoraggio', mentre le slacciavo i bulloncini da 8 delle bretelline; io ... muuuto.

"Ce l'avrai mica con me?" mi interrogo' con aria smarrita, mentre controllavo le fessure del radiatore.

Strillo' qualcos'altro mentre mi disponevo a lanciarla via ma non le stetti a sentire, piuttosto le rinfacciai "dove ti sei fatta l'estate ti farai anche l'inverno, puoi credermi sulla parola!".

Da quando avevo montato il radiatore nuovo quella bavetta aveva perso tutta la sua sudicia avvenenza e la sua appetitosa ritrosia.



segue, Mimmo.


04 - Why Do You Treat Me This Way
Whatever Works ;)

COIO3

Arrivai all'enigmatica scatoletta delle punte; ci crediate o no, quella scatoletta odiava il colore rosso.

Indossavo la mia camiciona di flanella a quadrettoni rossi il giorno che tento' di tranciarmi l'indice, non riuscendo a mozzarmelo si vendico' sulla camicia riducendola a brandelli.

Indossavo una maglietta rossa anche il giorno in cui si rifiuto' categoricamente di lasciarsi penetrare, quasi avesse le vitine saldate; si trattava di una maglietta decorata con il busto di Ernesto Guevara nel periodo in cui si era gia impratichito nell'uso delle armi, era gia diventato il "Che" intendo.

Per un certo periodo si rifiuto' sistematicamente di lasciarmi inquadrare l'anticipo; si rifiutava tutte le volte che indossavo i guanti per proteggermi dai suoi agguati; poi un giorno smise di osteggiarmi, divento' piu' collaborativa quando buttai via i guanti col bordino rosso e ne indossai un paio nuovo, simile ma col bordino azzurro.

Quel fatidico giorno di cui scrivo avevo deciso di ricorrere a contromisure estreme; vi sembrera' sciocco, lo so, tuttavia lo riporto per dovere di cronaca.

Indossai una maglia rigorosamente nera, oddio ... era stata nera da giovane, tuttavia rimaneva ancora sufficentemente scura.

Un paio di costosi guanti da giardiniere color antracite mi garantivano riparo da eventuali aggressioni.

Per ulteriore scaramanzia avevo indossato dei boxer color "BellAbbissina" artisticamente decorati dal maschio e incoraggiante motto "Memento Audere Semper", stampigliato proprio all'altezza del Capo di Buona Speranza.

Quel giorno fatidico avvicinai il giravite alla scatoletta e quella si dimostro' straordinariamente arrendevole e le vitine vennero via come se qualcuno le girasse dall'interno; e' la nuda e cruda verita', liberi di non crederci.

Non posso affermare che quella scatoletta avesse un orientamento politico, non posso farlo e non lo faro', mi limito a riportare i fatti, ambasciator non porta pena semmai una buona speranza.



segue, Mimmo.

Shakin' Stevens - This Ole House [totp2]
Whatever Works ;)

COIO3

Le puntine mi aggredirono con veemente isteria verbale.

"Chi sono quelle puttanelle tedesche?" abbaiarono.

"Quali tedesche?" risposi, trasecolando come cadessi dalle nuvole.

"E poi, chi l'ha detto che non sono serie ..." tentai di difendermi, cadendo miseramente nella loro astuta trappola.

Posso raccontare incredibili e iperboliche panzane quando ho la coscienza pulita ma non quando sono in mala fede, e' un mio limite, diversamente bazzicherei nel forum BMW.

"Sai benissimo di chi parliamo, quelle bugiarde che si fanno passare per "Franzose" mentre sono soltanto delle sporche mangiakartofell ...".

"Non sono sporche ..." replicai timidamente, incapace di mentire.

"Ti abbiamo dato i migliori mesi della nostra vita ..." cominciarono a piagnucolare.

"Lo so, lo so e ve ne sono immensamente grato, avete fatto del vostro meglio, adesso e' ora che riposiate ..."

"FINIREMO IN DISCARICA!" strepitarono.

"Assolutamente no, lo giuro, resterete per sempre con me, solo vi riposerete, ho gia pronto un posticino comodo e asciutto ..."

"Il cassetto Lost & Found?" domandarono speranzose, rianimandosi un pochino.

"No ... ma che cassetto ... quello e' per gli amici ..." balbettai sbigottito.

Ma come caspita facevano a sapere gli affaracci miei? ... roba da matti.

"Noi ti siamo state sempre amiche!" protestarono indignate.

Le punte sono fatte cosi'; o piangono per farvi sentire in colpa oppure vi aggrediscono per farvi sentire nuovamente in colpa, un ennesimo e irrimediabile caso di "uallera abbuffata"

"Per amici intendevo ... " tentai di spiegare, ma poi rinunciai sopraffatto dall'assurdita' della situazione.

"Le put.. le tedesche le ho prese a mezzo servizio, un lavoretto semplice, sarebbe stato umiliante per voi ..." cercai di adularle.

"Voi siete le predielette, starete sempre con me, nel cofano posteriore, pronte ad intervenire in caso di bisogno" mi provai a rassicurarle.

"Il cofano e' rumoroso, ed e' anche freddo da quando hai tagliato il terminale della marmitta!" mi rinfacciarono, apostrofandomi con una indisponente vocetta stridula.

"Bella riconoscenza ..." attaccarono, quelle velenose impiccione.

Era piu' di quanto fossi progettato per sopportare.

"Oh! ma perche' non ve ne andate un attimino a sciacquare lattughe!" sbraitai, strappandole fuori dalla scatoletta.

Le punte sono fatte cosi', vanno avanti fino a quando colmano la misura, quando la misura "trabocca" si decidono a piantarla e ... vanno in giro a dire che siete un bastardo intrattabile.



segue, Mimmo.

Shakin Stevens - You Drive Me Crazy
Whatever Works ;)

COIO3

Rivoltai la scatoletta con cameratesca e maschia risolutezza e mi adoperai per liberare "monsieur" dalla sua rigida braga.

"Giunta e' l'oVa che volge il disio, convien c'agli amici io dica addio ... nevveVo?" esordi' con amara enfasi.

Avevo notato che ogni qualvolta lo toccavo sotto, il mio "condensator" principiava a poetare e gli si scioglieva un'erre moscia da far accapponare la pelle.

"E' dunque vero?" mi chiese con voce lamentosa, quando ebbi smesso di pastruniarlo.

"Tu quoque, Brute ..." gli rimproverai, facendo in modo che il mio viso esprimesse tutta la mia delusione.

"Jean Pierre!" mi corresse il pedante gallo, arricciando le "erre" come se avesse le adenoidi intasate dal muco.

"L'ho vista, sai, quella scatoletta dans la coffre, so bene cosa contiene ... le batard cochon, sans pere, sans mere ..."

"Da chi l'hai saputo? Le punte, le amichette del cuore ..."

"Jamais! ces maudite putain, ces mauvaise langue ..." accuso' con veemenza, cercando di addossare alle "cuginette" tutto il suo fardello di correita'.

"Cochon, putain, batard ... certo che avete creato un bell'ambientino signorile quaggiu'!" esclamai indignato, "e io lassu', con lo sterzo in mano, a raccomandarmi l'anima a Cristo!"

Jean Pierre, seppur petulante e umorale, era d'indole assai gentile e raffinata, tronco' immediatamente quella discussione che lo screditava ai miei occhi.

"Che ne sara' di me?" chiese con un filo di voce, come recitasse un'orazione funebre.

Armatomi di pazienza gli spiegai cosa avrei fatto di lui, gli spiegai a cosa era destinato e anche a lui offri' parole di stima e di eterna riconoscenza.

I miei progetti non incontrarono la sua approvazione.

Comincio' a piagnucolare dicendo che quand'anche si fosse liberato dell'unto sarebbe rimasto comunque esposto alla polvere e all'aria aperta (lamento' vari e inesistenti acciacchi); termino' dicendo di disapprovare "in toto" le mie scelte trovandole intollerabilmente degradanti.

"Je m'en fous" lo liquidai, emettendo la mia sentenza senza appello.

Sistemato che l'ebbi, saldamente ancorato alla barra dei fari sotto la bobina, presi a lustrarlo per liberarlo dal nero velo untuoso che offendeva la sua lucida corazza.

"AmoV c'a nullo amato amaV peVdona ..." attacco'.

"AmoV c'al coV gentil Vatto s'appVende ..." prosegui' con voce piena di enfasi libidinosa.

"Finiscila ..." lo ammoni', con la solita cadenza dialettale di cui ho gia dato accenno; non mi dispiaceva che poetasse, solo l'avrei voluto piu' maschiamente virile, meno moscio dico.

Intendiamoci, raccontando quello che racconto non voglio insinuare proprio nulla, mi limito ad osservare che per il lavoro che era tenuto a svolgere, Jean Pierre si dimostrava esageratamente raffinato.



segue, Mimmo.

Shakin' Stevens - Shirley 1982
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COIO3

Posizionata ed alimentata Manjula, "ripulito" il vano elettrico competente per territorialita' alla scatoletta delle punte che nel frattempo avevo ribattezzato "giovane avanguardista", mi rimaneva di effettuare gli ultimi collegamenti.

Per intercettare il connettore "femmina" delle puntine nonche' il piu' gagliardo connettore maschio che si protunde dalla bobina mi abbisognavano dei connettori che in questa sede si conviene definire "a banana".

Non fate come me, non perdete tempo a rovistare nei cassetti di amici e parenti, nessuno possiede connettori "a banana".








Mi riusci' di scovare gli esotici connettori da "U Bruttu", una botteguccia sita nei pressi della sedicente zona industriale della mia citta', zona malfamatissima nella quale mi recai a piedi quasi scalzi e abbigliato come un senzatetto, per non destare sospetti.

L'ergastolano che me li vendette aveva i modi poco urbani di un razziatore di cavalli a mano armata; se non era il calcio di una pistola quello che gli sporgeva all'altezza del rene destro allora si trattava di un'ernia spinale di forma perlomeno insolita.

"The Ugly" sbatte' sul tavolaccio un maschio e una femmina della razza che avevo richiesto, probabilmente li sbatte' per farmi capire chi e' che comandava; i connettori mi guardarono come se mi scongiurassero "portaci via di qui", il pistolero mi guardo' con la tipica espressione da "due euro".

Calcolai che versando due euro per due connettori avrei pagato vile metallo alla modica cifra di ventottomila euro la libbra; dopo acuto calcolo mentale mi decisi a chiedere quattro femmine e quattro maschi; tenendomi sotto i dieci pezzi il grassatore non avrebbe avuto il coraggio di raddoppiare la posta.

Per fargli capire che non scherzavo cominciai a grattarmi la natica destra con l'ardore di chi preferisce la rude abrasione meccanica alla molle carezza del sapone; "U Bruttu" capi' che ero un osso se non proprio duro quanto meno sporco, non ebbe il coraggio di rilanciare e io mi portai a casa il mio "piatto di parol", a settemila euro la libbra.






Tornato a casa ebbi la soddisfazione di vedere il connettore femmina calzare a pennello al maschio della bobina mentre il connettore maschio si precipitava e scompariva tra le voluttuose spire della femmina delle punte; durai fatica a convincerlo a venir fuori; mai visto un connettore cosi' innamorato, lo considerai di buon auspicio.

Giunto a quel punto mi bloccai pensando a cosa fosse piu' intelligente fare, se portare i contatti dalla barra fari a Manjula oppure se non convenisse meglio allungare i contatti da Manjula alla barra fari; uno spezzone di cavo elettrico che giaceva da tempo sul fondo di "Lost & Found" si dimostro' sufficentemente bidirezionale per risolvere la questione senza che io avessi a disturbare la corteccia cerebrale.



Trovai giudizioso far correre il nuovo cavo accanto alla matassa di cavi preesistente; sarei tentato di affermare di aver scelto delle fascette "color che fosforesce" per far meglio risaltare il contrasto cromatico nella foto; in verita' anche quelle oscene fascette vennero fuori da "Lost & Found" il che, se non altro, denuncia il cattivo gusto di colui che le acquisto'.






Subito dopo aver garantito la necessaria continuita' elettrica a Manjula mi avvidi di aver lasciato sguarnito l'ombelico del "figlio della lupa"; le vecchie cuginette mi avevano tanto esasperato da farmi dimenticare di montare "Lily e Marlen" attorno alla camma dell'ermetico camerata.

Subito dopo aver sistemato le teutoniche gemelle recuperai l'occorrente per inquadrarne la fase e l'alzata e li ebbi un attimo di titubanza; per poter procedere secondo l'uso consueto avrei dovuto chiedere l'aiuto di "Jean Pierre" che aveva smesso di darmi confidenza da quando l'avevo spostato ai piani alti.








Infilai la proboscide di Jean Pierre nel maschio libero della bobina, subito appresso attorcigliai un capo libero della lampadina e alla fine calzai la femmina delle punte al fine di compattare il tutto.

Accarezzai la coda di Jean Pierre e non appena quello comincio' a cantare "La pVima cosa bella che ho avuto dalla vita ...", un brano di Nicola di Bari che i meno giovani ricorderanno sicuramente, mi senti' abbastanza fiducioso da dare corrente all'impianto e procedere alle necessarie regolazioni; risolsi in 2 minuti.



Capi' di aver proceduto bene quando udi' "Lily e Marlen" gridare "Eia-Eia-Eia" e il giovane avanguardista rispondere, per la prima volta da che lo conoscevo, "Alala'"; andavano d'amore e daccordo e anche stavolta trovai la cosa di buon auspicio, sospettosamente di buon auspicio.

Le cose stavano filando troppo lisce, per ritardare la prova finale rimontai tutto quanto era necessario rimontare al fine di avere la vettura in "assetto da corsa", alla peggio avrei adulato Jean Pierre e sarei tornato a casa comunque; quando terminai di rimontare mi accorsi che il connettore maschio di Manjula si protendeva "motu proprio" in direzione della femmina delle punte, l'ultimo disperante propizio auspicio.








In preda al piu' nero scoramento ... infilai la femmina di Manjula al "-" della bobina ... il maschio si era gia infilato da solo nella sua sede naturale ... appoggiai la fronte allo sterzo ... chiusi gli occhi ... appiccai il fuoco.

Non c'e' da guardare la luna e nemmeno da contare gli auspici propizi, c'e' una sola regola a questo mondo ... la fortuna aiuta gli incapaci.

Il mio cavallo senza nome si mise a nitrire con commovente regolarita'.

Io, come a sottolineare che non ci volevo credere, mi misi a sbraitare come se Mike Tyson si fosse invaghito di me.



segue, Mimmo.

BORN TO BE ALIVE - Patrick Hernandez
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COIO3

Come va? Bene, grazie ;)

Il manuale che accompagna l'accensione Velleman, da me ribattezzata Manjula, elenca i seguenti vantaggi derivanti dall'uso di una accensione transistorizzata.


Avvio migliore

Verissimo, il motore si avvia meglio; ho portato la 2cv dal livello del mare ai 1100 metri di altezza guidando ad andatura ben piu' allegra del mio consueto al fine di stressare la meccanica.

Il motore non perde un colpo e anche spegnendolo in cima alla salita si mostra rapido a rimettersi in moto, per quanto caldo sia.

Resta il fatto che quando la benzina trabocca dalla vaschetta sgocciolando dall'apposito forellino alla base del collettore la vettura vuole il suo tempo per rimettersi in moto, ma questo credo sia un problema riguardante il reparto alimentazione.


Minor inquinamento

Balle, lo scarico puzza come il suo solito; l'unica cosa che ha redento "i miei fumi" e' stata la revisione della testata; non ho fatto analizzare i gas con l'apposito strumento, tuttavia "a naso" non mi sembra che siano da "bollino verde".


Risparmio di carburante

Magari ... c'e' un risparmio, e' vero, su e giu per le mie montagne, percorrendo sempre e soltanto le solite strade, si guadagnano circa 500 metri, come dire 15.5 Km al litro invece di 15. Suppongo che a parita' di prestazioni, percorrendo sole strade di pianura non si realizzi alcun risparmio.


Miglior rendimento ad alta/bassa velocita'

Vero, per quanto riguarda la bassa velocita', o per meglio dire il basso numero di giri.

Se spalanco la seconda attaccando un tornante "tosto" il motore riprende senza strozzarsi, anche sotto i 30Km/h; il miglioramento piu' evidente l'ho notato in pianura, in 4a marcia, aprendo il gas, gia a 2000 giri, il motore riprende con vigore senza perdere colpi, senza sputacchiare, senza sussultare, vibra ma prosegue con "vigore"; insomma il miglioramento c'e'.

Raramente mi spingo oltre i 4000 giri, sicche' non posso riportare gli eventuali benefici "a tavoletta".


Minor consumo delle puntine

Verissimo, ho gia percorso oltre 2000 km e a vista "Lily e Marlen" sono ancora immacolate; credo che possano andare avanti ad oltranza, per molti molti km.




Insomma se l'avessi saputo in anticipo l'avrei montata molto prima sta benedetta accensione, sempre che ne avessi avuto il coraggio.

I benefici si riscontrano nei momenti dove candele/punte/condensatore mostrano i loro limiti, spalancando l'accelleratore a basso regime, ad alta temperatura, in caso di carburante "fuori norma" etc.

Provando i benefici di questa versione "artigianale" posso credere alla parola di tutti coloro che vantano la dolcezza di funzionamento delle vere centraline elettroniche, quelle il cui microchip permette di variare efficacemente la curva di anticipo di accensione secondo le condizioni reali di utilizzo.

L'unico vantaggio della mia artigianale scatoletta rispetto alle soluzioni professionali e' che, dovesse defungere, mi basta staccare i connettori a banana, collegare le punte e il condensatore esterno al terminale della bobina e ... torno a casa.

Concludendo, tanto divertimento, pochi vantaggi, una backdoor non disprezzabile; onestamente niente di piu' e niente di meno.


Un'ultima parola riguardo al modo di "porgermi" al forum.

Non credo che quello scelto da me sia il modo migliore di proporre qualcosa di serio o interessante, specialmente nei topic riguardanti la meccanica.

Disgraziatamente quello che ho adottato e' l'unico modo di esprimermi che mi e' congeniale, la scelta nel mio caso sarebbe se fare il buffone pur dicendo qualcosa di utile oppure non dire niente del tutto; se mi capitasse in seguito di aver qualcosa di serio da dire, se mi capitasse di dirlo in un periodo meno "scanzonato", allora faro' pubblica ammenda.

Io ho fatto la mia scelta, so che risulta disprezzabile alla maggioranza di chi legge, me ne scuso.


P.S. Le foto sono una merda, lo so; la musica, per quanto possibile, anni '70.


Bye. Mimmo.

Santa Esmeralda - Don't Let Me Be Misunderstood
Whatever Works ;)

scanner79

Io invece ho trovato tutto molto simpatico!!!

Un modo diverse per descrivere meccanica ed elettronica.

Se molti docenti scegliessero questo metodo per insegnare, molti sarebbero gli alunni felici ed forse imparerebbero anche qualcosa!!!

(felice)
Certe volte è meglio tacere e passare per idioti che parlare(scrivere) e dissipare ogni dubbio!!!

bulè

E' sempre un piacere leggerti mimmo!!

Una domanda, non capisco come mai tu abbia divuto staccare il condensatore; io, montando la centralina R5 non ho dovuto fare quella modifica, anche se un secondo "Jean Pierre" l'ho comunque fissato alla barra fari per le evenienze.

COIO3

Citazione da: scanner79 - 30 Settembre 2010, 14:54:27 PM
Un modo diverse per descrivere meccanica ed elettronica.

Si, un modo molto diverso  (muoio) resta il fatto che a qualcuno potrebbe dare fastidio, mi sembrava giusto chiedere venia.

Quello che scrivi mi fa ricordare che non ho ringraziato tutti quelli che hanno avuto parole di apprezzamento o che si sono comunque in qualche modo divertiti a leggere le mie peripezie.

L'avrai notato, non rispondo mai a chi mi rivolge dei complimenti perche' ... mi imbarazzano, il che probabilmente significa che tutta questa faccia tosta non ce l'ho, non cosi' tanto tosta ;D con te ovviamente e' diverso, tu ormai sei di famiglia  (abbraccio)

Grazie a tutti  (felice)


Bye. Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3

Citazione da: bulè - 30 Settembre 2010, 15:23:42 PM
non capisco come mai tu abbia divuto staccare il condensatore

Ciao bule, grazie anche a te  (abbraccio)







Ho scollegato il condensatore essenzialmente perche' nello schema allegato al kit si impone di scollegarlo.


Non sono in grado di capire se tenendolo al suo posto possa influenzare il circuito impedendogli di funzionare correttamente.


Quello che so con certezza e' che nel caso il condensatore andasse in corto, il circuito smetterebbe di funzionare, perche' pur aprendosi le punte la corrente continuerebbe a fluire attraverso il condensatore e il transistor pilota (T1) non riuscirebbe a vedere alcuna variazione di tensione sulla sua base.

Spulciando qua e la, in piu' di un'occasione ho letto che non e' strettamente necessario che il dielettrico salti per mandare in corto un condensatore, alle volte e' sufficente l'aumento della temperatura per fargli perdere buona parte delle sue capacita' isolanti; in pratica quando riscalda ti combina casini e quando si raffredda fa lo gnorri  (muro)


La cosa divertente di "Jean Pierre" e' che quand'anche saltasse il condensatore sul circuito (C1), lui o l'altro "figlio di nessuno" che tengo di scorta, potrebbe facilmente prenderne il posto.

Accensione transistorizzata a parte, dopo quanto letto sul forum avevo deciso di spostare comunque il condensatore vicino alla bobina, personalmente la trovo una soluzione intelligente.

L'ultima cosa, leggendo il link si puo' evincere che il suddetto circuito e' adattabile anche alle vetture con impianto elettrico a 6 volts,  http://circuitdiagram.net/transistor-ignition.html


Bye. Mimmo.
Whatever Works ;)

ape20ff

Salve a tutti.
Complimenti per il lavoro svolto, non solo per l'opera letteraria ma anche per le spiegazioni tecniche che hai saputo amalgamarci. Anche se sei per il preconfezionato comunque ne sai piu' di quanto volessi far credere. Bravo, ottimo lavoro.
Adesso la meto io una canzone per sottolineare l'impresa.
holding out for a hero Bonnie Tyler
Un saluto.

fabri2cv

Un 3d per me oramai mitico , già ti ho fatto tante volte i miei complimenti per questo.
L'unica cosa da aggiungere è che il circuito di cui hai tentato l'assemblaggio la prima volta e che poi non ti ha funzionato ti posso garantire che è efficace e funziona bene se non adotti componenti non originali. Io l'ho assemblata e montata sulla turbinosa e ad oggi non mi ha mai dato problemi, quelli che ho derivano da altre cause.
Una 2 cavalli non ti lascia mai a piedi
...sempre che non gli girino le balle!

COIO3

Ciao intrepido Fabri  ;D son contento che lo schema di pitmix a te funzioni, cosi' ne testimoni la funzionalita'.

Ti dispiacerebbe fotografare il circuito che hai realizzato? mi piacerebbe vedere la "forma" dei 4 diodi zener che hai montato.

Credo che a me abbiano rifilato 4 diodi non perfettamente equivalenti a quelli richiesti, infatti quando provai la mia accensione i 4 pargoli scottavano da non poterli toccare; ovviamente non conosco nessun modo di provare che quelli da me montati siano realmente defunti, ad occhio mi sembrano troppo gracili per resistere a 400V di tensione.

Te lo chiedo perche' mi piacerebbe recuperare quell'accensione, ho un'anziana FIAT che ancora va a "punte e condensatore", potrei installarla se riuscissi a recuperarla.


Bye. Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3

Se solo avessi anche minimamente sospettato l'incombenza della disgrazia mi sarei guardato bene dall'imboccare l'autostrada quel mattino.

Eppure il transito di Mercurio nel malefico e belligerante Ariete avrebbe dovuto consigliarmi la prudenza, meglio ancora la diffidenza.

Complice la pendenza tosta del viadotto e l'opposizione aerodinamica del maligno maestrale mi vidi costretto a ingranare la "truasiem"; con mezzo accelleratore la "mulacciona" si assesto' verso i 65 l'ora e mi condusse fino all'imbocco della galleria da 1.5km che porta al versante tirrenico delle montagnacce.

A meta' del nero budello la pendenza si azzera, infilo la "quatriem" e mi becco una "botta di sangue": il motore si strozza come se gli avessero infilato la testa in un sacchetto di cellophane.

Il retrovisore e' pieno di luci minacciose che promettono di spararmi fuori pista impegnando me e la somaraccia in una partita di curling.

"Non lo fare" intimo a voce alta, levo il piede dall'accelleratore e il motore sembra risvegliarsi, lo riprendo e cerco di mantenerlo vivo, seppur sputacchiante, fino all'uscita della galleria; a quel punto, complice la forte pendenza che mi porta verso la costa, metto in folle e aspetto che si regolarizzi al minimo.

Visto che per questa volta non sono morto mi prendo il tempo necessario per dire al cruscotto tutto quello che penso di lui esprimendomi senza reticenze e senza falsi pudori.

La "scecca" sembra aver decifrato il messaggio, smette di darmi fastidio per il proseguio della strada la qual cosa mi lascia il tempo di riflettere sulla natura dell'inconveniente, inequivocabilmente elettrico.

Mi riprometto di procurarmi nuove candele, prima o poi; sarei stato un buon imprenditore se solo avessi cominciato da giovane, mi piace giocare con il destino, fatta salva la pellaccia, la mia pellaccia.

Ho un appuntamento con due braciole di maiale, alle 14:00, il contorno e' a sorpresa; non fidandomi ad imboccare il casello autostradale, dovendo percorrere la lunga statale sottocosta, mi incammino alle 13:00 in punto.

La mula decide di guastarmi l'appetito, ogni dieci metri perde due o tre colpi ma non si ferma, prosegue lasciandomi incerto e facendomi presagire il peggio; credo lo faccia al solo scopo di scassarmi ...


Abbandono la costa e mi inerpico sul fianco della collina che ospita il mio domicilio.

Ho gia percorso 28 dei 31km che mi separano dalle braciole, la sceccazza avrebbe potuto fermarsi ovunque, decide di farlo proprio davanti le tre vetrine del Bar-Pasticceria piu' frequentato del quartiere.

Non e' tanto per il parcheggio alla "minnifuttu" che riesco a racimolare, mal costume mezzo gaudio; e' proprio il rantolo agonizzante del motore che cattura l'attenzione della "meglio gioventu'" borgatara.

Tiro il manico del freno di stazionamento e mi sfogo.

"Brava stronza! Ottima scelta! Facciamoci riconoscere!".

Cominciarono a "firriarmi" in testa le note di un rock acido http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg210613#msg210613


continua Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3

Due vitelloni abbandonano il fianco della loro "chatenet" disponendosi ad attraversare la strada, diretti verso di me, non prima che uno dei due infili il braccio nell'abitacolo per togliere le parole di bocca a Carmelo Zappula che sbraita a scuarciagola, a beneficio dell'intero quartiere; il quadriciclo a motore smette di vibrare.

Sono sulla trentina e devono essere due "male bestie", lo stato italiano si finanzia con le accise sui carburanti, devi proprio combinarla grossa per vederti negare il diritto a bruciare benzina alla guida di un mezzo decente.

Faccio a tempo ad aprire il cofano motore quando vengo soffocato dalla potenza del loro dopobarba, un'essenza profumata che va per la maggiore nelle periferie metropolitane; "Pimp Guy"  credo si chiami ed e' venduto in pratiche confezioni da due galloni con tanto di pompa a pedale per agevolare l'aspersione.

"C'e' pobbblema?" vengo interrogato, in siciliano arcaico.

"Di quannu bbrisci a quannu scura" rispondo asciutto, nel medesimo idioma, nella speranza di scoraggiarli.

Il laconico scambio in inglese suonerebbe: any problem? from dawn till dusk.

"Che ... di macchina!" mi informa il piu' corpulento, allo scopo di saggiare le mie difese; "pare 'na buatta" (boite, in francese) prosegue, calcando la dose; se solo avessi avuto una fedina penale di metraggio comparabile mi sarebbe piaciuto picchiarlo con una combinata da 32; in mancanza di titoli preferisco non commentare.

Nei pochi secondi di silenzio che seguirono mi convinsi che il problema non fossero le candele, le candele non muoiono a coppia e subitaneamente, come mi sarebbe piaciuto accadesse ai due cazzoni che mi piantonavano.

Per puro scrupolo di coscienza mi decisi a controllare il tubo della benzina che dalla pompa porta al carburatore, giusto per fare qualcosa; appena mollato dall'ugello del carburatore, il tubo rilascio' uno sputo di benzina sospinto dalla membrana della pompa.

"La benzina arriva ..." affermo' il mio aguzzino.

"Sagace" lo gratificai, senza timore che si potesse offendere, non era quello un vocabolo che andasse per la maggiore nei primi sei canali della tv.

Cosi' dicendo mi infilai al posto di guida; girai la chiave e il motorino d'avviamento comincio' a singhiozzare svogliato perdendo vigoria un giro dopo l'altro.

"La batteria e' fottuta ..." esclama il corpulento, come se la cosa lo riempisse di gioia.

"I guai non vengono mai da soli ..." commento io, mentre, imperturbabile in viso, constato che i guai certe volte si comportano proprio come i co...ni, gradiscono fare coppia.

"Che ... di macchina" ripete, stavolta con commiserazione, "perche' non la ietti (jetez, in francese); anche in questa occasione evito di rispondere.

"La vendi?" domanda inaspettatamente il secondo compare rompendo il proprio mutismo.

"Ci posso fare un pensiero ..." rispondo, senza aver l'aria d'incoraggiarlo.

"Quanto vuoi?" torna a chiedere.

"Settemila mi sembra una valutazione giusta ..." rispondo, come di malavoglia.

"QUANTU?" esclama sbalordito, ripiegando all'arcaico idioma.

"Settemila euro" ripeto.

"SETTEMILA K...I" protesta indignato mentre rivolge i palmi delle mani di taglio sotto l'ombelico come a formare una "V" maiuscola.

Avrei voluto chiedergli se davvero avesse bisogno di tutta la roba che chiedeva, ma non lo feci; non sono mai stato omofobo, e se lo sono mai stato ho smesso di esserlo, tuttavia non ho mai sopportato l'ingordigia riguardo le pratiche sessuali; continuai a trincerarmi nel mio sdegnoso silenzio.

Mentre i due compari si lanciavano in una sfrenata descrizione toponomastica dell'intera zona genitale maschile associando ciascun termine alla cifra "settemila" cominciai a rimunginare tra me e me.

Il problema era di natura elettrica, il motore non scoppiettava e non singhiozzava e la benzina scorreva copiosa sotto la spinta dalla pompa; relegando il problema al solo comparto elettrico, rimanevano due principali indiziati: la bobina e manjula.

Avrei dovuto fare delle prove, sfruttando i connettori volanti della mia accensione e ricorrendo all'aiuto di "monsieur Jean Pierre"; convenni immediatamente che non era il caso di mettermi a discutere con il mio effeminato aiutante di fronte a quei due mammiferi maleodoranti, avrebbero potuto male interpretare ...

Serviva una mossa risolutiva per liberarmi dall'incomoda presenza dei due loschi individui e rimanere padrone della situazione.

"Va bene ... ho capito ... " attaccai risoluto, "adesso la spingiamo in discesa e sicuramente si mette in moto".

Sentirmi coniugare il verbo spingere in prima persona plurale ridusse all'immediato silenzio i miei due incomodi testimoni.

Non feci in tempo a chiudere il cofano che Carmelo Zappulla fu costretto a riprendere le proprie sguaiate e rumorose performance.

"Adesso si ragiona" commentai, tra me e me.



continua Mimmo. (appl)
Whatever Works ;)

COIO3

Mi rovistai le tasche con la stessa nervosa cupidigia con cui una gallina razzola un letamaio, ne accesi una e dopo aver buttato fuori un po' di fumo decisi di prendere il toro per le corna.

Mi tolsi il giaccone e lo spinsi dentro il finistrino, sistemai la cicca "a calcio d'angolo", tirai su il cofano, lo bloccai nella sua sede e, sistemate entrambe le mani sulla barra fari, lanciai uno sguardo minaccioso al vano motore.

"Ei fu siccome immobile, dato il moVtal sospiVo, stette la spoglia immemoVe oVba di tanto spiVo" attacco' Jean Pierre, senza che lo avessi minimamente sfiorato, ne' sopra ne' sotto.

"Sciacallo ..." commentai, e subito dopo, con algido distacco, diressi sguardo e mani alla scatoletta nera ancorata alla guepierre.

Qualche mese addietro, cedendo in un momento di debolezza ad uno dei pochi guizzi di amor proprio, avevo acquistato un lussuoso connettore quadripolare allo scopo di alimentare manjula in maniera piu' funzionale, allo scopo di poterla sconnettere all'occorrenza senza essere costretto a svitare ogni singolo filo dal vetusto mamut che avevo in principio deputato allo scopo.

Tornato alla barra fari liberai i terminali di manjula e  subito dopo collegai la proboscide dello sciacallo al terminale della bobina e infine spinsi la femmina delle punte a impacchettare il tutto.

A quel punto, prima di avviare il motore, solitamente concedevo una palpatina d'incoraggiamento al mio condensator; in quell'occasione mi diressi a passo di carica verso l'abitacolo senza degnarlo di uno sguardo.

"Niente caVezzina stavolta ?" mi provoco', con infantile ironia.

Tornai sui miei passi e l'apostrofai con tono di voce inflessibile: "O tu o Mark Spitz, decidi!"

"MaVk ... MaRk ... chi?" domando' balbettando.

"Il toro di Dusseldorf, il cugino di Lily e Marlen, le batard cochon che dorme nel cofano posteriore" gli risposi con enfasi di gioia maligna nella voce.

"Non puo' essere il cugino di Lily e Marlen, Mark Spitz era americano ..." interloqui', contraddicendomi nella speranza di guadagnare tempo.

"Comunque sia ... scalpita e, cosa apprezzabilissima, non parla!" insistei, spingendolo alle corde.

"E ... e io?" torno' a balbettare, con voce smarrita, come chi abbia troppo tardi avuto memoria della spada di damocle che gli pende sul capo.

Senza rispondere mi voltai e puntai il dito indice della mano sinistra ad indicare la batteria di otto cassonetti plurincendiati che giacevano ad una trentina di metri di distanza con le fauci spalancate pronte ad accogliere il loro carico di materiale altrimenti riciclabile.

Nel cofano motore calo' un silenzio di tomba, si sarebbe sentita volare una mosca, non fosse stato per Carmelo Zappulla che si ostinava a sbraitare le sue strazianti litanie non richieste.

Infilai il braccio e la testa nel finestrino aperto, posizionai il cambio in folle e lasciai girare il motorino d'avviamento.

La batteria stava esalando gli ultimi respiri, stentava raschiando stancamente la corona del volano; eppure sembrava che qualcosa si muovesse; lasciai passare una decina di secondi e, infilato nuovamente il braccio nel finestrino, girai nuovamente la chiave pieno di speranzosa trepidazione.

Con l'ultimo suo grido d'animale il motorino riusci' a trascinare i pistoni quel tanto che bastava a che Jean Pierre facesse il suo dovere.

Il motore prese vita.

Ritirato il braccio mi voltai dirigendomi al reparto anteriore e vidi con la coda dell'occhio il "mala carne" corpulento dare di gomito al suo compare; "a soreta!" lo invitai, a voce alta,  inevitabilmente sovrastato dai gorgheggi di Zappulla.

Mentre abbassavo il cofano, con voce pacata dissi: "portami a casa".

"Ci puoi scommettere" butto' fuori l'istrionico monsieur, "fosse l'ultima cosa che faccio!" mi rassicuro', con voce rotta dall'emozione.

Mi arrampicai rapidamente verso casa, stiracchiando il collo alla seconda marcia, gonfio di maschio orgoglio, canticchiando allegramente http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg210765#msg210765


Le braciole di maiale erano gradevolmente accompagnate da una peperonata sublime, tanto piu' gradita quanto fuori stagione; il mezzo litro di nero d'avola m'accompagno' alla pennica del giusto.

La vettura era al sicuro; il mio sabato era salvo.



continua Mimmo.
Whatever Works ;)

Roberto Threeyes

#51
Citazione da: COIO3 - 31 Marzo 2011, 12:26:19 PM

Visto che per questa volta non sono morto mi prendo il tempo necessario per dire al cruscotto tutto quello che penso di lui esprimendomi senza reticenze e senza falsi pudori.

La "scecca" sembra aver decifrato il messaggio, smette di darmi fastidio per il proseguio della strada la qual cosa mi lascia il tempo di riflettere sulla natura dell'inconveniente, inequivocabilmente elettrico.

La mula decide di guastarmi l'appetito, ogni dieci metri perde due o tre colpi ma non si ferma, prosegue lasciandomi incerto e facendomi presagire il peggio; credo lo faccia al solo scopo di scassarmi ...


continua Mimmo.

Leggendo il tuo avvincente racconto, mi hai fatto ritornare al raduno dei Nebrodi!!
Ho provato le tue stesse identiche emozioni/paure quando ero incolonnato coi babbaluci in direzione S.Agata di Militello!
Come ben sai l'A team ha scoperto il danno: un tubicino di 10cm diametro interno 5mm che porta la benza dal serbatoio al circuito che alimenta la pompa..nonchè il carburatore!!!

in ordine ho pensato le tue stesse cose :

Se solo avessi anche minimamente sospettato l'incombenza della disgrazia mi sarei guardato bene dall'imboccare l'autostrada quel mattino.


Siccome la Rossa....mi stava lasciando proprio nella buia caverna....saltellando e singhiozzando:

A meta' del nero budello la pendenza si azzera, infilo la "quatriem" e mi becco una "botta di sangue": il motore si strozza come se gli avessero infilato la testa in un sacchetto di cellophane.

Il retrovisore e' pieno di luci minacciose che promettono di spararmi fuori pista impegnando me e la somaraccia in una partita di curling.

"Non lo fare" intimo a voce alta, levo il piede dall'accelleratore e il motore sembra risvegliarsi, lo riprendo e cerco di mantenerlo vivo, seppur sputacchiante, fino all'uscita della galleria; a quel punto, complice la forte pendenza che mi porta verso la costa, metto in folle e aspetto che si regolarizzi al minimo.


Ti giuro che è una sensazione bruttissima.....ho provato e detto "pressappocamente"  in ordine sparso...quello che hai scritto su!!!

Quando l'ATEAM ha fatto il miracolo .....nonostante tutto ...rimasi scosso(trimulizzu)per le tre ore successive al fattaccio.

Non ti posso negare che per la via di ritorno ogni minimo rumore (anche i sacchetti con i salumi nebrodensi nel cofano)mi faceva di nuovo tremare!!!!

Al prossimo raduno Mimmuzzu.... (felice)



COIO3

Al prossimo raduno, Roberto  (felice)


(abbraccio) Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3

E si fece buio in terra.

Mi trovavo a motore fermo e luci spente nel breve raccordo che unisce i due rami della galleria che spertugia i peloritani dallo Ionio al Tirreno.

Uno strano malessere mi pervase, confuso dal cupo e incessante rombo causato dai numerosi mezzi in transito, oppresso da un bagliore rossastro, da raccordo autostradale, una luminescenza angosciante che raccontava di emicranie ed acidita' di stomaco.

Venni giu dallo sportello e sistemate le mani sui fianchi mi piazzai davanti al cofano motore.

"Che vogliamo fare?" domandai alla cavalcatura.

"Ci riposiamo" rispose l'ozioso quadrupede gommato dopodiche', deformando plasticamente il muso, si diede a brucare una strana erba marrone che cresceva inspiegabilmente dall'asfalto.

"Riposa le tue stanche membra e lascia che il tuo puledro pascoli a sazieta'" recito' una voce ammaliante alle mie spalle, come se leggesse Prevert.

Mi girai di scatto e mi trovai davanti una donna scura di capelli e carnagione, sommariamente vestita d'abiti succinti, esageratamente succinti.

Sul lato sinistro della microminigonna che indossava era disegnato lo stemma della casa automobilistica "FORD", quello con la "F" svolazzante; "deve essere una Escort" pensai e immediatamente cominciai a congetturare mentalmente su cilindrata e air-bags.

Prima ancora che potessi presentarmi e domandare ragione e motivo della sua presenza in quel rumoroso e buio budello quella allargo' un sorriso incoraggiante sulle labbra e ricomnincio' a parlare.

"I have something special for you" disse in lingua inglese e subito dopo rivolse i palmi delle mani di taglio sotto l'ombelico, come a formare una "V" maiuscola.

L'invito mi parve troppo esplicito per essere credibile o in qualche modo allettante sicche' evitai di profferire verbo e senza muovere un solo muscolo aspettai che la provocante mora facesse la mossa successiva.

Sotto il mio sguardo incredulo la mora si cambio' d'abito.

Fu come se gli crescesse addosso un "sari" di un qualche tessuto morbido e leggerissimo; il processo di vestizione termino' con uno schiocco, come una bottiglia che venisse stappata, nell'istante esatto in cui un bollino rosso si veniva a stampare sulla sua fronte, proprio nel mezzo della fronte.

La ragazza fasciata dal morbido velo comincio' ad ancheggiare, principio' a danzare al ritmo di una inquietante melodia che sembrava tirata fuori da un qualche strumento a corda torturato a morte.

In quell'ambiente opprimente, con quella colonna sonora, sembrava di trovarsi dentro una qualche miniera abbandonata del Madhya Pradesh.

L'enigmatica danzatrice distese entrambe le braccia davanti a se e subito dopo dal pugno chiuso della mano destra emerse il dito indice ad uncino che lanciava chiari e morbidi segnali di richiamo ai quali sentivo di non poter resistere.

Come ammaliato feci qualoche passo nella sua direzione ma mi bloccai quasi subito perche' mi avvidi di qualcosa che gli si agitava sotto il "sari", a sud dell'ombelico, qualcosa che aveva le movenze e le dimensioni di un capitone adulto, probabilmente lo "special" che mi aveva promesso poco prima.

"Non facciamo scherzi, signorina" intimai con tono minaccioso nonostante mi rendessi conto di quanto inopportuno fosse dare della "signorina" a quell'ancheggiante e lascivo androgino.

"Ti avro', qui e adesso" profferi' con un malvagio cantilenare, e come a voler rendere piu' minacciose le sue parole si fece spuntare dalle spalle altre quattro braccia, due per lato; le braccia appena cresciute cominciarono a dimenarsi come se venissero fuori da cesto a forza di zufolate.

Qualcuno mi pose la mano sulla spalla e mi tiro' indietro.

Mi voltai di scatto ed ebbi la sorpresa di vedere accanto a me una specie di tricheco biondo, roseo e riccioluto come se lo avessero sistemato in confezione regalo.

Era un individuo grassoccio, di un grasso molle, quasi cellulitico, stretto di spalle e larghissimo di fianchi; aveva la fisionomia di un vecchio conoscente che abitava nello stesso quartiere che mi ospitava da giovane, tutti lo chiamavano "u pputtanu" per via della sua pinguedine fusiforme.

"Non lo aVrai, peVfida Kali'" strillo' il tricheco, con voce cosi' in falsetto che temetti si frantumassero i cristalli degli occhiali.

"Je ... Jean Pierre?" domandai incredulo.

"In peVsona" confermo' frapponendosi fra me e il laido calamaro danzante.

"Non peVmetteVo' che ti facciano il c..o, fosse l'ultima cosa che faccio!" promise, ponendosi la mano sinistra sul cuore come a suggellare la promessa fattami, mentre la mano destra chiusa a pugno puntava dritto alla pelvi della danzatrice.

"E io? cosa faccio" chiesi.

"Questi uomini!" esclamo' il tripputo monsieur, alzando gli occhi al cielo, "scappa, co...ne!" disse, come stizzito per essere costretto a dover dare consigli cosi' ovvi.

Mi precipitai fuori da quell'oscuro anfratto, girai il capo a destra e a sinistra, vidi il lontanissimo chiarore dell'uscita in direzione nord e principiai a correre in quella direzione, non prima di aver lanciato un'ultimo sguardo al mio improbabile salvatore, se le stavano suonando di stanta ragione e Jean Pierre sembrava avesse la meglio.

Superato un 3assi carico di scarti di macelleria, mi ritirai nella corsia di destra stabilizzandomi sui 90 orari a 4500 giri/min tenendo lo sguardo fisso alla luminosa capocchia di spillo, laggiu in fondo, che mi garantiva la vita, la liberta', l'onore e il decoro di maschio siculo illibato.

Guardando in basso vidi gli scarponcini fumarmi gagliardamente mentre mordevano l'asfalto spinti dalla vigoria della mia muscolatura.

Ad un certo punto fu come se il mondo intero si rivoltasse e l'asfalto si rovescio' sotto di me come fosse preda di una colica addominale.

Mi ritrovai a sgambettare per aria, la luce della salvezza non era piu' all'altezza del mio orizzonte, la rividi per un breve istante dietro la mia nuca.

Mi adirai con l'infame destino che mi perseguitava e lanciai la mia accorata preghiera: "Oh grande giove! ma perche? ... perche' nella mia vita tutte le cose si mettono sempre a enaKidozzaK?"

Una mano enorme mi afferro' per la gamba destra, stringendomi dalla caviglia al polpaccio; smisi di scalciare e mi domandai  cosa caspita poteva accadermi ancora.

La mano mi lancio' nel buio per riafferrarmi subito dopo in punta di dita per la collottola, lasciandomi dondolante, confuso e scalciante, come uno scarafaccio cappottato.

Una enorme testa suina fosforescente emerse dal buio, le dita dell'essere mi avvicinarono al peloso grugno mettendomi a fuoco con due occhietti luminescenti prodigiosamente maligni.

"Oh porc ..." esclamai, riuscendo a stento a soffocare l'imprecazione, immediatamente consapevole di quanto fosse poco opportuna in quel frangente.

Eppure l'orrida visione riusci' in qualche modo a tranquillizzarmi.

Non leggevo W. H. Hodgson da quasi vent'anni ma il semplice fatto che fossi riuscito a richiamarlo alla memoria mi regalo' la certezza di trovarmi dentro un incubo, non poteva essere altrimenti, e cercai di prendere con filosofia la nuova disavventura.

Si trattava di una bestia gigantesca, villosa di pallide setole e malamente ricoperta da una canotta bianca su cui campeggiava la scritta "De Puta Madre"; trattandosi di un porco trovai che la cosa avesse un senso.

Probabilmente indispettito per il fatto che non mi mostrassi impaurito, il maialone comincio' a scuotarmi grugnendo minaccioso; senti' che il colletto della camicia stava per lacerarsi e per evitare di cadere nel vuoto alzai le braccia per avvinghiarmi alle pelose dita.

L'essere apri' il baffuto muso e mi intimo' con voce tonante: "NOLI ME TANGERE".

Cosi' detto sollevo' il lembo della canotta mostrando uno squarcio nel costato dal quale, come oppresso da un angoscioso senso di colpa, constatai mancavano due costolette, quelle che avevo sbafato io a pranzo.

"C'e' giustizia a questo mondo" ammisi piagnucolando, "merito la tua giusta ira, puniscimi!" conclusi, e smisi di dimenarmi, ormai rassegnato.

"In capsicum veritas" sanci' il gigantesco suide, e si decise a mollarmi nel vuoto.

Venni sparato fuori dal nero tunnel a velocita' vertiginosa.

Atterrai sul divanetto del mio studiolo, sudato ed ansante; avevo la bocca asciutta e l'alito pesante di capperi e soffritto di cipolla; "Maledetta peperonata" pensai.

Inforcai gli occhiali, mi alzai e andai in cucina a caricare la mia cuccuma preferita, avevo bisogno di caffe'.

Mentre attendevo che la moka gorgogliasse procurai una degna colonna sonora http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg211478#msg211478




continua Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3

Vi e' mai capitato di fare cilecca? Non ancora? ... strano (??) per ogni dove si continua a strillare che l'italico gallo ha da lunga pezza appeso gli speroni al chiodo (nonso) ormonica inappettenza (?) stufa sazieta' (?)

Con il passare del tempo la mia autostima ha assunto una consistenza gommosa, non e' vero che mi spezzo ma non mi piego, piu' che altro accuso il colpo e ricomincio daccapo; il destino o chi per lui tira mazzate, io sviluppo callosita'.








Vuotai i 4 canonici cucchiaini di zucchero nella 2TazzeBialetti, leccai lo zucchero dalla paletta e poi la girai sottosopra, "arriminai" con prudenza per evitare di inzaccherare il fornello, vuotai la scura broda nella tazza preferita, mi infilai in bocca il meglio della produzione della Danneman e mi piazzai davanti allo schermo del Toshiba classe 2002.




Mi serviva un'altra scatoletta elettronica, la volevo e l'avrei avuta; l'ho gia detto, come tutti gli sfigati so essere ostinatamente cocciuto quando mi ci metto.

Non era neanche necessario scomodare Google ... qui nel forum si era gia parlato di Carlo Petrini, intraprendente Guzzista con la "G" maiuscola http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=661.msg136886#msg136886





Andai a rileggere le pagine del sito, mi concentrai piu' che altro sullo schema elettrico e sui commenti tecnici, lessi e apprezzai tutto quanto vi era spiegato.

Elucubrai con la stessa competente lucidita' di un avvinazzato che capiti davanti alla tela di Guernica.

"E che ce vo'" dissi a me stesso, mentre consultavo le pagine ben composte ed ottimamentee illustrate, "posso farlo da me" pensai.




Quando ebbi vuotato la tazza di caffe', dopo aver spento la cicca, recuperai il senso e la misura del mio onanistico farneticare.

Giudicai non fosse il caso di impelagarmi in qualche periglioso e mortificante autodafe', e mi decisi a comporre una mail credibile da trasmettere all'illustre e competente Guzzista.

Pieno di soggezione scrissi all'amico Carlo dandogli del "lei" per rispetto ovviamente, mica per distacco o freddezza.

Per rassicurarlo riguardo la serieta' delle mie intenzioni gli forni' il link a questo stesso 3d, un modo per dirgli: "non sono un fantasma o un perditempo, ho 2 cilindri e 1 problema, mi aiuteresti a risolverlo?"

Feci bene a sputtanarmi fornendo il link a queste pagine? Probabilmente si  ;D

Carlo Petrini mi prese sul serio, si convinse che non ero uno scocciatore sfaccendato e mi rispose con il garbo e la disponibilita' che mi aspettavo.

Carlo Petrini mi prese sul serio ma non troppo, dopo aver letto quanto scritto su queste stesse pagine decise che non era proprio il caso di darsi del "lei" e opto' per il "tu", sin dalle prime righe, della qual cosa gli sono estremamente grato.

La bobina della 2cv per sua natura puo' essere pilotata da un singolo circuito, l'accensione proposta da Carlo e' disponibile principalmente con circuito doppio, per pilotare 2 bobine; una versione e' offerta a circuito singolo, per tutti coloro che necessitano di pilotare una singola bobina.

Quanto e' vero che ho imparato a muovermi lungo le strade del mondo tenendo le chiappe strettestrette, avrei preferito acquistare la scatoletta con 2 circuiti, nel caso defungesse il circuito 1 mi sarebbe bastato spostare gli spinotti ai terminali del circuito 2 e sarei rimasto in sella, elettronicamente sospinto.

Quanto e' vero che ho giustificati motivi per muovermi lungo le strade del mondo tenendo le chiappe strettestrette, risulto' che il circuito doppio non era al momento disponibile, avrei dovuto attendere oppure ripiegare al circuito singolo.

Con gommosa determinazione ripiegai al circuito singolo, l'amico Carlo mi organizzo' il pacchetto e lo affido' alle "Regie Poste" indirizzandolo ad un 2cvllista pieno di fiduciosa e trepidante speranza.


Durante i giorni dell'attesa non rinunciai ad attaccare la cavezza al mio cavallo senza nome  (guid)

Mi feci portare a spasso dall'improbabile triangolo JeanPierre-Lily-Marlen, senza dare troppa briglia, sforzandomi di tenere il trotto leggero.

Durante i giorni dell'attesa ebbi a constatare che il cavallaccio aveva davvero qualcosa di "speciale" in serbo per me; per la seconda volta tornai a casa a stento, pieno di famelica rabbia.

Gli indizi condannavano la batteria di scorta che avevo montato al posto di quella che si trovava sotto carica dopo essersi beccata un rabocco di acqua distillata.

L'incidente probatorio rivelo' come il regolatore "cantasse" siringando 10 e passa volts dentro gli avvolgimenti dell'omertoso alternatore che si ostinava a rimanere muto ed inerte, copriva i criminosi intenti delle malvagie spazzole giunte al limite d'usura.

Adesso ci sono 2 pacchetti in giro per la penisola, vengono da lontano e mi tocca aspettare.

Nell'attesa me ne vado in giro con le orecchie basse e la coda tra le gambe.




Quella stessa sera ordinai fegatini di pollo con patate e cipolle, molte cipolle ... ricevetti un: "Te lo scordi, porco!"

Con le orecchie basse e la coda fra le gambe lappai mestamente riso e zucchine dalla ciotolona che recava impresso sul bordo il mio nome di battesimo, quasi che quello fosse davvero cibo da cristiani ...


A erre, con immutato affetto http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg211583#msg211583   (abbraccio)


continua Mimmo.
Whatever Works ;)

narota

D.A. club cochabamba

COIO3

Infatti, fratello, era proprio quello che intendevo dire.

Grazie.
Whatever Works ;)

COIO3






Una sera, rientrando a casa dopo un dura sessione di palestra, incoccio l'impiccione del secondo piano.

"A casa mia ho un pacchetto" mi informa, senza che io gli abbia chiesto nulla.

"Fai male a lasciare il 'pacchetto' a casa, io il mio lo porto sempre appresso..." rispondo, con una certa ironia nella voce.



Mi son creato un personaggio nel quartiere e cerco di tenervi fede, per quanto faticoso ritengo sia un ottimo metodo per tenere allenata la fantasia.

"Credo sia tuo, il pacchetto ..."  prosegue il ficcanaso, con voce indisponente, negandomi il piacere di reggermi il gioco; ho motivo di pensare che anche lui si sforzi di tener fede al suo personaggio.

"Perche' credi che sia mio, e perche' ce l'hai tu?" rispondo io, con un certo tono di sospetto nella voce.

"C'e' scritto il tuo nome sopra ..." attacca.

"Quindi non credi, lo sai per certo che e' roba mia ..." lo incalzo, come se volessi attaccare lite.

E' per quello che mi sono creato un personaggio, per essere poco credibile, cosi' posso insolentire il mio prossimo senza essere costretto a dare ragione della mia mala condotta.

"Ho visto una specie di capellone che giocava con il citofono" comincia a raccontare, "consegna pacchi per potersi pagare il viaggio in Giamaica ..." prosegue.

"Te l'ha raccontato lui che vuole viaggiare o glielo hai chiesto tu ..." lo interrompo, facendo in modo che i miei modi recisi gli facciano capire che non mi interessano gli affaracci degli altri.

"Aveva un pacchetto per te, ma tu non eri in casa, ieri sei uscito subito dopo pranzo, alle 14:30 credo ..." prosegue, con aria di dubbiosa incertezza riguardo l'orario dei miei spostamenti.

"14:29 e 58 secondi per l'esattezza ..." precisai; avrei voluto invitarlo a consultare il registro che ero sicuro aggiornava tenendo nota degli spostamenti di tutti i condomini, ma lui non me ne lascio' il tempo.

"Ho firmato io al posto tuo" mi informa, e subito dopo tira fuori dalla tasca posteriore dei pantaloni un pacchetto della dimensione di una salamella calabrese del tipo schiacciato.

"Dammi qua ..." esclamo irritato; odio essere braccato dal prossimo e quell'incontro non era casuale, lui e' il tipo da appostarsi un intero pomeriggio dietro la finestra per beccare il malcapitato che ha preso di mira.

"Spero non sia niente di compromettente, ho firmato al posto tuo" domanda con finta inquietudine.

"L'hai aperto?" domando a bruciapelo, con tono minacciosamente inquisitorio.

"Scherzi! non mi permetterei mai ..." protesta, come dolorosamente stupito della mia diffidenza.

"Sembrano pillole, o pastiglie o compresse ..." suggerisce allusivo, scuotendo il pacchetto che risponde con uno sfregare sinistro, come se dentro vi fosse una lucertola viva.

"Non saranno mica di colore azzurro? le pillole ..." domanda con tono di lubrica curiosita'.

"In grazia di Dio non ho mai avuto bisogno di quella robaccia!" protesto in tono offeso mentre gli tolgo il pacchetto di mano.

"Ssse', dicono tutti cosi'" mi canzona con tono da uomo vissuto, vissuto nel suo piccolo mondo intendo.

"E' roba elettronica e me la manda un maschio ..." lo informo, inutilmente, son sicuro abbia gia catalogato il reperto nel suo librone condominiale; ad ogni modo il pacchetto non mostra di essere stato manomesso.

"Qualunque cosa sia evita di trastullarti usando 'aggeggi' che abbiano la spina infilata alla presa di corrente, conosco gente che c'e' rimasta ..." sentenzia con tono di finta saggezza.

"Ma vaff..." esclamo, con gioviale tono di congedo nella voce.

"Altrettanto spero di apprendere di te" mi saluta col medesimo tono di voce.



Dopo aver fatto fuori due maschie porzioni di "broccoli affogati" mi diedi a disfare il pacchetto mentre sorseggiavo un bicchierino di ottimo "Gin ella Vittoria" di orwelliana memoria, quello da 6.45 euro a bottiglia per intendersi.




L'amico guzzista mi aveva spedito tutto l'occorrente per realizzare la nuova scatoletta che avrebbe preso il posto di manjula, e quando dico tutto l'occorrente intendo dire "proprio tutto", compreso lo stagno per saldare e una ricca dotazione di fascette, viti rendelle connettori e quant'altro.




Per portare a termine la realizzazione della scatoletta avrei dovuto metterci solo il saldatore e la pazienza, sarebbe stato ingiusto pretendere di piu'.

L'amico oltre ad essere un bravo progettista elettronico rivelo' essere magistralmente capace in "logistic and mail" specialmente in logistic.

Una volta analizzato il contenuto volli ricomporre il pacchetto per riporlo in un posto sicuro, in attesa di trovare il tempo per assemblare il nuovo gioiellino; mi provai in tutti i modi di ricacciare dentro al pacco tutta la roba ricevuta ma, complice il gin, non vi riusci' in nessun modo.

Sistemai i vari pezzi in fondo al cassettone "Lost & Found", li emarginai in un angolo del suddetto, per non confonderli con la tanta altra roba che non avevo mai acquistato, amo dividere le cose per categorie.




Dopo due giorni, di venerdi, fumacchiavo alla finestra quando vidi un furgone fermarsi proprio all'altezza del mio portone.

Prima ancora di sentire suonare il citofono, chiusi le imposte e imboccai le scale scendendole con circospetta gravita', avevo consumato due porzioni abbondanti di una gradevolissima zuppa di fagioli messicani arricchita con cotenne garantite di vero cinghiale autoctono e guarnita con una cucchiaiata di 'nduja DOCG della piana di Gioia Tauro.

Quando giunsi nell'androne vidi che l'impiccione aveva gia attaccato bottone con l'anziano autista del furgone e aveva in mano un pacco fasciato con il nastro d'imballaggio di Cassis.

Quale legittimo destinatario mi impossessai del pacco e firmai la ricevuta mentre il mio vicino informava l'autista riguardo una specialita' medicinale che prometteva di essere una mano santa nella lotta alle emorroidi; affaracci loro.

Tra le altre cose Cassis mi aveva spedito le spazzole idonee a ridare luce al mio omertoso e balcanico alternatore dal nome porcospinesco, ISKRA.

Montai le spazzole all'istante e mi avventurai nel lungo e primaverile pomeriggio a bordo del mio cavallaccio senza nome, troppo a lungo impigritosi a poltrire nel garage.




Quella sera allungai la mano allo scaffale dei libri e istintivamente tirai fuori dalla fila l'unico libro di Kipling che possiedo, un libro con le pagine gialle, classe 1968 prezzo di copertina Lire 650.

Lo apri' a meta' e ne lessi una ventina di pagine, giusto per solleticare la memoria; quando avverti' la carezza del sonno lo richiusi, mi infilai a letto, spensi la luce e affondai in un sonno sereno http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg212370#msg212370

La scatoletta avrebbe atteso qualche altro giorno.



continua Mimmo.
Whatever Works ;)

COIO3



La parte piu' divertente del lavoro e' il disporre i componenti sulla basetta serigrafata, inserendo i reofori negli appositi pertugi e attendendo che lo stagno si riscaldi e dilaghi sulla piazzola di rame nudo.

Una volta saldati tutti i componenti il circuito offre allo sguardo una immagine di composta perfezione, diventa simbolo della docile ubbidienza di un meccanismo che puo' fungere ad uno scopo, quale esso sia.

Nella fattispecie il suddetto meccanismo funge da interruttore elettronico, perfettamente assimilabile a quello stesso interruttore meccanico che andiamo cercando brancicando sui muri nelle notti buie quando spigoli in muratura e mobilio in legno massello si divertono ad aggredire le nostre membra nude e i piedi scalzi.

A destra della foto il transistor di potenza che funge da interruttore, quella parte del meccanismo dove passa la corrente elettrica e dove nessuno si sognerebbe mai di infilarci le dita, a sinistra il circuito integrato che funge da pulsante, quella parte dell'interruttore che un umano puo' azionare senza correre il rischio di vedersi arricciare fortemente i capelli.





Nessuno basta a se stesso, nemmeno un circuito elettronico.

Come un uomo perde la propria intrinseca bonta' e l'innato giudizio quando si rapporta al mondo esterno, cosi' il nostro circuito perde tutta la propria composta eleganza quando lo si integra nel contesto dove e' chiamato ed espletare le proprie funzioni.

Il transistor di potenza svolge il "lavoro grosso" ed e' ovvio che si scaldi e sudi; per evitare che il calore gli dia alla testa e cominci a dare di matto gli si applica un'aletta di raffreddamento isolata dal resto del circuito per interposizione di una sottile lamina di mica.

Il resto dei componenti svolge funzione di amministrazione e controllo attraverso la necessaria filatura di collegamento al mondo esterno, la qual cosa rende necessario aprire porte e finestre nell'elegante e compatto contenitore d'alluminio che protegge il circuito.

Si puo' giudicare il grado di perfezione della mia manualita' contando il numero degli sgraffi e dalle ammaccature inflitte alla scatoletta nonche' dalle sbavature dei fori che pretendevo di realizzare rotondi e infine dagli slabbri e dalle forzature imposte agli elegantissimi passacavo in gomma nera.








Si puo' giudicare l'intrinseca perfidia delle scatolette metalliche dal grado di difficolta' rilevato nel momento stesso in cui si cerca di accoppiare le due meta'.

In particolare, le 4 vitine in dotazione sembrano essere state poste in ammollo nel "Pampero", infattamente all'atto della prima chiusura si comportano come se fossero animate da uno espiritu incontenible.

Prima ti scappano dalle mani e si sparpagliano sulla scrivania poi, come animante da demoniaca possessione, si precipitano sul pavimento e cominciano a rotolare in ordine sparso per una ventina di minuti.

A conti fatti credo di aver inseguito quelle vitine per non meno di ventotto miglia, gattonando carponi all'interno del mio studiolo, porta e finestra sigillate per l'occasione.

Risultato: scatoletta chiusa, jeans lacerati, pavimento dello studiolo lucidato a specchio, rotule doloranti tanto da costringermi a saltare due sessioni di palestra.





L'estenuante operazione di chiusura scatoletta mi convinse fosse giudizioso installare preventivamente la suddetta alla guepiere della batteria operando in un ambiente circoscritto.

Cercare di chiudere la scatoletta avvitando i "gremlins" allungando le mani dentro il cofano motore sarebbe stato impossibile, piu' o meno come mantenersi sobri e composti assistendo alla finale di "Miss Maglietta Bagnata".

Completato l'elettronico accrocco e agganciatolo alla guepiere, decisi di immortalare l'evento scegliendo una location diversa dal buio e fumoso cofano motore.

Mi trasferi' sul balcone dello studiolo e incastrai le bretelline della guepiere tra i rami di una pianta da balcone, piu' volte da me stesso menzionata nei 3d di questo forum, meglio conosciuta come la "pianta dove cagano gli uccelli": una "vestia" alta 1 metro e 80 centimetri che, per sua stessa vocazione, non necessita di concimazioni.

Mi dovetti accosciare per ottenere una inquadratura degna di essere immortalata, le rotule avrebbero cominciato a dolermi nel primo pomeriggio.






Giusti i consigli di Carlo Petrini, ho evitato di accoppiare i cavi che che si spingono all'avantreno, uno per intercettare le puntine dove scorre una debole tensione di circa 10volts e una debolissima corrente, l'altro per alimentare la bobina dove scorrono 2.5 ampere, pulsanti a ritmo del motore.

Accoppiare i due cavi produrrebbe nocive interferenze, ammonisce l'illuminato progettista, chiunque abbia superato indenne un lustro di vita matrimoniale riconosce l'intrinseca saggezza e la sostanziale bonta' di tale consiglio.

Accoppiai i 2 cavi alimentazione unendoli con una fascetta per renderli riconoscibili anche a scatoletta chiusa e feci in modo di interporne almeno 1 per fare in modo che i due "coniugi", pur giacendo nella stessa alcova, si trovassero a distanza tale da impedire ogni possibile accoppiamento.



I cavi di collegamento sono accoppiati ai faston maschi stringendo le apposite linguette e stagnando per garantire una migliore e piu' sicura conducibilita' elettrica; "calzettoni" di guaina termorestringente sono calzati per isolare e proteggere i suddetti terminali.





Terminato il lavoro di una intera domenica mattina, mi concessi un lauto pasto.

Emerso dalla pennica che mi ero concesso per permettere a quella sessantina di sarde a beccafico di trovare la loro "road to perdition" constatai che rotule mi dolevano troppo per affrontare un'operazione a cofano aperto e rimandai installazione e battesimo ai giorni a venire.



Musica ... http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=364.msg213100#msg213100


continua Mimmo.
Whatever Works ;)

ape20ff

Salve a tutti.
Ci manco da un bel po',mi sono perso un bel po' di novita'.
Posso sempre rimediare.
Quasi quasi provo a riprendere un' altra vecchia discussione sull'accensione elettronica.
Intanto ti faccio i complimenti per il nuovo lavoro sia in campo tecnico che letterario,come sempre faccio fatica a starti dietro.
Tanto per sondare,qualcuno ha preso in considerazione l'altra accensione derivata da questa?
Quella comandata dal microcontroller pic, magari lavorandoci un po' su e con l'aiuto del progettista si potrebbero eliminare molle,massette e pure le punte platinate.
Alla prossima.
Un saluto.