2CV Club Italia - Forum

Autore Topic: Accensione Transistorizzata  (Letto 33241 volte)

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Offline COIO3

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Accensione Transistorizzata
« il: 17 Settembre 2010, 18:52:46 pm »
E' un discorso lungo e ho impiegato un po' di tempo per convertirmi al transistor.

Meglio se metto un po' di musica  (appl)


Toto - Make Believe


Bye. Mimmo.
Whatever Works ;)

Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #1 il: 17 Settembre 2010, 19:00:33 pm »



Ricordo di aver percorso tanta strada per potermi permettere il lusso di avere un 2cv in garage e ricordo anche di averla percorsa senza grossi problemi quella lunga strada; resta il fatto che il mattino dopo averla ricoverata in garage mi svegliai conscio di dover se non proprio cambiare le puntine quanto meno accertarmi del loro reale stato di salute; tanto potè la catechesi forumistica.

Acquistai una chiave a tubo da 14, una chiave di lusso, era la mia prima dotazione di attrezzi e non badai a spese; pagai senza battere ciglio, tuttavia rimasi deluso quando esaminai il cilindro metallico trovando la superficie banalmente levigata, senza alcuna artistica lavorazione; mi consolai ricordando che il cromo e il vanadio sono metalli rari, molto rari e conseguentemente molto costosi.

Ricordo che la luna transitava nel segno del Capricorno quel sabato in cui infilai la costosa chiave dentro il corpo cavo della ventola; capii all'istante che c'era qualcosa che non andava, subito dopo pensai alla luna e al Capricorno, segno astrologico a me spietatamente ostile; constatato di aver sciupato denaro senza profitto mi venne spontaneo di dare della sporcacciona alla femmina del maiale.

Mi riuscii di togliere la vite dal suo alloggiamento e non mi riuscii di far nient'altro.

Non trovai nessuna boccola dentro cui incastrare la chiave a tubo al fine di procedere alla smazzuolatura che avrebbe convinto la ventola a venir via dalla sua sede conica; provai a tirarla via a mano nude, poi mi fermai a guardarla fissamente, poi riprovai a tirarla via, poi mi fermai e le parlai con voce suadente, poi riprovai a tirarla via e alla fine mi arresi; come tutti gli sfigati io sono uno che si arrende facile.

Prima di diventare 2cvllista non avrei mai pensato a comprare un estrattore, di conseguenza non avrei mai potuto sospettare che un estrattore arrivasse a costare l'equivalente di quattro interi filetti di vitellone; ne rimasi sconcertato, tanto sconcertato da offendere involontariamente  il banconista della lussuosa ferramenta, ferramenta dalla quale scappai via quando il banconista, risentito, accennò a scavalcare la sua postazione di lavoro ...

Ricordo che mi si appannarono gli occhiali la prima volta che udii Sean Connery dichiarare di chiamarsi "Bond, James Bond", mentre un angelo del paradiso gli si denudava davanti; ecco l'uomo che voglio diventare, pensai; col tempo ridimensionai notevolmente le mie aspettative.

Mi serviva un estrattore, poco ma sicuro, ma non era necessario che fosse di robusto acciaio;  guardando la ventola mi accorsi che era di fragile plastica e quanto al piattello che la ospitava sembrava fosse ricavato da sottobicchieri anni '60; insomma non serviva la forza bruta quanto piuttosto la prudenza per riuscire ad accedere al caveau delle puntine; mi convinsi che potevo ripiegare su un estrattore meno robusto e conseguentemente meno costoso.

Dopo essere stato deluso dal web mi misi a battere (e' il termine esatto) tutte le ferramenta della Sicilia orientale e alla fine trovai quello che mi abbisognava in un pomeriggio in cui la luna transitava nell'amico segno dei Gemelli; l'accrocco giaceva in uno scaffale polveroso,  era costruito in metallo riciclato (vomeri della cocincina), aveva tre bracci e costava la bellezza di 15 euro;  lo presi in braccio e mi recai alla cassa, detto fatto; come tutti gli sfigati so essere ostinatamente cocciuto quando mi ci metto.

Dopo averlo usato tante volte e dopo averlo fotografato ammetto che non è un granchè come estrattore, però non e' un vol au vent e qualche po' di ferro deve pur averlo da qualche parte nella sua struttura; resta il fatto che ho imparato ad usarlo e da quel momento in poi le maledette punte non hanno più avuto modo di liberarsi della mia invadente presenza.


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Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #2 il: 17 Settembre 2010, 19:12:54 pm »



Il giorno dopo l'acquisto mi guardai bene dal precipitarmi ad usare l'estrattore, la luna si era spostata nel segno del Cancro; in tutta la mia vita non ho mai conosciuto un cancerino, uomo o donna, che sia riuscito ad impedirsi di odiarmi; come tutti gli sfigati ho imparato a riconoscere i presagi oscuri, non serve neanche tanta sensibilità visto che quelli oscuri rappresentano la maggioranza.

Aspettai che la luna si spostasse nel delizioso segno del Leone e di primo pomeriggio mi recai in campagna, una residenza isolata dove ho la possibilità di accedere alla meccanica senza che i condomini mi diffidino a termini di legge; adagiai la vettura sotto un portico dove avrei potuto operare senza il rischio di vedermi piovere in testa.

Contavo di smontare, dare un'occhiata, rimontare e tornarmene a casa, tuttavia mi ero portato dietro il necessario per passare la notte; il leone, lo sapete, è simpatico, forte e generoso, ma anche potentemente priapico e quando meno ve l'aspettate lo trovate pronto a schiaffarvelo ...

Religiosamente obbediente al verbo forumistico, mi ero procurato l'occorrente per portare a termine l'esplorazione con un minimo di professionalita'.

Avevo uno spessimetro che sarà anche stato di qualcun'altro ma dal giorno in cui me l'ero infilato in tasca era diventato mio; la lampadina era la prima cosa che ero riuscito a rimediare; la spina da 6mm non era da 6mm, ad occhio e croce direi piuttosto da 5mm, apparteneva ad una vecchia macchinetta per la passata di pomodoro, una di quelle macchinette che i meridionali usano per imbottigliare salsa bastevole a tutti i ragù dell'inverno.

L'estrattore si comportò come un polpo restio ad abbandonare la tana, impiegai un'ora buona per convincerlo ad aggrapparsi al piattello della ventola, riuscii a piazzarlo in posizione proprio nel momento in cui mi resi conto che non sarebbe stato giudizioso permettere al perno centrale dell'estrattore di stuzzicare l'estremità anteriore dell'albero motore.

Per nulla al mondo avrei tolto l'estrattore dopo essere riuscito a posizionarlo correttamente, poi mi venne in mente che un albero motore nuovo, a trovarlo, sarebbe costato più o meno quanto una settimana di vacanza sulle rive del Mar Rosso, una settimana costosa considerato che si trattava della sharm dello sceicco.

Con gli occhi della mente vidi il mio leone sorridere mentre, seduto sulle zampe posteriori, offriva inquietante spettacolo dei propri genitali; pensa che ti ripensa trovai intelligente reinserire la vite centrale lasciando la testa a qualche millimetro di distanza dal piattello, di modo che si cuccasse lei la spinta dell'estrattore senza per questo impedire al piattello di spostarsi in avanti di quel millimetro sufficiente a far crollare le sue tenaci difese; bellissima pensata, adesso si trattava di riuscire nuovamente a convincere il polpo ...

Calò la notte invernale che non erano neanche le 5 del pomeriggio; alla luce di una lampada elettrica tutto sembrò diventare più difficile; man mano che le mani mi si bisungevano raccogliendo morchia dal vano motore tutto sembrò diventare impossibile; fu proprio in quel marasma che uno schiocco mi avvertì della riuscita dell'impresa.

Non fu merito mio, nel momento stesso in cui capii di aver perso la direzione lavori un'entità benigna intervenne bloccando le 3 branchie dell'estrattore e il resto fu semplice fisica applicata; l'ennesima lezione di vita, quando rinunci a voler capire le cose vanno a posto da sole.

L'ingenuo lettore potrebbe pensare che mi precipitassi a controllare, misurare, verificare e possibilmente mettere a punto; nulla di tutto ciò, rimontai la ventola, sistemai la griglia mi lavai le mani e tornai a casa; lo sfigato riconosce la mano fortunata, intasca la vincita e abbandona il tavolo verde; la mano fortunata è figlia unica.


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Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #3 il: 17 Settembre 2010, 20:25:47 pm »



La seconda volta che usai l'estrattore fu in una limpida mattina di un sabato fortunato.

La ventola mi cadde in mano che ancora non avevo terminato di succhiare la cicca che avevo acceso per darmi un contegno da meccanico capace; riposi l'estrattore con aria soddisfatta, pochi soldi, spesi bene.

Mi riuscii di togliere la bavetta che protegge la scatoletta delle punte senza spanare nessun bulloncino e quanto al coperchio della summenzionata scatoletta, tirai via le tre viti subito dopo che mi riusci' di far attagnare l'emorragia provocata dal brutto taglio che mi ero procurato all'indice della mano sinistra; sono quasi sempre io a pagare il prezzo dei miei successi.

Misi in moto per accertarmi di non aver commesso errori irreparabili e la bestia comincio' a nitrire con sufficiente regolarita'; a quel punto misi le mani a coppetta e avvicinai lo sguardo alle puntine, le vidi scintillare allegramente come se stessero festeggiando qualcosa; brutto segno.

Mentre guardavo con attenzione pensai che se le punte disperdevano parte dell'energia immagazzinata dalla bobina quella stessa parte veniva a mancare alle candele le quali inevitabilmente non bruciavano la miscela presente nel cilindro con la dovuta efficienza.

In quei pochi minuti mi frullarono tante cose per la testa, soprattutto la punta rotante dell'albero motore che mi avrebbe perforato il cranio se solo non fosse stata unta come una salsiccia di cinghiale.

Dopo un rapido esame allo specchio capii che quella 2cv mi sarebbe entrata nel cuore, in ogni caso mi aveva marchiato, in fronte.

Il ghiaccio era rotto, io e la puledra ci eravamo messi le mani addosso, nulla ostava a che ci strappassimo i vestiti ed e' quello che facemmo.

Io feci a pezzi la scatoletta delle puntine e la scatoletta fece a pezzi la vecchia camiciona di flanella a quadrettoni che mi era riuscito di portarmi dietro sin da quando l'avevo acquistata, nei primi anni '80, e che indossavo tutte le volte che mi impegnavo in qualche rustica attivita' in garanzia di sporcizia.

Eliminai tutto l'untume che ricopriva i minuti pezzi contenuti nella scatoletta servendomi di tutti i volantini di pubblicita' indesiderata che mi era riuscito di raccattare nella mia e in tante altre cassette postali.

Ad essere del tutto onesti la sporcizia non era causa di alcun problema di accensione, difatti quando nel tardo pomeriggio mi riusci' di rimediare a tutti i danni che avevo fatto, la 2cv  si rimise in strada con la stessa pigra svogliatezza che avevo imparato a conoscere.

I problemi stavano altrove, in primis nella pessima qualita' del nobile metallo di cui le puntine avrebbero dovuto essere forgiate, in seconda istanza il condensatore che si mostrava ostilmente impenetrabile, come un mafioso alla sbarra.

Guardando le puntine le vidi opache, consunte e devastate dalla classica cuspide lato positivo e dall'altrettanto classico cratere lato negativo; quanto al condensatore, non sapendo che pesci prendere, mi limitai a rimproverargli: "tu, caro mio, non me la racconti giusta", ma quello ... muto.

La stramaledetta chiave a tubo da 14 mi aveva insegnato una dura lezione, prima smontare poi acquistare, qualunque cosa fosse e senza ammettere eccezione alcuna.

Non avevo punte e condensatore da cambiare sicche' mi limitai a controllare fase ed apertura delle suddette.

Come feci?

Sfogliai il manule gratuitamente distribuito sul sito e consultai tutti i post che avevano le puntine come oggetto del thread.

E' quello che consiglio di fare anche a voi, non ho intenzione di raccontare storie sull'acqua calda e trovo profondamente sbagliato dimenticare tutto il patrimonio di conoscenze a cui il forum da libero accesso.

Mi limito a proporre una foto dove si vede con una certa precisione il foro dove inserire la spina da 6mm; non ricordo di averne viste altre sul forum, nel caso vi fossero ... la mia foto e' sicuramente piu' bella  ;D





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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #4 il: 18 Settembre 2010, 10:08:18 am »
 ;D bellissimo epitaffio alle puntine Mimmo. Bravissimo, spetto il seguito  (appl)
Una 2 cavalli non ti lascia mai a piedi
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Offline massimotto

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #5 il: 18 Settembre 2010, 13:34:28 pm »

  Спасибо большое, come sempre divertente. Ancora Пожалуйста.
Mala tempora currunt.

Offline scanner79

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #6 il: 18 Settembre 2010, 14:34:10 pm »
Mimmo sei inpagabile!!!

Unica cosa per smontare la ventola io mi feci un tubo da mezzo pollice, limato all'estremità che infilo nella ventola dopo aver svitato il perno, qualche martellata ed ecco che la ventola viene via!!!

 (felice)
Certe volte è meglio tacere e passare per idioti che parlare(scrivere) e dissipare ogni dubbio!!!

Offline gio K 5000

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #7 il: 18 Settembre 2010, 17:36:37 pm »
 (appl)
"liberiamo i telai marci!"

da zero a cento? in giornata....

Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #8 il: 18 Settembre 2010, 20:09:00 pm »



Sulle pagine del forum si possono leggere testimonianze di 2cvllisti delusi ed abbandonati dalle loro puntine dopo soli 3000km di percorrenza; a fronte di queste amare esperienze decisi di fare il mio possibile per evitare di acquistare ciarpame sulla rete, a caro prezzo e a fronte di lunghe attese nonche' onerose spese di spedizione.

Mi rivolsi ai ricambisti locali, nella fattispecie mi infilai nel disumano traffico del centro cittadino e mi rivolsi direttamente al ricambista da tutti definito il piu' dotato anche se, interrogati uno per uno, i miei informatori ammisero di non averlo mai visto nudo.

Mi recai in centro con la 2cv e quello fu un errore, tutto mio; tra precedenze concesse ed estorte, semafori rispettati, estenuanti ricerche di un parcheggio "sicuro", bruciai in benzina l'equivalente delle spese di spedizione Francia-Italia; la tariffa oraria del parcheggio custodito, al quale mi rassegnai dopo 80 min di infruttuose ricerche, fece traboccare il vaso.

Mi infilai in un bar e consumai un caffe' corretto "per catamiarmi meglio", poi mi impadroni' di una Gazzetta e l'apri' sull'ultima pagina; sotto il segno della Bilancia lessi: "oggi la luna in Ariete ce la mette tutta per ostacolare ogni vostra iniziativa ..."; posai il giornale e mi rivolsi alla cerniera del pantalone esclamando: "Evviva!".

Non trovai il dotato titolare del negozio, i titolari sono sempre allegri quando riescono ad estorcervi denaro; avevo davanti un tizio dall'aria annoiata e sonnolenta che tuttavia si dimostro' disponibile.

"Le punte della dddiana? ora controllo" disse, triplicando la lettera "d" di diana, come d'uso da queste parti.

Dormi dormi si impadroni' di un bisesto volume ma lo poso' immediatamente esclamando: "si, vabbe' ..."

Indi si piazzo' dietro ad un computer e comincio' a smanacciarci sopra come se ne traesse piacere fisico; dopo otto o nove minuti borbotto': "ho paura ...".

Avrei voluto chiedergli cosa lo impaurisse ma quello non me ne lascio' il tempo.

"Controllo in magazzino" mi informo', dileguandosi in un antro buio.

Dopo altri otto o nove minuti dall'imboccatura dell'antro su udi' un rumore che faceva pensare a qualcuno che trascinasse delle catene, ma in lontananza; poi cominciai a percepire un invadente odore di muschio proprio nel momento in cui mi parve di udire piangere una donna anziana; dopo qualche secondo senti' un parlottare concitato e poco dopo un urlo che mi ricordo' quella volta che da piccolo calpestai il soriano di una cugina di mia madre; in quella il commesso sbuco' fuori dall'antro, correndo.

Poso' uno scatolo sul bancone e mi informo': "lei e' fortunato".

Non guardai cosa contenesse la scatola, mi concentrai invece sulla sua maglia, la spalla sinistra era ricoperta da qualcosa che faceva pensare ad una ragnatela, una ragnatela grande.

"Il condensatore?" mi chiese.

"Butta dentro" confermai, con l'aria di uno che non bada a spese.

Dopo aver consultato un vecchio catalogo scompaginato il commesso segno' il numero "12" su di un post-it, indi si impadroni' di una calcolatrice e ricomincio' a procurarsi piacere fisico; dopo vari e sicuramente infruttuosi calcoli pigio' il tasto "C".

"Dodici euro", tento' di estorcermi quella faccia di suola.

"Avresti dovuto dividere per due, non per 1000" lo ammoni', "lo dico nell'interesse vostro" conclusi, strizzandogli l'occhio.

"Ho calcolato giusto" replico quello risentito, accennando col capo alla calcolatrice sul cui display campeggiava uno "0" grosso come un occhio di bue.

"Calcola meglio", cercai di persuaderlo, ma quello replico': "li vuole o non li vuole?".

Mi arresi immediatamente e buttai fuori 15 euro ma l'ingordo disse di non avere il resto.

"Finiscila ..." lo invitai, con la classica cadenza messinese che e' impossibile rendere a parole scritte.

Senza guardarmi in faccia lo scellerato mi racimolo' 3 euro, li intascai e andai via, col mio fagottelo e senza scontrino fiscale.

"A medicinali ..." gli augurai prima che la porta si chiudesse; glielo augurai con la medesima cadenza di cui parlavo prima.

Qualunque cosa avesse voluto somministrarmi quel giorno il perfido Ariete, bene ... non gli riusci' di somministrarmelo per intero.

Avevo portato a casa punte e condensatore estremamente vintage, roba anni '70, gli anni d'oro in cui gli uomini erano uomini, le donne erano donne e, per giove, le punte platinate, pur non contenendo platino, facevano il loro sporco lavoro senza lamentarsi ne defungere anzitempo.

Diciottomila chilometri ci ho percorso con quelle punte, ci ho scorazzato per trenta mesi, trenta sollazzevoli mesi.

La macchina rimase sonnolenta e sorda ai richiami dell'accelleratore, tattavia si metteva in moto solo ad infilare la chiave nel quadro, della qual cosa sono sempre andato fiero.

Trenta mesi dopo mi arrampicai in cima alle Madonie.



segue, Mimmo
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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #9 il: 18 Settembre 2010, 20:37:05 pm »
Mimmo sei un grande! voglio l'autografo !
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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #10 il: 18 Settembre 2010, 20:42:03 pm »
Viva la Sicilia !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Altro che mafia !!!!!!!!!!!!!!! Ci sono delle persone in gambissima !!!!!!!!!!!!!!!!  (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl)
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Offline scanner79

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #11 il: 19 Settembre 2010, 11:05:39 am »
Ti Adoro!!!!!!

 (abbraccio) (abbraccio) (felice)

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Offline ALE69

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #12 il: 19 Settembre 2010, 11:32:47 am »
Mimmo,
permettimi di dire che nutro una "sana invidia" per quello che riesci ad esprimere e per la tua estesa cultura e conoscenza.
E' da quando sono approdato qua sul forum (quasi 3 anni) che ti leggo (tu intanto sei passato da essere Mimmo, poi Kransni e ora Coio).
Scrivi con estrema disinvoltura racconti di vita avvincenti, riflessioni, trattati di elettronica, meccanica, carburazione e altre cose che sicuramente adesso mi sfuggono.
Ogni volta entri dentro alle questioni con una conoscenza comune a pochi.

Credo che strumenti virtuali come il forum siano una buona cosa proprio perche' ci danno la possibilita' di conoscere persone che altrimenti non avremmo mai neppure incrociato....e spero un giorno di poter ascoltare anche dal vivo le cose che hai da insegnare e raccontare.

Per adesso ti auguro buona strada.....continua a trasmetterci emozioni e conoscenze....noi da dietro la lavagna saremo sempre li affacciati ad ascoltarti.

 (felice)
Ale
ETIAM SI OMNES, EGO NON

Offline scanner79

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #13 il: 19 Settembre 2010, 13:26:42 pm »
Ti assicuro che dal vivo è peggio!!!!

 (muoio) (muoio) (muoio) (muoio) (muoio)

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Offline ALE69

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #14 il: 19 Settembre 2010, 19:09:13 pm »
Ti assicuro che dal vivo è peggio!!!!

 (muoio) (muoio) (muoio) (muoio) (muoio)



 (muoio)  (muoio)  (muoio)  (muoio) Mario
diciamo che se le situazioni mi consentissero di conoscerlo, saro' ben lieto di correre questo rischio!!
 (felice)
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Offline scanner79

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #15 il: 19 Settembre 2010, 22:46:03 pm »
Te lo auguro!!!!!

Perchè oltre ad essere una persona veramente simpatica e squisita e una persona con cui puoi affrontare qualsiasi argomento.

Veramente una bellissima persona!!!

 (felice)
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Offline califoggiano

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #16 il: 21 Settembre 2010, 17:11:05 pm »
Mi unisco anch'io al coro dei complimenti per la piacevolissima narrazione, come tuo solito del resto  (appl) (appl)
Ma non puoi lasciarci così.. vogliamo il seguito!!! (su)
..la mattina mi ci vuole un cardiologo, un veterinario o una plastica facciale...

Offline ape20ff

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #17 il: 21 Settembre 2010, 18:05:52 pm »
Salve a tutti.
Coio3 stai a fa' furore. Complimenti! Intanto che aspettiamo la transistrorizzazione del'accensione io vado a dare un'occhiata in giro.
Comunque neanche io sono stao in grado di riconoscere oscuri presagi,vedro' di rimediare sperando anche in una congiunzione astrale favorevole.
Un saluto.

Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #18 il: 21 Settembre 2010, 21:36:52 pm »




Il nuovo condensatore mostro' subito di essere meno reticente del suo predecessore, se non altro dichiarava di contenere "0.27" di qualcosa, microfarad ipotizzo; fieramente, oserei dire, denunciava paternita' transalpina; ancora oggi sono solito riferirmi a lui chiamandolo "monsieur le condensator",  grattugiando la erre finale come se la volessi spolverare sui maccheroni.

Le puntine erano lucide e profumavano di officina meccanica leggera, risultavano ricoperte da un sottilissimo velo di lubrificante; graciline all'apparenza ma promettenti nella sostanza visto che la molletta tensionatrice riusci' ad aprirmi a meta' il polpastrello del pollice sinistro.

"Proprio non vedete l'ora, vero?, piccole depravate ..." bofonchiai, ciucciandomi il pollice lacerato.

Considerata la fregola che sembrava animarle, le misi in opera in men che non si dica, senza curarmi di consultare le effemeridi; non si trattava di una mano fortunata, come tutti gli sfigati ho imparato a riconoscere i presagi propizi, non serve neanche tanta sensibilita', quelli propizi sono davvero pochi.

Anche quel pomeriggio sistemai le mani a coppetta e avvicinai lo sguardo alla scatoletta; non mi parve che le maliziose punte scintillassero ma non posso affermarlo con certezza, e' impossibile analizzarne il comportamento senza avvicinare il cranio al minaccioso trivello spinto dalle bielle, trivello che ormai liberavo dalla morchia con una certa regolarita'.

Non posso onestamente dire che il cuore pulsante della mia cavalcatura beneficiasse granche' della nuova dotazione, resta il fatto che a me "sembrava" nitrisse meglio; era come quando scegliamo con cura la biancheria per la caccia del sabato sera; al 90% non avremo la possibilita' di esibirla tuttavia averla sottopanni ci fa sentire pronti all'azione.

L'unico vero vantaggio riscontrato nell'uso delle nuove punte si realizzava all'atto dell'accensione, non importa che fosse la prima o la seconda accensione, ne' che fosse a caldo o a freddo; all'epoca non mi feci scappare l'occasione di fare lo smargiasso qui sul forum  http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=3904.msg114075#msg114075

Smontando e rimontando si verifico' uno strano fenomeno; la bavetta dietro la ventola comincio' ad assumere una strana "espressione facciale".

Era come quando voi indossate il pigiama di seta e vi infilate sotto le coperte e il vostro partner si alza sui gomiti e lamenta: "N'altra volta qui stai? ma perche' non ti trovi un altro passatempo ..."; a voi non e' mai successo, lo so, e neanche a me se e' per questo, tuttavia ho sentito dire che agli altri capita frequentemente.

Imparai ad ignorare la mia riottosa bavetta e con maniacale costanza continuavo a smontare e verificare fino al giorno in cui, verso i 500km di percorrenza attiva, mi avvidi di un leggerissimo cratere sulla punta sud in corrispondenza di una malefica cuspide sulla punta nord.

Mi senti' tradito, sprofondai nel medesimo stato d'animo di coloro che rincasano ad ora insolita e trovano un gallo sconosciuto che gli razzola il becchime; ne' a me ne' a voi e' mai successo, ovviamente, tuttavia ogni tanto a qualcuno capita di rincasare ad ora insolita.

Mi presi il capo tra le mani e cercai di fare mente locale; era in atto un trasferimento di metallo verso il ramo positivo delle scollacciate punte, diagnosi: condensatore poco "capace" o bobina troppo "allegra"; a fronte di tale rivelazione mi riconobbi impotente.

Non potevo cambiare "monsieur le condensator", alla meglio avrei rimediato un altro "figlio di nessuno" come quello che avevo pensionato qualche settimana prima; aggiungere un altro condensatore in parallelo al titolare sarebbe stato parimenti deleterio, avrebbe spostato la cuspide alla punta sud, non era quello che desideravo.

Quanto alla bobina non ci pensavo nemmeno a procurarmene una meno vivace, la vettura scatarrava tisicamente gia cosi' com'era, con quel popo' di flebo che gli pompava in vena; senza contare che mi ero affezionato a quella bobina, in quei pochi mesi l'avevo lustrata in continuazione, tanto che aveva cominciato a cambiare colore.

Esisteva un solo modo di tenermi la bobina vivace, demandare ad un transistor l'arduo compito che la svogliata coppia punte-condensatore non era in grado di svolgere.

Non sono un sprovveduto, nel senso che magari non combino mai niente di buono ma in compenso mi tengo costantemente informato su tutto quello che potrebbe risultare utile ad una persona piu' intraprendente di me.

Anni prima avevo letto una rivista di elettronica in cui veniva pubblicata la recensione di una mega accensione elettronica a doppia scarica termoionica che metteva qualsiasi vettura in grado di portare il proprio equipaggio ben oltre la stratosfera al costo energetico di qualche lacrima di benzina lasciata scorrere nel collettore di aspirazione; in una parola un prodigio della tecnica.

Sul forum si annunciava continuamente la formazione di gruppi di 2cvllisti che si denominavano scegliendo titoli evocativi di pace, pigrizia, contemplazione e statico gaudio; i nomi spaziavano dai "senza furia" ai "slow drivers" per finire alla neonascente affiliazione "se non arrivo mandate una squadra".

Considerato il contesto in cui stavo imparando a muovere i primi passi, scartai immediatamente la realizzazione di quel mega progetto, sarebbe stato perlomeno sconveniente che proprio io, l'ultimo arrivato, si mettesse a correre tanto velocemente; senza contare che il suddetto circuito sembrava realmente fuori dalla portata delle mie fiacche meningi.



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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #19 il: 21 Settembre 2010, 21:54:17 pm »



Solo qualche mese prima un generoso forumista aveva proposto lo schema di un'accensione transistorizzata; contai il numero di componenti, attivi e passivi, erano meno delle dita delle due mani che avevo in dotazione; era un progetto alla mia portata http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=661.msg73399#msg73399

Mi recai presso la locale sede della GBC per reperire i componenti necessari alla realizzazione di quell'elettronico uovo di colombo; lasciai la macchina a casa quella volta, la GBC aveva le vetrine in quella parte di centro cittadino che i residenti sono soliti chiamare il "girone degli iracondi", mentre i borgatari come me avevano imparato a chiamare "straccialamiera", imparato a nostre spese intendo.

Non mi riusci' di trovare uno che sia uno dei componenti elencati in quel progetto.

Il commesso butto' un occhiata alla lista che gli porgevo e commento': "questa roba e' fuori produzione dai tempi in cui mio padre era ancora un femminaro".

Calcolai che il padre di quella bestia non avrebbe potuto essere molto piu' "anziano" di me; se avessi avuto la certezza dell'impunita' mi sarebbe piaciuto strappargli la "steadtler" dal lobo superiore dell'orecchio destro e piantargliela tra le costole; la bestia teneva il lapis nella stessa "custodia" usata dai salumieri "ai tempi di suo padre".

Mi senti' ripetere "di questo ti do l'equivalente" per almeno tre volte; resta il fatto che al momento di pagare la cassiera non volle sentir parlare di equivalenze, non si cheto' fin quando non sborsai moneta sonante e a corso legale.

Mi feci prestare un saldatore a punta sottile da un incauto conoscente, uno sciocco che mi telefona ancora oggi, ha speso in telefonate ben piu' dei pochi euro necessari a comprare un saldatore nuovo, contento lui ...

Assemblai i pochi componenti su una basetta millefori, rubando poche ore al sonno durante una notte tempestosa.

Volendo realizzare un prototipo volante per effettuare delle prove preliminari usai una placchetta luce come dissipatore per il transistor di potenza, una delle tante che tenevo da parte in attesa di possibile utilizzo.

Quelle placchette erano straordinariamente somiglianti alle placchette decorative che avevo acquistato "ob torto collo"  e a prezzo assurdo qualche anno prima; ovviamente questa e' una considerazione personale, una di quelle considerazioni che riescono a fare imbestialire qualsiasi femmina, specialmente quella che avete sposato.

Il pomeriggio seguente, armato di nastro isolante, mi apprestai a provare la mia neonata creatura.

Non feci prove sulla 2cv, all'epoca avevo un sacro terrore di quella benedetta vettura; apri' il cofano motore della mia vettura ufficiale, una "superba vetturetta italiota" della quale, in questo contesto, e' pio e saggio tacere anche il nome.

La mia "750 CL" dell'87 prese vita scoppiettando allegramente.

Ebbi il tempo di sentirmi fiero di me stesso, come quando, tanti anni prima, ebbi a constatare che le gambe mi si stavano riempiendo di peli scuri; dopo 50 secondi la creatura defunse, il superbo FIRE si azzitti' e io rimasi stupito e interdetto cercando di ricordare dove diavolo stesse transitando il pallido satellite in quel preciso istante.

Il transistor di potenza era freddo, il transistor pilota era tiepido, i quattro diodi ... quelli mi lasciarono un brutto segno sul dito medio che in quell'occasione stavo usando come termometro; ripristinati i collegamenti originari la "750" ricomincio' a scoppiettare; il pallido satellite transitava in quello stesso spicchio di cielo in cui da tempi immemorabili transita il sole subito dopo il solstizio d'estate.

Questo era il quadro generale della situazione.

Puo' anche darsi che a qualcuno questo quadro suggerisca qualcosa, per quanto mi concerne fu come se mi stesse parlando Zaratustra; a dirla tutta mi rifiutai categoricamente di voler capire, nella timida speranza che le cose si mettessero a posto da sole; cosi' non fu.

Il mio aborto elettronico fu riposto nello stesso remoto cassetto dove giacciono indimenticate le placchette luce a capitolato delle quali non mi disfo per virile principio di supremazia intellettuale, se non altro quella.







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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #20 il: 21 Settembre 2010, 22:23:32 pm »
dopo una giornata di lavoro arrivi a casa, cena ti leggi un bel paragrafo del libro dello zio mimmuzzo,e  puoi tranquillamente andare a letto bello soddisfatto. (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl) (appl)
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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #21 il: 22 Settembre 2010, 14:36:10 pm »
Come sempre bravissimo  (appl)

Caro Mimmo, anche io nei giorni scorsi mi sono autocostruito il circuitino postato da te. Testato pochissimo (visto altri mali che affliggono la mia turbinosa) sembra fungere ottimamente. I componenti li ho trovati tutti originali e non i complementari. Ti farò sapere se funziona davvero.
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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #22 il: 22 Settembre 2010, 17:43:32 pm »



Vi e' mai capitato di avere il colpo in canna e di accorgervi che le vostre polveri si sono bagnate? In altre parole, vi e' mai capitato di fare cilecca? No, vero? neanche a me e' mai successo; ho sentito dire che 'sto genere di disgrazie capitano sempre agli altri, illustri sconosciuti che non si capisce bene dove vadano a nascondersi ...

Esistono diversi modi di affrontare i propri fallimenti, io scelsi l'approccio mentale che mi risultava meno penoso, voltai pagina e passai al secondo capitolo dello stesso libro; non accettai di essere stato beffato, l'accensione a transistor divenne il mio chiodo fisso.

Gli specialisti del genere, credo si chiamino andrologi, affermano che incaponirsi sia il modo peggiore di approcciarsi al genere di cilecca definita "orizzontale"; nel mio caso si trattava inequivocabilmente di cilecca "verticale", feci mio il motto del "ghisa", dissi a me stesso "mi spezzo ma non mi piego" e cominciai a surfare nel web.

Google mi restitui' un'ottantina di milioni di link pretenziosamente definiti utili e me li restitui' in una manciata di millisecondi; io impiegai meno di un quarto d'ora per ritrovarmi con la "uallera abbuffata", come si suol dire in zona Campi Flegrei e distretti limitrofi; non che volessi tradire il motto del ghisa, no, solo mi parve di capire che stavo sbagliando approccio.

Mi dissi che quello italiano e' un popolo di chiacchieroni, ne sono testimone vivente, sicche' effettuai una nuova ricerca utilizzando il piu' riservato albionico idioma; nel giro di un quarto d'ora avevo trovato quello che mi interessava; si trattava di un kit famosissimo, l'acquistai senza indugio alcuno.

Esiste molta documentazione in rete riguardante il circuito in esame, documentazione liberamente consultabile da chiunque adori frequentare il centro della propria citta', da chiunque trovi dilettevole giocare con le basette millefori e con l'elettronica delle equivalenze, da chiunque trovi divertente farsi insolentire da giovani commessi con i capelli a spina e da rapaci cassiere prive di senso dell'umorismo; io avevo gia dato e certi divertimenti si dice che alla lunga stanchino. http://circuitdiagram.net/transistor-ignition.html

Il mio kit impiego' una settimana per arrivare nel perimetro della mia citta', un'altra settimana impiegai io per convincere gli spedizionieri a consegnarmelo finche', proprio quando ero riuscito a procurarmi una latta di cherosene e una calzamaglia nera, alle 14.30 di un Venerdi 17 ricevetti l'agognato pacchetto; la luna transitava in Bilancia quel giorno.

Suonarono al citofono mentre inzuppavo pane biscottato in una ciotolona fumante di "trippa alla carrittera"; mi distolsero dal "fiero pasto" ma non me la presi a male, d'altronde non mi e' mai successo di riuscire pagare la buona sorte al nudo prezzo di listino; nel dopopranzo apri' il pacchettino e mentre tracannavo un bicchierino di "Moskovskaja" dissi a me stesso: "missione compiuta".

Passarono diversi mesi prima che mi decidessi ad assemblare il nuovo giocattolo, e tanti altri ancora ne trascorsero prima che mi decidessi a provarne il funzionamento sul campo; probabilmente tentavo nel mio inconscio di evitarmi l'umiliazione di un secondo e piu' grave fallimento, cosi' feci in modo di trovarmi altri passatempi 2cvllisticamente rilevanti.

Effettivamente, tutte le volte che mi metto nella condizione di essere unico responsabile delle mie azioni, la mia determinazione si prende lunghi periodi di vacanza.

Andai avanti fintanto che le punte svolgevano il loro compito senza crearmi problemi e lo dico senza vergognarmi; a Montecitorio fanno la stessa cosa e si beccano pure ricchi appannaggi, per non parlare di certe immunita' ...

Fu durante la scalata delle Madonie che le punte mi presentarono la domanda di pensione; sia detto a loro merito, me la presentarono senza fare chiassate.

Durante la scalata il motore rispondeva egregiamente ai comandi dell'accelleratore, ne' mi sarei aspettato di meno visto che mi limitavo a tirare la seconda, a macchina scarica per giunta; era durante le soste che il regime di rotazione andava progressivamente abbassandosi.

Durante l'ultimo raggruppamento in vista dello strappo finale il motore al minimo comincio' a girare sotto i 500 giri, si scuoteva allo stesso modo in cui avevo visto fare in TV ad un cavallo che per sbaglio si era abbeverato attingendo da un secchio pieno di birra.

Non ebbi il coraggio di spegnere il motore, temevo che non si sarebbe riavviato, cosi' mi limitai a tenerlo in vita con un filo di accelleratore favorendone contemporaneamente il raffreddamento; dopo pochi istanti fui tradito dalla capotte nera, a vettura ferma la temperatura nell'abitacolo raggiunse i 70° Celsius nel giro di una manciata di secondi.

Mi guardai in giro pieno di vergognoso imbarazzo apri' lo sportello e prima di mollare l'accelleratore mi raccomandai parlando nel cruscotto: "se davvero mi vuoi bene ... non mi far fare figure di merda" (dalle mie parti la figuraccia si pronuncia con la doppia consonante iniziale).

Schizzai fuori da quella padella infuocata come fossi una triglia indorata nell'olio bollente, mi precipitai a prua, alzai il cofano e spinsi l'indice sul leveraggio dell'accelleratore proprio quando la mia bestia sfiancata stava per arrendersi.

Non ricordo chi mi si avvicino' domandandomi sollecito: "e' tutto a posto?".

"Certamente" risposi, mentre il braccio destro mi si intorpidiva.

"Ti ho visto con il cofano aperto, ho pensato ...".

"Hai pensato male", menti', "stavo complimentandomi con il motore ...".

Quando rimasi solo mi avvidi che l'intenso calore emanato dai collettori di scarico era riuscito a farmi arricciare i peli dell'avambraccio destro, tutti i peli fino al gomito; erano carini a vedersi anche se avevano un aspetto un po' frou-frou.

Le punte riuscirono a riportarmi a casa quella domenica sera, sciroppandosi altri 250km; prima di prendere sonno quella notte promisi a me stesso che avrei collaudato il circuito di accensione che dormiva nel cassetto, lo stesso cassetto dove riposava l'aborto e le placchette luce a capitolato.



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Offline ape20ff

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #23 il: 22 Settembre 2010, 18:29:51 pm »
Salve, avevo gia' visto lo schema di pitmix in quell'altra discussione. Avevo intenzione di partecipare a quella discussione,il problema e' che non sono pratico di certe cose. Di schemi e accensioni ne avrei da vendere pero' vorrei che qualcuno commentasse e spiegasse. Avrei anche menzionato questo kit wellemen. Comunque vedro di fare una cosa alla volta,per il momento ho gia' toppato.
Scusate l'intrommisione.
Un saluto e un grazie.

Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #24 il: 22 Settembre 2010, 18:44:40 pm »
Ciao Ape, neanche io sono pratico di elettronica.

Appartengo alla categoria di quelli che sanno saldare e si fidano della bonta' del progetto proposto.

Un progetto te lo puo' spiegare e commentare la persona che l'ha realizzato o chi lo sa interpretare; se senti questa esigenza allora vai sul sito di "NUOVA ELETTRONICA" e oltre al kit di tuo interesse compri anche la rivista sulla quale il kit e' stato proposto e spiegato nei suoi blocchi funzionali.

Diversamente fai come me, fidati  ;D;

Ho battezzato questo 3d proprio perche' ho trovato il kit idoneo e funzionale allo scopo che mi prefiggevo di realizzare; io il kit k2543 della Velleman sento di poterlo consigliare caldamente a tutti.

Io ho scelto il kit perche', come raccontavo, non mi riesce di trovare componentistica idonea ...


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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #25 il: 22 Settembre 2010, 18:46:26 pm »
GRANDE MIMMO CI FAI SOSPIRARE LE PUNTATE!  (superok)

Per quanto riguarda i corrieri sei fortunato, a me normalmente passano minimo 10 giorni, mi prendono per la stanchezza, fino a che mi reco presso la sede a ritirare personalmente. Una cosa vergognosa !!! e mica le fanno gratis le spedizioni !!!!
Vedo con piacere che anche tu hai avuto l'ossessione della accensione elettronica ed abbiamo sicuramente visitato le stesse pagine web. Sono ansioso di sapere come si sono concluse le tue esperienze. Certo che se uno inizia a spendere molto a quel punto si compra una bella 123 e dice addio a puntine, regolazioni e condensatore.

Ciao Mimmo
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Offline COIO3

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #26 il: 22 Settembre 2010, 18:52:33 pm »
Hai perfettamente ragione, Fabri, la 123 rappresenta l'optimum.

Io ho scelto questa della Velleman perche', dovesse defungere, stacco due connettori a banana e la coppia punte-condensatore mi riporta a casa; ho proposto la conzoncina dei BoneyM proprio per introdurre il concetto che ha ispirato questa mia scelta.

In ogni caso dopo spieghero' ... appena mi si allarga la galleria fotografica  (muro)

Ma tu eri gia "grande" quando suonavano i BoneyM (??)


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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #27 il: 22 Settembre 2010, 19:42:50 pm »
Devo ammettere che la mia cultura musicale è pittosto limitata, sono uno che ascolta un po' di tutto ma da lì a conoscere i gruppi che non siano più che popolari ce ne passa, è un mio limite, o meglio, uno dei tanti. Comunque sono del 69  ;D
Io ero alla ricerca di un qualcosa di economico per evitare il consumo delle puntine e per dare un po' più di forza alle candele. L'optimum era il famoso kit della Nuova elettronica, la turbo japan ma haimè non lo vendono più e per causa del trasformatore il circuito è irrealizzabile. Aspetto comunque di vedere come si conclude la tua esperienza. Mi sembra che hai detto che sei messinese, è tanto che vorrei farmi un giro in Sicilia, non ci sono mai stato!
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Offline fabri2cv

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #28 il: 23 Settembre 2010, 17:07:10 pm »
Mimmo, potresti gentilmente postare il link del rivenditore del kit velleman ?
Grazie  (felice)
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Offline ape20ff

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Re: Accensione Transistorizzata
« Risposta #29 il: 23 Settembre 2010, 18:10:35 pm »
Salve.
Provo a rispondere alla domanda su dove reperire il kit. In pratica ci sono un sacco di negozi on line che l'hanno disponibile. E' un kit che ha riscosso molto successo, e' internazionale. Anche i costi sono molo vari.
Piu' o meno il prezzo in Italia si e' stabilizzato sui 16,50 euro.
Un venditore potrebbe essere nuova elettronica.
Questo e' il sito ufficiale del produttore:
http://www.velleman.eu/distributor/products/view/?id=8946
Vedi se c'e' un rivenditore della tua zona e se c'e' l'ha disponibile,almeno provi a risparmiare eventuali spese di spedizione e commissioni.
http://www.velleman.eu/distributor/shops/?shopd=1&shopc=27
Detto tra noi,io non saprei nemmeno saldare,comunque volendo l'accensione si puo' realizzare anche senza kit,il progetto e' libero pero' capisco che in questo caso ci siano maggiori difficolta' per uno che non e' esperto della materia.
Grazie a tutti.
Un saluto.
P.S. Un video del kit all'opera su di una citroen,ovviamente il montaggio e' ancora in una fase provvisoria:
Ami Super starts again
« Ultima modifica: 23 Settembre 2010, 18:14:41 pm da ape20ff »