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Autore Topic: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?  (Letto 2935 volte)

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Offline dyanista

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E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« il: 23 Luglio 2012, 21:10:04 pm »
Lontano, uno struggente ricordo lontano. E come è strano incontrarti.... Silvia lo sai....
Non dimenticherò mai una notte di un novembre 1987 passata in piedi per la prima volta in vita mia a servizio di qualcosa o qualcuno, che possa servire o meno; ma era solo la prima volta, mai avrei immaginato che poi le notti da sveglio avessero costellato per sempre la mia vita.
Ero giovane, 21 anni, ed ero appena partito per il servizio militare, il CAR, quella misteriosa parola che io pensavo volesse dire "automobile" in inglese; un'austera e grossa caserma arroccata su un pendio di Orvieto mi inglobò nelle sue viscere e mio malgrado.
Recluta.
Boh, ma che ne so io, fino a ieri correvo felice sulla mia Citroen CX del 75, azzurra come il cielo, carica di amici ed allegria con il suo stereo che mandava note basse che prendevano allo stomaco. Ed oggi sono una recluta.
Ma io ho un nome, un cognome... zitta recluta, marcia, fermo sugli attenti, fa freddo, ma che sei una donnicciola?
Ma chi lo conosce st'invasato che mi urla nelle orecchie, ma che vuole da me? E perchè mi insulta poi?
Dire, fare baciare... la conosci? E' una nuova canzone molto bella di un cantante giovane bolognese, Luca Carboni.
Mah, non so, ascolto un genere diverso... dai è bella, va molto di moda! Sono incuriosito, è la mia natura esserlo, anche se so essere un qualcosa che potrebbe non piacermi.
Il piantone notturno, stanotte mi aspetta questa nuova esperienza, una mansione normale per una recluta, fa parte del gioco.
Si, perchè perchè questo è un gioco? No, è incubo magari, ad occhi aperti si... senti, non è che mi presteresti il tuo walkman con quella canzone che mi dicevi prima... si certo, ho la cassetta registrata, registrata bene, una bella cassetta, forse della Maxell, forse della Sony, forse TDK, prendi, ascolta, ti piacerà.
Sono le due di notte, io davanti ad un finestrone sul buio più totale tra mille respiri di sonno, metto le cuffiette ed accendo.
Primo ascolto, un pò perplesso.
Poi il secondo.
Poi il terzo.
Poi tanti quanti ne contengono due lunghissime e tristi ore, passato a vigilare sul niente.
La maglia del Bologna, Silvia lo sai, Luca si buca...
Però mica male sto Carboni, bella voce, e bella canzone, adolescenziale, tenera, tragica.
Adolescenziale, si come forse, ancora la mia personalità.
Passano i giorni, il giuramento, le destinazioni. Io Roma mia non la vedrò manco in cartolina per quest'anno.
CAR avanzato: Lecce per un mese, e poi, a gennaio 88, Cervignano del Friuli.
Luca Carboni, quest'album, diventa mio amico.
Un mio vicino di letto, un ragazzo più grande di me della provincia di Vercelli ha la cassetta originale ed il walkman.
Sviscero ogni canzone, Gli autobus di notte sarà quella che mi entusiasmerà di meno, sovente la snobberò.
Sogno ad occhi aperti di tornare a casa mia con Lungomare e le mie tristi serate a fantasticare. E c'è un'altra ballata molto struggente: Farfallina.
Un fiore in bocca, può servire, non ci giurerei...
Il tempo passa, lentamente ma passa, fino alla mattina che in quasi totale freddezza e normalità prendo il treno proveniente da Trieste che mi porterà a Roma Termini una volta per tutte e per sempre.
Ma Farfallina mi aspetta dietro l'angolo; non sapevo ancora che mi avrebbe accompagnato ancora molto a lungo nelle ritrovate scorribande.
Per qualche anno ancora.
Farfallina la amava il mio migliore amico, ci stava in fissa persa, eravamo sempre insieme e si ascoltava a rewind continuo con la sua cassetta originale.
Quell'album m'ha regalato delle sensazioni forse uniche che non torneranno mai più.
Ho continuato a seguirlo, però con meno enfasi anche se qualche perla me la regalerà ancora come Primavera. O qualcosa tratto dal famoso "primo album del 92".
Ma "la maglia del Bologna sette giorni su sette" era tutt'altro, tutt'altra sensazione, tutt'altro sapore.
Tutt'altra vita.
Che non c'è più; le sensazioni vanno via via scolorendo.
Ragazzo, sei cresciuto, bisogna andare avanti, è passato troppo tempo e voltarsi non è possibile, troppa pellicola, il film è andato molto avanti, e la notte, da quella occasionale che ti sembrava tanto strana, adesso, è il tuo pane quotidiano.
Non più in una caserma ma in un ospedale.

Luca Carboni - Silvia Lo Sai

Grazie a tutti.

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Offline Ludo

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #1 il: 23 Luglio 2012, 21:23:16 pm »
Casso!....si può dire casso,...vero?

Dianista, mi hai commosso, e mi hai regalato un minuto intenso di Rewind!    (superok) (superok) (superok) (superok)


Continua a scrivere!
La stupidità divora facce e nomi senza storia

Offline Watson

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #2 il: 24 Luglio 2012, 08:56:59 am »
25 anni.... certo che giovani non siamo, neh  ;)

Complimenti, continua a scrivere non perderti anche tu  (abbraccio)


P.S. certo che da voi le guardie con il walkman  (sorpreso) .....  che lusso  ;D

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"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline mario55

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #3 il: 24 Luglio 2012, 09:06:46 am »
25 anni.... certo che giovani non siamo, neh  ;)

Complimenti, continua a scrivere non perderti anche tu  (abbraccio)


P.S. certo che da voi le guardie con il walkman  (sorpreso) .....  che lusso  ;D

 (felice)

.... noi che, se andava bene, potevamo consolarci ascoltando con la radiolina (nascosta nella mimetica) le prime radio libere ;)
 (felice)
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Offline tiotio

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #4 il: 24 Luglio 2012, 09:37:32 am »
è stato bello leggere la tua storia, sono tornato indietro al 1992, quando partii per orvieto destinato mio malgrado ad assolvere questa fastidiosa (quanto inutile) incombenza.
di tutto l'anno trascorso a fare il milite, il miglior ricordo che mi rimane è proprio di quel mese a cavallo tra dicembre e gennaio passato a orvieto, un piccolo borgo che mi è piaciuto fin dal primo momento avendo vissuto in un paese delle campagne trevigiane che ben poco aveva di storico e paesaggistico.
il copione è molto simile, ma più che altro ricordo col sorriso e anche con un minimo di rimpianto lo spirito cameratesco di noi reclute, amici per forza nel giro di poche ore, ma consapevoli che eravamo l'uno per l'altro tutto quello che avevamo lontani da casa e dai nostri amici.
anche io per l'occasione avevo un walkman della sony equalizzato nuovo fiammante, con quello ci ho trascorso tutto il militare, anche quando me l'hanno rubato perchè l'ho ricomprato identico alla prima licenza.
ci sono state diverse canzoni in quel periodo che hanno tracciato un solco nella mia memoria, per citarne qualcuna ricordo i beloved con sweet armony o tasmin archer con sleeping satellite, e poi ancora i grandissimi litfiba, erano appena passati i tempi del diablo ma era arrivato terremoto, fata morgana era il mio inno!!!!
poi venne la destinazione, roma pietralata, tutti i viaggi in treno, su è giù roma-mestre e ritorno, ma con me c'era sempre vasco, fronte del palco mi ha accompagnato per lunghissime ore!!!!!

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paoloDòCavaj

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #5 il: 24 Luglio 2012, 10:08:11 am »

(....e guarda cosa si nasconde dietro a queste lamiere e vetturette
persone col cuore in mano, generose di se e dei propri sentimenti)

Grazie

paolo

Offline dyanista

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #6 il: 24 Luglio 2012, 10:34:34 am »
Intanto grazie a tutti per la cortese attenzione, ne è uscito un gradimento che mai avrei immaginato.
Nella mia vita ci sono periodi ispirati laddove se trovo una platea mi racconto, senza problemi o veli particolari, che sia legato alla vita personale o che sia legato alle numerose macchine possedute.
Io davvero non credevo di sortire quest'effetto, è stata per me una vera sorpresa.
Davvero!

è stato bello leggere la tua storia, sono tornato indietro al 1992, quando partii per orvieto destinato mio malgrado ad assolvere questa fastidiosa (quanto inutile) incombenza.
di tutto l'anno trascorso a fare il milite, il miglior ricordo che mi rimane è proprio di quel mese a cavallo tra dicembre e gennaio passato a orvieto, un piccolo borgo che mi è piaciuto fin dal primo momento avendo vissuto in un paese delle campagne trevigiane che ben poco aveva di storico e paesaggistico.
il copione è molto simile, ma più che altro ricordo col sorriso e anche con un minimo di rimpianto lo spirito cameratesco di noi reclute, amici per forza nel giro di poche ore, ma consapevoli che eravamo l'uno per l'altro tutto quello che avevamo lontani da casa e dai nostri amici.
anche io per l'occasione avevo un walkman della sony equalizzato nuovo fiammante, con quello ci ho trascorso tutto il militare, anche quando me l'hanno rubato perchè l'ho ricomprato identico alla prima licenza.
ci sono state diverse canzoni in quel periodo che hanno tracciato un solco nella mia memoria, per citarne qualcuna ricordo i beloved con sweet armony o tasmin archer con sleeping satellite, e poi ancora i grandissimi litfiba, erano appena passati i tempi del diablo ma era arrivato terremoto, fata morgana era il mio inno!!!!
poi venne la destinazione, roma pietralata, tutti i viaggi in treno, su è giù roma-mestre e ritorno, ma con me c'era sempre vasco, fronte del palco mi ha accompagnato per lunghissime ore!!!!!

 (felice)

Orvieto, la caserma "Guardie" del corpo dei granatieri aveva (ora è stata dismessa) la destinazione fissa verso le caserme romane Cengio e Ruffo, entrambe a Pietralata.
Caserme tristemente note per i vili atti di nonnismo che erano presenti, tanto che ci fu più di qualche suicidio.
Io non fui preso per un centimetro (sono alto 179 cm e ci voleva il minimo di 180), ma qualcuno poi mi disse che, anche se obtorto collo, andai meglio.
Zero nonnismo, anzi, disciplina esasperante ed esasperata, ho avuto modo di visitare dei luoghi bellissimi che mi sono rimasti nella pelle, ho conosciuto tanta gente bella, del nord, del sud, del centro.
Non era interessante da dove venisse.
Mentre se fossi capitato a Pietralata, sebbene all'epoca abitavo nel "paesello" (quartiere) vicino, io casa mia l'avrei vista col binocolo perchè soprattutto ai romani, li distruggevano di guardie a Piazza Venezia al milite ignoto.
Mentre nel profondo nordest, in un certo senso sfruttavo le mie ore di libertà alla scoperta di luoghi nuovi ed interessanti.
E la licenza, quando arrivava, era una festa.
Ma tutt'ora, quando mi capita di passare sull'A1 direzione Firenze non manco di "alzare gli occhi al cielo" (proprio come un'altra canzone di Carboni..) e dare uno sguardo a quel posto color mattone arroccato lassù e di volgergli un pensiero.
Qualsiasi cosa abbia fatto parte della tua vita, comunque, o bene o male, ti appartiene; ed ironia della sorte, oggi lavoro presso un noto ospedale che prima di chiamarsi Sandro Pertini, si chiamava proprio "Pietralata", dato il quartiere di appartenenza territoriale.
Un caso?
Chissà, la vita è piena di casi....

Offline Watson

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #7 il: 24 Luglio 2012, 11:05:01 am »
Un caso?
Chissà, la vita è piena di casi....

quando partii per la naja non ero contento di finire così lontano da casa, visto che erano da poco cambiate le regole sulla distanza dalla residenza, ma io ero ilclassico imboscato che per non farla si era iscritto all'università e anno dopo anno, rinvio dopo rinvio, ne avevo le tasche piene di rimandare questo inutile obbligo  :(


quindi quando partii per Brunico, Alto Adige o come piace a loro Sud Tirolo, mi parve una punizione eccessiva ed invece fu un mese abbastanza felice....


... dopo lo stress del taglio dei capelli, delle urla dei caporali, delle marce con quel passo da andicappato (non ricordo male ma ogni due o tre passi bisognava colpire il terreno con il tacco per dare quella cadenza che faceva tanto marzialità), ricordo pure la mia prima guardia o meglio piantone alla camerata che dovetti fare proprio il giorno che i miei vennero a trovarmi (o meglio a fine giornata), un pirla che se ne stette inpalato sul pianerottolo pensando che potesse sbucare il caporale istruttore e beccarti non nella corretta posizione (matto)


A proposito, ricordo bene che alla fine del giuramento quando potei avvicinarmi ai miei genitori, mio fratello stupito mi chiese perchè tenevo così alta la faccia, in una posizione innaturale, dicamolo da idiota  (sorpreso)

ed io che francamente neanche me ne ero accorto, tanto era stato il lavaggio di cervello di quel breve ma intenso mese del car mi aveva fatto.



Non mi dilungo troppo, anche perchè il mio 3D sulla naja l'ho scritto anni addietro, ma vorrei far notare come il destino scelse anche per me una destinazione romana o meglio nella caserma di Bracciano (Montefinale, ?) dove passai un'altro mese di vacanza e di guardie, ma dove ebbi l'occasione di viistare la grande metropoli e di sentirmi più vivo (anche se all'epoca i capelli corti non era di moda).


P.S. non ricordo la mia colonna sonora, ma sicuramente della musica l'ascoltavo, o forse era solo la marcetta dell'alzabandiere  ;D


P.S.2 quest'anno avrei voluto ripassarci a Bracciano, visto che ero di strada, ma mi sono ricordato che se vuoi che i tuoi ricordi rimangano con quell'aurea particolare, è meglio non mescolare la visione recente con il ricordo passato.
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline dyanista

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #8 il: 24 Luglio 2012, 11:22:19 am »
Quant'è vero il lavaggio del cervello...  :(
Comunque, questa è una mia vecchia foto risalente alla primavera 1988 circa al mio posto branda nella caserma Piave di Cervignano del Fiuli:



Quella caserma venne dismessa praticamente quasi subito dopo il mio congedo, servì come base di appoggio per i profughi di guerra della ex jugoslavia e successivamente abbandonata..
« Ultima modifica: 24 Luglio 2012, 11:24:12 am da dyanista »

Offline Aspes

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #9 il: 24 Luglio 2012, 15:19:49 pm »
Ragazzi, sto' diventando vecchio .. qui si parla di Militare, ed ero convinto di avere postato da qualche parte la mia storia, ma non riesco piu' a trovarla .. l'avro' mica fatto sulla vecchia lista?
Forse Toni-Watson se e' qui nel forum la recupera di sicuro ..

Ad ogni modo, faceva piu' o meno cosi' :

" Per la maggior parte di noi, od almeno per chi lo ha fatto, il Servizio di Leva e´ stato solamente una gran scocciatura, ed anche per me non e´ stata una cosa diversa.

L´unica fortuna fu che capito´, per pur caso, di doverlo fare nella Citta´ distante solo 10 chilometri da dove abitavo, quindi praticamante a casa.

Oltre alla normali incombenze, in piu´ avevo un compito particolare : ogni venerdi´ sera, appena scattava la libera uscita, dovevo accompagnare I " Vecchi " che andavano in licenza sino in Stazione.

Ne avevo accompagnati alcuni il primo Venerdi´ di permanenza in Caserma, e data la mia guida particolarmente brillante, erano arrivati in Stazione cosi´ presto da poter prendere un treno che li faceva arrivare a casa con ore ed ore di anticipo rispetto al solito.

La guida brillante consisteva nel : sorpassi al centro della carreggiata, piccoli tratti contromano e tratto finale prima della stazione nel viale pedonale !!!!

Conoscevo la citta' a memoria, e quindi sapevo cosa potevo e cosa non potevo fare, il tutto condito chiaramente da un pizzico di "follia".

I " vecchi " erano terrorizzati, ma nonostante cio´ il lunedi´ successivo mi ringraziarono , ma purtroppo la voce si sparse, ed ogni venerdi´ pomeriggio avevo gente in coda che supplicava per un passaggio.

Tutto cio'  ando´ avanti per mesi, finche´ una sera sentii un rumore sordo provenire dal motore, e poi un rumore assordante : mi fermai, pensando di aver perso uno scarico, ma invece con stupore vidi che il motore mi aveva letteralmente " sputato " una candela.

Inutile dire che I " vecchi " dovettero proseguire a piedi, ed io a fatica raggiunsi il meccanico, che pazientemente mi rifiletto´ la testata e mi rimise la candela.

Da quella volta I passaggi terminarono, anche perche´ nel frattempo ero diventato "vecchio" anch´io.

A questo punto vi chiederete cosa significa tutto cio´ vero ?

Beh, quell´auto era una Dyane, gialla.

Mi accompagno´ fino alla fine del servizio di leva, fedele come sempre, perfetta come un orologio e cucita addosso a me come un vestito.

Nessuna altra auto e´ stata poi cosi´ per me ..... "


---------

Ecco, questa in breve e' stata la mia storia ..... la cosa curiosa e' che in Compagnia avevo un Tenente a 2 stelle, che aveva solo qualche hanno piu' di me ..... e qualche hanno fa, scrivendo in MP con un forumista che ora non frequenta piu' il forum, mi disse che il Tenente era diventato Colonnello, ed inoltre era Comandante della Scuola di Artiglieria a Bracciano .... mi disse che gli avrebbe passato il mio numero di telefono, chissa' ..

E qualche sera dopo il telefono suono', ed era Lui ... non so perche' ma mi prese un'emozione fortissima .. saranno stati i 30 anni che erano passati, sara' forse il fatto che per me era sempre il mio "Tenente", ma ho continuato a dargli del Lei, mentre lui mi dava del tu .... al di la' dell'emozione del momento, e' stato davvero bello risentirlo .. una voce dal passato, un passato che credevo ormai perso.

E la foto che vedete e' stata fatta in Sardegna, a " Perdasdefogu", al poligone interforze, durante uno dei due campi  a fuoco ...



La divisa chiaramente l'ho tenuta .. !!





Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
e il cuore di simboli pieno.

Offline Watson

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #10 il: 24 Luglio 2012, 15:43:39 pm »
Mi dispiace, ma penso sia un racconto della lista, anche se alcuni spezzoni li avevi già trattati in alcuni post che ho trovato in giro (la candela sparata, la giallina parcheggiata o le uscite con i commilitoni), in particolare avevi pure accennato al Colonnello di Bracciano chiedendomi:

Watson, a Vercelli il mio Tenente a due stelle era Bonassisa. Ora e' Colonnello, e comanda la scuola d'artiglieria a Bracciano. Non e' che era gia' li quando ci sei stato tu ?


strani i casi della vita, e strani i luoghi che abbiamo frequentato in periodi diversi....



... anche la mia Charleston ha visto per pochissimo la mia caserma a Trento, ma sopra non ci ho fatto salire nessuno, ero "vecchio" anch'io  :)
W la vita

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Offline mario55

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #11 il: 24 Luglio 2012, 19:36:25 pm »
Mi dispiace, ma penso sia un racconto della lista, anche se alcuni spezzoni li avevi già trattati in alcuni post che ho trovato in giro (la candela sparata, la giallina parcheggiata o le uscite con i commilitoni), in particolare avevi pure accennato al Colonnello di Bracciano chiedendomi:

Watson, a Vercelli il mio Tenente a due stelle era Bonassisa. Ora e' Colonnello, e comanda la scuola d'artiglieria a Bracciano. Non e' che era gia' li quando ci sei stato tu ?


strani i casi della vita, e strani i luoghi che abbiamo frequentato in periodi diversi....



... anche la mia Charleston ha visto per pochissimo la mia caserma a Trento, ma sopra non ci ho fatto salire nessuno, ero "vecchio" anch'io  :)

la tua caserma a Trento?

che caserma, mica per caso la Cesare Battisti, sede del Distretto? Perchè quella è stata la MIA caserma, dall'ottobre '75 al luglio '76.
 (felice)
Mario da Bientina, con la sua DS 21 Confort

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Offline COIO3

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Succhiare La Vita Dagli Angoli
« Risposta #12 il: 24 Luglio 2012, 19:47:03 pm »
Whatever Works ;)

Offline Watson

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #13 il: 25 Luglio 2012, 17:22:09 pm »
strani i casi della vita, e strani i luoghi che abbiamo frequentato in periodi diversi....

la tua caserma a Trento?

che caserma, mica per caso la Cesare Battisti, sede del Distretto? Perchè quella è stata la MIA caserma, dall'ottobre '75 al luglio '76.
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e poi dicono che sono solo scatolette di latta.....

... secondo me siamo uniti da più legami che la semplice passione per le bicilindriche  (appl)


No mi dispiace, ma ho fatto 10 mesi di naja alla Pizzolato  ;D


P.S. ho provato a cercare delle foto della 2cv parcheggiata davanti alla caserma, ma disgraziatamente non le ho fatte  (muro)

una foto dell'epoca 9/89 (ne ho trovate alcune in polveriera con tanto di arma e cartello dietro alle spalle in cui si rammenta che è vietato fotografare  (sorpreso))



 (felice)
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Offline narota

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Re: E adesso come facciamo, non dovevamo andare lontano?
« Risposta #14 il: 29 Luglio 2012, 16:13:21 pm »
Un fiore in bocca, può servire, non ci giurerei...

D.A. club cochabamba