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Autore Topic: i viaggi di altri  (Letto 343 volte)

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Offline claudyane6

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i viaggi di altri
« il: 21 Novembre 2020, 13:16:43 pm »
apro questo topic per fare un copia incolla di viaggi raccontati da altri su altri siti internet

Offline claudyane6

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Re:i viaggi di altri
« Risposta #1 il: 21 Novembre 2020, 13:20:14 pm »
trovato su facebook, non ho idea di chi sia l'autore, forse Riccardo, chissà se ci sono ancora testimoni ...

per Riccardo Marabotto e tutti quei che non hanno la lumaca di latta, Buona lettura a tutti voi e felice serata
Il viaggio
Parigi 06/06/1962
Ore 08,00, si parte per l’Italia; dopo anni si va in ferie! Previsione 1600 chilometri da percorrere e con tutta quella strada davanti a me, mentre Parigi si sveglia io mi sento già stanco.
La macchina è carica e io pure. In men che non si dica sono in autostrada e piano piano con il sole sul parabrezza mi dirigo verso Lione. Sono le 12,30 e…non mi sembra vero, sono già arrivato a Maçon, dove mi fermo a fare benzina e a mangiare qualcosa. Lì trovo un camionista e gli chiedo informazioni per il mio tragitto. Lui prima guarda la mia 2cv e poi guarda me e ride. Quando gli domando il motivo della sua risata, lui mi chiede quant’è la velocità massima della mia macchina. Allora gli spiego che è una 2cv del ‘58 e che raggiunge “anche” i 100 K/h ma che cerco di tenere i 80K/h, quindi gli pongo nuovamente la domanda:< perché?>. E lui risponde <Niente!>.
Poi dopo un morso al panino e due parole, mi dice che devo passare da Bourg en Bresse, cosi risparmierò quasi 100 Km. Quindi, visto la mia velocità e la sua ottima conoscenza del territorio, decido di prendere la cartina e farmi dare qualche dritta. Intanto si sono fatte le 13 e mi sa che un’oretta di sonno mi farebbe bene; ho ancora tanta strada davanti e spero di essere in Italia per questa sera. Prendo un cuscino e mi metto a dormire sulla panchina, ma dopo un tempo troppo breve mi sveglio di soprassalto, guardo l`ora e...sono già le 15. Ho dormito troppo! Quindi, cartina alla mano, via di corsa, si riparte . Uscita Maçon, poi Bourg en Bresse direzione Tunnel du Chat. Una galleria da incubo, senza illuminazione e con i miei fari a 6 volt l’ho percorsa praticamente quasi tutta al buio, ma arrivato all’uscita un bellissimo lago si materializza davanti a me e in lontananza Chamberi. Allora giù per la discesa e via direzione Italia; davanti a me si vedono già le montagne e mi sento rincuorato ma, dopo un paio d’ore di guida le montagne sono sempre davanti e sembrano irraggiungibili. Alle 20 arrivo finalmente a S. Jean de Maurienne e mi fermo: sono 12 ore che sono in viaggio e mi sento stanchissimo. Cerco un bar per prendere un caffè e poi decidere il da farsi. Vista l’ora è meglio mangiare qualcosa mentre studio la strada: dalla cartina risultano meno di 100 Km per essere in Italia, quindi in un paio d’ore al massimo dovrei farcela a passare la frontiera e dormire in Italia. Finito di cenare riparto per il mio viaggio ma dopo un paio d’ore mi tocca fermarmi su una piazzola perché rimango senza benzina. Sono in mezzo al nulla, solo grandi alberi e vento freddo. Al mattino mi sveglio infreddolito e rigido come un pezzo di legno rotto.
Sono le 07,00 del 07/06/62 e sono appena sopra Modane quindi che fare ??? L’unica soluzione è tornare indietro, anche perchè senza benzina l’unica strada percorribile è la discesa! Dopo un pò di km si inizia a spingere ed finalmente trovo un distributore ma, sono già le 09,00! Ripensandoci, forse era meglio fermarsi subito ieri sera. Almeno il tempo è bello e dopo caffè e croissant mi sento un uomo nuovo. Pieno fatto, autonomia 200km circa, tempo bello, carichissimo! Si parte! E oggi a pranzo pizza in Italia! Dopo un paio d’ore mi rendo conto che la 2cv non è fatta per la montagna: sto viaggiando a 20 K/h e sono sempre in Francia. Ogni tanto incontro qualcuno e vedo della casette ma ancora non vedo il cartello con su scritto “Italia”. E’ mezzo giorno e mi fermo in un paesino: Lanslebourg. Entro in una trattoria visto che i panini sono finiti, e chiedo alla cameriera se sono già in Italia ma lei, tra l’ilarità generale mi risponde di no. Preso dal panico chiedo allora se ho sbagliato di strada, ma lei mi tranquillizza dicendomi che sono sulla strada giusta ma che devo affrontare il Moncenisio, prima di raggiungere l’Italia e mi indica la montagna che si vede dalla finestra. Una montagna immensa! Chiedo ancora: <quanti km mancano per arrivare in Italia?> E lei mi risponde che tra circa 40 km arriverò a Susa e da lì la strada sarà tutta in piano. Mi sento rincuorato e approfitto della pausa per fare un po` di spesa prima di affrontare il Moncenisio. Mi rendo immediatamente conto che non sarà un impresa facile, visto che non riesco a mettere la 3a, comunque cerco di convincermi che sono solo 40km e che in 2 ore sarà tutto passato ma…
Dopo un’ora di viaggio ecco che inizio a sentire la macchina tirare a destra e penso subito di aver bucato. Mi fermo faccio il giro di controllo attorno alla macchina ma tutte le gomme sono gonfie. Allora mi rendo conto che è la strada ad essere in pendenza! Approfitto della sosta per guardarmi attorno ma vedo solo montagne a perdita d’occhio e sullo sfondo la strada da dove sono venuto. Coraggio, si riparte! Più facile a dirsi che a farsi. Avrò percorso più di 5 km prima di riuscire a rimettere la seconda! Intanto vedo la nebbia che inizia a salire e dopo poco mi raggiunge. Ora si che siamo messi bene! Non vedo nulla, i miei anabbaglianti non servono a nulla e i fari creano un muro giallo. Vado avanti comunque e visto la velocità che non mi permette di mettere neanche la seconda, decido di aprire la porta per vedere almeno la striscia bianca così da non finire chissà dove. A tratti sembra che la nebbia stia anche peggiorando ma qualche sprazzo di chiaro mi dà speranza e fiducia in un miglioramento. Sono le 18 e arrivo su un piccolissimo spiazzo dove decido di fermarmi; qui la nebbia sembra meno fitta. Un po` più avanti vedo un cartello, mi avvicino e con immensa gioia leggo “Col du Moncenis 2100 mètres”! Tornando alla 2cv però vedo solo nebbia attorno a me; in ogni caso, se è un colle da ora in poi la strada sarà tutta in discesa, il brutto è passato. Riparto ed effettivamente la strada inizia a scendere anche se me ne accorgo solo dal rumore del motore, visto che non vedo nulla anzi mi sembra che sia sempre peggio. Riapro la porta della mia 2cv e piano piano inizio la discesa verso l’Italia, ma sono già le 20 e si sta facendo buio. Dopo un po' arrivo alla dogana Francese, situata in un piano vicino al lago. Eh si, in questo periodo la dogana si trova proprio dove in futuro sorgerà la nuova diga del Moncenisio! Decido di fermarmi a dormire in un albergo di fronte alla dogana perché sono distrutto da tutti quei km nella nebbia e dal freddo: il riscaldamento della 2cv non è fatto per quelle temperature!
Il mattino dopo, alle 08,00 del 08/06/62 riparto con un freddo indescrivibile ed una forte umidità a farmi compagnia. Prendo la coperta che ho dietro e mi avvolgo dentro prima di affrontare la discesa del Moncenisio. Sarà il caldo del mio fiato o l’aria “frizzante” di montagna ma iniziano a ghiacciarsi i vetri, internamente. Piano piano inizio a scendere e mi accorgo che la frizione centrifuga non è il massimo per la montagna perché mi ritrovo quasi subito senza freno motore e devo affidarmi ai freni. Arrivato alla piana di S. Martino va meglio, la nebbia non c’è più e il sole splende, ma tengo ancora la mia coperta addosso mentre incomincio a fare vari esperimenti per avere un po` di freno motore. Dopo un altro po' di strada arrivo alla dogana Italiana dove mi fermano e dopo avermi squadrato per un po` mi danno il via . Sono in Italia!!! Ma che succede? La macchina inizia a singhiozzare, mi fermio, controllo l’asta della benzina e…. rimasto senza benzina. Vista la situazione più che scendere in folle non si può fare ma senza quel poco di freno motore, dovendo usare solo i freni, ci metto quasi tutta la mattinata. Finalmente arrivo a Susa e trovo subito un distributore alla mia sinistra dove il benzinaio mi fa notare che si sente una gran puzza di freni e mi consiglia di verificare che siano a posto. Gli chiedo se è in grado di ripararli nel caso fosse necessario e lui mi risponde di si ma che occorre aspettare che si raffreddino prima di fare un giro per controllarli. Mi parcheggio quindi un po` più in là e mi faccio un giretto per Susa approfittandone per mangiare una bella pizza. Verso le 16 torno alla macchina e inizio il mio giro di prova. Mi accorgo subito che frena male e che fa rumore quando freno. Torno allora dal benzinaio e gli pongo il problema. Lui si mette subito a controllare anche se ci vorrà del tempo perchè deve smontare i parafanghi e i semiasse. Ci accordiamo allora per ritrovarci verso le 19. Riparto a piedi per le vie di susa e visito l’Arco di Augusto, l’Arena Romana e la Cattedrale. Quando torno dal meccanico le notizie non sono ottime: i tamburi sono ancora buoni ma le ganasce sono morte e fino a domani alle 12 la mia 2cv non sarà pronta. A malincuore gli chiedo se c’è una pensione economica in zona e lui si offre di ospitarmi a casa sua. Visto le mie scarse finanze e il freddo della notte precedente, accetto con piacere. Lo aiuto a chiudere e salgo sulla sua auto, una macchina stranissima e piccolissima, molto in voga in Italia in quegli anni ( la Fiat 500). Arrivati a destinazione, sua moglie e sua figlia ci aspettano per la cena, ma prima mi mostrano la stanza dove avrei dormito e mi chiedono se desidero fare un bagno caldo. Ne approfitto volentieri: dopo 3 giorni di strada ho proprio voglia di una bella rinfrescata. Rimesso a nuovo raggiungo i miei ospiti nella sala da pranzo dove trovo ad aspettarmi un gustosissimo piatto di spaghetti fumanti. Iniziamo quindi a mangiare e a fare due chiacchiere. Mi chiedono da dove arrivo ed io inizio a raccontare il mio viaggio, senza tralasciare la mia avventura al Moncenisio.
Dopo aver cenato la figlia, più o meno della mia età e incuriosita dalla storia che ho raccontato, mi fa molte domande su Parigi e la Francia e vuole sapere dove sono diretto. Iniziamo allora a raccontarci le rispettive storie ed io le spiego che sono in viaggio per raggiungere i miei per le vacanze estive, dopo anni trascorsi all’estero. La serata è piacevole, ma passa in fretta e si fa ora di andare a dormire. L’indomani vado a dare una mano al meccanico per finire prima i lavori sulla mia 2cv e riprendere la strada. Devo ancora percorrere 900 km ed è già mezzogiorno del 09/06.62. La moglie del meccanico mi ha preparato 2 panini per il viaggio, quindi non appena l’auto è pronta riparto e….dopo tanto freddo arriva finalmente il caldo! Quindi capottina giù e via, un panino in una mano, la bottiglia dell’acqua sul sedile, inizio la seconda parte del viaggio, quella che mi porterà a destinazione. Torino, Piacenza, Bologna e alle 20, decido di fermarmi a mangiare qualcosa e di trovare un posto dove passare la notte. Visto le scorse esperienze meglio riposare in un posto tranquillo! Trovata un’area di servizio mi fermo, mangio qualcosina e inizio a smontare la 2cv in modo da dormire comodo. Dopo aver preparato la cuccia per la notte ed essere andato in bagno a rinfrescarmi prendo la mia cartina per controllare il tragitto del giorno dopo e mi accorgo che davanti a me ci sono gli appennini! Ripensando a com'è stata dura superare il Moncenisio cerco di vedere se ci sono strade alternative. Dopo un po` mi addormento con tanti dubbi sulla direzione da prendere l’indomani.
Ore 08,00 del 10/06/62 si riparte . Vado a fare benzina e chiedo consiglio al benzinaio sulla strada da prendere con la premessa che non voglio fare montagne di nessun tipo e lui mi consiglia di percorre il Litorale Adriatico fino a Pescara. Mi rimetto in strada e supero Rimini, Ancona e Ascoli Piceno. Arrivo a Pescara alle 21, con solo 3 soste e 3 rifornimenti, e sono distrutto, non so dove inizia il sedile e dove finisco io. Cerco quindi un posto vicino al mare per poter riposare un po'. .
Alle 07,00 del 11/06/62 mi sveglio con molta agitazione addosso; non ho avvertito nessuno del mio arrivo. Non sapevo quanto lungo sarebbe stato il mio viaggio e per non preoccupare i miei cari ho preferito fare un’improvvisata, ma ora sono qui, praticamente a casa. Chieti, Scafa,Torre de`Passeri, Popoli, Sulmona, Roca Raso, Castel di Sangro e sono arrivato, in mezzo agli appennini Molisani, uno di quei classici paesini arroccati sulle colline. Sono le 22.00, mi fermo prima di entrare in paese, li troverò tutti i mie cari ed è meglio darmi una sistemata perché sembro un barbone, poi devo sistemare anche i bagagli dove c’è un pensierino per tutti loro.
Pronti via, come se fossi solo partito questa mattina, mi dirigo verso casa; anche la 2cv sembra più brillante e vispa. Arrivo, do un colpo di clacson, si affacciano tutti ed è festa!!!
E’ il mattino del 12/06/62: non so che ore sono, ma sono qui sul balcone della mia gioventù e guardo fuori felice; dopo 6 giorni di strada sono arrivato a casa e fino al 21, resto qui.

Offline m.real

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Re:i viaggi di altri
« Risposta #2 il: 21 Novembre 2020, 14:27:12 pm »
 (felice) Ciao Claudio , il racconto e stato pubblicato sull'ultimo N della Lumaca di Latta (non so se tu l'abbia ricevuta ) ed e scritto da Dominique Incollingo, ed e un viaggio di fantasia .
Se tu andavi qualche pagina più giu in facebook ,l'ho dice lui stesso.
in fondo al tunnel ce sempre una luce

Offline claudyane6

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Re:i viaggi di altri
« Risposta #3 il: 21 Novembre 2020, 18:16:59 pm »
  (stupid) (stupid)(muro) (muro) (muro)

non sono iscritto al club, niente lumaca

Offline m.real

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Re:i viaggi di altri
« Risposta #4 il: 21 Novembre 2020, 19:22:22 pm »
  (stupid) (stupid)(muro) (muro) (muro)

non sono iscritto al club, niente lumaca
(felice) Pensavo tu fossi iscritto. (nonso)
in fondo al tunnel ce sempre una luce

Offline Paolon

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Offline px200

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Re:i viaggi di altri
« Risposta #6 il: 27 Novembre 2020, 22:40:40 pm »
Ciao a tutti,

realtà o fantasia ,io l'ho letto e seguito le tappe con google maps e devo dire che ho passato un 3/4 d'ora guardando le foto dei luoghi menzionati nel racconto ed è stato coinvolgente, sono sui 1700 km. e 18 ore di guida fatti in una settimana.
Be io partirei domani.