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Muoversi in 2CV => Tutto quello che riguarda i viaggi => Topic aperto da: paoloDòCavaj - 26 Gennaio 2013, 08:37:47 am

Titolo: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: paoloDòCavaj - 26 Gennaio 2013, 08:37:47 am

  il primo pensiero sei tu.....

          (http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/moda-sporty-chic/68453179-1-ita-IT/Moda-sporty-chic_avorigh.jpg) (http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/trench-immancabile/68453049-1-ita-IT/Trench-immancabile_avorigh.jpg)(http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/denim/68453101-1-ita-IT/Denim_avorigh.jpg) (http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/stile-coloniale/68453231-1-ita-IT/Stile-coloniale_avorigh.jpg) (http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/a-rete/68453153-1-ita-IT/A-rete_avorigh.jpg) (http://www.donnamoderna.com/var/ezflow_site/storage/images/media/images/moda/tendenze/la-moda-e-un-viaggio/t-shirt-e-camicia/68453257-1-ita-IT/T-shirt-e-camicia_avorigh.jpg)

                                         TOUT LASSE TOUT CASSE TOUT PASSE.... (nonso)


Titolo: MUSICA per decidersi a VIAGGIARE by paolon2cv
Inserito da: paoloDòCavaj - 26 Gennaio 2013, 10:11:04 am

                      http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=LePc1SF6glY
Titolo: MUSICA prima di VIAGGIARE
Inserito da: paoloDòCavaj - 26 Gennaio 2013, 18:11:08 pm

                   Canardo ft. Tal m'en aller Paroles [lyrics] (http://www.youtube.com/watch?v=LePc1SF6glY#)

Titolo: LA STRADA, APPUNTO
Inserito da: paoloDòCavaj - 27 Gennaio 2013, 14:58:14 pm

                 http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=wh0-6ZJKF44#t=200s (http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=wh0-6ZJKF44#t=200s)

C'è solo la strada su cui puoi contare
 la strada è l'unica salvezza

c'è solo la voglia e il bisogno
di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo

bisogna ritornare nella strada
strada
        per conoscere chi siamo.

                     

Leggi tutto il testo su: http://singring.virgilio.it/testi/giorgio-gaber/testo-c-e-solo-la-strada.html (http://singring.virgilio.it/testi/giorgio-gaber/testo-c-e-solo-la-strada.html)

Titolo: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti: Kerouac
Inserito da: paoloDòCavaj - 29 Gennaio 2013, 15:33:31 pm

       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_1.jpg)

                                                  Solo i folli mi interessano


        (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_2_quelli_che.jpg)

                                        Quelli che hanno il furore di vivere e di parlare


                         (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_3.jpg)

                                                  Quelli che vogliono gioire di tutto


       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_4.jpg)

                                           Che non si chiudono mai nè dicono banalità


   (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_5.jpg)

                                             Ma che bruciano.....


           (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/solo_i_folli_mi_interessano_6.jpg)

                       ....bruciano, bruciano, come una candela nella notte




          (http://speed-cover.net/wp-content/uploads/2012/10/On-the-road-cover-locandina-2.jpg)


   



                                           
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Simone - 29 Gennaio 2013, 15:35:42 pm
brùlent, brùlent, minkia se brùlent...  ;D
Titolo: KEROUAC e L'autostop - parte quarta da "Sulla Strada"
Inserito da: paoloDòCavaj - 03 Febbraio 2013, 23:29:57 pm

                    (Si, viaggiare ovvero: ricordi di”autostop”, un modo che non esiste quasi più)
.... riprendo qui, in un 3ad apparentemente più tranquillo, alcuni brani sul tema del viaggiare tratti da:

(http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTMkKlaPnKxwViVQB16CodKCopJoLJZ2iPdzxp6qCF7QVtzZWMHHg)

E mentre me ne stavo lí seduto ad ascoltare quel suono notturno che il be-bop era venuto a rappresentare per tutti noi, pensavo a tutti i miei amici da un capo all'altro del paese e come in realtà si trovassero tutti nello stesso vasto cortile e far qualcosa di cosí frenetico e convulso.
E per la prima volta nella mia vita, il pomeriggio seguente, entrai nel West.

Era una giornata calda e bella per l'autostop.
… mi piantai proprio fuori del paese dopo una passeggiata attraverso le strade laterali ombrose e sconnesse, e chiesi passaggi. ..
Il primo passaggio mi venne dato da un autocarro di dinamite che portava una bandiera rossa, per circa cinquanta chilometri nel grande Illinois verde, mentre il camionista mi indicava il punto nel quale la Statale 6, sulla quale viaggiavamo, incrociava la Statale 66 prima che entrambe saettassero a ovest verso incredibili distanze.
… una donna in una vetturetta chiusa si fermò per prendermi su. Sentii dentro una fitta di acre gioia mentre rincorrevo la macchina. Ma quella era una donna di mezza età, in realtà madre di figli della mia età, e voleva che qualcuno l'aiutasse a guidare fino allo Iowa. Mi ci buttai a pesce.
Iowa! Non molto lontano da Denver, e una volta arrivato là avrei potuto riposarmi.

Prima guidò lei per poche ore, a un certo punto insistette per visitare una vecchia chiesa in un certo luogo, come se fossimo stati turisti e poi presi io il volante e, quantunque non valga gran che come autista, guidai dritto attraverso il resto dell'Illinois fino a Davenport, nello Iowa, passando per Rock Island.
E qui per la prima volta nella mia vita vidi il mio adorato fiume, il Mississippi, asciutto nella caligine estiva, l'acqua bassa, con quel suo forte ricco odore che è lo stesso del crudo corpo dell'America perché la lava tutta.
Rock Island: binari ferroviari, baracche, piccole frazioni di paese; e sopra il ponte andammo a Davenport, stesso tipo di città, tutta odorosa di segatura nel caldo sole del Middlewest. Qui la signora doveva proseguire verso il suo paese natale nello Iowa per un'altra strada, e io scesi.

Il sole stava tramontando.
Camminai, dopo qualche birra fredda, fino alla periferia della cittadina, e fu una lunga passeggiata.
Tutti gli uomini tornavano a casa in macchina dal lavoro, portando berretti da ferrovieri, berretti da baseball, ogni genere di copricapi, proprio come in ogni città del mondo, dopo il lavoro.
Uno di essi mi diede un passaggio su per la collina e mi lasciò a un incrocio solitario sull'orlo della prateria. Era bello lí.
Le uniche macchine che passavano erano quelle degli agricoltori; questi mi davano occhiate sospettose, passavano sferragliando, le vacche rientravano alla stalla.
Nemmeno un autocarro. Poche automobili sfrecciarono via.
Un ragazzo su una macchina dal motore truccato mi passò accanto con la sciarpa sventolante.
Il sole continuava a calare e io rimasi ritto nell'oscurità violetta.

Adesso avevo paura.
Non c'era nemmeno una luce nella campagna dello Iowa; entro un minuto nessuno sarebbe stato in grado di vedermi. Per fortuna un uomo che tornava a Davenport mi diede un passaggio fino in città.
Ma io mi ritrovavo esattamente al punto di partenza.

…. Qua i grossi autotreni passavano rombando, vramm!, e nel giro di due minuti uno di essi deviò e si fermò per me. Io gli corsi appresso con l'anima che esultava.
E che autista... un camionista grande e grosso e duro con gli occhi sporgenti e una voce ruvida e aspra, che semplicemente sbatté e prese a calci ogni cosa e mise in moto il suo arnese e quasi non mi vide nemmeno.

Cosí potei riposare un po' la mia anima stanca, poiché una delle piú grandi seccature dell'autostop è il dover parlare con innumerevoli persone, dar loro la sensazione che non hanno fatto un errore a prenderti su, persino divertirli, quasi, e tutto questo è un notevole sforzo quando si fa un lungo viaggio e non si ha in programma di andare a dormire negli alberghi.

pag.17

Titolo: KEROUAC e il VIAGGIARE: brani scelti da "Sulla strada"
Inserito da: paoloDòCavaj - 09 Febbraio 2013, 18:26:50 pm


                  (http://www.culture-cafe.fr/site/wp-content/uploads/2012/03/expo_route_main.jpg)

… Proprio mentre entravamo in città egli vide un altro autotreno che ci veniva dietro e siccome lui doveva girare da Iowa City fece al collega segnali con i fanalini posteriori e rallentò perché potessi saltar giú, cosa che feci portandomi appresso la valigia, e l'altro autotreno, accettando lo scambio, si fermò per me, e ancora una volta, in un batter d'occhio, mi trovai in una nuova cabina alta e grossa, prontissimo a fare centinaia di chilometri nella notte, e com'ero felice!

E il nuovo camionista era un tipo fantastico come l'altro e urlava altrettanto, e io dovevo solo stare appoggiato allo schienale e lasciarmi trasportare.
... Quegli spinse la macchina a forte andatura e raccontò storielle per un paio d'ore, poi, in un paese dello Iowa dove anni dopo Dean e io saremmo stati fermati come sospetti in una Cadillac che sembrava rubata, dormí qualche ora sul sedile.
Dormii anch'io, e poi feci una passeggiatina lungo i solitari muri di mattoni illuminati da un'unica lampadina, con la prateria che si affacciava alla fine di ogni stradina e l'odore del granoturco come rugiada nella notte.

Il camionista si svegliò all'alba con un sussulto.
Ci rimettemmo fragorosamente in moto, e un'ora dopo il fumo di Des Moines apparve di fronte, di là dai verdi campi di granoturco.
Lui adesso doveva fare colazione e voleva prendersela comoda, cosí proseguii per Des Moines, a circa sette chilometri, avendo ottenuto un passaggio da due studenti dell'Università dello Iowa; ed era strano sedere nella loro comoda automobile nuova fiammante e sentirli parlare di esami mentre scivolavamo dolcemente verso la città.

Adesso volevo dormire una giornata intera. Cosí … andai a finire in un malinconico vecchio albergo di terz'ordine accanto al deposito delle locomotive e passai una lunga giornata a dormire sopra un ampio letto bianco duro e pulito con frasi sconce graffite sul muro accanto al mio guanciale e la malandata serranda gialla abbassata sopra il panorama fumoso dello scalo ferroviario.

Mi svegliai che il sole si faceva rosso; e quello fu l'unico, chiaro momento della mia vita, il momento piú strano di tutti, in cui non seppi chi ero...
Mi trovavo lontano da casa, ossessionato e stanco del viaggio, in una misera camera d'albergo che non avevo mai vista, a sentire i sibili di vapore là fuori, e lo scricchiolare di vecchio legno della locanda, e dei passi al piano di sopra, e tutti quei suoni tristi; e guardavo l'alto soffitto pieno di crepe e davvero non seppi chi ero per circa quindici strani secondi.
Non avevo paura; ero solo qualcun altro, un estraneo, e tutta la mia vita era una vita stregata, la vita di un fantasma.
Mi trovavo a metà strada attraverso l'America, alla linea divisoria fra l'Est della mia giovinezza e l'Ovest del mio futuro, ed è forse per questo che ciò accadde proprio li e in quel momento, in quello strano pomeriggio rosso.

Ma dovevo rimettermi in cammino e smettere di lamentarmi, cosí presi su la valigia, dissi arrivederci al vecchio albergatore che sedeva accanto alla sua sputacchiera, e andai a mangiare.
…A Des Moines, nel pomeriggio, c'erano i piú bei branchi di ragazze, dovunque guardassi - tornavano a casa dal liceo - ma adesso non avevo tempo per pensieri del genere e mi ripromisi di darmi alla pazza gioia a Denver.
… Cosí mi allontanai di corsa dalle belle ragazze, e le piú belle del mondo sono quelle che vivono a Des Moines.

Un tipo con una specie di officina su ruote, un autocarro pieno di attrezzi, che quello guidava stando ritto come un moderno lattaio, mi diede un passaggio su per la collina, dove ne ottenni immediatamente un altro da un agricoltore e da suo figlio, che erano diretti ad Adel, nello Iowa.
In questo paese, sotto un grosso olmo vicino a un distributore di benzina, feci la conoscenza dì un altro autostoppista, tipico newyorchese, un irlandese che aveva guidato un autocarro postale per la maggior parte dei suoi anni lavorativi e adesso andava incontro a una ragazza di Denver e a una nuova vita.
Credo che stesse scappando da qualcosa a New York, dalla polizia, molto probabilmente.
Era un vero giovane ubriacone dal naso rosso, trentenne, e normalmente mi avrebbe annoiato, solo che ora i miei sensi erano svegli ad ogni genere di amicizia umana.

(http://)Indossava un golf logoro e pantaloni rigonfi e non aveva niente con sé che assomigliasse a un bagaglio: solo uno spazzolino da denti e pochi fazzoletti. Affermò che avremmo dovuto fare l'autostop insieme.
Avrei dovuto dire di no, perché si presentava piuttosto male sulla strada. Però rimanemmo insieme e ottenemmo un passaggio da un tipo taciturno fino a Stuart, sempre nello Iowa, un paese nel quale letteralmente ci arenammo.

Siamo cosi arrivati, saltando qua e là a pagina 19     (http://madamedub.com/WordPresse3/wp-content/uploads/2011/07/Sur-la-route-260x438.jpg)
Titolo: La strada come un filo rosso che collega persone e le persone alle loro storie
Inserito da: paoloDòCavaj - 10 Febbraio 2013, 19:10:36 pm

La strada come un filo rosso che collega persone e le persone alle loro storie

             (http://www.themillions.com/wp-content/uploads/2011/06/Kerouac+map+sketch+162E7E4.jpg)


….  aspettare le macchine dirette a ovest, fino al tramonto del sole, per cinque ore buone, cercando d'ingannare il tempo; dapprima parlammo di noi stessi, poi lui raccontò barzellette sporche, quindi ci mettemmo a dar calci ai sassi e a fare sciocchi versi di tutti i generi. Ci annoiavamo.

Decisi di buttare un dollaro per della birra; andammo in una vecchia bettola di Stuart e ne bevemmo alcune. Poi quello si ubriacò come non aveva mai fatto nelle sue notti nella Nona Avenue, al suo paese, e mi strillò gioiosamente nelle orecchie tutti i sordidi sogni della sua vita.
In certo modo mi piaceva; non perché fosse un buon diavolo, come diede prova di essere in seguito, ma perché aveva entusiasmo per ogni cosa.

Tornammo sulla strada nell'oscurità, e naturalmente nessuno si fermò e poca gente passava. Andammo avanti cosí fino alle tre del mattino. …Si chiamava Eddie. Mi ricordava un mio cugino d'acquisto del Bronx. Fu per questo che mi attaccai a lui. Era come avere accanto un vecchio amico, un buontempone sorridente col quale divertirmi un po'.

Arrivammo a Council Bluffs all'alba; guardai fuori. Tutto l'inverno avevo letto delle grandi carovane di carri che tenevano adunanza in quel luogo prima di avventurarsi sulle piste per l'Oregon e Santa Fe ... Poi Omaha e, per Dio, il primo cow-boy che avessi mai visto, il quale camminava lungo i muri desolati dei magazzini di carne all'ingrosso con un cappello a tese larghissime e stivali del Texas, e aveva l'aspetto di un qualsiasi individuo male in arnese all'alba, lungo i muri di mattoni dell'Est, fuorché per l'abbigliamento.

… uscimmo in aperta campagna e facemmo cenni col pollice proteso. Ottenemmo un breve passaggio da un ricco allevatore di bestiame con un gran cappellone, il quale disse che la valle del Platte era grande come quella del Nilo in Egitto, e mentre egli parlava io vidi i grandi alberi serpeggiare in distanza seguendo il letto del fiume e i vasti campi verdeggianti all'intorno, e quasi fui d'accordo con lui.

Poi, mentre stavamo fermi a un altro crocevia e il cielo cominciava ad annuvolarsi, un altro cow-boy, costui alto piú di un metro e ottanta e con un cappellone di modeste dimensioni, ci chiamò e s'informò se uno di noi sapesse guidare.
Naturalmente Eddie ne era capace, e aveva la patente, mentre io no. Il cow-boy aveva con sé due macchine che stava riportando nel Montana. Sua moglie stava a Grand Island, ed egli voleva che noi guidassimo una delle macchine fin là, dove sarebbe subentrata lei. Da quel punto lui doveva andare a nord, e questo sarebbe stato il termine del nostro viaggio con lui. Però si trattava di centosessanta chilometri buoni dentro il Nebraska, e naturalmente ci buttammo a pesce.

Eddie guidava da solo, il cow-boy e io gli tenevamo dietro, e non appena fummo fuori dell'abitato Eddie cominciò a lanciare quell'arnese a centocinquanta l'ora per pura esuberanza. «Che io sia dannato, che sta combinando quel ragazzo?» urlò il cow-boy; e gli volammo appresso. Finí per diventare una specie di gara. Per un minuto credetti che Eddie tentasse di battersela con la macchina: e per quanto ne so era questo che voleva fare. Ma il cow-boy gli stette alle costole e lo raggiunse e suonò il clacson. Eddie rallentò. Il cow-boy suonò ancora perché si fermasse.
«Diavolo, ragazzo, va a finire che resti con una ruota a terra andando a quella velocità. Non puoi guidare un po' piú piano?»
«Be', che il diavolo mi porti, davvero stavo andando a centocinquanta all'ora?» chiese Eddie. «Non me ne sono reso conto su questa strada liscia.»
«Vacci piano e arriveremo tutti a Grand Island sani e salvi.» «Senz'altro.» E riprendemmo il viaggio.

Eddie si era calmato e probabilmente gli era venuto persino sonno. Cosí procedemmo per centosessanta chilometri attraverso il Nebraska, seguendo il Platte tortuoso con i suoi campi verdeggianti.
«Durante la crisi» mi disse il cow-boy «ero solito saltare sui treni merci almeno una volta al mese.
In quei giorni si potevano vedere centinaia di uomini che viaggiavano su un pianale o su un carro chiuso, e non erano mica pezzenti, erano ogni sorta di gente senza lavoro che andava da un posto all'altro e alcuni di loro si limitavano a vagare qua e là. Era cosí in tutto il West.
In quei giorni i frenatori non ti seccavano mai. Oggi, non lo so.
Io del Nebraska non so che farmene. Come, fra il '30 e il '40 questa regione non era altro che una grossa nuvola di polvere fin dove giungeva la vista. Non si poteva respirare. Il suolo era nero. Io ero qua allora.
Per quanto mi riguarda possono restituire il Nebraska agli indiani. Odio questo posto schifoso piú di qualsiasi altro al mondo. Adesso la mia patria è nel Montana, a Missoula. Venite su qualche volta e vedrete la regione prediletta da Dio.»
Piú tardi nel pomeriggio dormii quando lui si stufò di parlare; era un conversatore interessante.

Ci fermammo lungo la strada per mangiare un boccone. Il cow-boy se ne andò a far rattoppare la ruota di scorta, ed Eddie e io ci andammo a sedere in una specie di trattoria casalinga. Sentii una grossa risata, la piú grossa risata del mondo, ed ecco entrare…..

Siamo a pag.21
Titolo: VIAGGIARE : incontri, persone, facce, risate
Inserito da: paoloDòCavaj - 17 Febbraio 2013, 18:27:53 pm
(http://marionblackburn.net/Kerouac/Kerouac_bar_med.jpg)

….. ed ecco entrare nella trattoria una pellaccia di agricoltore vecchio stampo del Nebraska con un gruppo di altri ragazzi; quel giorno si potevano sentire le sue grida rauche attraverso tutta la pianura, attraversa l'intero loro grigio mondo.
Tutti gli altri ridevano con lui.
Non aveva un pensiero al mondo e manifestava il piú grande rispetto per ognuno.
Io mi dissi: "Càspita, senti come ride quello".

Ecco il West, eccomi qua nel West.
Quegli entrò tuonando nella trattoria, chiamando Ma' per nome, ed ella faceva la piú dolce torta di ciliegie del Nebraska, e io ne ebbi un pezzo con una montagna di gelato sopra.
«Ma', portami di corsa qualcosa da mettere sotto i denti prima che mi tocchi cominciare a mangiarmi crudo o che mi venga qualche altra stupida idea del genere.»
E si buttò su uno sgabello e continuò a fare ahaaa! ahaaa! ahaaa! ahaaa!
«E mettici dentro anche dei fagioli.»

Era lo spirito del West che sedeva proprio accanto a me.
Avrei voluto conoscere tutta la sua cruda vita e che diavolo aveva fatto in tutti quegli anni oltre a ridere e a urlare in quel modo.
"Juhu!" dissi all'anima mia, e il cow-boy tornò e ripartimmo per Grand Island.

Ci arrivammo in un battibaleno. Lui se ne andò a prendere la moglie e poi, via, verso qualunque fosse il destino che l'attendeva, mentre Eddie e io eravamo di nuovo sulla strada.
Ottenemmo un passaggio da una coppia di giovanotti - arrabbiati, sotto i venti, ragazzi di campagna dentro a un vecchio catenaccio rappezzato - e fummo lasciati a un certo punto del percorso in un fine piovigginare.

Poi un vecchio taciturno - e Dio sa perché ci prese su - ci portò fino a Shelton.
Qua Eddie rimase smarrito in mezzo alla strada di fronte a un gruppo di imbambolati indiani di Omaha, bassi e tarchiati, che non avevano dove andare e niente da fare.
Di là dalla strada c'erano i binari della ferrovia e il serbatoio dell'acqua sul quale c'era scritto SHELTON. «Che il diavolo mi porti» disse Eddie sbalordito «son già stato in questa città. È stato anni fa, durante la guerra, di notte, a notte fonda quando tutti dormivano. Andai fuori a fumare sulla piattaforma, ed ecco che eravamo nel centro del nulla e nero come l'inferno, e guardai in su e vidi quel nome Shelton scritto sul serbatoio. Destinati al Pacifico, tutti che russavano, ognuno di quei maledetti gonzi idioti, si fece una sosta brevissima, per far rifornimento o altro, e subito ripartimmo. Che io sia dannato, questa è Shelton! Ho odiato questo posto fin da allora!»

Ed eravamo bloccati a Shelton. Come a Davenport, nello Iowa, non si sa perché tutte le macchine appartenevano ad agricoltori, e una volta tanto passava un'automobile di turisti, il che è ancora peggio, con uomini anziani al volante e le mogli che indicavano il panorama o consultavano le carte, e sedevano dietro guardando ogni cosa con facce sospettose.

La pioggerella rinforzò ed Eddie aveva freddo; era vestito assai leggermente. Io pescai dalla mia valigia di canapa una camicia di lana scozzese e lui se la mise. Si sentí un po' meglio. Ero
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raffreddato. Comprai delle pasticche per la tosse in una specie di sgangherato negozio indiano.
Andai al piccolo ufficio postale grande quanto un fazzoletto e scrissi a mia zia una cartolina da un penny. Tornammo sulla strada grigia. Eccola là di fronte a noi, Shelton, scritta sul serbatoio dell'acqua.
Il treno da Rock Island ci sfrecciò davanti. Vedemmo le facce dei passeggeri nelle carrozze salone passare in un barbaglio confuso. Il treno ululò via attraverso le praterie nella direzione dei nostri desideri.
Cominciò a piovere piú forte.
Un tipo alto e dinoccolato con un cappello a larghe tese fermò la sua macchina in contromano e attraversò verso di noi; aveva l'aria di uno sceriffo.
Noi preparammo segretamente le nostre storie.
Lui si avvicinò senza affrettarsi. «Andate da qualche parte di preciso, voi ragazzi, o viaggiate senza meta?» Non capimmo la domanda, eppure era una domanda maledettamente chiara.
«Perché?» chiedemmo.
«Be', io sono proprietario di un piccolo luna-park che è sistemato a pochi chilometri da qui sulla strada e sto cercando dei bravi ragazzi che abbiano voglia di lavorare e di guadagnarsi qualche dollaro. Ho la licenza per una roulette e per un tiro agli anelli, sapete, di quelli che si buttano attorno alle bambole e chi vince vince. Se volete lavorare per me, ragazzi, potete avere il trenta per cento sugl'incassi.»
«Vitto e alloggio?»
«Avrete un letto ma niente vitto. Vi toccherà mangiare in paese. Noi viaggiamo parecchio.»
Ci pensammo su. «E una buona occasione» disse lui, e attese pazientemente che ci decidessimo.

Ci sentivamo sciocchi e non sapevamo che cosa dire, e io prima di tutto non volevo restare impegolato con un luna-park. Avevo una tale maledetta fretta di raggiungere la comitiva a Denver.
Risposi: «Non so, vado piú presto che posso e non credo di aver tempo.» Eddie disse la stessa cosa, e il vecchio salutò con la mano e con indifferenza tornò lentamente all'automobile e partí.
E questo fu tutto. Noi ci ridemmo su per un po' e facemmo congetture su come avrebbe potuto essere.
Vedevo una notte oscura e polverosa sulle pianure, e le facce delle famiglie del Nebraska che ci bighellonavano accanto, con i loro bimbi rosei che guardavano tutto con reverenza, e so che avrei avuto l'impressione d'essere il diavolo in persona a prenderli in giro con quei trucchi da baraccone da quattro soldi. E la Gran Ruota che girava nell'oscurità del bassopiano e, Dio santissimo, la musica triste della giostra e io voglioso di raggiungere la mia meta... e coricato in qualche carrozzone con le dorature, su un letto di traliccio.

Eddie si dimostrò un compagno di viaggio piuttosto distratto. (http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRLMwWeq8wdAmop4jrVrBw9jqhBesq9dCVJM_8HUv_QBBeaGKi6)
Venne avanti un buffo vecchio trabiccolo, guidato da un uomo anziano; era fatto di una specie di alluminio, quadrato come una scatola: un rimorchio, senza dubbio, ma uno strano pazzesco
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rimorchio del Nebraska, fatto a mano. Andava pianissimo e si fermò. Noi corremmo avanti; quello disse che avrebbe potuto portare una persona sola; senza una parola Eddie saltò dentro e lentamente scomparve alla mia vista su quello sferragliante arnese, con indosso la mia camicia di lana scozzese.
Be', ahimè, lanciai un bacio d'addio alla camicia; in ogni caso aveva solo un valore sentimentale.
 Attesi in quella Shelton odiata da Dio e da noi personalmente per lungo, lunghissimo tempo, per parecchie ore, mentre continuavo a pensare che si stava facendo notte; veramente si era appena al primo pomeriggio, ma era buio. Denver, Denver, come sarei mai arrivato a Denver? (http://3.bp.blogspot.com/_ChjzKzpdNUo/SN_C2jLzWQI/AAAAAAAAANY/TuloVUSVhgI/s400/kerouac-orlando-1959.jpg)

Stavo proprio per rinunciare e decidere di sedermi a prendere un caffè quando si fermò una macchina quasi nuova, guidata da un giovanotto. Corsi come un pazzo.
«Dove va?» «A Denver.»
«Be', posso portarla su per un centinaio di chilometri in quella direzione.»
«Magnifico, magnifico, m'ha salvato la vita.»
«Facevo l'autostop anch'io, è per questo che prendo sempre su qualcuno.»
«Lo farei anch'io se avessi un'automobile.»
E cosí ci mettemmo a chiacchierare, ed egli mi raccontò della sua vita, che non era gran che interessante, e io cominciai a sonnecchiare, e mi svegliai proprio fuori della città di Gothenburg, dove lui mi lasciò.

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Stava per arrivare il piú lungo passaggio della mia vita, un autotreno con una piattaforma sul dietro e circa sei o sette ragazzi sdraiati sopra, perché gli autisti, due giovani agricoltori biondi del Minnesota, prendevano su ogni singola anima che trovavano per quella strada: la piú sorridente, allegra coppia di prestanti buon-temponi che si potesse mai desiderare di vedere, tutti e due con indosso camicie di cotone e tute, nient'altro; entrambi persone per bene dai polsi massicci, con larghi sorrisi di benvenuto per chiunque e per qualsiasi cosa incontrassero sul loro cammino.

Io corsi, chiesi: «C'è posto?». Loro dissero: «Certo, salti su, c'è posto per tutti».
Non ero ancora sulla piattaforma che l'autotreno partí rombando; barcollai, uno dei viaggiatori mi afferrò, e mi sedetti. Qualcuno fece passare una bottiglia di whisky d'infima qualità, che era alla fine. Ne buttai giú un lungo sorso nella esaltante, poetica, piovigginosa aria del Nebraska.
«Urrà; ecco che andiamo!» urlò un ragazzo con un berretto da baseball, e quelli lanciarono la macchina a piú di cento l'ora e superarono tutti lungo la strada.
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«…Questi tipi non si fermano mai. Di quando in quando bisogna urlare per fare una pisciata, altrimenti ti tocca farla a mezz'aria, e aggràppati, fratello, aggràppati.»
Guardai la compagnia.
C'erano due giovani agricoltori del Nord Dakota con berretti rossi da baseball, ch'è il copricapo tipico dei giovani contadini del Nord Dakota, i quali erano diretti verso i raccolti; avevano avuto dai loro vecchi il permesso di andar via da casa per un'estate.

C'erano due ragazzi di città che venivano da Columbus, nell'Ohio, giocatori nella squadra di calcio del loro liceo, che masticavano gomma, ammiccavano, cantavano nella brezza, e dissero che facevano l'autostop per tutti gli Stati Uniti durante l'estate. «Andiamo a Los Angeles!» urlarono.
«Che ci andate a fare?»
«Diavolo, non lo sappiamo. Che importa?
»

Poi c'era un tipo alto e magro con uno sguardo subdolo. «Di dove sei?» chiesi. Stavo sdraiato accanto a lui sulla piattaforma; non si poteva star seduti senza venir sbalzati fuori, non c'era una sponda. E quello si voltò lentamente verso di me, apri la bocca, e disse: «Mon-ta-na».

Infine c'erano Gene del Mississippi e il suo protetto. Gene del Mississippi era un tipo piccolo e bruno che viaggiava per il paese sui treni merci, un vagabondo di trent'anni ma con un'espressione da ragazzo, cosí che non si poteva dire esattamente che età avesse. E sedeva sulle tavole a gambe incrociate, guardando verso i campi senza dire una parola per centinaia di chilometri, e finalmente a un certo punto si volse verso di me e chiese: «Dov'è diretto, lei?». Io dissi a Denver.
«Ho una sorella laggiú ma non la vedo da parecchi e parecchi anni.»
Il suo linguaggio era melodioso e lento. Era un uomo paziente.
Il suo protetto era un ragazzo di sedici anni alto e biondo anche lui con stracci da vagabondo; cioè, indossavano vecchi vestiti ch'erano diventati neri per la fuliggine delle ferrovie e il sudiciume dei carri ferroviari e a furia di dormire per terra.
Il ragazzo biondo era silenzioso anche lui e pareva che fuggisse da qualcosa, ebbi l'impressione che si trattasse della polizia, dal modo come guardava dritto davanti a sé e si bagnava le labbra immerso in gravi pensieri.
Lo Smilzo del Montana parlava con loro di tanto in tanto con un sorriso sardonico e insinuante. Quelli non gli davano retta per niente.
Lo Smilzo era tutto un'allusione. Avevo paura del sottile ghigno idiota che quello ti apriva dritto in faccia e manteneva fisso come un mezzo *********.
«Hai soldi?» mi chiese.
«Diavolo, no, forse abbastanza per un mezzo litro di whisky finché arrivo a Denver. E tu ce n'hai?»
«So dove posso prenderli.» «Dove?»

Pag.25(http://www.beatmuseum.org/kerouac/images/jkstamp2.gif)
Titolo: VIAGGIARE - intervallo musicale
Inserito da: paoloDòCavaj - 19 Febbraio 2013, 09:12:17 am

Il viaggio

Parole e musica di Claudio Chieffo
aprile 1977
a tutti per ricominciare

Fammi camminare ancora, ho perso tanto tempo
e non credevo che fosse così questo viaggio.
Ho incontrato per strada uomini con due facce
che volevan rubarmi la voglia e il coraggio.

Non ho più né padre né madre e non son meglio di loro
e i bambini già grandi ci guardano e chiedono un segno.


Quando prendemmo il mare ero felice davvero,
Ti svelai tutto quello che Tu già sapevi:
la mia vita di prima, la voglia di cambiare
e anche il nome di lei che tenevo segreto.

Tu ascoltavi tutti parlare, poi ci parlasti di Te,
di quel mondo lontano lontano lontano, ma vero.


Poi caddi nel tranello dell'odio e del potere
e credevo di essere fuori dal gioco
e credevo di essere fuori dal gioco.

Ed ecco la città, con le sue mura d'oro,
le sentinelle sulle torri, fiorita d'alberi e giardini:
io non l'avevo vista mai, eppure c'ero nato
ed era quella la città dove sarei tornato.

Così dentro la notte lasciai la compagnia:
non potevo più essere uno di loro,
non potevo più essere uno di loro.

Il sole del mattino mi trovò sulla strada
a rincorrere il tempo che avevo perduto:
ho attraversato i monti, ho attraversato il mare
e ora voglio con Te continuare il mio viaggio.

Io Ti cerco in tutte le case, a tutti parlo di Te
e quel mondo lontano lontano ora è sempre più vero!

                         Claudio Chieffo- Il viaggio (http://www.youtube.com/watch?v=9N8j5i0BGq0#)
Titolo: Kerouac e il camion: stelle, pisciate, sigarette e wiskey
Inserito da: paoloDòCavaj - 20 Febbraio 2013, 19:14:52 pm

Hai soldi?» mi chiese.
«Diavolo, no, forse abbastanza per un mezzo litro di whisky finché arrivo a Denver. E tu ce n'hai?»
«So dove posso prenderli.» «Dove?»

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«Dovunque. Si può sempre seguire un uomo in un viale, no?» «Già, credo di sí.»
«Non mi faccio certo scrupolo di questo quando ho davvero bisogno di qualche scudo. …

Fui contento quando i due giovani agricoltori del Minnesota padroni dell'autotreno decisero di fermarsi a North Platte per mangiare; volevo osservarli bene.
Essi uscirono dalla cabina e sorrisero a tutti noi.
«Sosta per la pisciata!» disse uno.
«Ora di mangiare!» disse l'altro.
Ma erano gli unici della comitiva che avessero denaro per comprar da mangiare.
Noi arrancammo tutti dietro a loro in un ristorante gestito da un mucchio di donne, e ci sedemmo davanti a delle polpette e del caffè mentre loro facevano sparire dei piatti enormi proprio come se si trovassero nella cucina della madre loro.
Erano fratelli; stavano trasportando macchinari agricoli da Los Angeles al Minnesota, guadagnandoci parecchio denaro. Cosí nel viaggio di ritorno a vuoto verso la Costa prendevano su tutti quelli che incontravano per strada.
L'avevano fatto ormai cinque volte; si stavano divertendo un mondo.
Erano entusiasti di tutto.
Non smisero mai di sorridere.
Cercai di parlare con loro - una specie di maldestra manovra, da parte mia, per farmi amici i padroni del vapore - e le uniche risposte che ne ebbi furono due smaglianti sorrisi e grandi denti bianchi usi a mangiar granoturco.

… io afferrai l'occasione di andare a comprare una bottiglia di whisky per tenermi caldo nella fredda aria smossa della notte. Loro sorrisero quando glielo dissi. «Vada pure, faccia presto.»
«Potrete prenderne qualche sorso anche voi» li rassicurai. «Oh, no, noi non beviamo mai, vada pure.»
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… Uomini alti, arcigni, ci guardavano passare da edifici con le facciate posticce; sul corso si allineavano case quadrate come scatole. Dietro ogni strada malinconica c'erano immense visuali delle pianure.
Sentii che nell'aria di North Platte c'era qualcosa di diverso, ma non sapevo che cosa fosse. In cinque minuti lo capii. Tornammo alla macchina e partimmo in un rombo.
Presto si fece buio. Bevemmo tutti un sorso e d'un tratto guardai, e i poderi verdeggianti del Piatte cominciarono a sparire e al loro posto, cosí lontano da non poterne vedere la fine, apparvero lunghe piatte distese di sabbia e di salvia. Ne fui sbalordito.
«Che diavolo è questo?» gridai allo Smilzo.
«Questo è il principio degli spazi aperti, ragazzo. ...(http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcR6_M-vvOQBxYrXq0frfdFxJhsUhN0y-v-orR94uZdP4ZTHgVAT)

I camionisti davanti si erano cambiati di posto; il fratello subentrato alla guida lanciava l'autotreno a tutta birra. Anche la strada cambiò: rialzata nel centro, con i margini spioventi e a entrambi i lati un fossato profondo piú di un metro, cosí che l'autocarro rimbalzava e traballava da un lato all'altro della strada -per fortuna solo quando non sopraggiungevano altre macchine dalla parte opposta - e io pensai che avremmo fatto tutti un salto mortale.
Ma quelli erano guidatori formidabili.
Come si lasciò indietro, quell'autotreno, il saliente del Nebraska: … praticamente in vista di Denver che era a poche centinaia di chilometri verso sud-ovest. Urlai dalla gioia. Ci passammo la bottiglia. Spuntarono le grandi stelle scintillanti, le colline di sabbia indietreggianti nella lontananza si fecero indistinte. Mi sentii come una freccia capace di saettare fino in fondo alla meta.(http://assets.flavorwire.com/wp-content/uploads/2011/05/OnTheRoadSignetCover.jpg)

E ad un tratto Gene del Mississippi si volse verso di me uscendo dalla sua paziente fantasticheria a gambe incrociate, e apri la bocca, e mi si accostò, e disse: «Queste pianure mi fanno venire in mente il Texas».
«È del Texas, lei?»
«Nossignore, sono di Green-veli, del Mozz-sippi.» E fu proprio cosí che disse.
«Quel ragazzo di dov'è?»
«S'è messo in certi pasticci laggiú nel Mississippi, cosí mi sono offerto di aiutarlo a tirarsene fuori. Quel ragazzo non è mai andato in giro da solo. lo mi occupo di lui meglio che posso, è solo un bambino.» Quantunque Gene fosse un bianco c'era in lui un po' della saggezza e della stanchezza dei vecchi negri, e qualcosa che assomigliava assai a Elmer Hassel, il tossicomane di New York, ma un Hassel viaggiatore, un epico Hassel girovago, che passava e
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ripassava ogni anno attraverso il continente, a sud nell'inverno e a nord nell'estate, e solo perché non c'era posto dov'egli potesse restare senza stancarsene, e perché non aveva un luogo dove andare ma doveva andare in tutti i luoghi, continuando a vagare sotto le stelle, generalmente quelle del West.


Nei miei piú giovani anni ero stato in mare con un amico alto e angoloso della Louisiana, detto Hazard lo Spilungone, William Holmes Hazard, che era vagabondo per vocazione. Da piccolo aveva visto un vagabondo andare da sua madre e chiederle un pezzo di torta, e lei glielo aveva dato, e quando il vagabondo s'era allontanato giú per la strada il bambino aveva detto:
"Ma', che fa quell'uomo?".
-"Come, è un vagabondo."
"Ma', anch'io voglio diventare vagabondo un giorno."
-"Chiudi il becco, non è cosa che si confà agli Hazard."
Ma lui non dimenticò mai quel giorno, e quando crebbe, dopo un breve periodo trascorso giocando a calcio all'Università Statale della Louisiana, diventò davvero un vagabondo.

…presi un altro sorso, e adesso cominciavo a sentirmi abbastanza bene.
Ogni sorsata veniva spazzata via dal vento in corsa dell'autotreno aperto, liberata dai suoi cattivi effetti, mentre quelli buoni mi sprofondavano nello stomaco. «Cheyenne, sto arrivando!» cantai. «Denver, preparati ad accogliere il tuo ragazzo.»

Lo Smilzo del Montana si voltò verso di me, indicò le mie scarpe, e commentò: «Vuoi scommettere che se pianti in terra quegli affari lí, ne cresce qualcosa?» - naturalmente senza accennare a un sorriso e gli altri ragazzi lo sentirono e risero.
Ed erano infatti le piú ridicole scarpe d'America; me l'ero portate dietro proprio perché non volevo che i piedi mi sudassero sulla strada rovente e, tranne che per la pioggia sul Bear Mountain, diedero prova di essere le migliori scarpe possibili per il mio viaggio. Cosí risi con loro.
E adesso le scarpe erano parecchio malandate con brandelli di cuoio che spuntavano fuori come pezzi di ananas fresco e gli alluci che facevano capolino. Be', mandammo giú un altro goccio e ridemmo.

Filavamo come in sogno attraverso piccoli paesi posti sui crocevia balzanti dall'oscurità, e sorpassavamo lunghe file di braccianti e di cow-boy che oziavano nella notte. Quelli ci guardavano passare per seguirci con lo sguardo, e li vedevamo picchiarsi le cosce nel buio che tornava a invadere l'altra parte del paese: eravamo una compagnia buffa a vedersi.

C'era una quantità di uomini in quella regione in quel periodo dell'anno; era il tempo del raccolto. I ragazzi del Dakota erano irrequieti. «Mi sa che appena ci fermiamo per pissare scendiamo; pare che qua attorno ci sia un sacco di lavoro.»
«Non dovete fare altro che spostarvi piú a Nord quando qui è finito» consigliò lo Smilzo del Montana «e seguire i raccolti finché non arrivate in Canada.» I ragazzi annuirono distrattamente; non prendevano gran che sul serio i suoi consigli.
Nel frattempo il giovane fuggitivo biondo sedeva sempre allo stesso modo; di quando in quando Gene usciva dalla sua buddistica contemplazione per chinarsi a guardare le scorrenti piane buie e diceva con tenerezza qualcosa all'orecchio del ragazzo. Questi annuiva. Gene si interessava di lui, del suo umore e delle sue
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paure. Io mi chiedevo dove diavolo sarebbero andati e che cosa avrebbero fatto.
Non avevano sigarette. Finii per distribuire loro tutto il mio pacchetto, tanto mi piacevano. Erano grati e simpatici. Non chiedevano mai, e io continuavo a offrire.
Lo Smilzo del Montana aveva il suo pacchetto ma non lo passava mai.

Filammo attraverso un altro paese su un crocevia, superammo un'altra fila di uomini alti e dinoccolati in pantaloni di tela blu, raccolti nella debole luce come falene nel deserto, e di nuovo rientrammo nel buio terribile, e le stelle sopra di noi erano pure e luminose a causa dell'aria che si faceva sempre piú sottile man mano che salivamo su per il fianco in rilievo dell'altopiano occidentale, in ragione di circa venti centimetri il chilometro, cosí dicono, e non un albero che nascondesse le stelle basse in alcun punto dell'orizzonte.
E una volta, mentre passavamo di volata, vidi una malinconica mucca dal muso bianco nella salvia accanto alla strada.
Era come viaggiare su un treno, altrettanto sicuro e altrettanto diretto.

Dopo un po' arrivammo in un paese, rallentammo, e lo Smilzo del Montana disse:
«Ah, ora di pissare», ma quelli del Minnesota non si fermarono e attraversarono l'abitato direttamente.
«Diavolo, devo scendere» disse lo Smilzo.
«Falla fuori da un lato» suggerí qualcuno.
«Be', farò cosí» disse lui, e lentamente, mentre stavamo tutti a guardare, si trascinò sul sedere, centimetro per centimetro, fino al di dietro della piattaforma, tenendosi meglio che poteva, finché le gambe non gli penzolarono in fuori. (http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTyC2vJXIObK0pYPDIFeQNEt5qZCjlYxds6o1gOvpNnd6X--Poyag)
Qualcuno bussò al finestrino della cabina per richiamare l'attenzione dei due fratelli, i quali si voltarono, sfoggiando i loro larghi sorrisi. E proprio mentre lo Smilzo si accingeva ad eseguire, già instabile com'era, quelli cominciarono a zigzagare con l'autotreno a centodieci l'ora. Lui cadde all'indietro per un momento; vedemmo nell'aria uno zampillo come quello di una balena; lui si sforzò di rimettersi seduto. Quelli fecero sbandare l'autotreno. Bam! lui cadde giú su un fianco, orinandosi addosso. Potevamo sentirlo imprecare debolmente in mezzo al fracasso, come il lamento di un uomo lontano oltre le colline. «Maledizione... maledizione...» Non si accorse affatto che questo glielo facevamo apposta; stava semplicemente lottando, tenace come Giobbe.
Quando ebbe finito, come Dio volle, era zuppo da strizzare, e ora gli toccò tornare piano piano al suo posto, tenendosi in equilibrio, con uno sguardo tutto vergognoso, mentre tutti, fuorché il triste ragazzo biondo, ridevano, e i due del Minnesota si sganasciavano nella cabina.
Io gli porsi la bottiglia perché si consolasse.

…Arrivammo all'improvviso nella città di Ogallala, e qua i due
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della cabina gridarono: «Sosta per la pisciata!» e con enorme soddisfazione. Lo Smilzo rimase imbronciato accanto all'autotreno, rimpiangendo l'occasione perduta. I due ragazzi del Dakota salutarono tutti poiché contavano di cominciare a fare i braccianti in quel posto. Li guardammo scomparire nella notte verso le baracche alla periferia della città dove le luci erano accese, e dove un guardiano notturno in blue-jeans disse che avrebbero trovato gli uomini addetti alle assunzioni.

Dovevo comprare altre sigarette. Gene e il ragazzo biondo mi seguirono per sgranchire le gambe.
Entrai nel luogo piú inverosimile del mondo, una specie di solitario bar analcoolico delle praterie per i minorenni e le minorenni locali. Alcuni di loro stavano ballando alla musica di un giradischi a gettoni.
Ci fu un'interruzione quando entrammo. Gene e il biondino se ne stettero lí, senza guardare nessuno; tutto quel che volevano era le sigarette. C'erano anche alcune graziose ragazze. E una di esse lanciò certe occhiate al biondino, ma lui non la vide nemmeno, e anche se l'avesse vista non gliene sarebbe importato niente, tanto era triste e sperduto.
Comprai un pacchetto per ciascuno di loro; mi ringraziarono.

L'autotreno era pronto a partire. Si stava avvicinando ormai la mezzanotte, e faceva freddo.
Gene, che aveva girato per il continente piú volte di quel che potesse contare sulle dita delle mani e su quelle dei piedi, disse che ora la miglior cosa da fare per tutti noi era di rannicchiarci vicini sotto il grosso telone catramato se non volevamo rimanere assiderati. In questo modo, e con il resto della bottiglia, ci tenemmo caldi mentre l'aria si faceva gelata e ci pizzicava le orecchie.

Pareva che le stelle diventassero piú luminose man mano che salivamo su per gli altipiani. Eravamo nel Wyoming, adesso. Steso sulla schiena, rimiravo là sopra il magnifico firmamento, compiacendomi della velocità con cui viaggiavo, di quanto lontano ero giunto, alla fine, dal triste Bear Mountain, e tutto elettrizzato al pensiero di quel che mi aspettava a Denver: qualsiasi, qualsiasi cosa fosse.

E Gene del Mississippi cominciò a cantare una canzone. La cantò con voce melodiosa, tranquilla, con un accento del Mississippi, ed era semplice, solo cosí:
"La mia ragazza ha solo sedici anni - è dolce e piccolina - per quanto tu t'affanni - non puoi trovarne una piú carina", ripetendolo insieme ad altre strofe messe a caso, tutte che dicevano quanto egli fosse andato lontano e come desiderasse tornare da colei che purtroppo aveva perduta.
Io dissi: «Gene, non ho mai sentito una canzone piú bella».
«È la piú dolce che conosca» rispose lui con un sorriso. «Spero che lei arrivi dove sta andando, e che sia felice quando arriverà.»
«Io me la cavo sempre e tiro avanti in un modo o nell'altro.» …
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Titolo: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: paoloDòCavaj - 27 Febbraio 2013, 00:24:45 am
(http://2.bp.blogspot.com/_c2VBSCiSyu4/TJIUrfGMloI/AAAAAAAAAYM/VVzFTm9oROY/s1600/kerouac.jpg)

Interrompo la pubblicazione di alcune pagine di Kerouac invitandovi ad acquistare l'edizione ora presente negli Oscar Mondadori.

Quello che mi ha colpito di questo Diario: è il significato particolare che l'autore da al viaggio.
La rilevanza non è come, autostop, auto, bus, treno etc) ne dove, ma sopratutto perchè.
Vedrete che è un continuo viaggiare per incontrare o re-incontrare persone.

Il prossimo libro che vi proporro, pressochè introvabile salvo dal Bruno e in qualche biblioteca, è:

Jean-Claude Baudot  & Jaques Seguela
GIRO DEL MONDO IN AUTOMOBILE

dove la nostra amata 2cv la fa  da grande
Titolo: VIAGGIARE riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by Seguela & Baudot
Inserito da: paoloDòCavaj - 06 Marzo 2013, 22:02:13 pm
                             (http://letapesuivante.free.fr/IMG/jpg/La_terre_en_rond.jpg)

Oggi ho telefonato all'editore italiano, il libro non è più di loro competenza e non intendono ristamparlo.

L'avevo letto la prima volta quando ero il libreria, negli anni 70, e l'ho "ritrovato" negli scaffali di Bruno fra la sua ampia documentazione.
Ho passato la notte nel suo garage prima a sfogliarlo, poi a leggerlo per poi appassionarmene.
In Italia si trova con estrema fortuna: dalla Francia con Amazon me ne sono fatte venire due copie da librerie antiquarie, una per Ludo, che conosce il francese e una per me.
Poi con il servizio interbibliotecario la Civica di Verona ne ha trovato una copia alla Biblioteca Bradense di Milano.
Pian piano l'ho scansionato e vi propongo da subito le osservazioni finale degli autori.
Le considerazioni più importanti saranno quelle vostre, le mie me le sono vissute forti e intense.

Bene, Viaggiare e viaggiare con una 2CV, intorno al mondo, dal tredici ottobre 1958
No, anzi, partiamo dalla fine

CAPITOLO 22
... la terra è rotonda

IL VIAGGIO È TERMINATO. SIAMO RIMASTI assenti dalla Francia per più di un anno, abbiamo attraversato otto deserti, cinquanta nazioni, trascorso cinquanta notti all'aperto, siamo rimasti per duemiladuecentoquarantasette ore al volante. In tutto abbiamo percorso centomila chilometri e la nostra 2CV é stata la prima automobile francese che ha fatto il giro del mondo.

Forse il lettore penserà che si sia partiti per rinascere ogni mattina con il mondo, che abbiamo seguito percorsi secondo la nostra fantasia, fermandoci in certe città e dimenticando il calendario solo perché in esse vi erano le rose, i nostri fiori preferiti.
Forse si crederà anche che sia sufficiente essere giovani per essere amati e che basti essere sinceri perché ogni porta si spalanchi davanti a voi.

Quando mai le porte si aprono?
Avete mai provato a trovarvi nelle vicinanze di una bella casa, ad entrarvi solo per il piacere e la soddisfazione di dire a colui che vi abita: - Buongiorno, signore. Sono venuto a trovarla perché la sua casa é molto bella ed ho inoltre desiderio di conoscerla.
Ha senso comune tutto questo?

L'avventura, credetemi, bisogna organizzarla.
Occorre un itinerario ben studiato, e un bilancio esatto.
È necessario fare un dettagliato piano di lavoro e dell'impiego del tempo.
Ogni giorno ha inizio con due ore di ufficio: adempimento delle necessarie formalità amministrative, redazione del giornale di bordo, corrispondenza, articoli per la stampa.
Durante il nostro viaggio abbiamo scritto milleottocentocinquanta lettere.

Non si parte mai soli.
Dal primo giorno bisogna già pensare a onorare le proprie credenziali e a ringraziare com'è possibile coloro che ci hanno fornito le possibilità di penetrare dove era nostro desiderio arrivare.

Inoltre bisogna fare continui calcoli.
Pur disponendo di una macchina economica come la 2CV, le spese complessive per chilometro sono state di 0.16 nuovi franchi in Africa, 0.05 nell'America del Sud, 0.35 negli Stati Uniti e di 0.09 in Asia. In media 0.11 franchi che dovranno essere moltiplicati per cinque per i viaggi in mare.
Abbiamo constatato che il paese più caro é l'America del Nord e cioè gli Stati Uniti, dove abbiamo speso una media di 187 nuovi franchi al giorno: quello più economico il Pakistan, dove ce la siamo cavata con 28 franchi.
In totale, comprese le spese per l'acquisto della vettura e del materiale, questo giro del mondo ci é costato una media di 200 nuovi franchi al giorno e per quattrocento giorni, dormendo, bene inteso, sovente all'aperto e facendo colazione una volta ogni ventiquattr'ore.

Se ogni esploratore deve portare con sé la borsa dell'uomo d'affari, é però necessario che si munisca anche del sapone della padrona di casa: deve fare un'ora di bucato al
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giorno, risciacquare i piatti ed imparare a far da mangiare.

Poi bisogna prendere cura della vettura, darle i viveri necessari, e stabilire un piano di marcia: da cinque a sette ore di cammino; cioè a dire circa duecentocinquanta chilometri di percorso, sapendo che se si è costretti a fermarsi un giorno, in quello successivo sarà necessario percorrere una doppia distanza e così via.

Questo probabilmente potrebbe definirsi avventura, questa lotta contro se stessi e le lunghe piste e le strade, questa ostinazione a percorrere la propria via per poter arrivare in qualunque modo.


E forse è questa avventura che ci ha tanto legati alla nostra 2CV.
Con essa abbiamo vinto il vento, il gelo, la polvere, la roccia, l'acqua, il fango e la foresta tropicale.
Questa piccola vettura francese al suo primo giro del mondo non ci ha mai abbandonato un istante.
È stata proprio essa che molte volte ha contribuito a tenere alto il nostro spirito e il morale con il fedele ronron del suo motore.
Robustissima e coraggiosa, ha sfidato le montagne coperte di ghiaccio e le foreste impenetrabili ha vinto le tempeste di sabbia e le inondazioni.
Oggi che, grazie alle sue brillanti prestazioni, siamo giunti alla fine del nostro viaggio, possiamo affermare parodiando Guillaumet che ciò che la nostra vetturetta ha fatto, non sarebbe stato possibile ad alcuno al mondo.


Una sbarretta e cinque zeri, 100.000 chilometri, sembrano poca cosa. Invece sono moltissimi.
Sono così lunghi che all'alba di ogni giorno non ce la sentivamo più di per correre duecentocinquanta chilometri e desideravamo di fermarci per poter infine veder qualcosa con occhi sicuri e tranquilli.
A forza di tenere gli occhi spalancati si diventa miopi e noi abbiamo corso questo rischio.
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Nessuno ci crederebbe se dicessimo che ci si abitua a tutto, che, ad un certo punto, anche l'avventura diventa un fatto di normale amministrazione. Fare il giro della terra non significa forse girarle intorno?
Tante sono le città che abbiamo visitate che talvolta abbiamo finito per non saper più se attraversavamo quella che stavamo lasciando o l'altra che avremmo dovuto raggiungere.
Il mondo é vasto, ma anche piccolo. Per noi che le abbiamo attraversate molto rapidamente, nove capitali su dieci si assomigliano. In queste pagine abbiamo tentato di raccontare ciò che abbiamo visto, ma vogliamo subito dire che in moltissime occasioni siamo rimasti solo alla superficie delle cose.
Una nostra falsa assicurazione non trarrebbe in inganno nessuno: non si può avere la pretesa di vedere e capire una nazione in pochi giorni.
Avremmo potuto tenere la gioia della partenza chiusa nel nostro cuore, conservare per noi l'aria leggera e fresca della mattina, il riso che diventa canzone, l'odore, il profumo delle vacanze.

Avremmo potuto dimenticare ogni giorno ciò che era stato il giorno prima, ritrovare la giovinezza che si sperde a goccia a goccia.
Sarebbe forse stato necessario risvegliarci ogni volta con uno sguardo nuovo per vedere New York, Buenaventura, Lima, Angkor, e giudicarle non solo come una successione di città. L'entusiasmo va gustato fresco!
Non ci siamo stancati per nulla, anzi.
Ma quando si arriva in un posto é già troppo tardi e durante la strada si e perduto ciò che alla partenza ci si era proposti di andare a cercare.
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Può anche darsi che abbiamo intravvisto la bellezza, la scienza, la saggezza senza avere il tempo di riconoscerle. Può anche darsi che non ne abbiamo avute le occasioni e che l'ignoranza ci abbia talvolta paralizzati...
Non sapremo mai ciò che é passato a portata delle nostre mani, pronte per afferrare o ricevere: non sapremo quale vuoto del nostro spirito ci abbia impedito di sognare.

Talvolta abbiamo incontrato un paese felice come il Siam: ed abbiamo provato il desiderio di fermarci, di rimanere lì a vivere. Ma sempre, come automi, il dovere ci ha costretto a continuare.

Cosa abbiamo cercato?
Quale strano istinto migrativo ci ha sospinti a mettere contro noi e il sole un'ombra sempre più grande?
Quando un uomo fugge, che cosa fugge?
Crede che potrà perdersi?
Crede che potrà ritrovarsi?
Scrollando il vecchio paniere del mondo, scopriremo forse nel suo fondo la soluzione, il significato profondo del problema?

Compiere il giro della terra, al di là di tutto l'insieme delle meraviglie pittoresche descritte dalle agenzie di viaggi, vuol dire imparare a conoscere gli uomini che la popolano.
Ci si rende allora conto che gli esseri primitivi non sono sempre tali quali li credevamo e che, in ogni modo, si rappresenta sempre il selvaggio, per qualcuno.

Targui fraterno, gigante del Sahara; feroce Puchtu, nomade dell'Afganistan; silenzioso Inca, la cui nobile razza sdegna perfino di sapere che va morendo; prestigioso Sikh del Pengiab, dal sorriso smagliante di colui che sa di essere il più bell'esemplare umano del mondo... Tutti li abbiamo conosciuti, tutti ammirati.
Ci hanno insegnato che la vita quotidiana ferve sotto
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tutte le latitudini e che l'uomo é il più piccolo comun denominatore umano. Dappertutto, nel mondo intero, subisce il tempo che fa, ha a disposizione il tempo che passa.

Ovunque la donna - affascinante cinese, irritante americana, peruviana civettuola, gentile siamese - rappresenta la più bella conquista dell'uomo.
Ovunque, nonostante la diversità dei costumi, i problemi essenziali dell'esistenza restano gli stessi.
Su uno stesso livello di vita, gli interrogativi di tutti gli uomini sono i medesimi.

E dappertutto, in ogni paese, in ogni continente, quali che siano la civilizzazione, l'antichità della razza, la religione, le credenze, si ritrovano le stesse regole essenziali, necessarie e sufficienti alla sopravvivenza di una società, di cui sembrano rappresentare la condizione minima e massima, regole diversamente espresse o anche implicite, che definiscono una rigorosa morale fondamentale e si risolvono alla fin fine con i precetti del Decalogo, i Dieci Comandamenti.
Di più, non osiamo aggiungere: il mondo va così.
Sappiamo ormai che questo non significa d'altronde: noi siamo così.
Il nostro lungo viaggio ci ha insegnato che l'avventura é, in fin dei conti, interiore.



Titolo: Re: VIAGGIARE . Un Rumiz-pensiero: L'effetto" Lemming"
Inserito da: paoloDòCavaj - 11 Aprile 2013, 10:11:13 am
da:
(http://www.caixxxottobre.it/images/caixxxottobre/035_rumiz/LaViaDellaBora/LaViaDellaBora00Copertina.jpg)

Salimmo nella boscaglia verso il Mali Vrh per tagliare su Caisole (Beli) seguendo un sentiero marcato di bianco-rosso  o giallo-senape.
Sentivamo l'orografia come lo stetoscopio di un medico sulla pancia di un paziente, e procedemmo senza sbagliare verso le lande pietrose che precedono il bosco di Tramontana.

Viaggiare in due o da soli è molto più sicuro che essere in tanti.
Non si rischia quello che Cesare chiama "Effetto lemming", rifacendosi ai roditori del Grande Nord che si spostano a migliaia verso direzioni talvolta suicide.
Significa che un gruppo di gitanti sbaglia più facilmente di un viandante solitario, perché nel gruppo tutti tendono a fidarsi degli altri e stare meno all'erta."

Che valga anche per le colonne nei raduni e in quelle dei grandi viaggi verso il mondiale? (nonso)

Titolo: Re: VIAGGIARE appoggiandosi agli "AgriPleinAir"
Inserito da: paoloDòCavaj - 20 Aprile 2013, 19:55:06 pm
                                      (http://www.stradavinisaporifc.it/cgi-bin/immagini/AGRIPLEINAIR.JPG)

Un volume con coordinate GPS da abbinare oggi alla CITROMAP, è da sempre:

AGRIPleinAir - La guida alla vacanza rurale in camper, caravan e tenda, in edicola allegato a Plein Air n.489 aprile 2013.

Da anni ne constato le indicazioni attendibili e molto vicine all'AbitarViaggiando anche diffuso fra alcuni di noi.

E chissà che non ci ritroviamo anche li cazzeggiando per l'Italia.

Lo consiglio anche a chi cerca dei luoghi congrui a uno degli spiriti propri del mondo 2CV, per incontrare amici senza necessariamente pensare ad organizzare raduni.

Sono aree di sosta che offrono tutti i servizi e lasciano tutto il tempo all'incontro e al piacere di stare con gli amici

 (felice) paolo
Titolo: LA STRADA by Gaber: spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti
Inserito da: Paolon - 04 Agosto 2013, 11:49:20 am


                Giorgio Gaber - C'è solo la strada live (http://www.youtube.com/watch?v=OBthTGY-zZs#)


"......  nella strada per conoscere chi siamo......."

 
Titolo: CHATWIN: pensieri di un grande viaggiatore
Inserito da: Paolon - 04 Agosto 2013, 12:17:24 pm

Ho riproposto sopra LA STRADA di Gaber perchè ritrovo lo stesso pensiero nel libro che sto leggendo:


(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/00_2_bruce_chatwin_1982.jpg)  

                           (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/00_0.jpg)

                       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/00_1.jpg)



                                  
Titolo: .. leggo pensando a Gabriella e a Bruno
Inserito da: Paolon - 07 Ottobre 2013, 12:29:30 pm



                                               (http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788882463731)

“Si può viaggiare in tantissimi modi: c'è chi viaggia sempre e non parte mai;
c'è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare;
c'è chi parte e viaggia
e c'è chi non parte e non viaggia.”

"Viaggiare e non partire" è dedicato a tutti coloro che, in qualche modo, viaggiano, fisicamente o solo mentalmente. Consigli, riflessioni, massime, interviste a grandi viaggiatori, come Tiziano Terzani o Fosco Maraini, ma anche esperienze vissute dall'autore, viaggiatore attento, curioso e instancabile.

Non è la classica avventura da viaggio ma un continuo invito al viaggiare per imparare, crescere, conoscere e capire. Semplicemente ingegnoso e affascinante. Fa venire voglia di partire verso una destinazione sconosciuta e mai tenuta in considerazione.

Da un autore come Bocconi - allievo di Assaggioli - mi aspettavo forse un "Anatomia dell'irrequietezza" italiano... comunque un utile stimolo per leggere i libri degli altri grandi viaggiatori.

Le prime 3 pagine

PREPARATIVI PER LA PARTENZA

Caminante no hay camino,
el camino se hace al andar.

Antonio Machado

« Non si sta bene che altrove » ha detto qualcuno: è un programma, una dichiarazione di fede o di sfiducia. Da sempre anime inquiete trovano nel viaggio un momento in cui la vita vibra a frequenze inconsuete. L'inaspettato, lo sperdersi, ci fa sentire più vivi, attiva i sensi, sconquassa i pregiudizi.
Lo spaesamento rompe gli schemi mentali in cui incaselliamo il mondo.

Nell'Ottocento il Grand Tour in Europa era una tappa fondamentale nell'educazione del giovane gentiluomo.

Si incontrano nuovi odori, nuovi sapori, cambiano le regole del gioco.
Dobbiamo imparare molto, nulla è più scontato, neppure prendere un autobus o ordinare un piatto al ristorante.
Nessuno ci conosce, nessuno connette il nostro volto a una storia, a un nome.
La vecchia identità non funziona più, veniamo visti e guardati in modo nuovo, vediamo e guardiamo in modo nuovo.

Può essere un momento per cercare un io più vero, più profondo, oltre i trucchi e le convenzioni.
Oppure possiamo provare trucchi diversi, altre maschere, e in una libertà eccitante ben al di là di ogni carnevale esplorare altre vite possibili.

Certo, sommi filosofi hanno mostrato i limiti del viaggio, dell'andare via come coazione a ripetere, come necessità senza libertà.
Dice Lao Tzu nel Tao Te King:
« Senza uscire dalla porta, conoscere il mondo!
Senza guardare dalla finestra, vedere la Via del cielo!
Più lontano si va, meno si conosce.
Perciò il Santo conosce senza viaggiare;
egli nomina le cose senza vederle;
egli compie senza azione ».


C'è del vero, e in questo libro, che a suo modo è un viaggio nel viaggiare, rappresenterò anche questo punto di vista.
Del resto è chiaro:
c'è chi viaggia sempre e non parte mai, avvolto in un bozzolo di pregiudizi.
C'è chi parte e va lontano senza bisogno di viaggiare.
C'è chi parte e viaggia
e c'è chi non parte e non viaggia.

Forse il punto non è se stare a casa o partire, però lo dico subito: il mio cuore è col viaggiatore, non sono né così saggio né così malato da star bene solo dove sono nato, dove vivo.

Queste stesse parole le scrivo avendo davanti agli occhi una laguna esotica, quella di Banda Neira, nelle isole delle spezie, le Molucche.
Quelle che Colombo cercava, per arrivare alla fonte della preziosa noce moscata portata dai mercanti arabi in Europa a caro prezzo.
Colombo sbagliò strada e finì come sappiamo, con la « scoperta » dell'America.

Credo che questo succeda spesso al viaggiatore: cerca una cosa e ne trova un'altra.
È un bene? È un male?


Titolo: Paola Mastrocola e il lento viaggiare:riflessioni in attesa di Bruno e Gabriella
Inserito da: Paolon - 08 Ottobre 2013, 16:14:15 pm

Paola Mastrocola
NON SO NIENTE DI TE
Einaudi Editore

                                                   (http://ecx.images-amazon.com/images/I/41zA4l0dGxL.jpg)

Altri pensieri sul “Viaggiare (e non solo) lento” me le offre questa lettura, una volta arrivato a pagina 232.

Aveva bisogno d'altro tempo. Non tantissimo, un po': il tempo di quel viaggio. Che aveva deciso di fare non in aereo.
Non voleva piú aver fretta, andar veloce. L'aereo ti sposta, ti cambia di luogo che manco te ne accorgi, non ti dà modo di capire, di renderti conto, di sentirla dentro di te, la vita che ti passa.
Lui voleva accorgersene, invece, della vita.

Erano troppo belle le ore lunghe. Non saper che fare, mettersi su un sedile, distendere le gambe, chiudere gli occhi. O tenerli aperti a guardare la gente, leggere, camminare un po', andare fuori, fumarsi una sigaretta, prendere qualcosa al bar. Le sale d'attesa. La bellezza estenuante delle sale d'attesa.
Oh, se la vita fosse questo: una gigantesca sala dove aspetti, e intanto giri, e fai, e pensi. E il tempo passa, e tu te lo prendi.

Fil (nome del protagonista) se l'era ripreso, se l'era guadagnato, e ora lo voleva sentire, il tempo che trascorre, sentirlo mentre trascorre, coglierlo sul fatto, minuto per minuto.
Voleva la lentezza, adesso.
Ci aveva messo ventotto anni, la sua vita intera, ad accorgersi di che pasta era fatto. Ma ci era arrivato.
Fino al gran finale delle pecore nel college.
Da lí, tutto era diventato chiaro. Gli era diventata chiara la sua vita, la vita futura tutta insieme, fino alla fine dei suoi giorni.
Allora aveva fatto quel che finalmente, senza piú fingere, poteva fare: era partito. Aveva preso treni, autobus, battelli. Ed ora era su quel piccolo traghetto quasi vuoto, all'alba, in mezzo a un mare verde scuro, teso, metallico.

Quando glielo avevano sottratto, il tempo? Chi era stato? Perché non aveva protestato? Dov'era, lui, quando gli facevano questo? Davvero possono passare anni, può passa re tutta la giovinezza, la nostra vita intera addirittura, senza che ci rendiamo conto? Può succedere, una cosa simile? …
Pagina 231

La pagina dopo è una continua riflessione sui tempi e i ritmi dei nuovi media

Capitolo secondo
SCOGLI

L'uomo è un animale sociale. Cosí è stato autorevolmente detto, e non vi sono ragioni per sostenere il contrario.
A quei tempi era piú vero che mai: l'umanità s'era convinta che la fitta rete di relazioni interpersonali fosse il fulcro dell'esistenza stessa sulla Terra, che non ci potesse essere miglior modo di vivere che star connessi l'un l'altro sempre, a tutte le ore del giorno, tutti i giorni dell'anno, nonostante le distanze geografiche.

Si viveva per connettersi e ci si connetteva per vivere, in un certo senso. Le gigantesche, sorprendenti e velocissime innovazioni tecnologiche che allora, nell'arco di pochi anni, avevano completamente trasformato la vita quotidiana della stragrande maggioranza delle persone, avevano notevolmente contribuito ad alimentare tale convinzione.

Era in atto, insomma, una vera e propria ridda esagitata di frequentazioni elettroniche tutto in giro per il pianeta: contatti, dialoghi, messaggi, post, link, tweet. Un incessante chiacchierio virtuale che produceva esaltati entusiasmi e prendeva ad ognuno, si può ben capire, una non indifferente quantità di tempo giornaliero. Si navigava in rete, e poco altro. Tutti, comunque e in ogni dove: al computer o al cellulare, in casa a in ufficio o all'aperto, poco importava.

La conseguenza fu che vennero messi un po' da parte quei mondi mentali, quei puri luoghi dello spirito, della riflessione ovvero della speculazione squisitamente teoretica, che da sempre traggono giovamento proprio da ciò che è opposto all'orgia di relazioni, e cioè dalla solitudine e dall'assenza d'ogni contatto o distrazione che possa interrompere la concentrazione.
Mondi mentali che, essendo sempre esistiti, continuarono anche allora a esistere, ma furono un pochino accantonati, relegati in certi spazietti esigui, marginali e bui.

Permanevano codesti mondi, ebbene sí, affermando in tal maniera una loro tenace eternità, ma ridotti, e appartati: sembravano scogli, per cosí dire. Piccoli isolotti scogliosi.
Per dirla in altro modo, chi amava stare solo, isolato e fermo, continuò a farlo: come uno scoglio, appunto, in mezzo alla capricciosa variabilità del mare, ora impetuoso ora calmo.
Uno di questi scogli era Fil.
Ed essere scoglio in tempi in cui gli altri erano onde tumultuose non era facile.


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: tiotio - 09 Ottobre 2013, 12:41:01 pm
...Ed essere scoglio in tempi in cui gli altri erano onde tumultuose non era facile.

verissimo, però ci si può sempre provare, comunque il senso del tempo che scorre senza che ce ne accorgiamo, soprattutto gli anni successivi alla nostra giovinezza, è ineluttabile quant'è vero che dobbiamo invecchiare, non sempre ci viene data la possibilità di "cogliere" i migliori frutti che la vita può dare, ma ci perdiamo nell'ordinarietá e nella monotonia della quotidianità, pur cercando e qualche volta anche riuscendo a romperla.
non è solo comunque questione di possibilità, entra ovviamente in gioco anche la volontà, la caparbietà e la tenacia nel perseguire determinati obiettivi, o più ancora di stravolgere la nostra vita, che però mio malgrado continuo a considerare un lusso per pochi.
vabè grazie per lo spunto, ci rifletterò ancora, ancora, ancora...
Titolo: IL VIAGGIARE...anche con buona Musica che lo "canti"
Inserito da: Paolon - 16 Ottobre 2013, 10:52:19 am

    Oi Va Voi - Travelling the Face of the Globe (live @ Radio Tel Aviv) January 2010 (http://www.youtube.com/watch?v=dyIDcaImlGM#)

Un gruppo da seguire......  (su)





Titolo: LA VERA LIBERTA' E' IL VAGABONDAGGIO: un poster ritrovato
Inserito da: Paolon - 16 Ottobre 2013, 12:10:13 pm
             (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/pirenei_1974_-_poster_ritrovato.JPG)

Il traslocco Ufficio- Citrogarage troppo spesso si ferma, ritrovando oggetti, libri, foto dimenticate.
Oggi  questo Poster: mi ricorda una splendida vacanza nel 74 sui Pirenei francesi.

Quella scritta in fondo ha ancora la capacità di farmi pensare, forse di darmi quasi turbamento  .....


Titolo: VIAGGIARE in autunno rincorrendo un amore
Inserito da: Paolon - 16 Ottobre 2013, 14:19:50 pm


 ..e al mio amico citronico, pensando ai suoi chilometri in 2CV, fatti, anche in quest'autunno,  per amore.....

                         
                               The Long & Winding Road - Beatles (http://www.youtube.com/watch?v=fUO7N-zSMYc#)

e a tutti quelli che ne inseguono uno

    (felice)
                   
Titolo: PARTIRE: A Luigi Skassa
Inserito da: Paolon - 28 Ottobre 2013, 12:29:41 pm


Quando incominciavi a parlarmi del tuo ritorno in America, ripresi in mano L'America di Kafka: mi ricordavo di aver letto alcune pagine che mi riportavano alla tua ricerca, di te in un nuovo Tuo lavoro, della tua passione.

Dovevo dartelo l'altro giorno quando sei venuto di corsa a salutarci: ora resta qua in attesa di rivederti, prima o poi.
Ti mando, oggi, solo poche righe, che ho scelto per te

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FRANZ KAFKA                                                                                           (http://2.bp.blogspot.com/-DyfKYTUJ_Bw/T_g6KGnr4QI/AAAAAAAADLM/H63wlvDoBSQ/s1600/Amerika%2BKafka.jpg)
AMERICA

…. E mattina e sera, e nei sogni della notte, in questa strada si svolgeva un traffico continuo che visto dall'alto rappresentava un turbine, che si riformava ininterrottamente, di figure umane contorte e di veicoli d'ogni genere; da questa confusione si levava un nuovo turbine piú complicato e piú sconvolto, formato di rumori, polvere e odori, e tutto questo era incalzato e compenetrato da una luce potente, che di continuo era come dispersa e portata via dalla massa degli oggetti e poi in fretta nuovamente raccolta, sicché all'occhio confuso appariva addirittura corporea come se sopra alla strada venisse ogni momento spezzata con tutta la forza una lastra di vetro che ricopriva ogni cosa.

Lo zio, prudente com'era in tutte le sue cose, consigliò a Karl di non occuparsi seriamente di nulla per il momento.
Egli doveva bensí guardare e studiare tutto, ma stare attento a non farsi prendere da niente.
Le prime giornate di un europeo in America possono essere paragonate alla nascita di un uomo e se anche, perché Karl non si spaventasse inutilmente, egli diceva che in America ci si abitua piú facilmente di quanto non si possa farlo nella vita umana venendo dall'altro mondo, non bisogna tuttavia dimenticare che il primo giudizio che si formula non è mai molto preciso e che perciò è necessario stare attenti a non pregiudicare tutte le opinioni future con le quali bisognerà regolarsi nel resto della propria vita americana.

Egli stesso aveva visto certuni arrivati da poco che, per esempio, invece di tenersi a questi buoni principi, restavano per giornate intere sul loro balcone e fissavano la strada sotto di loro come pecore smarrite.
Quest'era uno spettacolo che doveva certamente confondere la testa.

Forse quest'ozio e questa solitudine che tentano di dimenticare se stessi davanti allo spettacolo di una dinamica giornata di New York, possono essere permessi o magari anche consigliati ad un turista; ma per uno che è destinato a rimanere in America sono una vera rovina; si poteva usare tranquillamente questa parola, anche se era un poco esagerata.
E difatti lo zio storceva arrabbiato il volto ogniqualvolta trovava Karl sul balcone, durante una delle sue visite che si ripetevano sempre una sola volta al giorno ma nelle ore piú diverse.
Karl ben presto se ne accorse e perciò si rifiutò il piacere di stare sul balcone.

Pag.44


«Lei era senza lavoro?» chiese innanzi tutto questo signore.
Questa domanda e tutte le altre che gli rivolse erano molto semplici, senza secondi fini, e le risposte non venivano controllate con altre domande ma tuttavia il signore riusciva a dar loro una certa importanza con lo sguardo che aveva mentre le pronunciava, col modo con cui ne esaminava l'effetto, tenendo il corpo piegato in avanti, con l'attenzione con cui accoglieva le risposte, ripetendole magari qualche volta ad alta voce, tenendo il capo piegato sul petto.

Non si comprendeva quale fosse il significato che dava a questo interrogatorio, ma tuttavia si provava una certa timidità e si sentiva il bisogno di essere prudenti.
Avveniva alle volte che Karl desiderasse all'improvviso di rettificare la risposta che aveva dato o di sostituirla con un'altra che forse sarebbe stata accolta con maggiore approvazione, ma ogni volta si tratteneva perché sapeva che questa esitazione doveva produrre una cattiva impressione e per di piú non avrebbe saputo calcolare l'effetto che producevano le risposte.

Inoltre, pareva che la sua assunzione fosse oramai cosa decisa, e questa coscienza gli dava un certo punto d'appoggio.
Alla domanda perciò se era stato senza lavoro, rispose con un semplice "sí".
«Dove ha lavorato da ultimo?» chiese quindi il signore. Karl stava già per rispondere, ma quello alzò l'indice e ripeté: «Da ultimo! ».
Karl aveva già compreso perfettamente la prima domanda, involontariamente perciò scosse il capo come per respingere questa interruzione che minacciava di confonderlo e rispose: «In un ufficio».

Questo corrispondeva ancora alla verità, ma se il signore avesse desiderato ulteriori informazioni sul genere di quell'ufficio, egli sarebbe stato costretto a mentire.
Ma invece venne quest'altra domanda, alla quale era tanto piú facile rispondere sinceramente:
«Era contento?».
«No» gridò Karl quasi interrompendo le sue parole, e volgendosi un momento di fianco, s'accorse che il capo aveva lievemente sorriso.

Poi si pentí del tono irriflessivo della sua ultima risposta, ma era stato troppo invitante per lui gridare quel "no", giacché per tutto il tempo in cui era stato nel suo ultimo posto, aveva avuto solamente il desiderio che qualche datore di lavoro estraneo fosse entrato nel suo ufficio e gli avesse rivolto questa domanda.
La risposta però aveva anche un altro svantaggio, perché il signore gli avrebbe potuto chiedere perché egli non era stato contento. Invece gli chiese:
«Per che lavoro pensa di essere adatto?».


Pag.297

Luigi, “Buona fortuna”: qui avrai sempre e comunque amici che ti vogliono bene  (felice)

Titolo: RUMIZ: A PIEDI - confronti e somiglianze con il Viaggiare Lento - parte 1
Inserito da: Paolon - 30 Ottobre 2013, 12:06:44 pm

(http://www.vanityfair.it/media/17426506/rumiz_500x785.jpg)

                                                       (http://www.scoprirecamminando.it/files/rumiz-retro.jpg)

Questo libro di Rumiz, uscito nel 2012, è una raccolta non solo di itinerari di quella, Trieste, il Carso, l’Istria, che vivo come una mia seconda “casa”, ma anche di pillole di saggezza sull’ANDARE LENTO.
Qui ho trovato molte assonanze del Camminare con il Viaggiare Lento tipico dell’andare con le nostre vetturette.
Spesso è sufficiente tradurre camminare con viaggiare per ritrovare lo spirito che accompagna molti di noi una volta a bordo della 2CV. Ma poi sarebbe molto divertente scoprire che in tanti citronisti al piacere di Viaggiare spesso si accompagni, non a caso, quello del Camminare alla Rumiz.

Questo è il racconto di un viaggio a piedi che può servirvi da guida, ….
… Soprattutto, vorrei incitarvi a mollare gli ormeggi e andare, perché camminare rischiara la mente, conforta il cuore e cura il corpo.
Gli uomini camminano sempre meno, sono diventati sgraziati, si muovono curvi sui loro telefonini, hanno il collo storto per l'abuso del computer, le spalle rovinate dall'utilizzo del mouse, lo stomaco contratto dallo stress e la testa piena di segnali e rumori di fondo. Un indonesiano, o un etiope, cammina in modo più nobile e felpato di noi, e quando porta un bagaglio in equilibrio sul capo mostra un'andatura eretta e sinuosa che noi abbiamo perduto da un secolo.
Pag.12

Qualcuno dirà che sono esagerato.
Rispondo con una semplice osservazione fatta nelle vie delle nostre città. Una volta c'erano solo gli scontri frontali fra automobili: oggi è facile vedere scontri fra pedoni che si tagliano la strada alla cieca, digitando messaggini.
Guardando queste cose, e guardando anche me stesso, mi accorgo che non solo siamo diventati goffi e ridicoli, ma che stiamo anche perdendo il senso della realtà.

La nostra testa è cambiata. L'uomo che non cammina perde la fantasia, non sogna più, non canta più e non legge più, diventa piatto e sottomesso, e questo è esattamente ciò che il Potere vuole da lui, per governarlo senza fatica, derubarlo di ciò che Dio gli ha dato gratuitamente, e bombardarlo di cose perfettamente inutili a pagamento.

Chi cammina, invece, capisce, parla con gli altri uomini, li aiuta a reagire e a indignarsi contro questa indecorosa rapina che ci sta impoverendo tutti quanti.
Il semplice fatto di mettere un piede davanti all'altro con eleganza, di questi tempi, è un atto rivoluzionario, una dichiarazione di guerra contro la civiltà maledetta dello spreco.

I viaggi si sognano a lungo e io sognavo da anni il capo delle tempeste in fondo a quella penisola. Sognavo di tagliare l'Istria con un mio itinerario,
pag.13

intendo dire una strada scelta da me; una pista da individuare d'istinto, col fiuto di un buon cane da caccia.
Ero stufo di seguire le strade degli altri, di procedere su percorsi già segnati con in mano una guida.
Volevo ritagliarmi un'avventura mia, e lo spazio per farlo c'era.

Per l'avventura lo spazio c'è sempre, in qualsiasi parte del mondo. Basta rinunciare alle strade battute e alle strumentazioni elettroniche come il GPS.
Non fatevi smontare da chi vi dice il contrario.
Basta prendere una mappa e scegliere la strada.
Per uno che va a piedi la scelta delle mappe è fondamentale ed è un affar serio trovare quelle giuste.
Oggi che si usano i navigatori satellitari ne vengono prodotte sempre meno, ed è un peccato, perché solo la carta vi dà la visione d'insieme e vi aiuta a sognare una strada.
Le carte buone devono anche indicare chiaramente ogni dettaglio (ponti, sentieri, ferrovie, case isolate, foreste, scarpate rocciose o fiumi) e devono essere quindi della scala giusta. L'ideale per chi cammina è quella "uno a venticinquemila", dove ogni centimetro equivale a duecentocinquanta metri (e di conseguenza a ogni chilometro "reale" corrispondono quattro centimetri sulla mappa). Ma anche una buona carta con una riduzione a cinquqntamila può fare egregiamente il suo servizio.

Dicevo che non esiste viaggio senza sogno, e i sogni si covano a lungo. …Ma spesso anche la realizzazione dei sogni è una cosa che si rimanda all'infinito. C'è sempre una scusa per rinviare. Il lavoro, lo studio, il mal di schiena, le scarpe che fanno venire le vesciche, l'assenza di alberghi confortevoli, il tempo che è troppo caldo oppure troppo freddo, il rischio di animali rabbiosi sulla strada.
- segue -
Titolo: RUMIZ: A PIEDI - confronti e somiglianze con il Viaggiare Lento - parte 2
Inserito da: Paolon - 06 Novembre 2013, 17:45:08 pm
parte 2

..... Sappiatelo bene: partrire è difficile.
Troverete un’infinità di amici e parenti pronti a darvi degli Alibi per non andare, a scoraggiarvi, a dirvi che quello che volete fare è troppo faticoso, oppure che siete troppo giovane o troppo vecchio o troppo grasso o troppo magro, oppure che avete genitori o figli o fidanzate-fidanzati cui badare.
Bugie, naturalmente.
Segue parte 3

Una delle più clamorose è che vi perderete perché non conoscete la lingua del posto.
Ebbene: persuadetevi che per sopravvivere in qualsiasi territorio straniero bastano una cinquantina di parole. Ma attenti, scegliete quelle giuste. Sapere come si dice "telefonino" non vi servirà a niente. Sapere come si dicono acqua, fuoco, locanda, mangiare, eccetera sarà fondamentale. Questo minivocabolario sarà l'elenco dei vostri bisogni reali, mille volte più importanti di quelli inculcati dalla pubblicità televisiva.

Comunque sia, si comunica anche senza sapere le lingue.
Ricordo che negli anni novanta, in Indonesia, andai a passeggiare tra le risaie in una magnifica notte di stelle e incontrai un contadino che stava controllando la crescita delle sementi. Aveva una piccola lampada a petrolio. Ci sedemmo vicini, senza sapere niente l'uno della lingua dell'altro, e parlammo. Il tono della voce, lo sguardo e il movimento delle mani ci aiutarono a intenderci. Io capii che lui aveva sette figli, abitava oltre una certa collina e aveva un centinaio di oche nel suo pollaio.
Pag.17   

Ma c'è un'altra, e ancor più clamorosa bugia che si dice a chi parte.
Quella che non c'è il tempo, perché c'è questo o quello da fare.
Come se non ne buttassimo via a tonnellate, di tempo, davanti a un computer che ci propone viaggi solo virtuali, chattando.
Il tempo è nostro! Non permettete che vi sia sequestrato da altri. Non esiste nulla nella vita che non possa essere rimandato. Ma voi non lo sapete ancora, perché non avete conquistato la saggezza del camminatore.
E così, in mezzo a queste pressioni, si esita a lungo, si rinvia all'infinito la realizzazione del sogno.

Ma poi viene il momento che non se ne può più, e allora bastano due minuti per decidere.
La spinta a partire si scatena spesso per circostanze casuali.
Capita, per esempio, che il tempo a disposizione improvvisamente ci sia, un varco miracoloso in una foresta di impegni, una finestra di libertà che non si ripresenterà più.
Capita che il cielo sia clemente e che, in aggiunta, il corpo dia violenti segnali di ribellione. Perdita delle chiavi di casa, insonnia, malinconia, irritabilità, voglia di bastonare un tizio solo per come cammina.

Il nomade che abita dentro di noi reclama i suoi diritti, non vuole più restare incatenato a una sedia.
Anch'io ho avuto il mio segnale, ed è stato particolarmente violento.
Due giorni prima della partenza, in ufficio ero in preda a una tale tempesta di pensieri che nella fretta di portare un manoscritto da una stanza all'altra sono finito in  pieno con la fronte contro una porta a vetri che m'era parsa aperta. Ho perso quasi i sensi, sono caduto sul pavimento, poi il naso ha cominciato a sanguinare e a gonfiarsi come quello di un'alce. Ho fermato l'emorragia con un fazzoletto, poi mi sono guardato allo specchio del bagno, mi sono detto: "Rumiz, fai pietà" e ho capito che era ora di preparare il sacco e andare.

Titolo: Cammariere: VIAGGIARE in spiaggina per amore/Intermezzo musicale
Inserito da: Paolon - 07 Novembre 2013, 10:40:28 am


                 Sergio Cammariere - Sorella Mia (http://www.youtube.com/watch?v=nTET3L0bWsU#ws)
Titolo: RUMIZ: A PIEDI - Inquetudine migratoria - parte 3
Inserito da: Paolon - 01 Dicembre 2013, 22:11:08 pm

Spesso capita che questo desiderio prepotente si risvegli nelle stagioni di mezzo, aprile-maggio o settembre-ottobre, gli stessi mesi in cui gli uccelli migratori si ripuliscono le penne e starnazzano senza pace in vista della grande trasvolata verso altri climi.
È un istinto che gli zoologi hanno codificato da tempo e si chiama "inquietudine migratoria".
Ecco, provate ad ascoltare anche voi questa frenesia che vi ribolle dentro e obbedite al suo impulso.

A me accade spesso di sentirla quando il profumo di acacia invade l'aria a primavera o quando tira aria di vendemmia sulle colline intorno alla città.
… Ho ricordi magnifici delle traversate in montagna compiute con i miei figli ... Il sacco da riempire, le minestrine liofilizzate, il fornelletto a gas, i bastoni telescopici, lo studio del percorso sulle mappe prima di andare. E poi le notti nei rifugi, a chiacchierare a bassa voce in camerata, nel letto a castello, o ad ascoltare la pioggia.
Avevamo sempre un milione di cose da dirci.

Gli occhi di un ragazzo fanno vedere di più e dilatano il mondo. …
Pensate: basterebbe così poco per far sognare un ragazzino: riempire un sacco, comprare una tendina e partire per una meta anche vicina. Nel nostro mondo pochi genitori sono capaci di fare altrettanto con i loro figli.
E, non facendolo, non sanno quello che perdono.

A dieci anni l'uomo comincia a sognare i grandi viaggi, a sentire l'istinto della libertà e della giustizia. .. Solo a quell'età puoi credere di cambiare il mondo, e magari riuscirci.
Purtroppo, per il mio viaggio istriano non c'erano ragazzini a disposizione e i miei figli erano diventati uomini da tempo. Così ho dovuto … "portare a spasso il bambino che è in me".
Significava che dovevo cercare di vedere il mondo con lo stesso occhio incantato di quando avevo dieci anni, leggevo i diari di bordo di Cristoforo Colombo o le avventure di Magellano dalle parti di Capo Horn, seguendone minuziosamente il tragitto su un vecchio atlante Zanichelli.

Arrendersi allo stupore è la chiave di tutto.
Il viaggio non è fatto per quelli che hanno smesso di meravigliarsi della vita.
Viaggiare da soli non è affatto male e comporta non pochi vantaggi. Ci si alza, si mangia e si cammina quando si vuole. Si parla con se stessi, si ricordano cose dimenticate e non si deve rispondere a nessuno delle proprie decisioni.

Ma soprattutto è più facile fare degli incontri.
Un uomo solo che va a piedi suscita curiosità e tenerezza assai più di una coppia o di un gruppo di uomini.
È più facile fargli domande, invitarlo a casa, offrirgli un letto.
... non passava un minuto senza che qualcuno chiedesse "Dove vai?" o "Da dove vieni?".
 E quelle domande preludevano quasi sempre a un invito a casa. A chi viaggia solo spesso non serve prenotare alberghi.

Già, pensavate mica di partire senza un taccuino?
Qui potrei raccontarvi molte cose, ma tutto si riassume in questo: non esiste viaggio senza scrittura.
... buttare giù qualche appunto. L'andatura diventerà scrittura con una facilità tale che vi meraviglierete di voi stessi.
Sulla strada vi scoprirete scrittori. Basta che vi lasciate andare.
Pensieri nuovi e freschi sgorgheranno alI' improvviso e voi dovrete fissarli immediatamente prima che scompaiano.
Pag.27

Il diario, vi diranno, è una cosa che si scrive la sera. Bugia! Il diario va fatto "on the road", in certi casi durante la camminata.
Da qui alcuni consigli pratici: penna e taccuino si devono poter estrarre con rapidità, come le pistole di un cowboy.
Ho girato mezzo mondo e usato centinaia di taccuini a causa del mio mestiere di giornalista, e posso dirvi che la cosa migliore è procurarsene uno con la rilegatura a spirale, capace di rimanere sempre aperto sull'ultima pagina, e abbastanza piccolo da poter stare comodamente in una tasca esterna.
E la penna - attenti - non deve avere cappuccio, perché si deve poter aprire velocemente con una mano sola: quindi prendetene una col pulsante posteriore…

Partire con l'anima in pace significa lasciare a casa diavolerie come quella chiamata "iPod", che ti impedisce di ascoltare il silenzio o sentire la musica della natura; oppure cose come il suo fratello maggiore "iPad", lo schermo delle meraviglie che magari vi dirà in ogni istante dove siete, ma vi toglierà il gusto di orientarvi guardando il paesaggio.

E poi, lo imparerete presto, una persona talvolta ha anche il diritto di perdersi, di far sparire le sue tracce.
Con quell'aggeggio, invece, non avrete mai sorprese. Soprattutto, non sentirete mai il bisogno di chiedere la strada a nessuno, e questo non va affatto bene, perché i viaggi si fanno non solo per vedere luoghi ma anche e soprattutto per incontrare persone.

Un ultimo avvertimento, quasi una superstizione.
Quando si esce di casa per iniziare un viaggio lungo, è buona norma non girarsi.
Un proverbio greco, adatto ai lupi di mare, dice: "Non guardare mai la riva che lasci".
Non guardare serve a evitare attacchi di nostalgia dopo qualche chilometro.
Nostalgia è una parola speciale, greca anche questa: viene da “nostos”, che significa ritorno, e dalla radice “alg”, che vuoi dire dolore, ed è la stessa che si usa per “nevralgia".
Nostalgia significa dolore da ritorno" o, meglio, quella cosa che vi fa ammalare dalla voglia di tornare alle vostre cose care.

Il passo più difficile dei viaggiatori è sempre il primo, quello che si fa per uscire dalla porta. È un atto che costa fatica, ma rende liberi. Anche per questo i viaggi più belli sono quelli che iniziano esattamente in quel punto.
Partendo da casa si possono prendere meglio le misure del mondo.
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Roberto Threeyes - 02 Dicembre 2013, 22:22:35 pm
 (nonso)
Titolo: Re: VIAGGIARE: riflessioni quando dei Compagni di Viaggio ti lasciano
Inserito da: Paolon - 05 Dicembre 2013, 09:44:39 am
QUESTA MATTINA

Perché continuare a proporre queste parole?
Cos’è questo pensare ad alta voce?
Sono “arroganti”, da “professore” le mie letture e le riflessioni che qui appunto?
Non lo so, ma un viaggio è anche sognarlo, progettarlo, cambiarlo, pensare con chi condividerlo.

Di certo questi Compagni di Viaggi e Incontri che ci hanno lasciato,  stamattina mi fanno riflettere sul senso di tutto questo andare, incontrare, vedere, imparare per poi tornare.

Alla mia età ti scopri a domandarti sul tempo che resta, come impiegarlo, su cosa ancora impegnarti e magari ancora come divertirti.
Ma c’è, nuovo, questo sentimento, che tutto abbia a finire: si tratta forse solo di farlo finire bene?
E allora, che Viaggio sara?


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: sorrow - 05 Dicembre 2013, 09:49:47 am
Non posso che condividere ed apprezzare il tutto...
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 07 Dicembre 2013, 19:48:58 pm

 (felice)
... e visto che non ce l'ho fatta ad andare al "NATOLE" rileggo e ponzo queste ultime frasi di Rumiz

"Il passo più difficile dei viaggiatori è sempre il primo, quello che si fa per uscire dalla porta.
È un atto che costa fatica, ma rende liberi. Anche per questo i viaggi più belli sono quelli che iniziano esattamente in quel punto.
Partendo da casa si possono prendere meglio le misure del mondo.

Nei tempi antichi, quando un esercito partiva per terre lontane e misteriose, si tagliava i ponti alle spalle per stroncare sul nascere la nostalgia di casa, che avrebbe indebolito la voglia di combattere dei soldati.
Allo stesso modo, alcuni esploratori delle Americhe bruciarono le navi con cui erano arrivati fin oltre l'oceano, per obbligare se stessi a ricominciare una nuova vita in quegli spazi sconosciuti.
Sono atti che indicano una decisione forte: ancora oggi si usa dire "tagliare i ponti" quando si prende una nuova strada senza ripensamenti, e questo anche se nessun ponte viene tagliato per davvero.
È quello che si definisce una "metafora", altra parola greca importante nel nostro viaggio. Bene. …
Pag.31

...ore sei del mattino. Ho dormito poco, come sempre prima dei viaggi.

L'insonnia alla partenza è perfettamente normale.
Sembra di avere la febbre, la mente è bombardata dai dubbi.
Ci si chiede: ce la farò?
Non sono troppo vecchio per una cosa così?
E se dimentico qualcosa di importante?
Pioverà?
Non farà troppo caldo?
Ripeto: tormentarsi di dubbi all'inizio fa parte del viaggio.

Poi basterà un passo fuori casa per spazzare via tutta quella nera nuvolaglia dalla mente.
Ormai lo so, mi è successo mille volte.
Ora so che il nostro corpo è sempre molto più forte di quanto possiamo immaginare.
Parto senza dirlo a nessuno, e di conseguenza nessuno mi saluta sulla porta di casa e nessuno mi aspetta lungo la strada.

Viaggerò in umiltà, come un pellegrino, da perfetto sconosciuto.
È quello che cerco da tanto tempo.
Scomparire per un po'.
Pag.33

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 07 Dicembre 2013, 20:54:50 pm
CONCODO CON TE PAOLON!!!!!!!!!!

anche se non siamo al bar beviamoci una, come te lo ga ciamà sull'altro post? "con in mano la bottiglieta di pozione magica....  "
Titolo: Re: VIAGGIARE PER AMORE - Tutto un altro mondo
Inserito da: Paolon - 01 Gennaio 2014, 19:17:09 pm


Viaggiare per Amore


Non è più la 2cv che hai nel cuore, non solo.
Capita quando ti trovi in balia di un sentimento straniante, che toglie sicurezza ai tuoi gesti consueti, stringe lo stomaco fino a sentirti quasi in apnea.
E’ perché l’auto la conosci, (forse pure potrebbe essere lei che la sa lunga su di te), che ti trovi come uno zombi al volante, alla partenza.
E l’accensione richiede qualche attenzione e sincronizzazione in più fino a quando il suono del motore ti risveglia.

Viaggiare per Amore, per incontrare la persona amata, desiderata, fa del viaggio una dimensione a parte.
Tutto quello che ti circonda sfuma, si offusca, sbiadisce nell’irrompere di questo sentimento che ti fa sentire comunque sprovveduto ed inesperto.

E’ un tormentoso viaggio interiore che fa di quello esteriore, questa volta,un semplice mezzo o, meglio, un compagno di viaggio conosciuto e rassicurante, come lo è la 2CV se ci ha seguito in  tutte le nostre avventure.
Un “andare” in modalità “sognata, sognante”, onirica tanto tutto diventa secondario e strumentale al sentirti dentro ad un vortice di attesa, che ti sconquassa fin nel profondo

Viaggiare, allora diventa un momento indimenticabile, che resta impresso nella tua vita fra i momenti forti, grandi, che non riesci più a dimenticare, e che talvolta riappaiono dopo tanti anni nei sogni, a domandarti che ne è del tuo presente.
Allora si che sono cavolacci duri

seguirà (http://www.emiliosalgari.it/eroine_salgariane/miss_ellen2.jpg)

Una Sfida al Nord

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 07 Gennaio 2014, 14:58:25 pm
Complimenti per il lavoro che hai svolto su queste pagine  (appl)

Mi ha incuriosito molto il racconto della "... la terra è rotonda", mi sa che chiederò al Ludo di tradurmi il libro appena può, neh  :)

 (felice)
Titolo: Re: NEBRASKA un film da vedere
Inserito da: Paolon - 12 Gennaio 2014, 12:23:34 pm
                  (http://aroundtownpasadena.com/wp-content/uploads/2013/11/nebraska-film-1.jpg)


Una ballata folk sulla strada tra dramma e commedia, un'indicazione lirica verso le radici e verso i padri
(Riduzione da)  Marzia Gandolfi              


Woody Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi dalle strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene 'recuperato' da David, figlio minore...
Contro il parere della madre e del fratello, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato.
Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto.
Molte birre dopo, arriveranno a destinazione più 'ricchi' di quando sono partiti.
(http://souciant.com/wp-content/uploads/2013/11/Nebraska-Film-Still-David-Looking.jpg)

Autore indipendente e scrittore dotato, Alexander Payne realizza una nuova commedia 'laterale' come le strade battute dai suoi personaggi, …conducendo un padre e un figlio lungo un viaggio e attraverso un territorio che intrattiene un rapporto simbolico col loro mondo interiore.
Nebraska …coinvolge lo spettatore in un flusso empatico coi protagonisti, persone vere dentro storie comuni e particolari da cui si ricava una situazione universale.
Ambientato nella provincia e lungo le strade che la raccordano al mondo, Nebraska frequenta una dimensione umana marginale e fuori mano rispetto all'immaginario hollywoodiano, prendendosi alla maniera del protagonista tutto il tempo del mondo per arrivare a destinazione. Una destinazione dove si realizza …l'impossibilità di governare il mistero assoluto della vita e della morte.
Non è per sé che il padre... sogna quel milione di dollari, a lui basta un pick-up per percorrere gli ultimi chilometri di una vita spesa a bere e a rimpiangere quello che non è stato.
La vincita della sedicente lotteria a Woody Grant occorre per i suoi ragazzi, per lasciare loro 'qualcosa' con cui vivere e per cui ricordarlo.
Ma David, sensibile e affettuoso, è figlio profondamente umanizzato, testimonianza incarnata di un'eredità più preziosa del denaro. È il figlio 'bello' di chi è stato e di cui perpetua adesso il valore.

(http://mr.comingsoon.it/imgdb/foto/30511.jpg)
Nebraska è una ballata folk che accomoda allora la bellezza e l'amore, quella di un figlio per il proprio genitore, che prima di lasciare andare torna a guardare dal basso, in una prospettiva infantile e accoccolata ai suoi grandi piedi e al suo piccolo sogno.
Intorno a loro scorre l'America lost and found insieme a una storia sincera che battendo vecchie strade, la struttura daroad movie che diventa pretesto di 'formazione' (Sideways), ne infila una nuova.
Nebraska è una spoglia poesia di chiaroscuri, un'indicazione lirica verso le radici, verso i padri, davanti ai dilemmi di tempi paradossali e senza guida.
..L'amabile David è il "giusto erede" di un genitore vulnerabile che Payne non presenta come esemplare ma come testimonianza eccentrica e irripetibile della possibilità di stare al mondo con qualche passione.
E quella di Woody è l'amore, lingua franca di un viaggio che contempla le tracce paterne cicatrizzate nel proprio destino.
Su quel padre incerto David ritrova il proprio senso e riprende la strada.


                            (http://www.loopedblog.com/wp-content/uploads/2013/12/NEBRASKA-MOVIE-2013.png)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: 10nico - 12 Gennaio 2014, 14:00:55 pm
Grazie Paolo, sembra proprio un bel film, te lo dico da figlio che ha un padre che un po a quel padre del film ci somiglia...  (abbraccio)

Prima o poi me lo guardo  :)

Lunga vita e prosperità (vecchio)

10nico
Titolo: Viaggio con un vecchio padre: trailer da NEBRASKA
Inserito da: Paolon - 12 Gennaio 2014, 17:29:56 pm


   Nebraska - Trailer ufficiale italiano (http://www.youtube.com/watch?v=Wo4CRHJqRPw#ws)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: 10nico - 13 Gennaio 2014, 09:20:48 am
Grazie! Ah ma allora è tutto in bianco e nero il film? Ma che fi#@ata!

E poi il buon vecchio Bruce Dern mi è sempre stato simpatico, con quella faccia da maldepanza che nasconde un buono  ;)

Me lo ricordo ancora in quel film di taaaaaaaanti anni fa dove faceva il "giardiniere spaziale" che alla fine salva le piante a discapito dei bipedi (lui compreso)

Sì sì, credo proprio che me lo guarderò, e dopo il trailer è ancora più probabile  :)

Lunga vita e poppE (vecchio)

10nico
Titolo: Re: VIAGGIARE intermezzo musicale con elogio della Francia
Inserito da: Paolon - 16 Gennaio 2014, 18:59:12 pm


                     
                    Le plat pays - Brel.mp4 (http://www.youtube.com/watch?v=OZxmE-YAFs0#)

   una canzone, più di una buona guida (v. Chatwin, La via dei Canti)

    (guid)



Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: 10nico - 16 Gennaio 2014, 20:54:50 pm
Ariciao Paolone!  (felice)

Bella anche questa, anche se non capendoci un fico secco di francese il testo non l'ho potuto apprezzare, ma la melodia e le belle immagini sì(è la campagna francese quella? beeeeEEEElllla  :) :) )

Arigrassie!  (birra)

Lunga vita e prosperità (vecchio)

10nico
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 17 Gennaio 2014, 09:11:49 am


              (http://editoriaraba.files.wordpress.com/2013/06/536582_10150686411017752_2043911986_n.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 17 Gennaio 2014, 09:18:21 am

                      (http://www.adelphi.it/spool/5f6ccbee5bfffd94bac1b2a14de89865_w_h_mw650_mh.jpg)

Elias Canetti soggiornò per un certo periodo del 1954 a Marrakech. …lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città chiusa dalle sue mura. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi, commercianti, Canetti, con la sua stupefacente prensilità, capta forme e suoni.
----------------------------
Viaggiare non è solo lentezza per percepire il paesaggio nei suoi colori e contrasti.
Quel che conserverò per sempre di Marrakech è il paesaggio umano fatto di suoni, profumi, odori, gesti, occhi, veli, povertà e ricchezze, manufatti e magie, scoperte e misteri.
 Leggere le osservazioni di Canetti è stato come ripercorrere quei vicoli, incontrare quelle persone, immergersi in quell’aria densa di significati, contrasti e , per me occidentale, di magie.

Nove euri ben spesi, in questo periodo col 25% di sconto, edizione Adelphi, per chi non l’ha ancora letto.

I SUK

C'è aroma nei suk, e freschezza, e varietà di colori.
L'odore, che è sempre piacevole, cambia a poco a poco secondo la natura delle merci.
Non esistono nomi, né insegne, e neppure vetrine. Tutto ciò che si vende è in esposizione.
Non si sa mai quanto costeranno gli oggetti, né essi hanno infilzati i cartellini dei prezzi, né i prezzi sono fissi.

Tutti gli stanzini e le botteghe - venti o trenta o anche più - nei quali si vendono le stesse cose, sono vicinissimi uno all'altro. Qui c'è un bazar per le spezie e là uno per gli articoli in pelle. I cordai hanno il loro posto e così pure i cestai.
Tra i mercanti di tappeti ce ne sono alcuni che stanno sotto grandi volte spaziose; ci si passa davanti come se fosse una città a parte e si viene invitati dentro con grande insistenza.
I gioiellieri sono sistemati in uno speciale cortile, e in molte delle loro strette botteghe si vedono uomini al lavoro. Si trova di tutto, ma sempre in un gran numero di esemplari.
Pag.21

La borsa di cuoio che cerchiamo è esposta in venti botteghe diverse, ma tutte vicinissime una all'altra.
Là c'è un uomo accovacciato in mezzo alla sua merce. Ha tutto a portata di mano, lo spazio è minimo. Non ha che da sporgersi un poco per prendere una qualsiasi delle sue borse di cuoio; e solo per gentilezza, se non è molto vecchio, si alza in piedi.
Ma l'uomo nello stanzino accanto, pur essendo il suo aspetto del tutto diverso, sta seduto in mezzo alla stessa merce.

Si va avanti così, per cento metri circa su entrambi i lati del passaggio coperto. ... In questa esibizione c'è molto orgoglio. Vi fanno vedere che cosa sono capaci di produrre, ma anche quanto hanno prodotto.
...
L'impressione di solidarietà tra questi oggetti, che stanno uniti tra loro e ben separati da tutti gli altri oggetti di diverso tipo, si ricrea nel passante, secondo il suo estro, ad ogni, giro che compie attraverso i suk.
« Oggi vorrei andare per spezie » egli si dice, e un'incredibile mescolanza di odori sale alle sue narici, e 'già si vede davanti le' grandi ceste di pepe rosso.
« Oggi avrei voglia di lane colorate » e già queste, dall'alto, pendono giù da tutte le parti in diversi colori, rosso porpora, blu scuro, giallo oro e nero.
« Oggi voglio andare per ceste e vedere come si intrecciano ».

È sorprendente la dignità che acquistano in tal modo questi oggetti fabbricati dall'uomo.
Non tutti sono belli, sempre di più s'intrufola tra loro robaccia di dubbia provenienza, fatta a macchina e importata dalle regioni del Nord.
Ma il modo in cui sono presentati è ancora quello di una volta.

Accanto alle botteghe dove si vende soltanto, ce ne sono molte altre davanti alle quali si può osservare come gli oggetti vengono fabbricati. Così l'osservatore vede fin dall'inizio come si fanno le cose, e questo lo mette di buon umore. Perché fa parte del nostro desolante modo di vivere moderno l'esser costretti a ricevere in casa ogni cosa bell'e fatta, pronta per l'uso, come uscita da magici e orribili congegni.
Qui, invece, è possibile vedere il cordaio intento alacremente al suo lavoro, e appesa accanto a lui la provvista di corde già ultimate.

                                          (http://www.terramia.com/marrakech/img/escursioni/004.jpg)

In minuscole botteghe schiere di ragazzini lavorano al tornio, sei o sette alla volta, mentre alcuni giovanotti, con i pezzi di legno che man mano preparano i ragazzini, mettono insieme dei bassi tavolinetti.
La lana, di cui ammiriamo i colori luminosi, viene tinta sotto i nostri occhi, e ovunque se ne stanno seduti in circolo dei ragazzini che sferruzzano berretti con graziosi motivi di vari colori.

È una pubblica attività, è un fare che esibisce se stesso insieme all'oggetto finito.
In una società ché tiene nascosto così tanto di sé, che agli stranieri cela gelosamente l'interno delle sue case, la figura e il volto delle sue donne e perfino i suoi templi, questa intensa ostentazione del produrre e del vendere è doppiamente affascinante.

                         (http://www.massimobicciato.com/wp-content/uploads/2013/08/cantastorie_01-610x230.jpg)




Titolo: Re: VIAGGIARE ascoltando "Le plat Pays" - traduzione !
Inserito da: Paolon - 17 Gennaio 2014, 09:28:53 am
Ariciao Paolone!  (felice)

Bella anche questa, anche se non capendoci un fico secco di francese il testo non l'ho potuto apprezzare, ma la melodia e le belle immagini sì(è la campagna francese quella? beeeeEEEElllla  :) :) )

10nico

Con il Mare del Nord come ultimo terrapieno
E con onde di dune per arrestare le onde
E con onde di roccia che le maree ripassano
E che hanno a perdifiato il cuore a marea bassa
Con un infinito di brume a venire
Con il vento dell’est ascoltatelo trattenere
Il piatto paese che è il mio


Con le cattedrali come uniche montagne
E neri campanili come alberi della cuccagna
Dove diavoli in pietra agguantano le nuvole
Con il filo dei giorni come unico viaggio
E cammini di pioggia come unica buona sera
Con il vento dell’Est ascoltatelo volere
Questo piatto paese che è il mio

Con un cielo così basso che un canale s’è perduto
Con un cielo così basso da fare l’umiltà
Con un cielo così grigio che un canale s’è impiccato
Con un cielo così grigio da farsi perdonare
Con il vento del Nord che viene a smembrarsi
Con il vento del Nord ascoltatelo crepitare
Questo  paese piatto che è il mio

Con l’Italia che si abbatte sull’Escaut
Con Frida la bionda quando diventa Margot
Quando i figli di novembre ci ritornano a maggio
Quando la piana fumante trema sotto il luglio
Quando il vento è al ridere quando il vento è al grano
Quando il vento è a sud ascoltatelo cantare
Questo piatto paese che è il mio
Titolo: Del "VIAGGIARE": GLI INCONTRI
Inserito da: Paolon - 19 Gennaio 2014, 12:47:14 pm
(http://innocentievasioni.blog.kataweb.it/files/2008/02/yoshimoto_corposatutto.jpg)

DEL VIAGGIARE: GLI INCONTRI

Quando (E)vado col la mia 2CV o Furgonetta che sia, è tutto un continuo lento e talvolta improvviso apparire, uno sfuocarsi ingrandendosi velocemente ai lati dell’auto, dissolversi sfumando nel retrovisore, per poi sparire nel vetro posteriore in un orizzonte contrario.

C’è un altro paesaggio, altrettanto  incombente ma ancor più pulsante: quello Umano.
Le persone che incontri durante un viaggio lasciano segni diversi, e spesso qualche cicatrice, più o meno grande, per le cose non dette, per i troppo pochi bicchieri non condivisi, per i sentimenti provati e gli affetti vissuti in un divenire che si arresta,.

E’ nel tempo che poi questi sentimenti lentamente sedimentano quasi a fondersi in un unico ricordo, un confuso paesaggio senza distinzione fra umano e natura.
Questo, forse, è il profondo sentire del viaggio.

In queste piovose giornate la lettura fa la grande nel occupare le mie ore libere. La Yoscimoto mi parla del suo fluttuare dei sentimenti ritrovandoseli vissuti anche fisicamente nel corpo. E con questo particolare punto di auto-ossevazione si descrive nel suo viversi negli incontri durante “il viaggio”.
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BANANA YOSHIMOTO
Il corpo sa tutto

Pagina 57

…La sensazione di quando si è costretti a separarsi da qualcosa o qualcuno che ha una sua piccola importanza... per esempio quando durante un viaggio si incontra una persona con cui si crea una certa simpatia reciproca, e improvvisamente, che sia uomo o donna, ci si fa amicizia.

Il legame non è forte al punto da diventare amanti o amici intimi, ma è qualcuno con cui c'è molto feeling, o qualcuno che vive in un posto molto lontano da noi e che, se non avessimo incontrato per caso in quell'occasione, non avremmo mai conosciuto.

Dopo avere incontrato questa persona, siccome la nostra destinazione è la stessa, decidiamo di passare insieme quella settimana, e poi facciamo tutto insieme, dal mangiare al visitare i posti, dormiamo nello stesso albergo, andiamo avanti e indietro dalle rispettive stanze, ridiamo, nasce qualche piccolo malumore, e poiché la prossima destinazione è diversa, una mattina ci separiamo... ecco, era una sensazione simile.

E anche se non è che quella persona ci piaccia in modo così particolare, pensiamo: “Be', ci vedremo ancora”, e facciamo insieme colazione per l'ultima volta.

Da quel momento tra noi e lei comincia a infiltrarsi una indefinibile malinconia.
Ci scambiamo indirizzo e numero di telefono, la accompagniamo .. e la salutiamo agitando la mano.

Poi, quando cominciamo a camminare da soli, ce ne accorgiamo di colpo. Di essere sopraffatti dalla malinconia.
Sappiamo che probabilmente non vedremo più quella persona in quello stesso posto, e forse non viaggeremo mai più insieme.
Anche se dovessimo incontrarla, non ritroveremmo il compagno di viaggio con cui, fino a un giorno prima, ci eravamo rotolati a terra dal ridere.

Ma forse addirittura non la vedremo mai più, quella persona, anche se solo fino a un attimo prima era lì, e potevamo toccarla.

In quel momento per la prima volta tutti i ricordi del viaggio acquistano una luce particolare, e conosciamo lo scorrere del tempo in tutta la sua crudeltà e fugacità.

Anche l'altro forse in quello stesso momento è sopraffatto dalla stessa malinconia, quella persona che adesso vorremmo disperatamente vedere, più di qualunque fidanzato, amico del cuore, familiare.
Eppure basteranno poche ore e ci si dimenticherà a vicenda, l'immagine dell'altro sbiadirà, e comincerà un nuovo domani.
Ed è proprio questa la cosa più triste.
Titolo: Re: VIAGGIARE per Non Viaggiare: Tabucchi
Inserito da: Paolon - 25 Gennaio 2014, 12:54:51 pm
(http://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/tabucchi.jpg)

                                                 Antonio Tabucchi su "Viaggi e altri viaggi" (http://www.youtube.com/watch?v=n0zxOnwFDgY#)
 

Dice Antonio Tabucchi: "Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull'amore".
Eppure, in Viaggi e altri viaggi ci sono i luoghi del mondo, un mondo sufficientemente grande per non essere quel "villaggio globale" che vorrebbero i sociologi e i mass media. …. Tabucchi ci accompagna con sovrana gentilezza a conoscere e a riconoscere i luoghi di una mappa singolare, certo, ma condivisibile attraverso la lingua familiare del racconto. Una mappa che si apre volentieri ad "altre" forme di viaggio - la rassegna delle città fantastiche degli scrittori, ... Nell'uno e nell'altro caso - nei viaggi effettivi e in quelli evocati dalla letteratura - Tabucchi ci invita a vedere e a restare, a muoverci e a ritornare.
Ogni volta l'appuntamento è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.
------------------------------------
Nota

Ma, a conti fatti, ho viaggiato molto, lo ammetto; ho visitato e ho vissuto in molti altrove.
E lo sento come un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga, come se essa non fosse in prestito, come tutto è in prestito nella vita.
Costantino Kavafis lo ha detto in una straordinaria poesia intitolata Itaca: il viaggio trova senso solo in se stesso, nell'essere viaggio.
E questo è un grande insegnamento se ne sappiamo cogliere il vero significato: è come la nostra esistenza, il cui senso principale è quello di essere vissuta.

Rileggo questi viaggi che in qualche modo sono le tessere del Viaggio che ho fatto finora.
Alcuni mi suscitano allegria, altri nostalgia, altri ancora rimpianto.
Molti portano bei ricordi: furono (continuano ad essere nella memoria) viaggi molto belli.

Ma forse mancano i viaggi più straordinari.
Sono quelli che non ho mai fatto, quelli che non potrò mai fare.
Restano non scritti, o chiusi in un loro segreto alfabeto sotto le palpebre, la sera.
Poi arriva il sonno, e si salpa.

…….

"Un luogo non è mai solo 'quel' luogo: quel luogo siamo un po' anche noi.
In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati."...

Un'opera specialissima, che sulla mappa del mondo allarga il mondo contiguo delle sterminate letture che hanno anticipato, provocato e sempre accompagnato i viaggi.
I luoghi sono nomi, tappe, residenze.
Ma quel che più conta è la civiltà del guardare, del rammentare, e del connettere i luoghi alla gente.
L'andare e il sostare.
Lo scoprire, insieme alla bellezza, la diversità del mondo.
Titolo: 1943 uno strano viaggio, curiosa lentezza, lumacando o a piedi? La liberazione..
Inserito da: Paolon - 27 Gennaio 2014, 16:28:02 pm


                     (http://ecx.images-amazon.com/images/I/81899i6MGHL._SL1500_.jpg)

Titolo: Re: il VIAGGIARE di "un'altra" con un pò di neve e di Vento dell'Est
Inserito da: Paolon - 30 Gennaio 2014, 12:50:11 pm

 e c'è anche l'Aspettare il viaggio di un'altra..... di Lei....

Pazienza, sarà la neve e il vento di oggi....
ma quanto ho cantato, suonato e vissuto questa canzone
che forse da sola vale tutto "Ricky Gianco" ?

   Il vento dell'est. Ricky Gianco e Franco Battiato. (http://www.youtube.com/watch?v=XMVGeQm9bmc#)
                         
Titolo: Musica per VIAGGIARE in ??
Inserito da: Paolon - 06 Febbraio 2014, 15:34:02 pm


                KLINGANDE - Jubel (Official Video) (http://www.youtube.com/watch?v=Vtm2GtHYheA#ws)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Roberto Threeyes - 06 Febbraio 2014, 19:41:00 pm
 (nonso)
Titolo: Re: Musica per VIAGGIARE in ??
Inserito da: 10nico - 06 Febbraio 2014, 22:00:23 pm


                KLINGANDE - Jubel (Official Video) (http://www.youtube.com/watch?v=Vtm2GtHYheA#ws)

Ma che bello questo video!  (su)

Bella lat tipa  ;D , bello il furgoncino, strabelle le ambientazioni, e la musica...continuavano a venirmi in mente un bel paio di gambe coi collant!  (muoio)   (sex)

P.S: ma dove cappero sono quei così bei posti con quei bei viali alberati in mezzo al verde...le coste a strapiombo...le spiagge incontaminate...le foreste con gli alberi ... così  (ola)

Grazie Paolone!  :)

Lunga vita e popperità (vecchio)

10nico
Titolo: Re: Musica per VIAGGIARE in ??
Inserito da: Watson - 07 Febbraio 2014, 21:36:41 pm

Ma che bello questo video!  (su)

Bella lat tipa  ;D , bello il furgoncino, strabelle le ambientazioni, e la musica...continuavano a venirmi in mente un bel paio di gambe coi collant!  (muoio)   (sex)

P.S: ma dove cappero sono quei così bei posti con quei bei viali alberati in mezzo al verde...le coste a strapiombo...le spiagge incontaminate...le foreste con gli alberi ... così  (ola)


Sono francesi i Klingande, magari il video l'hanno girato nel nord della Francia, quelle scogliere mi pare le trovi nell'Alta Normandia ...

invece non hai riconosciuto il furgoncino  (sorpreso) e' un Vw T2 (mi pare)  (appl)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: 10nico - 07 Febbraio 2014, 21:47:08 pm
Azz la normandia?  (sorpreso)

Pensavo che fosse tipo nel Galles o qualche posto lì nei paraggi (muoio)

La costa della Normandia mi sembrava meno ripida (confesso che l'ho vista solo nel film "Salvate il soldato Ryan"  (sorpreso) )

Ma sì che l'ho riconosciuto il furgoncino, è tipo quello che ho avvistato l'altro giorno, giusto?

http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=9978.msg314218#msg314218 (http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=9978.msg314218#msg314218)

Combi...T2...ma che cappio ne so del nome!  (nonso)  ;D

Per me è il "furgoncino della DHARMA di Lost"  (muoio)

Lunga vita e popperità (vecchio)

10nico

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: 10nico - 07 Febbraio 2014, 21:53:33 pm
Comq per tornare in topic, ci sono canzoni che mi fanno viaggiare... con la testa...col cuore...con l'anima...

Eccone una che mi va passare nell'iperpazio


From the beginning - ELP (Emerson Lake & Palmer)

There might have been things I missed, but don't be unkind
It don't mean I'm blind
Perhaps there's a thing or two I think of lying in bed
I shouldn't have said

But, there it is

You see, it's all clear
You were meant to be here from the beginning

Maybe I might have changed and not been so cruel
Not been such a fool
Whatever was done is done - I just can't recall
It doesn't matter at all

You see, it's all clear
You were meant to be here from the beginning

[Trad:
Ci possono essere cose che mi sono scordato, ma non essere sgarbata
Non vuol dire che sono cieco
Forse c'è una cosa o due Io penso a stare nel letto
Ma forse non l'avrei dovuto dire

Ma ecco qua

Vedì? E' tutto così chiaro
Eri destinata ad essere qui fin dall'inizio

Forse avrei dovuto cambiare e non essere così crudele
Non avrei dovuto essere così un idiota
Quel che è fatto è fatto - Proprio non riesco a ricordare
Ma non importa affatto

Vedì? E' tutto così chiaro
Eri destinata ad essere qui fin dall'inizio
]

Buoni viaggi  ;)

Live long and prosper (http://forum.riasc.it/public/Smileys/default/icon35.gif)

10nico


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 07 Febbraio 2014, 22:29:31 pm


Combi...T2...ma che cappio ne so del nome!  (nonso)  ;D

Per me è il "furgoncino della DHARMA di Lost"  (muoio)



 (stupid) tremendi questi giovani (muoio)

(vecchio) ho trovato la location del video  ;D e anche se i due sono francesi del nord, quel brano sono andati a girarlo ancora piu' a nord a Mons Klint in Danimarca  (sorpreso)


(http://www.viaggiscoop.it/foto/1747/7129/66561.jpg)


Per il brano mi sa che dovrete aspettare lunedi' visto che con questo cell non riesco a postare i video (non li sento)  (nonso)

Titolo: Re: VIAGGIARE : talvolta distrattamente ritornano
Inserito da: Paolon - 22 Febbraio 2014, 10:37:55 am


               (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/C_e_VIAGGIARE_E_VIAGGIARE.jpg)  (sorpreso) ;D

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti -
Inserito da: Paolon - 11 Marzo 2014, 17:46:35 pm

                       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/00~1.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01~9.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~5.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~4.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/04~2.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05~4.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/06~1.jpg)

parte prima
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Roberto Threeyes - 11 Marzo 2014, 19:57:55 pm
 (nonso)
Titolo: In Edicola VIAGGIARE con Plein Air "IL PORTOLANO" aree di sosta in Italia
Inserito da: Paolon - 30 Maggio 2014, 19:47:23 pm

Allegato al numero di maggio ora in edicola lo storico volumetto utilissimo per i Vagabondaggi

 (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_Portolano_testo_2014.jpg)

a Giugno allegata sempre a Plein Air troveremo finalmente la carta, utilissima per chi non vuole GP, TOMTOM e  altre diavolerie del genere

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_Portolano_cartina_2014.jpg)

Buon Viaggio a tutti  (guid)
Titolo: Re: VIAGGIARE con la FANTASIA: roba sola da Piccoli? Un TOLSTOJpensiero
Inserito da: Paolon - 06 Giugno 2014, 09:22:18 am

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Tolstoj_e_il_Viaggio_fantastico.jpg)


   
Titolo: Re: CITRONANDO fa rima con CAMMINANDO?
Inserito da: Paolon - 11 Giugno 2014, 20:24:04 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_SlowFoot_1.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_SlowFoot_2.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_SlowFoot_3.jpg)

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE sopratutto ARRIVARE e RISPETTARE da LaRepubblica 26/06
Inserito da: Paolon - 27 Giugno 2014, 11:47:08 am

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_il_viaggio_di_Walter_-_LaRepubblica_2014-06-26.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE : Veltroni, qualche frase in più,( migliore della sua Politica)
Inserito da: Paolon - 27 Giugno 2014, 19:40:23 pm
di: Walter Veltroni

Quando noi contemporanei pensiamo all’altrove lo collochiamo oggi fuori dagli spazi conosciuti, da quella terra di cui padroneggiamo con sicurezza i confini, i contorni, i limiti. Quella terra della quale possiamo predire le condizioni metereologiche, che possiamo osservare dall’alto, quella terra che possiamo fare nostra con il click insistito di un mouse che, sulla mappa del pianeta, ingrandisce un luogo e ci porta proprio lì, fino a vederlo e a girare, come vagabondi, al suo interno.

Noi, nella nostra casa, possiamo essere viaggiatori.
I nostri confini attivi, non quelli televisivi in fondo decisi da terzi, si sono fatti infiniti. Possiamo vedere i saliscendi delle strade di san Francisco e le foreste dell’Amazzonia, il deserto fiorito di Atacama e la casa, proprio quella, dove abita una ragazza che corteggiammo un’estate al mare, tanti anni fa.
Un click e quel proclama,” Sto arrivando!”, si può estendere, avverandosi, ad ogni angolo del mondo.

… Vediamo, ma non sappiamo. Stiamo arrivando, ma non arriviamo.
Perché non è solo la conoscenza superficiale delle cose, divorata frettolosamente, che ci rende felici. No, ci può riuscire solo la massima delle esperienze, quella che unisce ragione e emozione, cuore e cervello. Quella che muta la nostra vita, ci plasma diversi.
Insomma, per vivere sereni, forse felici, dobbiamo sapere e dobbiamo arrivare.
.. sapere e arrivare sono in definitiva la stessa cosa. Non solo l’uno, non solo l’altro.

…. solo le emozioni vissute sono capaci di farci venire voglia di conoscerne altre.
E dunque ricordarle e risentirle costantemente significa innaffiare la vita.
Cioè solo una persona che “sa” può dire con entusiasmo “sto arrivando”, perché quel luogo nuovo in cui andrà, deve o vuole andare, alimenterà il suo sapere e la sua voglia di raccontarlo.

… nel tempo della vita Selfie, … la parola ”io” sovrasta ogni altra ed è tecnologicamente inimmaginabile che qualcuno … stia elogiando il sapere di un altro e non stia annunciando qualcosa di sé.
Chissà se i correttori automatici del futuro diranno che parole come “tu” o “noi” sono inesistenti.

Solo se so posso avere voglia di arrivare e solo se so capisco che non esiste un luogo in cui si arriva, ma solo milioni in cui ci si ferma, in attesa di ripartire.
Perché questo, solo questo, dimostra infallibilmente che siamo ancora vivi o che la vita è ancora dentro di noi. Con il suo soffio che ci dice, fino all’ultimo momento, cerca di sapere, cerca di arrivare. Non fermarti, non morire.
..
E i grandi viaggiatori, da Alessandro Magno a Colombo, agli esploratori del Settecento non univano forse in una sola dimensione il viaggio, il sapere, il raccontare?
I diari di bordo o le descrizioni delle battaglie hanno aiutato a capire, ad esempio, che il “Nuovo Mondo” era nuovo solo per chi non sapeva che esistesse. E che solo la meraviglia dell’incontro fisico, occhi cervello e cuore, ha in definitiva spostato la linea della conoscenza e della filosofia degli umani.

Forse “sa” e “ Sto arrivando!” sono sinonimi e noi, stupidi, non ce ne eravamo accorti.
“ Ognuno, ma proprio ognuno è il centro del mondo”. Lo è tanto più oggi perché ora può arrivare ovunque, perché è interconnesso, perché un movimento del mouse abbatte molte barriere, doganali e conoscitive, linguistiche e fisiche.
Eppure… Dico eppure perché .. questa epifania delle possibilità non è poi sicuro che ci renda più felici.

Pensate al nostro rapporto col tempo. La nostra modernità ha conosciuto molte accelerazioni: quella tecnica, oggi impieghiamo la metà delle ore, non di cento ma di trent’anni fa, ad arrivare a Milano, scriviamo mail invece di lettere, ci vediamo attraverso il mondo parlando al telefono, accediamo al sapere senza doverci muovere da casa.
Ma anche l’accelerazione sociale: spariscono mestieri sostituiti dall’automazione e istituzioni come la famiglia, il lavoro, la scuola sono sottoposte a tensioni inedite.
Così cresce freneticamente il ritmo della nostra vita e tutti noi, che pure abbiamo la maggiore possibilità di risparmio di tempo di ogni generazione vissuta sulla terra, sentiamo che dobbiamo sempre correre, che dobbiamo sempre fare più cose e farle in meno tempo.
Se non ci funziona il wifi o la tastiera del telefono è di un secondo più lenta del normale ci sembra che sia una disfunzione intollerabile e trasliamo questa impazienza in ogni comportamento sociale.

Il nostro tempo storico è l’immediato. Non ci interessa il passato e il futuro ci spaventa..
Non siamo disposti ad aspettare, non ci si parli più di progetti o di grandi disegni. Ora, qui, subito.
… l’impossibilità di vivere valori a lungo termine- fedeltà, impegno, lealtà-in una società che si interessa solo all’immediatezza e nella quale le esigenze di flessibilità generalizzata impediscono di intrattenere rapporti sociali durevoli e di provare un sentimento di continuità di sé.”
Un’altra sociologa ha definito il nostro tempo, vissuto col computer sempre interconnesso, come quello del “Soli, insieme”.

Ed ecco allora, che “ Sto arrivando!” assume improvvisamente un altro significato, come se lo leggessimo con un’altra intonazione. Non la rassicurazione eccitata ed emozionata, persino divertita, di chi sta per arrivare con il cuore aperto in un porto nuovo ma la irata e ansiosa confessione di non farcela e la preghiera al destinatario di aspettare, ciò che forse è umanamente meraviglioso ma oggi socialmente inattuale.
Non una possibilità, ma una inadeguatezza. Non l’anticipazione, ma il ritardo.

Il mio IPhone, e io con lui, siamo legati alla memoria. Se un giorno lui perdesse le informazioni che ho inserito ci smarriremmo insieme.
Io ho trasferito là dentro, con assoluta fiducia, un sapere esclusivo, i numeri del telefono che non ho più bisogno di ricordare, gli appunti, la posta, la memoria delle parole che ho scambiato con le persone care.
Lui mi tiene in pugno. Se improvvisamente fosse colpito da una forma di Alzheimer tecnologico sarei perduto.

Ma non è il nostro problema più generale? Non siamo una generazione di umani il cui cervello viene ogni giorno affollato da migliaia di informazioni che ci rendono più consapevoli di chiunque altro nella storia ma allo stesso tempo ci sottraggono il tempo necessario per razionalizzare, sistematizzare, relativizzare? In Fondo per sapere.
“Stiamo sempre arrivando” ma il rischio è quello di smettere di sapere, perché il nostro ippocampo si stanca di tanto cibo e comincia a coltivare progressivamente una specie di anoressia, come un cassetto troppo pieno che comincia a espellere fogli, spesso a caso.

…La memoria è il sapere, individuale e collettivo. Quello che fa sì che, se hai conosciuto Auschwitz, non potrai ma accettare che qualcuno, nella vita e nella storia, si consideri per definizione e identità superiore ad altri.

… Sono il sapere e il viaggiare, il ricordare e lo sperare, l’amare e lo scambiare che fanno la vita meritevole di essere vissuta.
...  E’ dunque vero che “ognuno, ma proprio ognuno, è il centro del mondo”.
Ad una sola condizione, però.
Sapere che anche tuo fratello, il tuo vicino, il tuo avversario è il centro del mondo.
E cercarli è il solo modo di sapere, viaggiare, arrivare.

Titolo: Re: VIAGGIARE Vino & Pane nel pensiero di Marx
Inserito da: Paolon - 18 Luglio 2014, 18:14:46 pm


  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/vino_marx.jpg)

                     (guid)  ma poi... (bevuta)



 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE... "con cuore leggero m'avvio per Libera Strada" (Whitman)
Inserito da: Paolon - 27 Luglio 2014, 11:13:54 am
 
      (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Whitman_CantoDellaStrada.jpg)

   (guid)
Titolo: Re: VIAGGIARE : Perchè non rimanere a Casa
Inserito da: Paolon - 13 Agosto 2014, 12:38:58 pm

  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/perche_non_rimanere_a_casa.jpg)

da leggere se lo trovate ancora
Altrimenti chiedetemelo...queste sono solo le prime pagine

 (felice)

ingrandisci cliccando sotto e dopo sul +

http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/perche_non_rimanere_a_casa.jpg (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/perche_non_rimanere_a_casa.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 15 Agosto 2014, 00:40:07 am
Decisamente interessante questo thread, ricco di spunti e riflessioni sul viaggio e tutte le sue implicazioni. Ho conosciuto gente che viaggiava compulsivamente quasi impossibilitata a fermarsi e altra che non si è mai mossa di casa. Spostarsi non è viaggiare e i veri viaggiatori sono rari.
Se viaggiare fosse sufficiente per diventare dei viaggiatori, gli aereoporti sarebbero pieni di gente affascinante e felice. L'importanza di un viaggio sta nella capacità di vivere che ha maturato l'individuo. Il viaggio rimane sempre e comunque la metafora per eccellenza della vita, il viaggio è necessario se non altro per il ricambio delle immagini, per lustrare gli occhi arricchendoli di nuovi panorami, ma senza elaborazioni il viaggio è inutile. Il viaggio è uno sguardo all'esterno di sè, il viaggio è distrazione, ma il vero viaggio esplora l'interno di sè, come in tanti hanno più volte ribadito. I viaggi migliori spesso si consumano all'interno di quattro mura, esplorando i propri pensieri.
Il viaggio spesso è mitizzato e quindi ben venga anche la sua demitizzazione attraverso queste sagge riflessioni di Huxley che non conoscevo.
Grazie Paolo per averle condivise.     
Titolo: Re: VIAGGIARE Libri utilissimi per l'AbitarViaggiando
Inserito da: Paolon - 25 Settembre 2014, 18:33:49 pm

(http://cdn.pleinair.it/wp-content/uploads/2014/03/KGrHqJnwFIJfuVM1eBSFdmFV6w60_35.jpg)

(http://cdn.pleinair.it/wp-content/uploads/1327406943_auto_mia_fatti_capanna-310x180.jpg)

http://www.pleinair.it/prodotto/auto-mia-fatti-capanna/ (http://www.pleinair.it/prodotto/auto-mia-fatti-capanna/)
Titolo: Re: VIAGGIARE Libri utilissimi per l'AbitarViaggiando
Inserito da: Paolon - 25 Settembre 2014, 18:51:00 pm


un'altro, ma di difficile reperibilità ( forse Libreria Croci sulla rete), meno Tecnico e più Filosofico

(http://www.libercroci.it/copertine/miniature/73140.jpg)

la ricerca vale la fatica

    (vecchio)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: nomad - 26 Settembre 2014, 12:13:14 pm
"Auto mia fatti capanna" letto e conservato con cura... ;)  (su)
Titolo: Re: VIAGGIARE: L'Auto di Lei e di LUI in un raccanti di Anne Tyler
Inserito da: Paolon - 27 Ottobre 2014, 08:55:00 am
(http://www.vivianapicchiarelli.com/wp-content/uploads/2012/07/Ann-Tyler-Moto-ondoso-stabile-e-altri-racconti-178x300.jpg)

Si, “Viaggiare”. Ma l’auto di Lui e di Lei sono vissute in modi diversi. Il motore stesso, cuore del sistema, è ascoltato con diverse sensibilità e timori. E la vettura pian piano assume la dimensione di una Creatura, di una “Presenza” importante nella narratologia della famiglia.
In questa terza storia una donna ha un marito insegnante che non sa fare assolutamente niente, a casa, ed è costretta a fare tutto lei. E la manutenzione dell'auto diventa una mezza ossessione.
  (vecchio)

La Plymouth di mio marito ha il parafango sinistro ammaccato, un fanale posteriore rotto e una specie di piccolo sole di incrinature sul finestrino posteriore destro.
Sembra che abbia deciso di consumarla fino in fondo, spremerla come un limone per poi abbandonarla; la tratta come se fosse una creatura da sottomettere.
Come i suoi abiti frusti e le sue scarpe con i tacchi consumati solo da un lato.

Qual è il suo problema? Io ho una Ford, perché sono convinta che sia più facile trovare i pezzi di ricambio. Ha cinque anni, ma sembra nuova di zecca.
Anche il motore è come nuovo; l'anno scorso l'ho fatto pulire con il vapore. Alcuni non sanno neppure che si può fare.
Quando non piove per un po', invece, sui parafanghi dell'auto di mio marito si possono leggere i nomi di decine di studenti della scuola. Per non parlare delle parolacce, delle faccine sorridenti e dei cuori. Dentro ci sono vecchi raccoglitori e riviste sparpagliati sui sedili, e pacchetti di sigarette appallottolati per terra.

La leva del cambio automatico fa un rumore allarmante quando la sposta in posizione di guida, e il motore, una volta spento, ha un lungo ritorno di fiamma.
E poi ha la cinghia allentata, ogni volta che prende una curva stretta si sente un rumore simile a un gemito di cucciolo. Io insisto che dovrebbe farla aggiustare.
«Non puoi trascurare queste cose» gli dico. «Una macchina vale solo il tempo che le dedichi.»

A volte mi sento ridicola. Mi sembra di diventare come mio padre, un uomo pedante e metodico che non mi ha permesso di prendere la patente prima che imparassi a cambiare una ruota.
Comunque so di avere ragione. «E se una volta ci lascia a piedi?» gli chiedo.
«E se mentre stiamo facendo un lungo viaggio si ferma in mezzo a un'autostrada a otto corsie?»
«Ma è un'ottima macchina» dice mio marito.

Però si offende, lo vedo. Sprofonda nel sedile e guida con un polso solo appoggiato sul volante.
La sua guida è sempre da brivido: partenze improvvise, curve secche, fermate brusche.
Ai semafori si rifiuta di mettere in folle. lo sostengo che dovrebbe farlo, ma secondo lui è inutile.
«Che senso ha comperare un'auto col cambio automatico se poi devi lo stesso cambiare di continuo?» obietta.
«E per risparmiare la frizione, ovviamente.»
Lui mugugna qualcosa e riparte con un cigolio. Mi riprometto di non dire più nulla, ma non riesco a evitare una critica silenziosa: quando ci avviciniamo a una curva a cento all'ora, appoggio una mano sul cruscotto per tenermi.


Bee canticchiava Star Dust e teneva il braccio penzoloni fuori del finestrino. Percorsi St. Johns Street alla velocità giusta per imbroccare l'onda verde.
Poi, sulla Delmore, prima di svoltare a sinistra, mi si spense il motore. Senza motivo.
«Ma che diavolo? ... » sbottai. Misi in folle e riaccesi. Proseguimmo senza intoppi fino allo stop in Furgan Street, e lì si spense di nuovo. Poi continuò a spegnersi ogni volta che rallentavo.
Sul cruscotto si accendevano allarmanti luci rosse e verdi, dietro suonavano i clacson.
Il piede che avevo sull'acceleratore si mise a tremare.
«Oddio, dev'esserci qualcosa che non va» dissi a Bee.
«Magari sei senza benzina» suggerì.
«Benzina? Come vuoi che sia la benzina, se si riaccende ogni volta. È assurdo!»
Bee mi lanciò un'occhiata ma non disse niente. Ero troppo agitata per scusarmi.
«Senti, devo proprio,andare alla Exxon» conclusi.
«C'è un benzinaio Texaco un po' più avanti.»
«Ma alla Exxon conoscono la mia auto, e poi mancano solo due isolati.»

Il motore si spense di nuovo.
«Grazie al cielo non siamo in autostrada» dissi asciugandomi la fronte con la manica. Avvertii lo sguardo di Bee.
Quando mi fermai alla Exxon il motore ebbe un ultimo sussulto, come un assetato che arriva a un'oasi nel deserto. Balzai fuori lasciando la portiera spalancata.
Entrai di corsa nel garage dove trovai Joel che sotto una Volkswagen sollevata guardava in su e fischiettava con i pollici nei passanti della cintura.
«Joel?» dissi. «La mia auto ha un problema tremendo.»
Smise di fischiare.
«Oh, buon giorno signora.»
«Non può darle un'occhiata?»

Mi segui fuori, al sole. Stavo già meglio, lui era così pacato e tranquillo. Mentre gli elencavo i sintomi, aprì piano il cofano e si mise a toccare qua e là riprendendo a fischiettare la stessa melodia.
«Provi ad accenderla» disse. Io mi sedetti al volante, avviai il motore e lo spensi a un suo segnale. Poi scesi e tornai a guardare sotto il cofano. Osservai le sue lunghe dita ossute, lo sporco rappreso tra le pieghe ne metteva in evidenza ogni particolare. Spostò un cavetto nero.
«È la pompa della benzina?» chiesi. Avevo avuto una terribile esperienza con la pompa della benzina (sto imparando i nomi dei pezzi delle auto nel modo più brutale, come i soldati imparano la geografia).
Ma Joel disse:
«Così su due piedi non capisco. Devo portarla dentro solo un attimo».

Lo riferii a Bee. Lei scese e andammo ad aspettare nel gabbiotto. D'estate l'odore di cuoio era più forte che mai. Mi abbandonai su una delle sedie, chiusi gli occhi e rovesciai la testa indietro. «Scusami» dissi a Bee. « È che quando ho la macchina in panne mi viene un nervoso...»
«Lo sai cosa farei io?» suggerì Bee. «Un corso per meccanici.»
Sgranai gli occhi incredula.
«Sì» insisté, «è quello che ho fatto io quando il prato di casa ha cominciato a farmi impazzire. Sono andata al college a studiare architettura di giardini. E mi svegliavo alle sei ogni mattina per seguire il corso in tv. Ho comperata una macchina per spargere la calce sul...»
«Sì» replicai, «ma con tutto quello che ho da fare...»
«Devi essere coraggiosa! I ruoli non esistono più. Devi fare quello che ti va.»
Ci pensai un minuto.
«Bee» chiesi infine, «dimmi la verità. L'hai fatto perché ti andava o perché sapevi che se no nessun altro l'avrebbe fatto?»
«Hmm?» ribatté, ma intanto aveva preso in mano una rivista e si era messa a sfogliarla distrattamente. Era chiaro che non riteneva importante la domanda.

Dopo qualche tempo entrò Joel pulendosi le mani su uno straccio.
« È il filtro» disse. «Bisogna cambiarlo.»
« È grave?»
«No, se vuole è pronta per le cinque.»
«Posso chiamare mia cognata che ci venga a prendere» propose Bee.
«Ma l'auto» insistei. «Voglio dire, dopo sarà a posto? Non si fermerà più?»
«Certo» rispose Joel.



Mi sentivo giovane e sventata, piacevolmente sventata.
Era splendido sapere che alle cinque tutto sarebbe stato in ordine.
La cognata di Bee venne a prenderci con la sua enorme Cadillac viola e mi accompagnò a casa.

 Mio marito arrivò in tempo per accompagnarmi, giusto giusto però: era appena entrato che già bisognava uscire. Sembrava sorpreso, scoordinato. Guidava ancora peggio del solito.
«Cos'hai detto che è successo? La settimana scorsa la tua automobile mi sembrava in ordine» disse. Svoltò a destra salendo sul marciapiede. A un semaforo passò con il giallo già quasi rosso.

Alla Exxon rallentò guardando cupamente attraverso il parabrezza.
«Aspetta finché mi sarò accertata che sia pronta» dissi. (Queste cose bisogna dirgliele.) Balzai giù ed entrai nel garage dove trovai Joel che faceva girare una ruota. Quando mi vide, sorrise.
«Tutto a posto» annunciò. «Contenta?»
«Certo» risposi. Poi mi girai e feci un cenno a mio marito indicandogli che poteva andare. Lui mi salutò con la mano. Aveva la manica della giacca che sembrava un cartoccio stropicciato. Non so perché, ma vedere la sua piccola auto polverosa che si allontanava nel traffico mi rattristò.
…..
-------------------
«Quando accendo il motore» dissi a Joel, «mi sembra normale. Poi accelero e aspetto quel clic, ha capito quale intendo? Quel clic che si sente quando il motore cambia marcia. Invece non sento niente. E mi pare che il motore sforzi un po', fa un rumore strano, non saprei come spiegarlo.»
«Speriamo che non sia la trasmissione» disse Joel. «Altrimenti sarà costoso.»

Eravamo fermi a un semaforo, guidava lui, per provare il cambio automatico. Era agosto, una giornata molto calda e assolata (il viso di Joel era coperto di sudore e i suoi capelli biondi erano umidi e lucidi), ma non aprii il finestrino. Mi piaceva la sensazione del caldo torrido.

Per tutta la mattina ero stata fredda e nervosa. Mi piaceva che Joel, aspettando tranquillamente che venisse il verde, fischiettasse Let it Be e tamburellasse sul volante con le dita. sue mani, la mia auto sembrava mite e obbediente.

«Spero di non doverla cambiare» dissi.
«No, non si preoccupi» rispose.

Verde. Joel parti subito, ma avevamo una macchina davanti, una vecchietta con una Studebaker che andava lenta come una lumaca.
«Cavolo» sbottò Joel. Cambiò corsia. Ora poté accelerare per bene. Teneva la testa inclinata per sentire il rumore del motore.
«Be'?» disse. «A me sembra che cambi al momento giusto.»
«No, aspetti un minuto... »
Anch'io tendevo l'orecchio, ma non sentivo lo stesso rumore di quando ero da sola.

Prendemmo una strada secondaria in una zona residenziale senza semafori. Joel fermò l'automobile, poi riparti e accelerò quasi fino a cento all'ora, sempre tenendo la testa inclinata. Frenò e mise in folle; le sue nocche si muovevano sotto la pelle come giunti meccanici perfettamente lubrificati. «Proviamo di nuovo» disse.
Il secondo tentativo ci portò alla fine della strada, dove c'era un campo di margherite cosparso di lattine di birra. Joel fermò l'auto e si asciugò il labbro con il dorso della mano.
«Be'...» disse con lo sguardo fisso sul campo.
Dietro i suoi occhi (che erano grandi e azzurri, trasparenti come finestre) immaginavo che stesse elaborando sistematicamente un'enorme massa di dati.
«No» concluse infine e scosse la testa. «Mi sembra proprio tutto a posto.»

In teoria avrei dovuto essere contenta, invece non lo ero.
Quando si trova un guasto, lo si può riparare, poi almeno si è sicuri che per qualche tempo l'auto funzionerà.
Ma se non è stato identificato nessun problema, resta una sorta d'inquietudine...

Sospirai stringendo la borsetta. Joel si girò a guardarmi.
«Mi sa che sto per impazzire» gli confessai sgomenta.
«Ma no...»
«Sto dando troppa importanza a quest'auto. Da qualche tempo non mi fido più nemmeno ad andare in autostrada, non voglio mai allontanarmi troppo dalle stazioni di servizio.
Ho già dovuto rinunciare agli incontri della Lega delle donne elettrici e al mio supermercato preferito. Perfino qui in città, prendo solo le strade in cui ci sono stazioni di servizio. Quelle residenziali mi rendono nervosa.»
«Ma guardi che la sua auto è in ottimo stato» mi assicurò carezzando il volante.
«Non deve avere paura.»

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni - La Vida como una Carretera
Inserito da: Paolon - 03 Novembre 2014, 17:52:54 pm


  (http://img.desmotivaciones.es/201109/images_4211.jpg)


 (  (sorpreso) mamma mia.....   :o )


Titolo: Re: VIAGGIARE anche con la 2cv alla ricerca di un "LUOGO TRANQUILLO" 1
Inserito da: Paolon - 04 Dicembre 2014, 18:15:36 pm
      (http://alessandria.bookrepublic.it/api/books/9788823509825/cover)

      (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01_introduzioe_a.jpg)

 seguirà
Titolo: Re: VIAGGIARE anche alla ricerca di una Toilette come "LUOGO TRANQUILLO" 2
Inserito da: Paolon - 05 Dicembre 2014, 11:45:53 am


(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~6.jpg)

     (http://omstreifer.files.wordpress.com/2013/05/3ceb6-donatawenderspeterhandkechaville2009.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~6.jpg)

segue
Titolo: Re: VIAGGIARE per PENSARE: fra toilette, spazzi "separati" e 2CV
Inserito da: Paolon - 06 Dicembre 2014, 19:29:55 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/04~3.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05~5.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/06~2.jpg)

vedremo poi come questa strana dimensione nel Viaggiare si elvolverà..

    (felice)
Titolo: VIAGGIARE: Intervallo con una Immagine, ma stando nel Tema
Inserito da: Paolon - 08 Dicembre 2014, 09:47:27 am


  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/magnete_Feltrinelli_Felicita_e.jpg)

    (felice) e buona giornata, qui finalmente di Sole

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 09 Dicembre 2014, 16:37:14 pm
Ricordo di aver letto alcuni romanzi di Peter Handke tipo "Prima del calcio di rigore", "La donna mancina" e qualche altro che adesso mi sfugge. Mi piaceva per quella rarefazione delle cose, quella sospensione del tempo, quell'elogio della lentezza intesa come possibilità di assimilare meglio le cose.
Ma mi ricordo soprattutto della sua collaborazione con Win Wenders con il quale scrisse due sceneggiature importanti come "Gli angeli sopra Berlino" e "Falso movimento, due successi di Wenders.
Di Wenders, in tema con il viaggio, ricordo il film: "Nel corso del tempo" del 1976, uno dei suoi capolavori in bianco e nero. Quando lo vidi rimasi abbagliato, considerandolo uno dei migliori road-movie che avessi mai visto.

p.s. bello il magnete, mi piace.

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 09 Dicembre 2014, 18:22:53 pm

 Certo, PierAngelo

“rarefazione delle cose”, quella “sospensione del tempo” è anche questo 3d al suo/tuo 66356  accesso, così denso e solitario: forse proprio come un “luogo Tranquillo”?.

Nella rete c’è una umanità silente, rarefatta,
che, senza sbraitare, legge, pensa e magari lentaMente riflette?


     (felice)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: gio - 10 Dicembre 2014, 21:38:12 pm
Non leggo molto......... per pigrizia, per il tempo tiranno, per mille motivi, ma con piacere,mi sono soffermato sulle Vostre riflessioni, da cui non posso che trarre emozioni...... Mi attira il cinema, e ho visto l'anno scorso Nebraska, con la sua storia e il suo magnetico bianco e nero..non ho mai visto il film citato da PierAngelo, di Wenders,  che cercherò in internet........sul viaggio mi ha colpito il film di David Lynch , "Una storia vera" , avendolo come dvd, lo riguarderò stasera, con occhi diversi.
Titolo: Re: VIAGGIARE alla ricerca di qualche cosa, "Oltre", come "LUOGO TRANQUILLO" 3
Inserito da: Paolon - 11 Dicembre 2014, 10:59:50 am

                                 (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/07~1.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/08~0.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/09~0.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/10~2.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/11~2.jpg)

   (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 11 Dicembre 2014, 12:26:47 pm
Ricordo di aver letto alcuni romanzi di Peter Handke tipo "Prima del calcio di rigore", "La donna mancina" e qualche altro che adesso mi sfugge. Mi piaceva per quella rarefazione delle cose, quella sospensione del tempo, quell'elogio della lentezza intesa come possibilità di assimilare meglio le cose.
Ma mi ricordo soprattutto della sua collaborazione con Win Wenders con il quale scrisse due sceneggiature importanti come "Gli angeli sopra Berlino" e "Falso movimento, due successi di Wenders.
Di Wenders, in tema con il viaggio, ricordo il film: "Nel corso del tempo" del 1976, uno dei suoi capolavori in bianco e nero. Quando lo vidi rimasi abbagliato, considerandolo uno dei migliori road-movie che avessi mai visto.

p.s. bello il magnete, mi piace.

 (felice)

Condivido al 100 %  (appl)

aggiungo pure che nella tematica del viaggio oltre a "Nel corso del tempo" e "Falso movimento" c'è un film che trovo un piccolo capolavoro e che è precedente a questi due, "Alice nella città" (http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=1523.msg168253#msg168253)

in questi film spesso si vedono dei treni che corrono accanto alla strada o che si allontanano l'uno dall'altro con i due protagonisti sui due convogli diversi, non so cosa rappresenti, non sono un critico, ma mi ha sempre affascinato....

... sarebbe bello poterli rivedere magari all'aperto, magari ad un raduno, magari con voi (zz)



Il magnetino non so come mai, ma io c'è l'ho  :P

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10023/magnetino_2cv.jpg)

scusa Paolo(n) per  l'OT  (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 11 Dicembre 2014, 16:16:50 pm

Alice nelle città è un altro, affascinante film di Wenders che vidi anni fa a che sarebbe opportuno rivedere oggi date le lacune sempre più ampie che presenta la mia memoria. Sicuramente cinema e letteratura stabiliscono legami importanti in grado di regalarci doppie emozioni. E il sodalizio Handke-Wenders ne è una delle tante testimonianze proficue.

Legato al viaggio, alla dimensione rallentata del tempo, c’è in questo scrittore e in questo regista anche il tema della solitudine a cui il viaggio fatalmente espone. Solitudine come compagna di viaggio e confronto serrato con il proprio sé. E naturalmente c'è anche il silenzio di cui sono piene le immagini. 

I treni percorrono in direzioni opposte le infinite le linee del viaggio. Arrivano quando noi partiamo, ci avvicinano o ci allontanano da casa. I treni si incrociano sui cammini della polarità come le persone che si sfiorano senza incontrarsi.
Un altro possibile significato simbolico è quello dell’inquietudine, quella che ci fa desiderare di essere su un altro treno, pensando che il proprio corra nella direzione sbagliata. 

Gio, se hai apprezzato Nebraska è probabile che ti piaccia “Nel corso del tempo”. E’ un film lungo come un fiume, sulla capacità e sull’incapacità di stare da soli, è il viaggio di due uomini che si incontrano casualmente e procedono insieme per un tragitto esistenziale. È un viaggio anche sulle tracce del proprio passato, sui luoghi conosciuti che sono cambiati come è cambiata la nostra vita.

Anche “Una storia vera” di Lynch è un gran film. Se ben ricordo è la storia di due vecchi fratelli che non si vedono da tempo e che vivono lontani finché uno dei due parte, alla ricerca dell’altro, viaggiando attraverso gli States su un lentissimo tagliaerba.

Come diceva Jean Luc Godard: “Il cinema non dovrebbe far vedere solo le cose, ma quello che avviene fra le cose.

Per quel che riguarda questo “Saggio sul luogo tranquillo” credo che potrei aggiungerlo volentieri nel mio elenco di letture possibili, rivisitando un autore che, a differenza di altri, è capace di non scrivere più se si accorge di avere esaurito gli argomenti.

 (felice) :) 
Titolo: Re: VIAGGIARE alla ricerca di un "LUOGO TRANQUILLO" 4 FINE
Inserito da: Paolon - 12 Dicembre 2014, 12:26:34 pm

 (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/12~2.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/13~2.jpg)


(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/14~0.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/15_fine.jpg)

     (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: gio - 12 Dicembre 2014, 23:33:34 pm
Voglio iniziare questo mi post, con un grazie di cuore a Paolo ….prima di aprire il forum ho scritto questo mio pensiero, che condivido con voi…
ho rivisto “Una storia vera “, era lì da tempo nella mia videoteca, come,  quasi dimenticato…
rivedendolo a nudo delle sensazioni che si sono affacciate in me penso sia riuscito a cogliere, da questo fatto realmente accaduto, quella semplicità , …… quell’inno alla semplicità ed alle cose semplici della vita che tante volte ci sfuggono. 
L’importanza della famiglia, di chi ti è vicino, della natura, sia ammirata che ascoltata, ….del silenzio.
Un pensiero è arrivato anche alle nostre bicilindriche, nate come per un uso “contadino”, tra le impervietà  della strada e quel lento andare …come per il protagonista del film, che usa il suo trattore -tagliaerba, per recarsi dal fratello..

 PierAngelo e Watson grazie per i suggerimenti delle pellicole proposte …., si ho apprezzato “Nebraska”, per il racconto, per l’immagine incantevole del suo bianco e nero, e ricordo con molto piacere il finale,  di cui ovviamente non parlerò ………è da vedere tutto sino all’ultimo fotogramma.
Peccato non sia al momento a mia disposizione……
Cercherò…..“Nel corso del tempo”…..voci sulla pellicola mi erano arrivate, ma non ho avuto l’occasione di vederlo.
Ok che sia un film lungo come un …..fiume…..come una vita…..ma all’incantevole e seppur lungo (per rimanere in tema) “ll grande silenzio” di Philip Groning, pellicola che ho trovato poetica e che narra dei ritmi rallentati della vita …….pur se rimasto nell’assoluto silenzio ……mi ha visto attento ad ogni frame.
Non ho mai visto neppure Alice nella città .
Di Wim Wenders ho Buena vista social club e Paris texas…..anche quest’ultimo parla di un viaggio.

Stasera, mi riguarderò un’altro film di viaggio:  “Into the wild” di Sean Penn,…… le storie vere mi hanno sempre affascinato, ricordo che il protagonista abbandona amici e famiglia per un viaggio, portando un messaggio di libertà e amore…… in viaggio alla ricerca della libertà estrema….come lo è un po’ per noi con le nostre autovetture….
Leggo dalla trama…..”Happiness only real When Shared” : la felicità è autentica solo se condivisa.

p.s. Trovo molto bella l’idea di vedere delle pellicole ad un raduno……Una storia vera, il grande silenzio, buena vista social club, paris texas, into the wild, avendoli come dvd se dovessero essere utili …..più che volentieri


Ecco finiva qui,
dopo aver letto l’ultimo post di Paolo,  grazie alle nostre passioni,  io  trovo quel “Posto tranquillo” , costruiamo, sogniamo e speriamo , condividendo con gli altri , quella pace di cui ogni uomo ha bisogno….e rammentando le sue parole…nella rete c’è una umanità silente, rarefatta, che , senza sbraitare, legge, pensa e magari lentamente riflette….grazie ancora per aver acceso l’interruttore.
Ormai si è fatto tardi il film lo vedrò domani, vado a letto coinvolto dalle parole del racconto.
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Skassamakkinen - 12 Dicembre 2014, 23:38:01 pm
Domandona da un milione di dollari:
ma qual è, per ognuno di noi, il nostro posto tranquillo?
Titolo: Re: VIAGGIARE non sapendo dove ma solo il come o con chi: BananaYoschimoto - NP
Inserito da: Paolon - 13 Dicembre 2014, 10:40:28 am

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01~11.jpg)

     (http://www.paginaq.it/wp-content/uploads/2014/05/giappone.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~7.jpg)

                                                (http://cdn.komixjam.it/wp-content/uploads/2011/07/yoshimotoue.jpg)

 segue  (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE non sapendo cosa succede, certamente su una spiaggia con un fuoco
Inserito da: Paolon - 15 Dicembre 2014, 13:42:51 pm
E qui avviene che l’immagine di un fuoco, di una spiaggia, di un fuoco sulla spiaggia ravvivi la speranza che qualche cosa di diverso possa ancora avvenire.

Il gioco della vita e dei suoi sentimenti si riaccende all’idea di un “Luogo” ove tutto questo possa accadere o quantomeno rendere possibile.

Quasi che le nostre ore abbiano un significato più profondo se vissute in un preciso “Posto” meglio se “Tranquillo”.


    (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~7.jpg)

                                    (http://mariepierrebouchard.files.wordpress.com/2010/07/5534_117912509749_647404749_2897701_4249792_n.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/04~5.jpg)



Titolo: Re: VIAGGIARE .......
Inserito da: Watson - 15 Dicembre 2014, 16:01:48 pm
Grazie per la spiegazione sui treni  (abbraccio)

Falsche Bewegung (http://www.youtube.com/watch?v=tHmaaOEBek0#ws)

Domandona da un milione di dollari:
ma qual è, per ognuno di noi, il nostro posto tranquillo?

il posto dove ti senti in pace con te stesso.... e non è sempre lo stesso, ma cambia nel tempo, per me una volta era la mia 2cv.

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE sapendo solo il come e con chi: BananaYoschimoto - NP - FINE
Inserito da: Paolon - 16 Dicembre 2014, 11:36:03 am
             (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05_00.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05b.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05c_-_Copia.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/06a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/06b.jpg)

                                                                                                          (http://cdn.pornqk.com/1/6/5/9/6899474.0.jpg)

Fine
Titolo: Re: VIAGGIARE.. il RITORNO
Inserito da: Paolon - 18 Dicembre 2014, 18:42:24 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Sonno_Profondo_01.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Sonno_Profondo_02.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Sonno_Profondo_03.jpg)

                         (http://tachesdegirafe.files.wordpress.com/2013/11/va5a6830.jpg)


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti a NATALE
Inserito da: Paolon - 20 Dicembre 2014, 10:53:32 am


    (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_2014_Auguri_Viaggiati.jpg)

   ... e oggi raggiungo Camporosso in quella magica terra fra Slovenia, Austria e... Italia     (guid)

    PS Mi auguro che qualcuno di Voi vada avanti con i suoi pensieri e le sue letture: fra poco sarà il primo anno di questo 3D   (felice)


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 25 Dicembre 2014, 16:04:00 pm
Domandona da un milione di dollari:
ma qual è, per ognuno di noi, il nostro posto tranquillo?

Per me il luogo tranquillo è uno stato d'animo. Quello che può nascere,  per esempio, dalla consapevolezza di aver fatto la cosa giusta.
Titolo: Re: VIAGGIARE: la mia cartolina per un Vostro "Buon 2015"
Inserito da: Paolon - 31 Dicembre 2014, 10:56:58 am


  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_2015_BuonAnno_2.jpg)

    (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE : "Ogni cosa è illuminata" FILM
Inserito da: Paolon - 16 Gennaio 2015, 11:34:23 am

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Ogni_cosa_illuminata_01.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Ogni_cosa_illuminata_02.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Ogni_cosa_illuminata_03.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Ogni_cosa_illuminata_04.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/07~2.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_04~6.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~8.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~8.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/08.JPG)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/05~7.jpg)

        (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/06.JPG)

                                                   (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01~13.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 16 Gennaio 2015, 16:09:59 pm
Ho visto il film  (su)
non ho letto il libro  (nonso)

Per quanto riguarda il tentativo di ripercorrere il passato nella speranza che ci porti un qualche aiuto nel presente.... credo che sia inutile e forse anche dannoso, meglio lasciare che i ricordi si avvolgano di quella patina che li rende mitici, che entrino nei nostri pensieri insinuando il dubbio che forse non sono mai esistiti veramente qui tempi....

... abbandoniamoli e volgiamo lo sguardo verso il futuro, sapendo che questo presto, molto presto si trasformerà anch'esso in un nostalgico ricordo.


ogni cosa è illuminata discorso finale.avi (http://www.youtube.com/watch?v=DY2zRaPgV2w#ws)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 16 Gennaio 2015, 16:13:17 pm
Recentemente sono stato a Praga e in Boemia in pullman. Più che altro mi ha demoralizzato il rientro nel cosiddetto Bel Paese che bello non è più. Accludo quel poco che ho scritto, a ricordo del viaggio, e 5 foto di cui 4 a tema automobilistico.


PRAGA-IVREA IN PULLMAN: FISIONOMIA DI UN PAESAGGIO

Rigorosamente on the road, che sia in auto, treno o pullman, ma anche a piedi o in bicicletta, il viaggio via terra espone la propria presenza al paesaggio rendendolo parte viva e integrante del nostro andare. Con l’aereo ci spostiamo, l’involucro bianco delle nuvole, come una nuova terra sotto le ali, e il tessuto azzurro del cielo sopra di noi, ma sulla strada viaggiamo, cogliamo l’insieme della distanza, percepiamo il mutamento dei luoghi, avvertiamo il tempo necessario a percorrerli.
Sul pullman che ritorna da Praga, passato il Brennero, l’Italia che ti viene incontro, la veduta dal finestrino è quella di un paesaggio perduto, un paesaggio che semplicemente non c’è. Non si tratta, solo di malinconia del viaggiatore, dettata dal desiderio comprensibile di prolungare le meraviglie dell’altrove, si tratta dell’impatto con la nostra realtà, con il nostro ambiente selvaggiamente oltraggiato da una cementificazione senza senso. Dalle soffici colline della Boemia, ammantate di neve, dalle città come Cesky Krumlov, raccolta sulle anse della Moldava, come in un quadro del Bruegel, alle foreste di pini, ai villaggi più piccoli dove le finestre, senza scuri, sono decorazioni luminose del Natale, dalla bellezza degli spazi incontaminati, che catturano la sguardo senza interruzione di continuità, si passa alle foreste di casa nostra: infilate di capannoni, zone industriali, spesso dismesse, tetre luci arancioni, degrado periferico senza uguali.

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11218/normal_P1060743WEB.jpg) (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/displayimage.php?pid=87003)

Questa sopra è Cesky Krumlov, perla della Boemia

E’ vero, siamo un paese più industrializzato e a densità di popolazione più alta, ma lo spettacolo non è più quello del Bel Paese. La bellezza è sparita e in Italia bisogna cercarla solo nei centri storici, facendosi largo tra periferie allucinanti e devastate, che sfilano lungo i fianchi dell’autostrada, attraverso la pianura Padana, in un unicum di brutture a cielo aperto. Brutture a cui ci siamo abituati e che ci hanno resi indifferenti, preferendo il pieno dello scempio edilizio al vuoto degli spazi naturali, alla distesa dei prati.

Una giovane gitante sul pullman, mentre si attraversava la bella terra boema, ha esclamato: “Ma dove ci portano, in mezzo ai boschi? Ma qui non c’è nulla da vedere!” ed un altro, nei pressi di Bergamo, si consolava del degrado nostrano, ricordando come Bergamo alta fosse comunque un gioiello. Già, un diamante in mezzo al letame delle periferie, così brutte come è difficile vederne nei vari paesi europei che ho visitato, se si esclude la povera Albania dove adesso, nell’abbrivio dello sviluppo, copiano da noi tutto il peggio di cui disponiamo.

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11218/normal_P1030641WEB.jpg) (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/displayimage.php?pid=87004)

Quest'auto, che non so identificare, scarrozza i turisti nel centro di Praga. Meglio naturalmente le nostre 2cv a Parigi!

Il paesaggio che non c’è, l’Italia senza orgoglio né identità, spettacolo misero delle vacanze! Da Milano a Ivrea, prendo il treno fino a Santhià e la solfa non cambia. Della poca terra, sfuggita all’assedio del cemento, che scorre fuori dal finestrino, non importa niente a nessuno. I pochi rettangoli di boscaglia presenti sono un ammasso di rovi, poi il solito grigiore dei capannoni, sequenze di orti abusivi e vecchi casali abbandonati dal tetto sfondato. Due signori inglesi, accanto a me, guardano mestamente dal finestrino e, con discrezione propriamente anglosassone, mormorano “It’s a great desolation”. Ecco, questo è il mio paese, questa l’immagine che offre di sé, il grande paese dove non c’è nemmeno un partito dei Verdi, dove il territorio è terra di saccheggio e il, tanto decantato, privato non ha saputo far altro che seminare cemento.

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11218/normal_P1030642WEB.jpg) (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/displayimage.php?pid=87005)

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(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11218/normal_P1050699WEB.jpg) (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/displayimage.php?pid=87006)

Ed ecco, sempre per le vie di Praga due auto che ben segnano la linea di demarcazione tra il passato comunista e il presente capitalista. Anni di storia raccontati da due auto, la popolarissima Trabant e un'esagerata Bentley usata a fini pubblicitari con tanto di bellezze a decorarne le fiancate.
 
Tornato a casa, leggo che solo in Piemonte, da anni si cementificano, ogni giorno, aree verdi di superficie pari a quelle di sei campi di calcio.
L’urbanizzazione procede con tassi di crescita superiori a quelli della popolazione ma, siccome un terreno edificabile vale fino a 50 volte di più di uno agricolo, ecco che i comuni, per fare cassa, modificano i piani regolatori. Per fermare la speculazione, ogni tanto si dichiara che ci sarà una nuova legge.
Lo dicono anche i politici che occorre arrestare il consumo del suolo, l’aveva detto anche Renzi, prima che un esercito di fiduciosi ottimisti lo votasse. Ogni tanto ti fanno vedere che, dopo 40 anni, qualche eco mostro va giù. Uno va giù e cento ne spuntano. Lega ambiente fa quello che può, e stoppare il consumo del suolo sarebbe già molto, ma liberarlo dal troppo cemento, già presente, sarebbe il mio sogno impossibile.

Erri del Luca, lo scrittore sotto processo per le sue dichiarazioni No Tav, ha detto che la Tav non si farà non perché è arrivata l’illuminazione delle coscienze, ma perché ormai tutti, italiani e francesi, si sono accorti che costa troppo. Intanto i lavori continuano perché bisogna speculare finché si può. Poi la montagna rimarrà con il suo buco nella pancia e i segni, della vana impresa, incisi indelebili nel paesaggio. In fondo c’è gente a cui del paesaggio non importa nulla, anzi manco lo vede, così come c’è gente a cui non importa nulla se si estingueranno la tigre o l’orso bianco. Verranno altre specie di animali, dicono, e tirano dritti. Questo è lo spirito dei tempi, uno spirito che stringe la gola e ci fa prigionieri di un’irreversibile decadenza. La speranza, in un angolo, attende paziente l’evoluzione umana che, a differenza di quella tecnologica, si fa sempre attendere troppo.

 (felice) :)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Ludo - 16 Gennaio 2015, 16:20:07 pm
 (su) (appl)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Andre77 - 16 Gennaio 2015, 18:14:56 pm
Nulla da eccepire, Pier, il tuo discorso fila e non fa una piega.
 (su)
E per molti versi mi trovo anche d'accordo su ciò che hai scritto.
Permettimi però solo qualche appunto.

Ho avuto l'occasione, sia per motivi lavorativi che per svago, di recarmi varie volte in repubblica ceca.
L'imprinting austro-ungarico e mitteleuropeo è evidente, d'altronde la storia di quel Paese quella è ed i popoli sono figli della propria storia. Il senso civico, la cura ed il rispetto per la cosa pubblica sono da sempre qualità che qui più a sud latitano e da Oltralpe abbiamo solo da imparare in questo senso.

Però, al di là di una visione romantica da turista e visitatore, non è tutto oro ciò che luccica.
In repubblica ceca ho visto delle brutture non indifferenti, squallide periferie fatte di palazzoni prefabbricati i cui colori sgargianti con cui sono stati ridipinti in anni più recenti sembrano metterli ancora più in risalto.
Interi distretti industriali costruiti al tempo dell'esaltazione dell'industria pesante da folli piani quinquennali ed oggi completamente abbandonati al degrado ambientale e sociale.
La stessa Praga, secondo me una delle più belle città d'Europa in grado di rivaleggiare con Parigi, ti sconcerta quando, all'ufficio turistico in centro, ti danno la mappa della città con tutt'attorno le pubblicità dei bordelli reclamizzate da bionde fanciulle con i capezzoli coperti da delle stelline...

Insomma, ci sono dei gioielli (tu hai citato Praga e Cesky Krumlov, io aggiungo Karlstejn con il suo castello oppure Ceske Budejovice con una delle più belle piazze d'Europa) ma c'è tanto altro intorno e non sempre così bello.
Così come da noi ci sono zone rurali magari solo sfiorate dall'industrializzazione ed altre dove i disastri fatti negli ultimi 40 anni sono ben visibili.

E poi ci sono le persone che assieme formano i popoli con i loro pregi e difetti, vizi e virtù.

Noi abbiamo la fortuna di abitare in quello che senza dubbio è il Paese più bello del mondo.

A inizio mese mi sono concesso una settimana a zonzo per l'Italia centrale, Umbria, Tuscia e Toscana centro-orientale. Paesaggi magnifici, borghi medievali da cartolina, cibo ed ospitalità difficilmente riscontrabili altrove.
 (appl) (appl) (appl)

Se solo noi italiani imparassimo ad avere più senso civico e più coscienza ambientale, se riuscissimo ad essere meno attratti dal profitto fine a se stesso, se fossimo meno individualisti ed avessimo uno Stato che funzionasse, ah che Paese magnifico saremmo...!
Non solo il più bello ma anche il migliore Paese al mondo in cui vivere...

 (sorpreso)
A n d r e
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 18 Gennaio 2015, 06:03:54 am
E se l'Italia fosse abitata non dagli italiani che paese sarebbe  (?)


Io sono nato qui, le mie origini sono in questa terra, i miei ricordi albergano in questi luoghi e scommetto che se mai dovessi vivere in un altro luogo avrei nostalgia di questi mio paese, ma a forza di vedere quanta poca considerazione c'è della natura, del senso civico e del rispetto dei luoghi storici di questo paese da parte dei suoi abitanti, mi chiedo come potebbe essere se qui ci fossero altre popolazioni


Una osservazione, ma non è che quando visitiamo altri luoghi non famigliari noi li vediamo solamente con gli occhi del turista e quindi solo superficialmente, forse per giudicare bene un posto e la sua popolazione dovremmo non visitarla, ma viverci.


Bel racconto Pierangelo, belle osservazioni Andre  (abbraccio)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti riflessioni dopo la letture di MICROCOSMI di Claudio Magris
Inserito da: Paolon - 19 Gennaio 2015, 17:54:28 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01a.jpg)

  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01b.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~10.jpg)

  (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02b_.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03a.jpg)
Titolo: VIAGGIARE nei MICROCOSMI di Magris : Il Caffé
Inserito da: Paolon - 21 Gennaio 2015, 12:35:55 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01~15.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~11.jpg)

                    (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02cv_bar.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~10.jpg)

                      (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/04_2cv_caffe.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/04~7.jpg)

Titolo: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti1°ANNIVERSARIO
Inserito da: Paolon - 25 Gennaio 2015, 18:04:56 pm


   .... intanto

                                Vinicio Capossela - ...E allora Mambo (videoclip) (http://www.youtube.com/watch?v=_P4i0a8cDb0#)

                             

                                                                                                                  (guid)

        (felice)


Titolo: 2° Anno di " VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti
Inserito da: Paolon - 26 Gennaio 2015, 10:39:21 am

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2015-01-26_Anniversario.jpg)

    (guid)                                                                                                                                   (felice)
Titolo: 2
Inserito da: Paolon - 26 Gennaio 2015, 11:45:20 am

   (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2013_-_2015.jpg)

      (nonso) (sorpreso);D (guid)

Titolo: 2° Anno di " VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti
Inserito da: Paolon - 26 Gennaio 2015, 13:05:15 pm

   (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2013_-_2015.jpg)

      (nonso) (sorpreso);D (guid)


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 26 Gennaio 2015, 17:07:14 pm
(vecchio) Paolo(n) non è che raddoppiando i post aumenti l'interesse al 3D, neh  :P

Hai scritto che questo thread compie un anno, auguri (http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/Themes/classic/images/bdaycake.gif), poi dici che sono solo 4 paginette....


... bèh, bisognerebbe dire che sono in gran parte tue risposte al tuo post, una sorta di diario del viaggiare dove scrivi e commenti libri e dai spunti per riflessioni e per racconti sul tema del viaggi,

spunti che hanno attirato altri 13 forumisti oltre a te  (superok)



Sai che mi piaciono i grafici, ricordo che tu feci un bel collage di quante persone hanno contribuito a rendere seguitissimo il 3D "La foto del giorno..", io non sapendo come repplicare a quel tuo post, ti regalo questa istantanea delle tue 4 paginette  (abbraccio)


(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10023/3D_viaggiare.jpg) (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10023/3D_viaggiare.jpg)

Si legge in questo modo:
il primo grafico indica in ordine di apparizione sul 3D degli utenti che hanno risposto al primo post, (il primo sei stato tu stesso, l'ultimo Andre77)
il valore indica il numero di risposte inserite (74 tue contro le 31 di tutti gli altri)
il secondo grafico invece indica quante risposte ci sono state nei vari mesi, considerando la prima (colore testo rosso) la tua domanda, il resto le risposte (il mese non è quello solare, ma va dal 26 al 25 di quello successivo)

sembra che solo quest'anno l'interesse si sia rialzato, neh  ;)


(police) rimangono le 76.906 visualizzazioni e qui sono daccordo è un bel traguardo, indica che il 3D interessa molto ma probabilmente solo ai visitatori, perchè in proporzione con altri che hanno più o meno lo stesso numero, le persone che postano qui sono davvero pochine  (nonso)

Dai, ancora uno sforzo (e spero che questa mia "simpatica" polemica aiuti) e supererai le 80.497 visualizzazioni del 10° 3D più visto sul forum, ma stai attento a non finire come quello molto strano del Rastrellamento del Grappa (http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=6874.0), una interessante segnalazione postata da pata2cv  il 24 settembre 2010, che ha avuto una sola risposta, ma che continua ad interessare un sacco di persone, che entrano leggono e se ne vanno, ben 131.000, alla fine mi sono incuriosito anch'io è ci ho postato, ma ti assicuro che quel 3D anche se sarà sempre letto da un sacco di visitatori, non riceverà mai altre risposte (zz), misteri del forum....


Con simpatia e senza doppi fini, un simpatico regalo ed un auguri di successo per questa tua creatura.

Il tuo fedele lettore Antonio o Watson (ma non Paola, neh  (stupid))  (felice)
Titolo: Buon Viaggio anche a Te e GRAZIE, Demis
Inserito da: Paolon - 26 Gennaio 2015, 18:34:37 pm


      Demis Roussos (Aphrodite's Child) - Rain And Tears 1987 Video Sound HQ (http://www.youtube.com/watch?v=fSKPlG9yq1E#)


 e se ne va un'altra parte gioiosa della mia Giovinezza

       Grazie Demis .... della tua dolce voce Rokettara
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti riflessioni dopo la letture di MICROCOSMI : La Laguna
Inserito da: Paolon - 27 Gennaio 2015, 09:57:20 am

... forse la fortuna di un Libro, di un testo, più che l'autore, la fanno i Lettori .... ma ritorniamo ai ormai nostri MicroCOSMI :

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/laguna_01.jpg)

          (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/laguna_01a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/laguna_02.jpg)

          (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/laguna_02a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/laguna_03.jpg)

   (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni da MICROCOSMI
Inserito da: Paolon - 29 Gennaio 2015, 13:19:06 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_1.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_2.jpg)

                (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_2a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_3.jpg)

                 (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_3a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_4.jpg)

     (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/osteria_5.jpg)


Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti : Costantino Kavafis - Itaca
Inserito da: Paolon - 04 Febbraio 2015, 12:55:10 pm

                                          (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/01~16.jpg)

             (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/02~12.jpg)

                                       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/03~11.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni da KAPUSCINSKI
Inserito da: Paolon - 23 Febbraio 2015, 19:51:02 pm

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/KAPUSCINSKI_01.jpg)

      (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/KAPUSCINSKI_02.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/KAPUSCINSKI_03.jpg)

leggi in grande clikkando qui sotto

http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/KAPUSCINSKI_01.jpg (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/KAPUSCINSKI_01.jpg)

      (felice)
Titolo: Re: IL VIAGGIO e gli ILLUSTRATORI - la Mostra a Verona
Inserito da: Paolon - 07 Marzo 2015, 08:54:15 am
         (https://scontent.xx.fbcdn.net/hphotos-xfa1/t31.0-8/q85/s720x720/10317812_781936281896293_539036935315782406_o.jpg)

(... e cosa c'è in basso a sinistra nella locandina?)

Il viaggio è il tema che contraddistingue la 7^ edizione della rassegna internazionale di illustrazione “I colori del Sacro”.

La mostra giunge al Museo africano di Verona, dal 20 febbraio al 21 marzo 2015, dopo essere stata apprezzata a Padova e a Rovigo da più di 50 mila persone.

L’evento è organizzato da Fondazione San Zeno, in collaborazione con Museo africano di Fondazione Nigrizia e con il patrocinio del Comune di Verona.
Titolo: Re: IL VIAGGIO e gli ILLUSTRATORI - la Mostra a Verona 2
Inserito da: Paolon - 07 Marzo 2015, 09:02:21 am


             (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Viaggio_locandina_mostra_retro.jpg)

      (felice)
Titolo: Re: IL VIAGGIO e gli ILLUSTRATORI - la Mostra a Verona 3
Inserito da: Paolon - 07 Marzo 2015, 09:17:25 am


140 sono le opere esposte, 68 gli illustratori selezionati fra più di 300 partecipanti.

Artisti provenienti da tutto il mondo, che nei modi più originali e variegati hanno indagato ed esplorato il tema di questa edizione, “Il Viaggio” nelle sue molteplici dimensioni.

Tra le interpretazioni,
il rilancio del senso della vita,
lo scorrere del tempo,
il viaggio mentale, oppure
suggestioni bibliche come il peregrinare nel deserto o
la vicenda di Giona nella balena o ancora
gli intrecci con la cronaca,
l’emigrazione dalla terra natia,
il percorso lavorativo che porta ad incontri ed esperienze inaspettate e tanti altri.

   (http://www.turismocultura.it/cedi/wp-content/uploads/2014/10/ilviaggio21.jpg)

Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: i love mafalda - 23 Luglio 2015, 12:22:16 pm
una informazione
quest'anno dovrei andare in Normandia partendo da Milano che strada posso fare per evitare costa azzurra monte bianco  (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Dany - 23 Luglio 2015, 13:23:17 pm
 (felice)

La Costa azzurra effettivamente direi che ti fa allungare di parecchio.... (guid)
Il Monte Bianco è la più corta, ma non ti piace.....
Se è per la galleria, scartiamo anche il tunnel del Frejus ?
Direi che ti rimangono nell'ordine: il passo del Piccolo San Bernardo, il Moncenisio e il Monginevro

A meno che tu non voglia fare il Gran San Bernardo, entrare in Svizzera, transitare da Losanna e entrare in Francia da Vallorbe, da lì Besancon, Dijon, Chartres e poi la Normandia è tua. 
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: bibino59 - 23 Luglio 2015, 14:42:10 pm
Nel 1979 andai a Parigi (da Napoli) con la mia prima Special freni a tamburo. (Eola)
 Per evitare la noia del Frejus scavalcai il Moncenisio: bellissimi panorami soprattutto sul versante francese (alta Savoia: boschi, montagne, ruscelli  e cascate!).
 Te lo consiglio, se non hai fretta (ma non  bisogna mai averne, in 2cv).

P.S. eravamo in quattro adulti con bagagliaio colmo, valico Moncenisio a circa 2000 metri, mai messa  la prima: tutto in seconda e terza! (guid)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 24 Luglio 2015, 10:45:59 am
Credevo di trovarci il Paolo(n)  (sorpreso)

ma poi chi è che ha riaperto questo 3D..... I love Mafalda che deve andare in Normandia   MANNAGGIA (stupid)  (muoio)  (abbraccio)


Alternative ai due tunnel c'è ne sono, allunghi leggermente, ma passi vallichi alpini molto belli  (guid)


Come suggerito da Danny puoi passare dalla Svizzera, ma non c'è solo il Gran San Bernardo (2473 m) (police1) ATTENZIONE a non fare il tunnel, neh  ;D, puoi anche provare il passo del Sempione (2005 m ) che ti fa giungere nello stesso posto dell'altro colle a Martigny e poi di li costeggi il lago Lemanno e prosegui per la tua meta  (guid)

I tempi di percorrenza ed i chilometri sono praticamente uguali, probabilmente è solo il costo dell'autostrada che dal Sempione è minore.



Un0altra alternativa al Monceniso (2083 m) invece è l'altro colle valdostano, il Piccolo San Bernardo (2188), da li scendi direttamente a Chambery e poi via verso Lione o se vuoi vedere posti belli, devi per Annecy (e qui Dany ti può suggerire un sacco di cose  (su))

anche questa alternativa è simile al Moncenisio, forse un po' più lunga  (nonso)



@bibino59  Non voglio mettere in dubbio le tue parole, ma sei sicuro di ricordare bene la salita al Moncenisio.... perchè non mettere la prima io non sono proprio riuscito (specialmente il tratto di Gravere), complimenti  (appl)  (su)  (abbraccio)

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: i love mafalda - 27 Luglio 2015, 10:21:23 am
passando dalla svizzera devo fare la vignetta ?
grazie
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Dany - 27 Luglio 2015, 10:33:33 am
 (felice)

Se vuoi fare l'autostrada devi comprare la "vignette" (la puoi comprare in dogana alla frontiera);
se invece fai le statali non è necessaria...
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 27 Luglio 2015, 10:34:37 am
NO, basta solo che non prendi l'autostrada (police1)

Ti allego un link con i tratti a pagamento https://www.ch.ch/it/contrassegno-autostradale/ (https://www.ch.ch/it/contrassegno-autostradale/) clicca dove c'è scritto Mappa delle strade nazionali a pagamento  (su)

Ricordati che in Svizzera le autostrade sono indicate come da noi con i cartelli VERDI, ma in Francia è il contrario sono BLU  ???

 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: i love mafalda - 27 Luglio 2015, 11:11:02 am
per ora non posso che dirvi grazie  (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 27 Luglio 2015, 11:25:44 am
Prego, ma ricordati di documentare il viaggio e di aprire un tuo 3D in cui al ritorno ci mostrerai foto e commenti, NEH  :)

Buon viaggio  (guid)  (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: SCARABEO - 27 Luglio 2015, 22:03:32 pm
passando dalla svizzera devo fare la vignetta ?
grazie

si, per le autostrade è obbligatoria.
Ma costa esattamente come un passaggio di sola andata sotto il Frejus o il Bianco e vale un anno intero e con quanti passaggi vuoi anche sotto il San Gottardo ! (quindi se rientri dalla medesima via sei apposssssto) (superok)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: bibino59 - 28 Luglio 2015, 08:21:51 am




@bibino59  Non voglio mettere in dubbio le tue parole, ma sei sicuro di ricordare bene la salita al Moncenisio.... perchè non mettere la prima io non sono proprio riuscito (specialmente il tratto di Gravere), complimenti  (appl)  (su)  (abbraccio)

 (felice)

...già, proprio per quello lo ricordo: non  ci credevo neanche io!
E alla fine del viaggio (10 gg Napoli - Parigi - Napoli) media generale di consumo: oltre 17 klm/l (stupid)
Sarà perchè l' Eola allora aveva 2 anni di vita e 20.000 km...
Anche loro sono state giovani, un tempo (sorpreso)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 28 Luglio 2015, 08:41:03 am
Si hai ragione, uno non ci pensa, ma anche le nostre bicilindriche invecchiano  ;D

Bè, ora se tornassi qui non credere di rifare la salita senza mettere la 1°, neh  (stupid)


 (appl) (felice)



P.S. ho letto il consiglio di Scarabeo ed in effetti non ha poi tutti i torti, la vignette dura fino a gennaio 2016 e visto che tu sei milanese, magari un'altro giro in svizzera lo farai, potrebbe essere un'idea interessante, l'unico problema è che per andare in Normandia, passare dal passo del San Gottardo si allunga il tragitto  (nonso)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: SCARABEO - 28 Luglio 2015, 09:29:06 am
.....
l'unico problema è che per andare in Normandia, passare dal passo del San Gottardo si allunga il tragitto  (nonso)

Partendo da Milano non ne sono sicuro.
Da Milano cosa fai ? il Bianco ? il Frejus ?
Poi vai comunque verso Lione e sali verso Parigi, giusto ?
Spendi almeno il doppio in autostrade.
Ogni tanto mi capita, tornando da Parigi, ma ogni volta mi dico che mi costa decisamente troppo.

Dal San Gottardo, oltre a non pagare autostrada per 300km di andata e 300 di ritorno Tunnel incluso 2 volte (tutto a 35€),
arrivi in Alsazia, che è bellissima, poi decidi se virare a sinistra, verso Parigi, o andare diritto verso Colmar, Nancy, Reims.
Evitando così la periferia di Parigi che è notoriamente sempre incasinata

Non so, se partendo da Milano sia davvero più lunga.

ALT !!!
Google MAp mi dice:
- Milano - Le Havre 1050 km via Bianco
- Milano - Le Havre 1100 km via Frejus
- Milano - Le Havre 1105 km via San Gottardo - Alsazia - Nancy - Reims
Quest'ultima ha quasi 300 km di superstrada gratuita tra Colmar e Reims ed è quella che io faccio quasi sempre
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: bibino59 - 28 Luglio 2015, 09:41:39 am

Bè, ora se tornassi qui non credere di rifare la salita senza mettere la 1°, neh  (stupid)


 (appl) (felice)





...per carità, non potrei chiederle tanto . Eola (Beige Nevada ) non c'è più, se ne andò un grigio giorno del '94 a soli 15 anni di età e 150.000 km...
 Ed Eola seconda (Bleu Lagune) ha sul groppino ben  32 primavere!!!
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: i love mafalda - 28 Luglio 2015, 13:15:27 pm
.....
l'unico problema è che per andare in Normandia, passare dal passo del San Gottardo si allunga il tragitto  (nonso)

Partendo da Milano non ne sono sicuro.
Da Milano cosa fai ? il Bianco ? il Frejus ?
Poi vai comunque verso Lione e sali verso Parigi, giusto ?
Spendi almeno il doppio in autostrade.



Ogni tanto mi capita, tornando da Parigi, ma ogni volta mi dico che mi costa decisamente troppo.

Dal San Gottardo, oltre a non pagare autostrada per 300km di andata e 300 di ritorno Tunnel incluso 2 volte (tutto a 35€),
arrivi in Alsazia, che è bellissima, poi decidi se virare a sinistra, verso Parigi, o andare diritto verso Colmar, Nancy, Reims.
Evitando così la periferia di Parigi che è notoriamente sempre incasinata

Non so, se partendo da Milano sia davvero più lunga.

ALT !!!
Google MAp mi dice:
- Milano - Le Havre 1050 km via Bianco
- Milano - Le Havre 1100 km via Frejus
- Milano - Le Havre 1105 km via San Gottardo - Alsazia - Nancy - Reims
Quest'ultima ha quasi 300 km di superstrada gratuita tra Colmar e Reims ed è quella che io faccio quasi sempre

grazie SCA.. effettivamente e' da valutare bene
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 28 Luglio 2015, 14:09:39 pm
In effetti devo aver calcolato il viaggio da Torino....

... ho verificato anche con viamichelin, che ti indica pure il costo del viaggio (pedaggi e benzina) ed in effetti l'idea della vignette e del transito per la Svizzera non è poi da buttare via.... ANZI


Milano - Mont Saint Michel

dal bianco1193 km   12h32'   288 €
dal frejus1181 km   13h33'   275 €
dal gottardo1191 km   13h37   227 €

Ovviamente i tempi di percorrenza non sono per 2cv (zz), ma in effetti passare dalla Svizzera conviene (però la benzina falla in Francia è meno cara, neh  (stupid))


 (spett) e poi se per caso passi da Scarabeo, puoi prendere l'autostrada a gratttis e ti fai offrire una birra gelata, che ha il frigo rifornito  ;D

è mi raccomando non chiedergli l'accendino per aprire il tappo, perchè li da loro si svita  (noncicredo)


 (su) (abbraccio) (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: SCARABEO - 28 Luglio 2015, 15:59:15 pm
.....per aprire il tappo, perchè li da loro si svita  (noncicredo)


Questa cosa ti ha colpito ?
Vero ?

 (abbraccio) (abbraccio)
Titolo: Re: VIAGGIARE : Leggo Tucci e penso agli Zoccoli in Viaggio in carovana
Inserito da: Paolon - 15 Agosto 2016, 11:24:05 am
2016-08
CAROVANE
leggo Tucci e penso agli Zoccoli in viaggio

Cito  da
Giuseppe Tucci, "IL PAESE DELLE DONNE DAI MOLTI MARITI", Ed. Neri Pozza, Vicenza, 2005.

"La vita di carovana ha per me un fascino grande: è una parentesi di quiete in questa tumultuosa irrequietezza che oggi impera sull'Occidente.

E' quasi un riscoprire in fondo a noi l'uomo primitivo nella sua spontanea sincerità;
è un ritrovare quell'io più profondo di cui il molto sapere ed il poco meditare, il troppo discorrere e lo scarso tacere ci tolgono spesso la coscienza immediata.

Qui fra noi la velocità della corsa ci trasporta da scenario a scenario e le visioni vengono e vanno, fugaci come un sogno:

nella vita di carovana non c'è particolare che passi inosservato: ogni gola di monte, ogni macchia di verde, ogni svolto della strada che faticosamente si conquista, tutto s'imprime ben chiaro e preciso nella memoria.

E i carovanieri sono i vostri compagni coi quali vi ritrovate da mattina a sera, affratellati da quell'amicizia che comunanza di rischi e di disagi suole sempre produrre". (pag. 19-20)”



La citazione di Giuseppe Tucci, orientalista ed esploratore marchigiano, massimo studioso della civiltà tibetana della sua epoca, si riferiscono alla sua spedizione del 1931.

La dedico agli “Zoccoli Duri” che so in viaggio fra il Mediterraneo e Cereglio,
e a quanti amano, nel viaggio, ritrovarsi alla sera, nomadi, in un improvvisato CaraVanSerraglio
 fatto di cibo, bevande, storie, emozioni da raccontare e condividere
in un clima unico, provvisorio, precario
ma, sotto le stelle, vero.

(http://2.bp.blogspot.com/-JUvouwfWAGk/UEaDP2M_RtI/AAAAAAAAK6Q/tGILFT8uVoM/s1600/el_nofeisbukrt.JPG)


Titolo: Re:VIAGGIARE & Fotografare, documentare, raccogliere by paoloN
Inserito da: Paolon - 12 Settembre 2016, 13:33:06 pm

Immagini, stampe, documenti, fotografie, filmati, registrazioni, appunti, cartoline
per rinnovare un’Emozione
e trovarne delle altre
            rimaste nascoste dal rumore del momento.

Documentare un Sentimento per riviverlo nel tempo
fino a farlo parte del tuo modo d’essere
e di viverti nel quotidiano.

L’Arte sta cosi nella capacità di fare Emozionare prima di tutto se stessi
e rinnovare qualche cosa che
                        se ben vissuto nel Passato
ci aiuti nel farci ancora Sperare qualcosa
                        nel Presente

                                                                                                                    fotografare per paoloN

dall'introduzione al prossimo video sul raduno degli Zoccoli 2016

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti da Kundera "LA LENTEZZA"
Inserito da: Paolon - 18 Ottobre 2016, 14:11:07 pm

da «LA LENTEZZA», di Milan Kundera   (https://alfiosironi.files.wordpress.com/2007/12/lalentezza.jpg)
.
« Sono al volante e osservo, nello specchietto retrovisore, una macchina dietro di me.
La freccia di sinistra lampeggia e tutta la macchina emette onde di impazienza.
Il guidatore aspetta il momento giusto per superarmi; spia questo momento come un rapace che fa la posta a un passero.
Mi moglie Vera mi dice:
«Sulle strade francesi ogni cinquanta minuti muore un uomo. Guardali tutti questi pazzi che corrono accanto a noi. Sono gli stessi che sanno essere così straordinariamente prudenti quando sotto i loro occhi viene scippata una vecchietta.
Com'è possibile che quando guidano non abbiano paura?».

Che cosa rispondere?
Questo, forse: che l'uomo curvo sulla sua motocicletta è tutto concentrato sull'attimo presente del suo volo;
egli si aggrappa ad un frammento di tempo scisso dal passato come dal futuro; si è sottratto alla continuità del tempo;
è fuori del tempo; in altre parole, è in uno stato di estasi;
in tale stato non sa niente della sua età, niente di sua moglie, niente dei suoi figli, niente dei suoi guai, e di conseguenza non ha paura, poiché l'origine della paura è nel futuro, e chi si è affrancato dal futuro non ha più nulla da temere.

La velocità è la forma di estasi che la rivoluzione tecnologica ha regalato all'uomo.
A differenza del motociclista, l'uomo che corre a piedi è sempre presente al proprio corpo, costretto com'è a pensare continuamente alle vesciche, all'affanno;
quando corre avverte il proprio peso e la propria età, ed è più che mai consapevole di se stesso e del tempo della sua vita.

Ma quando l'uomo delega il potere di produrre velocità a una macchina, allora tutto cambia: il suo corpo è fuori gioco, e la velocità a cui si abbandona è incorporea, immateriale – velocità pura in sé e per sé, velocità-estasi.

... Perché è scomparso il piacere della lentezza?
Dove mai sono finiti i perdigiorno di un tempo?
Dove sono quegli eroi sfaccendati delle canzoni popolari, quei vagabondi che vanno a zonzo da un mulino all'altro e dormono sotto le stelle?
Sono scomparsi insieme ai sentieri tra i campi, insieme ai prati e alle radure, insieme alla natura?

Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con una metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio.
Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice.

Nel nostro mondo, l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».

E il nostro “andare in 2CV” assomiglia di più a quello del motociclista,o al perdigiorno, al vagabondaggio, a chi cammina lento?
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni ..... da zia Anita!
Inserito da: Paolon - 20 Ottobre 2016, 10:22:56 am

Zia, mi permetto di mettere la tua immagine qua. Consenti??


(http://www.vologratis.org/wp-content/uploads/2014/11/sepulveda.jpg)

 
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: zia anita - 20 Ottobre 2016, 11:39:07 am
permessi & consensi con la zia non servono (su)
è una foto trovata in rete e qui, mi sembra davvero un bel posto per metterla,
bravo.

ora ve ne metto un'altra. spero le piaccia.

(http://www.traveldudes.org/sites/default/files/dcc48b7e78918f5c_shutterstock_154420184-xxxlarge_2x.jpg)

non dirmi quanti anni hai o quanto sei educato o colto.
dimmi dove hai viaggiato....

maometto
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Dany - 20 Ottobre 2016, 12:20:10 pm
 (felice)

stamattina quando ho visto l'immagine postata dalla Zia riflettevo su una parte di quella frase:

"Incontrare l'altro"

Per incontrare l'altro - altro inteso nel senso di persone nuove, che vivono nel luogo in cui sto viaggiando - io ho bisogno di essere solo. Se sono in compagnia di altri, di amici, non riesco a concentrarmi sull'altro.

E' un mio limite ma è il motivo per cui per me un viaggio in un posto a me sconosciuto, se voglio incontrare persone e non solo vedere bei posti, è un viaggio solitario.
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: zia anita - 20 Ottobre 2016, 12:41:25 pm
le modalità di viaggio sono personali.

da soli, si è più connessi con quello che si sta vivendo.
in compagnia, ci sono emozioni subito condivisibili, ricordi che poi si portano a casa assieme.


l'altro, è inteso anche come modo di vivere, modi & tradizioni
usanze & costumi.
essere altrove mi è sempre piaciuto.
scrivevo proprio stamattina ad una amica una frase che ho letto qualche giorno fa....
e sono sicuro di poterla scrivere senza problemi.

ogni 100 metri, il mondo cambia...
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 20 Ottobre 2016, 12:52:04 pm
che cambi rapidamente ne sono conscio ma 100 metri mi sembrano pochini, di sicuro cambia la prospettiva

ma aggiungerei anche ogni 100 minuti il mondo cambia.......

l'altro per me è semplicemente tutto il resto....

son punti...... di vista
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: zia anita - 20 Ottobre 2016, 12:54:32 pm
ogni 100 minuti.....
interessante claudyane, davvero.

in quel caso anche stando sul posto, ogni 100 minuti le cose attorno, cambiano.

la zia, migliora ogni 50' (stupid)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 20 Ottobre 2016, 22:07:28 pm
Ah la lentezza che non c'è più, sparita come i sentieri dei campi (dice bene Kundera), perduta come una gemma nel pantano. La lentezza è l'arte, credo, della contemplazione, è la luce dello sguardo che diventa acuto, è la carezza da dedicare al mondo. Oggi sembra merce avariata perché tutti siamo catturati dal vortice della fretta, da quello del lavoro che si è divorato quasi tutto il nostro tempo libero.
 
La lentezza si sposa con la disponibilità del tempo, non accetta di non avere tempo. E il tempo trova la qualità di molte cose. Oggi sembra che il tempo libero sia stato sacrificato senza rimpianti, scomparso dalla lista dei desideri. Ma non basta la lentezza, ci vuole equilibrio. La lentezza può diventare vizio, farsi anomala, sfociare nella deriva della pigrizia. Anche la lentezza ha le sue insidie.

Recentemente ho fatto un giretto in Sicilia, scandendo i miei passi nell'unica regola che ho e cioè quella di vedere e scoprire più cose possibili e così, nella voglia di vedere tutto, mi sono perso cose che avevo sotto il naso. Così la mia lentezza è andata fuori giri.   

Il viaggio può correre sempre in due direzioni.
C'è il grande viaggio nel piccolo spazio e c'è il piccolo viaggio nel grande spazio.
Se vuoi fare il grande viaggio nel grande spazio devi allungare il tempo, anzi devi dimenticarti che esiste.

Ogni cosa ha una sua dialettica.  Se ti sei perso l'orecchio di Dioniso a Siracusa, e hai consapevolezza di questa trascuratezza, una volta tornato a casa ti informerai per il meglio al suo riguardo e non lo dimenticherai più e, se ci sarà una prossima volta da quelle parti, sarà la prima cosa che andrai a vedere.

Il viaggio dunque ti rende edotto anche grazie alle cose che ti sei lasciato sfuggire  e queste, spesso, si fissano nella mente per sempre mentre quelle viste e stipate nella valigia dei ricordi, ormai traboccante, svaniscono perlopiù come miraggi della memoria.

 (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni a SANT'ANNA di valdieri
Inserito da: Paolon - 22 Ottobre 2016, 10:31:03 am


 (felice)

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni:un libro da scrivere per Bambini In Viaggio
Inserito da: Paolon - 26 Ottobre 2016, 14:12:47 pm
(http://giunti-cloud-prod.s3.amazonaws.com/alice/9788862127066.500.jpg)

(http://ecx.images-amazon.com/images/I/41hBjFMEzhL.jpg)

(https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/81CT22JNXxL.jpg)

(http://www.vanityfair.it/media/18385898/interni%20scarabocchi%20viaggi%202.jpg)

(http://4.bp.blogspot.com/-t3ZgNEFjb80/UAqngaSTO9I/AAAAAAAAAWA/k-zFugdnhTw/s1600/IMG_3424.JPG)

Titolo: Re:VIAGGIARE - So quando è l'ora di andarmene....
Inserito da: Paolon - 28 Ottobre 2016, 11:09:20 am
(https://photos-1.dropbox.com/t/2/AAB__QupA-Jb1KOYBQ_13EIKzmfL-dtwGd1rJlNk8WHROA/12/231125557/jpeg/32x32/1/_/1/2/Snoopy%2001.jpg/EMSa7MEBGPlgIAcoBw/QFEpAHXVC4UW-aiRu9Yh9H0zabyWkQivN8mm8ibjbVw?size=1280x960&size_mode=3)
Titolo: Re:VIAGGIARE - So quando è l'ora di andarmene....
Inserito da: claudyane6 - 28 Ottobre 2016, 12:44:39 pm
(https://photos-1.dropbox.com/t/2/AAB__QupA-Jb1KOYBQ_13EIKzmfL-dtwGd1rJlNk8WHROA/12/231125557/jpeg/32x32/1/_/1/2/Snoopy%2001.jpg/EMSa7MEBGPlgIAcoBw/QFEpAHXVC4UW-aiRu9Yh9H0zabyWkQivN8mm8ibjbVw?size=1280x960&size_mode=3)

un se vede ............
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Skassamakkinen - 28 Ottobre 2016, 12:45:52 pm
...'na sega..
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Ludo - 28 Ottobre 2016, 12:46:37 pm
...di niente.
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Skassamakkinen - 28 Ottobre 2016, 12:47:08 pm
 (muoio) (muoio) (muoio) (muoio) (muoio) (muoio)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti - il caso di Snooppy for de marrons
Inserito da: Paolon - 28 Ottobre 2016, 23:19:45 pm
...'na sega..

 genio!  (sorpreso) 
se muovi  a destra la barretta sotto l'immagine, Snooppy va fuori dei marrons  ;D  (muro)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Skassamakkinen - 28 Ottobre 2016, 23:23:14 pm
 (muoio) (muoio)

HEY
FALCO!

Probabilmente, l' immagine, la vedi solo tu....

Io vedo solo un quadratino nero con una x bianca sopra...   (su)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 29 Ottobre 2016, 08:45:41 am
(muoio) (muoio)

HEY
FALCO!

Probabilmente, l' immagine, la vedi solo tu....

Io vedo solo un quadratino nero con una x bianca sopra...   (su)

quindi nessuna barra sotto
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti sconvolgimenti- ah! la tecnologia!
Inserito da: Paolon - 29 Ottobre 2016, 10:05:01 am


SCUSAS SEMI!
Sto cercando di inserire direttamente da DropBox qui le immagini

Sembrava possibile ... ma m..rda  (muro)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Skassamakkinen - 29 Ottobre 2016, 17:59:18 pm
 (muoio) (muoio) (muoio)
 (abbraccio) (abbraccio)

No problem, Paul!

Ti dico la verità..  Mi aveva "preoccupato" il titolo dl tuo post..

Poi, vuoi un consiglio?  Carica alla vecchia maniera, che non tradisce mai..

Stammi bbuono, Paisà!  ;D
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni al Museo della Segale a S.Anna di Valdieri
Inserito da: Paolon - 30 Ottobre 2016, 12:55:23 pm

10/10 MUSEO SEGALE

Un ringraziamento va

-   agli “Zoccoli Duri”
che con questo incontro fra appassionati di 2CV ci hanno dato la possibilità di conoscere un'altra parte della nostra Italia

-   agli abitanti di Sant’Anna, a Clara Lovera
che ci hanno restituito un paese ancora vivo non solo di passato ma anche di Presente

   (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: bulè - 31 Ottobre 2016, 10:03:12 am
Grazie a te Paolon!

Che magnifico servizio che ci hai fatto!
Titolo: VIAGGIARE spunti idee riflessioni, FOTO: nient'altro che una RESTITUZIONE
Inserito da: Paolon - 31 Ottobre 2016, 13:33:44 pm


… sono io che “RINGRAZIO” voi

Semplicemente i “Tempi del Pensionato”  mi permettono anche di riflettere di più su questa mia e vostra passione.

E il Vostro, e di pochi altri, modo  di ritrovarvi, di condivisione semplice pur nelle sua complessità organizzativa e austerità piemontese,  mi ha sempre colpito, mi fa rivivere i primi empiti citronici di ormai più di 45 anni fa, e me ne propone altri di interessanti, nuovi, stimolanti.

La mia non è altro che una Restituzione di quello che questo Mondo mi ha dato e lo faccio con leggerezza e piacere vedendo che da alcuni giovani viene bien accolto.

   (felice)


Titolo: Re:VIAGGIARE nel Medioevo
Inserito da: Paolon - 06 Novembre 2016, 12:24:32 pm

(https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/51p2OLI1rwL._SX353_BO1,204,203,200_.jpg)

dalla presentazione

"Nel Medioevo si viaggia per ragioni politiche, per lavoro, per pregare o per studiare: sulle strade si incontrano re e mercanti, pellegrini e fuorilegge, chierici e giullari, emarginati e cavalieri erranti.
Si naviga nei fiumi, nei laghi, nei canali, nei mari e nell'oceano.

Nell'osservare da vicino questa variegata umanità itinerante, il libro la raffigura mentre attraversa paesi e continenti, ne ricostruisce i percorsi, le fatiche, le paure, le emozioni.
Che cosa significava mettersi per strada lasciando la propria casa alle spalle,
come si viaggiava in concreto,
quali erano le conoscenze geografiche e le rappresentazioni fantastiche,
quali i paesi conosciuti,
quale il rapporto con le genti straniere?"

 (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 06 Novembre 2016, 14:35:05 pm
paolon, mi hai fatto pensare al candido di moliere..

che somiglia un po anche a forrest gump
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Teno - 06 Novembre 2016, 15:25:39 pm
Interessante il museo della segale !!! è una delle coltivazioni alla quale vorrei dedicarmi prossimamente!!

Bravo Paolon (appl) Grazie
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: m.real - 06 Novembre 2016, 19:04:44 pm
 (felice) Gran bel libro Paolon  (su)
Titolo: Re:VIAGGIARE- fotografarsi & fotografare fra narcisismo e prodezze
Inserito da: Paolon - 07 Novembre 2016, 11:47:31 am

          un articolo sintetico ma molto illuminante  (felice)

PROTESI TECNOLOGICHE DELL’IO
Selfie e action cam capovolgono il ruolo di fotografo e realtà
Il Sole 24 Ore - 5 Jun 2016
di Peppino Ortoleva

Uno dei primi teorici della fotografia, l'americano Oliver Wendell Holmes, diede una definizione fulminante, e da allora citatissima, di quel dagherrotipo che brevettato nel 1839 ha aperto la strada alle immagini fatte a macchina:
«Uno specchio dotato di memoria».

Quando poi a quei suggestivi ritratti racchiusi in una cornice di vetro e metallo subentrarono nuove tecniche, fondate sulla produzione di un negativo da stampare poi su carta, e si diffuse l’abitudine della fotografia su cartoncino, sempre Holmes parlò di una
«cartamoneta sentimentale della civiltà»,
fatta soprattutto per passare di mano in mano, come il denaro circolante.

Il selfie, l’uso della fotocamera digitale o del cellulare per effettuare autoritratti, che ha conosciuto agli inizi del XXI secolo una diffusione straordinariamente rapida - secondo alcune fonti sarebbe nato proprio nel 2001 o nel 2002, ma si tratta sempre di datazioni piuttosto arbitrarie -, sembra assommare in sé tutte e due le definizioni date allora da Holmes.
Che il selfie sia una sorta di prolungamento tecnologico dello specchio, destinato se non proprio alla “memoria” futura quanto meno a prolungare nel tempo l’istante spesso occasionale in cui è stato prodotto, non c’è dubbio; un’immagine in cui ci riconosciamo non tanto perché ci rassomiglia quanto perché è stata prodotta nel nostro display da un nostro gesto, e perché farla è stata un nostro divertimento.

Ma è altrettanto evidente che il selfie sarebbe un fenomeno ben diverso, e non esisterebbe nella forma in cui oggi lo conosciamo, senza la vorticosa messa in circuito dell’immagine anche la più privata, che passa naturalmente per i social network, ma anche per email e Whatsapp. Un circolante non tanto “sentimentale” quanto scherzoso e narcisistico, come tanti dei contenuti che vengono immessi nella rete.

Se dal tempo di Daguerre in poi la retorica dominante della fotografia è stata espressa dalla parola stessa che definiva l’occhio della macchina, l’obiettivo, la depersonalizzazione dello sguardo imposta dall’intervento della macchina (e l’“obiettività ” attribuita al mezzo è alla base del valore di prova largamente riconosciuto alle sue immagini), con l’avvento del selfie si è venuta imponendo una simmetrica e opposta retorica della soggettività: la fotografia non come documento di realtà “catturate” dalla macchina dal punto di vista del suo proprietario, ma come prova della realtà del fotografo dal punto di vista della macchina.

Questo ci aiuta a capire l’ossessione del “farsi un selfie” con i personaggi famosi, che ha preso il posto di una passione rimasta viva per tutto il corso del Novecento, quella dell’autografo.
Se prima a prevalere erano la passione collezionistica del possesso e quella feticistica della traccia,
ora siamo alla celebrazione della compresenza, con il display come testimone e la rete come circuito senza il quale quella celebrazione sarebbe priva del suo rito.

Ma c’è un’altra forma di rappresentazione tecnica e fotografica della soggettività che sta emergendo.
Se la Go-Pro, nata nel 2002 da un’azienda di piccole dimensioni e pensata soprattutto per l’ambito di nicchia degli sport “di vertigine” moderni a cominciare dal surf, è diventata in pochi anni un nome noto in tutto il mondo e ha dato vita a un modello nuovo di apparecchio, quello delle cosiddette “action cam”, questo non è dovuto soltanto al fatto che si tratta di un piccolo prodigio di tecnologia a un prezzo accessibilissimo, ma anche al fatto che porta con sé, letteralmente, il mondo in soggettiva. Dove il soggetto-autore a differenza del selfie non è visibile, ma al centro c’è l’esperienza irripetibile fissata da un terzo occhio, da una sorta di telecamera di sorveglianza dove siamo noi la telecamera. Non solo il prolungamento del nostro sguardo, ma di tutto il nostro corpo.

Il selfie e l’action cam: sono due protesi tecnologiche dell’io apparentemente molto diverse,
a-una aperta a tutti gli apparecchi capaci di fotografare, a cominciare dal telefonino,
b-l’altra riservata (per ora) a specifici apparecchi;
a-una allude al narcisismo elementare, infantile, del guardare la propria immagine,
b-l’altra a quello più adolescenziale del mostrare la propria prestazione;
a-una porta con sé, proprio per attenuare il narcisismo, un elemento quasi ineliminabile di giocosità,
b-l’altra può prendersi terribilmente sul serio fino a correre veri rischi per documentare una prodezza.

Ma come spesso accade c’è a unirle qualcosa che classicamente si chiamerebbe “lo spirito del tempo”: che sta rovesciando, magari inconsapevolmente, i modelli su cui la fotografia si era basata per più di un secolo e mezzo.
Titolo: Re:VIAGGIARE:la Mostra sui SAVOIA nella Val Gesso - spunti idee riflessioni
Inserito da: Paolon - 07 Novembre 2016, 23:36:49 pm



.....ma fu Vera Gloria?
una mia piccola considerazione alla fine, fuori campo
Titolo: Re:VIAGGIARE - Un raduno sul torrente- Savoia, Elena &Zoccoli sul torrente Gesso
Inserito da: Paolon - 14 Novembre 2016, 23:17:26 pm

12 UN RADUNO sul TORRENTE
I Savoia, Elena e gli Zoccoli sul torrente Gesso

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 15 Novembre 2016, 16:37:50 pm

Ciao Paolo, vedo che con gli "slide show" ormai c'hai preso gusto e te la cavi bene. Fra un pò, scommetto che cederai alle meravigliose lusinghe dell'arte in movimento e girerai più filmati e scatterai meno fotografie. Vedremo se ho ragione.
 (felice)
 .
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti riflessioni vissuti nel TempoLungo di Pensionato Citronico
Inserito da: Paolon - 15 Novembre 2016, 18:15:41 pm
Non è che ci ho preso gusto e neanche che sia una questione o scelta di tecniche.

Ho finalmente il Tempo per dedicarmi ad una Restituzione per quello che ho avuto anche da questo mondo citronico

E molto di me , del mio sentirmi, del mio essere l'ho trovato ancora quà e la in questi giovani.
In mezzo a loro, continuo a scoprire ancora "qualcosa di più e di più-in-la"

I miei tempi lenti mi permettono di osservare, di guardare non solo il Centro, ma anche quello che sta Intorno.
E' la scoperta che anche nelle cose apparentemente Semplici, come un raduno, si possono talvolta trovare cose Complesse, importanti, ma che solo la Lentezza, Curiosità e i Tempi Lunghi sanno cogliere.

E allora " prendo appunti" ( non certo "foto artistiche") da locandine, mostre, lapidi, insegne, negozi, da qualsiasi cosa mi scateni un'idea, un sentimento, una domanda : sono foto, scritti, immagini che poi propongo ad altri che non possono ancora permettersi i regali che il Tempo da Pensionato ogni giorno mi fa scoprire.

Contento di risentirti e di leggerti anche se apparentemente problematico: forse è il pregio/limite della nostra generazione?

paolo
Titolo: VIAGGIARE 5/9/2016 ZoccoLandia: si smonta e sentimento del Ritorno - FINE
Inserito da: Paolon - 19 Novembre 2016, 10:21:44 am
Sant’Anna di Valdieri – 5 settembre 2016
ZoccoLandiasi smonta e sentimento del Ritorno
capitolo 13 - FINE


".. ma allora,
dice Alice,
se il Mondo non ha assolutamente alcun senso,
chi ci impedisce
di Inventarne uno?"

                                                                             da:Alice nel Paese delle Meraviglie

E così, dopo abbracci ed arrivederci, di nuovo sulla Strada, questa volta verso casa.

Un itinerario conosciuto
che mi permette di lasciarmi andare
  a pensieri fluenti,
immagini colorite,
nuovi vissuti
  a creare dentro di me
qualche cosa ancora
di Nuovo e di Diverso.

La Strada è anche questo:
concede, come i sogni,
di scaricare il senso del tempo
per far largo a qualche cosa di più,
  "oltre".

Titolo: VIAGGIARE: PARTENZE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti
Inserito da: Paolon - 23 Novembre 2016, 19:15:22 pm
14-PARTENZE


quello che segue è il testo su cui si sviluppa il video

PARTENZE
(dopo un raduno)

Sembra che pian piano
qualche cosa si spenga

I Pieni si fanno poco per volta Vuoti

I Volumi si riducono con fatica in contenitori e sacche
che ora risultano scarse o sottodimensionate

Tiranti si avvolgono

Teli si piegano

Picchetti umidi si estraggono dalla terra grassa

Imprechi a intermittenza si levano
nel tentativo di chiudere
le irriducibili Quechua

E’ il trionfo
dei grigi sacchi di scarti, eccedenze e rifiuti

del vario luccichio di vetri verdi, trasparenti,
ombreggiati dal rosso o dal biondo

del prato che si nobilita a tavola indefinita

del disteso, del pieno che, nuovo,
si espande a caos

Si cerca svogliatamente di ricomporre
un improbabile ordine

Poi tutto mirabilmente si comprime
all’interno magico di queste vetturette

sbattono le porte a sigillare la riuscita,

e i candidati viaggiatori
si sentono prossimi alla strada

tirano il fiato

ritornano, per un attimo, a guardarsi intorno
alla ricerca degli ultimo abbracci e saluti.

La mano sul pomolo della serratura
vuole Partenza

Lo sguardo indugia ancora
su chi resta

E resta, li, ancora, un attimo


Un popolo transumante
che se oggi parte
e lentamente si disperde,
sa che prima o poi si ritroverà

rinnovando
il rito dell’incontro,
del discorso mai finito,
del cibo di casa condiviso,
del bicchiere, unica barriera agli sguardi
che si studieranno, ancora,
all’insegna del tempo che passa,
ma che sembra, qui,
sostare
fra queste lamiere
                      di sempre.


Titolo: il VIAGGIARE & i LIBRI spunti idee riflessioni vissuti da Paola Mastrocola
Inserito da: Paolon - 25 Novembre 2016, 10:44:03 am
(http://resize3-elle.ladmedia.fr/r/300,210,center-middle,forcex,000000/img/var/plain_site/storage/images/loisirs/livres/dossiers/top10/livres-juillet/65810851-1-fre-FR/Livres-le-top-10-du-mois-de-juillet.jpg)

Paola Mastracola
da:
“ADDIO LIBRO DELL’ESTATE”
Partire, Leggere, Diventare..


.. i libri che aggiungo sono i libri che non leggo da una vita e che ogni volta mi riprometto di leggere.
Per esempio mi porto sempre l'Ulisse di Joyce, La cognizione del dolore di Gadda.
Iniziati una quarantina di volte nella vita. Mai oltrepassata la metà.
Ho smesso di chiedermi perché, ma ogni volta penso sia la volta buona, che ce la farò: sento nascere in me, al momento di fare i bagagli, una incontenibile, smodata curiosità per loro, una vera attrazione fatale che mi convince che a quel punto li leggerò di sicuro.
Così; in prossimità delle vacanze, ogni anno, li metto in valigia. Do a loro, e a me, l'ennesima possibilità.

CREDO CI SIA UNA STRANA RELAZIONE TRA IL LEGGERE E IL PARTIRE.
Non importa per dove né per quanto.
Partire in sé vuol dire vivere un'altra vita, diversa da quella comune che viviamo tutto l'anno. Anche solo se andiamo in campagna, a trenta chilometri da casa.

Vuol dire diventare noi diversi. Forse ci sembra di essere un altro, cioè che a partire non siamo noi, ma una persona che manco ci assomiglia, e che quindi farà cose diverse, si comporterà in tutt'altro modo.
Per esempio finalmente leggerà quel meraviglioso capolavoro di Carlo Emilio Gadda.

È come se il semplice spostarsi di luogo implichi una personale e totale metamorfosi di sé.
Uno fa i conti con la sua intera esistenza, quando parte.
Foss'anche solo per pochi giorni, rivede la sua vita e, in qualche modo oscuro,pensa a ciò che non ha mai fatto, alla persona che non è stata.
E progetta quel che vorrebbe così, di colpo, in una settimana, diventare.
Una sorta di perenne e ripetuta seconda chance che, ci insegnano i film edificanti, non si nega a nessuno.

PER QUESTO È COSÌ BELLO PARTIRE.
È un esercizio metafisico, in cui proviamo ad architettare altre vite, ci apriamo alle possibilità inattuate di noi.
E naturalmente men che meno importano i libri che ci portiamo dietro e che, ovviamente, rimarranno non letti.
Come sempre.
Non importa: il viaggio che hanno fatto con noi, nella nostra valigia, ci avrà comunque cambiati; in qualche modo noi li abbiamo letti, quei libri, così, solo portandoceli dietro e immaginando di poter essere persone che quei libri li leggeranno.

Per lo stesso meccanismo compriamo molti libri che non leggeremo: perché il solo possederli ci dà l'idea di poterli un giorno leggere, ci apre a queste infinite possibilità di lettura. Che forse, in qualche modo, sono già una forma di lettura.

Forse allo stesso modo compriamo vestiti che non metteremo mai, e cibi che non mangeremo, elettrodomestici che non useremo e che invaderanno le nostre sempre più affollate cucine.
Forse comprare non è segno del tanto detestato e vituperato consumismo di massa.
È un gesto metafisico, è la filosofica tensione a superare gli angusti confini dell'essere uno, e provare a essere centomila.
O no? ..





Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 12 Dicembre 2016, 18:22:28 pm
Apprezzo le tue riflessioni Paolon, tanto quelle del penultimo post, stese in forma verseggiante, quanto quelle del tuo ultimo post. In effetti, per come la vedi tu, comprare può essere un tentativo di essere altro da sé.  Le cose nuove, proprio perchè tali, sono forme di viaggio verso il  piacere di gustare una novità. Comprare dunque  è un po' come partire e quindi è un po' come viaggiare. 

Tu dici anche  che quel che non facciamo oggi lo faremo domani e quindi, in questo caso, il viaggio rimane nella nostra mente come potenzialità, prospettiva sufficiente,  di per sé, a renderci diversi. Ho capito bene?
Tuttavia c'è il fatto che compriamo abiti, libri e cose che poi accantoniamo dimenticandocene. Da una parte c'è dunque una spinta quasi metafisica, come la definisci tu, verso l'avventura della novità e del viaggio e dall'altra c'è  la rinuncia a realizzare quanto crediamo di volere. Infatti il viaggio è accantonato, la cosa nuova acquistata non è usufruita.

C'è però un altro viaggio promettente, secondo me, che consiste nel liberarsi di ciò che non si utilizza o anche liberarsi dall'idea che si debbano leggere a tutti i costi autori come Joyce e  Gadda, non proprio da portare in vacanza, direi.
E' già molto difficile, infatti, compiere il viaggio della lettura all'interno di un viaggio turistico o  culturale, figuriamoci quando affrontiamo classici come quelli da te citati.

Ti ricordo, a questo proposito, che la moglie di Joyce, rivolgendosi al marito, gli aveva rivolto questa domanda, domanda che è poi passata nel repertorio delle frasi celebri:
“Caro, ma perchè non scrivi libri che la gente possa leggere?”

Per concludere il viaggio che adesso mi interessa  è quello di riuscire a liberarmi di tutta la  zavorra che appesantisce il procedere.
 
(felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 19 Gennaio 2017, 13:11:43 pm
Caro Pier
accolgo la tua riflessione....
ma chi scrive, come vedrai il alto, è Paola Mastracola.... (stupid)

La Tua è una osservazione che fai ANCHE a Lei  (nonso)
Titolo: Re:VIAGGIARE - Siamo Tutti un pò Capitain Fantastic ? (Film da vedere)
Inserito da: Paolon - 19 Gennaio 2017, 13:22:42 pm



... non SOLO Capitain Pelligra...??. ;D (guid) (felice)

Titolo: C’ERA UNA VOLTA - La via che non sapeva dove andare di Alice Rohrwacher
Inserito da: Paolon - 19 Gennaio 2017, 19:33:42 pm
C’ERA UNA VOLTA
La via che non sapeva dove andare
di Alice Rohrwacher

(ripensando alla salita per Cereglio)

da IlSole24Ore - 04 dicembre 2016

Una strada che conoscevo capitò sulla terra e non sapeva dove andare.
Si mise a rotolare a casaccio e finì per sbattere contro un tronco.
«Wuuuschh», frullò l’albero drizzando le foglie, «che vuoi stradaccia?»
Quella gli spiegò che desiderava passare, ma l’albero si infuriò:
«non lo vedi che tengo radici?»
La strada si fece mogia, si ingobbì in una curva e girò intorno al bosco.

C’era più avanti una colonna di formiche e la strada ci si piazzò in mezzo. Quelle piccolette furono prese da una grande agitazione:
«aiiiiuto, povere noiii!» Piagnucolavano ai due lati opposti smarrite.
La strada pensò che in fondo lei era una sola a confondersi, e loro molte. Doveva aiutare il popolo!
Ritornò sui suoi passi, prese la rincorsa e con un doppio salto mortale le scavalcò in un ponte.

Poi le toccò una salita e si fece stretta stretta dalla fatica.
Ogni sasso che incontrava perdeva un pezzo, ormai non era che un viottolino di terra battuta quando si voltò a guardarsi: esile, sconnessa, eppure si sentiva talmente bella nella sua nuova forma, coi tornanti che decoravano la montagna come lo strascico di una sposa...

Ma dentro quel sentiero ci cascò un carretto che non riusciva a passare.
«Allargati strada!», urlò il carrettiere.
La strada non voleva creare problemi, s’allargò e il carro passò.

Non l’avesse mai fatto! Una volta che fu spianata una macchina la vide e ci si ficcò dentro,
(http://vergatonews24.it/wp-content/uploads/2013/05/Flli-Venturi_Auto-00_02-copia.jpg)

e poi un’altra macchina,
(http://vergatonews24.it/wp-content/uploads/2016/02/VN24_160221_Vergato_Rally_04-copia-1-268x200.jpg)

poi sette macchine, poi cento e mille che le scorticavano la schiena,
(http://www.renonews.it/wp-content/uploads/2015/04/guarino2x.jpg)

un’autostrada!
(http://images.webcamgalore.com/webcamimages/webcam-021311.jpg)


«Portami di qua, rombavano feroci, anzi di là! Vai laggiù! Ora lassù! Presto, strada, corri più veloce!»
La strada era stremata.
(http://vergatonews24.it/wp-content/uploads/2015/04/150414_Vergato-Cereglio-Zocca.jpg)

Prese a scodinzolare in tante curve pericolosissime per scrollarsi di dosso quelle brutte macchine.

(http://www.silviamontevecchi.it/ValleRenoEmilia/cereglio/dintorni11/Cereglio%20(2).jpg)

Tanto fece che venne maledetta e abbandonata tra ingiurie e sputi.
(http://www.renonews.it/wp-content/uploads/2015/04/guarino1x.jpg)

Diventò una cattiva strada e nessuno la imboccava più.
(http://vergatonews24.it/wp-content/uploads/2016/11/VN24_20161111_Vergato_Sp25-Vergato-Zocca_008-268x200.jpg)

Finalmente rimasta sola, la poveretta avvistò una dolce altura da cui si rimirava un bel paesaggio.
«Ora mi fermo», pensò.
Si distese in uno spiazzo assolato e chiuse gli occhi.

Ma dopo poco la svegliò una vocina.
«Strada stradella mi sono perso dove vai tu?»
Era un bambino non più alto di un secchio.
«Ah, non me lo chiedere», rispose la strada, «io proprio non mi ricordo la mia direzione... tu dove vuoi andare?»
(http://www.2cvsemprecarichi.com/images/bregnano2005/0577f8257f.JPG)

«Anche io non lo so, rispose il piccoletto, però forse ci possiamo accompagnare».
La strada ci pensò un poco.
(http://www.lestradeitalianepiubelle.it/wp-content/uploads/2013/07/Incrocio-Cereglio.jpg)

«Non hai paura che io sia una cattiva strada?», chiese.
«No», disse il bambino, «le cattive strade sono sempre molto dritte».

E così tutti e due rotolarono via per la discesa giocando e correndo,
e io che a quel punto ero stanca
mi sono seduta sul margine, finché non li ho persi di vista
(http://2.bp.blogspot.com/_B5MISMIQdPc/R1MMGmj-dHI/AAAAAAAAAAk/j86ghBKuXgY/s1600-R/cereglio+santa+lucia.jpg)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: nomad - 20 Gennaio 2017, 09:13:30 am
 (felice) Bella "favola".. (su)
Titolo: Re:VIAGGIARE- .. se andate a IBIZA....
Inserito da: Paolon - 29 Gennaio 2017, 17:52:59 pm
http://www.ibiza4all.de/CAR-HIRE/DUCKS-UNITED-IBIZA/1/images.htm (http://www.ibiza4all.de/CAR-HIRE/DUCKS-UNITED-IBIZA/1/images.htm)

(http://www.ibiza4all.de/CAR-HIRE/DUCKS-UNITED-IBIZA/1/8.jpg)

(http://www.ibiza4all.de/CAR-HIRE/DUCKS-UNITED-IBIZA/1/10.jpg)

(http://www.ibiza4all.de/CAR-HIRE/DUCKS-UNITED-IBIZA/1/22.jpg)

(http://ibiza.ducksunited.com/wp-content/uploads/2014/06/ibiza-duck-car-rental.jpg)

 (felice)


Titolo: Re:VIAGGIARE - LA MAPPA DICE SEMPRE LA (SUA) VERITÀ
Inserito da: Paolon - 12 Febbraio 2017, 11:15:50 am
di Stefano Salis
LA MAPPA DICE SEMPRE LA (SUA) VERITÀ
ilSole24Ore, 22 gennaio 2017

Una mappa, ben lungi, dall'essere una fedele rappresentazione dell'esistente, non è mai neutrale.
È sempre un'interpretazione.
Il paradosso della cartografia, alla fine, è proprio questo:
una carta dice ciò che le si vuol far dire - e solo gli esperti possono
-capirla in fondo, o, meglio,
-vedere anche i talora subdoli trucchi che nasconde, e, di più,
-la realtà che essa “crea", spesso a dispetto di quella realtà fisica o naturale che dovrebbe certificare.

Esempi ce ne sarebbero molti: e l'uomo è sempre la mano e la mente che "manipola".
Ecco: quando si capita in una mostra come l'ottima
«La geografia serve a fare la guerra?»
alla Fondazione Benetton Studi Ricerche di Treviso (fino al 19 febbraio), si fa una passeggiata che è piena di meraviglie cartacee ma soprattutto molto illuminante.
Si vede eccome che a curarla c'è un geografo come Massimo Rossi (autore anche del pregevole catalogo): e se anche l'allestimento, curato dai "cugini" di Fabrica, è potente e ben congegnato, è proprio la forza stessa della proposta e del famigerato "messaggio" che diventa centrate.
(IN MOSTRA  Un piccione utilizzato durante la Guerra (spesso l'unico modo di comunicare);

(http://www.fbsr.it/wp-content/uploads/2016/07/Piccione-viaggiatoreGALLERIA.jpg)

sotto una carta d’Italia con vista "rovesciata")

(http://www.fbsr.it/wp-content/uploads/2016/07/1853_GALLERIAVeduta-dItalia.jpg)



Nessuno come un geografo, infatti, è in grado di far capire agli spettatori la natura "finzionale" di una carta geografica: proprio perché chi ama la geografia sa quanto essa sia un prodotto eminentemente culturale e col quale ci si confronta, che se ne sia consapevoli o no.
Esempio: i nomi dei luoghi.
Nominare un luogo non è solo un modo per riconoscerlo; è un modo per farlo proprio.
Le mappe esplicitano nei toponimi dati oggettivi, sì, ma anche sociali: alterare una grafia, rinominare un luogo è un riordino, culturale, della realtà.

E se la tedesca Karfreit si muta nell'italiana Caporetto, per divenire la slovena Kobarid, ecco il caso fantastico dell'asburgica Sterzing, italianizzata Vipiteno (un posto peraltro mai esistito in quel territorio; Vipiteno era un nome romano di una zona finitima).

E, se siamo vicini a una guerra, a una tensione di confine, iniziamo a chiamare territori dando voce a "speranze territoriali magari prima inespresse:
"Alto Adige", "Venezia Tridentina", '"Venezia Giulia", ma anche, semplicemente, nel caso di un fiume, cambiandone il genere: la Piave, diventato poi il mormorante Piave sacro alla patria.

In sei sezioni, ciascuna da degustare con attenzione (è essenziale l'uso delle audioguide), dall'antichità a oggi, ma con una focalizzazione sugli anni della Grande Guerra (eccellente, per esempio, la carta della dislocazione delle colombaie mobili sul Piave e le soluzioni pensate dallo Stato Maggiore italiano per invitare le popolazioni dei territori occupati a fornire vitali informazioni ai volatili, addestrati a far ritorno nei loro luoghi di nascita), la mostra trevigiana è la dimostrazione che
la Storia è un prodotto della geografia e viceversa.
---------------
È una di quelle esposizioni nella quale gli assenti hanno torto: per la bellezza ma soprattutto per l'informazione che veicola. Un pregio in più, questo della Fondazione Benetton, che onorale parole "Studi e Ricerche", spesso trascurate e giudicate noiose.
Bisogna sapere come porgere le cose: e per far capire ogni tanto ci vuole anche uno sforzo.
Loro lo hanno fatto egregiamente, ora tocca a noi visitatori.

http://www.fbsr.it/beni-culturali/progetti-e-ricerche/la-geografia-serve-la-guerra/

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 12 Febbraio 2017, 11:35:27 am
TONI!!!! WATSON!!!!!!! hai letto?  fatti vivo!!!!!
Titolo: VIAGGIARE - 2CV & BICI UN ABBINAMENTO CHE MI HA SEMPRE AFFASCINATO
Inserito da: Paolon - 21 Febbraio 2017, 10:19:13 am
2CV & BICI
UN ABBINAMENTO CHE MI HA SEMPRE AFASCINATO

Da sempre, con la mia Aermacchi HD, sono gli strumenti per le mie scorribande
Sul tetto o nel portabici attaccato al paraurti, ho cercato di portarmi la mia Grazziella  o la De Blasi pieghevole.

Ora, da pensionato, con un po’ di tempo in più e forza in meno, gioco al rialzo: ho provato una Mountain Byke “servoassistita” che mi ha stimolato itinerari e avventure da tempo dismesse.

(http://img2.annuncicdn.it/9e/d4/9ed4f3c2221721887fe24ebba8888c39_med.jpg)

Con questa, già progetto di dilatare i giorni dei raduni in perlustrazioni, vagabondaggi, sterratini fino ad oggi scarsamente progettabili.

Di certo diventerà uno strumento quotidiano per raggiungere la città con la sua problematica di parcheggi e relativi onerosi costi.
Già mi affascina l’idea di intrufolarmi per vicoli, piazzette per raggiungere in tutta scioltezza la Biblioteca e il Centro.

Sto montando il gancio di Traino e vi chiedo se c’è qualcuno che ha già sperimentato i vari portabici che si agganciano a questo.

(http://www.carrellimodena.it/media/k2/items/cache/00e7056ec788d5b42162a6c13dbba43c_XL.jpg)

Ho comunque la sensazione di un ulteriore tappa del mio “Abitar Viaggiando”
Salutoni


(segue articolo interessante)



LO SCATTO DELLA CITTÀ CON LA BICICLETTA
13 novembre 2016
 
Al posto dei grandi magazzini ai margini delle città con immensi parcheggi auto, Ikea ha lanciato un paio d’anni fa il progetto pilota di un negozio urbano, ad Amburgo, proponendo un modello diverso di spesa:
-spazi limitati per le automobili,
-grandi rastrelliere per biciclette e la
-consegna dei mobili a domicilio fatta attraverso biciclette con carrello.
Quel modello è ora disponibile, con tanto di rimorchio, in tutti i negozi del colosso svedese diventando l’icona di un nuovo modo di mobilità urbana.
«Come mezzo di trasporto integrato, la bicicletta si trasforma in strumento che scardina i modelli culturali e comportamentali, rivoluzionando la concezione urbana»,
commenta Luca Tamini, docente di Urbanistica al Politecnico di Milano.

Il suo gruppo di lavoro sta studiando modelli innovativi con più d’una città di provincia italiana, guardando a modelli come Barcelona, dove un’intera area prossima al centro cittadino, decuplicata a 700 ettari, è stata dedicata a pedoni e ciclisti, con il risultato di aver ridotto del 21% il traffico auto.

«Una mobilità fondata sulla ciclabilità – prosegue Tamini – diventa una leva per innalzare la qualità e l’attrattività urbana, diventando una potente arma di marketing territoriale».

La riscoperta delle due ruote passa quindi attraverso una rivoluzione della mobilità che non si limita alle città, ma che ha bisogno di un’evoluzione culturale che trasformi la bicicletta da oggetto ludico a vero e proprio mezzo di trasporto, da integrare in un sistema multimodale efficiente.

Un mezzo in grado di innescare un’economia valutata in Europa oltre i 200 miliardi di euro.
La London School of Economics ha stimato il “gross cycling product” inglese, stimando un valore attorno ai 2,9 miliardi di sterline. Con l’obiettivo di declinare una bikeconomy all’italiana i protagonisti delle due ruote si sono trovati a Roma, al Maxxi, il 18 e 19 novembre (www.bikeconomyforum.com).

«Il potenziale per l’Italia è enorme – afferma Beniamino Quintieri, presidente della Fondazione Manlio Masi, che ha organizzato l’evento -: siamo il secondo produttore europeo, esportatori netti di biciclette e accessori.
Oltre agli evidenti benefici in ambiente e salute, la bicicletta è un’opportunità per valorizzare il nostro paese dal punto di vista turistico, artistico ed enogastronomico».

Uno studio della Fondazione Manlio Masi, curato da Silvia Sopranzetti, mette insieme i vari tasselli della “bikeconomy”. A partire dai vantaggi diretti:
-ogni milione aggiuntivo di euro di fatturato dell’industria ciclistica crea dieci nuovi posti di lavoro contro 2,5 nel settore automobilistico, mentre
-un milione di dollari di infrastrutture per biciclette genera 11,4 posti di lavoro (7,8 nelle strade). Tenendo conto che l’Italia è uno dei paesi europei con la domanda interna più bassa (il 60% degli italiani non usa mai la bici), è evidente il potenziale di crescita.

L’economia della bicicletta si traduce anche in risparmi, a partire da quello in
-spesa sanitaria connesso alla maggiore attività fisica e al miglioramento dell’aria: l’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato questo risparmio in 110 miliardi di euro in Europa.
Consistente per l’Italia potrebbe essere la ricaduta in termini di
-miglioramento della mobilità urbana: la velocità media nei maggiori centri urbani italiani oscilla intorno ai 15 km/h calando a 7-8 nelle ore di punta, sui valori di fine ’700.
Secondo Confcommercio la congestione stradale ha un costo economico e sociale che supera i 50 miliardi di euro l’anno. E che potrebbe evidentemente ridursi con un maggior ricorso alle due ruote, con l’
-effetto di ridurre anche le emissioni di CO2 e polveri sottili.

A incentivare l’utilizzo in città, anche su percorsi complessi, può contribuire un’innovazione come la pedalata assistita che da semplice nicchia si sta rilevando un più ricco segmento di mercato.

La politica pubblica – fatta di infrastrutture, piste ciclabili e intermodalità – è fondamentale.
Ma anche i privati prendono coscienza delle opportunità. Un progetto come il Grab, il Grande raccordo anulare per biciclette di Roma, una ciclovia da oltre 40 km che unisce l’Appia Antica al Quadraro e Torpignattara passando per il centro, sta catalizzando l’interesse di diversi attori che hanno aderito alla Grab Card fornendo sconti di vario genere e un’ampia offerta culturale.

Il Maxxi punta a fregiarsi come primo museo “bike friendly”: la vicinanza con il Grab permette di proporsi come luogo di interscambio, tanto più grazie al parcheggio interrato in costruzione che avrà un punto di assistenza tecnica per ciclisti, mentre l’accordo con i noleggiatori di biciclette punta ad aumentare l’afflusso di visitatori stranieri, già oggi superiori a quelli italiani.

Uscendo dai confini urbani l’offerta coinvolge anche il cicloturismo, stimato oggi attorno a 1,6 miliardi di euro in Italia, con enormi margini di crescita sulla base dei paesi più virtuosi.
Ne è un esempio il Trentino che da tempo ha scommesso sul settore: la provincia di Trento ha 450 km di piste ciclabili con una ricaduta economica stimata in circa 400 milioni di euro. Compreso il maggior polo italiano di innovazione nella bici con sei startup a due ruote attive nel Polo Manifattura di Rovereto: «Abbiamo l’esperienza di diversi piccoli artigiani produttori di biciclette cui abbiamo unito le competenze tecnologiche di centri di ricerche di livello e incentivi fiscali», spiega Mauro Casotto, direttore di Trentino Sviluppo.
Qui è nato, per esempio, Free Duck2,
(http://www.ducatienergia.it/media/products/thumbs/med-151015-121728.jpg)
il disco meccatronico che trasforma una normale bici in pedalata assistita. Anche l’innovazione diventa un volano che moltiplica la bikeconomy.
PIERANGELO SOLDAVINI, Il Sole 24 Ore

Titolo: Re:VIAGGIARE - 2CV & BICI UN ABBINAMENTO CHE MI HA SEMPRE AFFASCINATO
Inserito da: InvisibleMan - 21 Febbraio 2017, 10:36:36 am
2CV & BICI
UN ABBINAMENTO CHE MI HA SEMPRE AFASCINATO

Sto montando il gancio di Traino e vi chiedo se c’è qualcuno che ha già sperimentato i vari portabici che si agganciano a questo.

(http://www.carrellimodena.it/media/k2/items/cache/00e7056ec788d5b42162a6c13dbba43c_XL.jpg)


io lo uso da sempre
ho il gancio sulla Mondeo SW a cui attacco il portabici
(http://www.hosting.universalsite.org/image-portabici-CD36_58AC0A06.jpg) (http://www.hosting.universalsite.org/share-portabici-CD36_58AC0A06.html)
sono molto sicuri, non fanno consumare carburante perchè eviti di portare le bici sul tetto
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Dany - 21 Febbraio 2017, 14:41:05 pm
 (felice)

Ciao Paolon,
per te vedrei bene questo

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11149/normal_043b581ab96a07a1cf75ddf8bd2061b5.jpg) (https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/displayimage.php?pid=108606)

NB: la bici non stava sul fianco, ma tutto il supporto scorreva sulle barre e alla fine si posizionava in orizzontale sul tetto, fissata con delle cinghie.

Titolo: Re:VIAGGIARE - 2CV & BICI UN ABBINAMENTO AFASCINANTE
Inserito da: Paolon - 21 Febbraio 2017, 16:09:53 pm


.... dai Dany   (sorpreso)....
Le POSTES con quel trabiccolo caricavano una o due bici sul tetto, sistema adatto ad ulteriori turbolenze e consumi come esposto da Andrea, che di bici se ne intende

così è già meglio  (nonso)

       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/DSC09619.JPG)

 Si tratta di migliorare questo (abbraccio)
Titolo: Re:VIAGGIARE - 2CV & BICI UN ABBINAMENTO AFASCINANTE
Inserito da: InvisibleMan - 21 Febbraio 2017, 16:25:16 pm


.... dai Dany   (sorpreso)....
Le POSTES con quel trabiccolo caricavano una o due bici sul tetto, sistema adatto ad ulteriori turbolenze e consumi come esposto da Andrea, che di bici se ne intende

così è già meglio  (nonso)

       (http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/DSC09619.JPG)

 Si tratta di migliorare questo (abbraccio)

e che vuoi migliorare?
va benissimo questo!
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Dany - 21 Febbraio 2017, 16:41:55 pm
Citazione
sistema adatto ad ulteriori turbolenze e consumi

Paolon....ma c'hai la ruota di scorta sul tetto; oramai le turbolenze...

Citazione
Si tratta di migliorare questo

Ecco, quella va bene perché è una Graziella, la Mountain Byke è più lunga e quindi sporgerebbe di lato. Il codice della strada (art 164) dice che lateralmente il carico può sporgere dalla sagoma "purché la sporgenza da ciascuna parte non superi i 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori"

Comunque sono d'accordo con Andrea: se rientra nelle misure non c'è niente da migliorare

 (abbraccio)   
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: massimotto - 21 Febbraio 2017, 17:44:45 pm

 Così però saresti in contravvenzione perchè la bici impedisce la visuale delle luci.  (police1)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 23 Febbraio 2017, 09:21:59 am
visto che metti il gancio potresti procurarti un rimorchietto come quello di TAD

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/11200/normal_2-Copia.JPG)

http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=13418.0 (http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=13418.0)

opportunamente modificato ed organizzato

costa poco, non ingombra, costa pochissimo di bollo ed assicurazione, dietro l'auto non lo senti nemmeno

e ci puoi caricare questa:

(http://www.quattroemme-ausili.com/wp-content/uploads/2012/02/triciclo206velassl.jpg)

che ti permette di portarti a casa la spesa e/o portarti dei generi di conforto
Titolo: VIAGGIARE : DACIA MARAINI fra Il “Sogno di un Posto” e il “Sapore del Viaggio”
Inserito da: Paolon - 24 Febbraio 2017, 11:54:40 am
DACIA MARAINI fra Il “Sogno di un Posto”, la "Seduzione dell'Altrove" e il “Sapore del Viaggio”


(https://www.cosenzapp.it/wp-content/uploads/2016/11/dacia_maraini.jpg)
…. Dacia Maraini portò freschezza e uno sguardo interrogativo e inquieto sul mondo, condiviso e rapidamente maturato tramite amori, affetti e amicizie decisive con Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante, con i quali intraprese anche numerosi viaggi, a integrare e sviluppare curiosità e passioni coltivate fin dall'infanzia

«Il primo sapore che ho conosciuto,
e di cui conservo memoria,
è il sapore del viaggio».


una poesia



(http://img.frasicelebri.it/images/thumb_book-la-seduzione-dellaltrove.330x330_q95.jpg)  sul senso del viaggiare Ieri e Oggi
Viaggio come processo di conoscenza

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Elena MeM - 24 Febbraio 2017, 12:28:07 pm
La seduzione dell'altrove.

Solo quattro parole.
Eppure... che pensieri partono nel leggerle.

come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo,
tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo


Quattro parole, pomeriggio di pensieri.

Titolo: Re:VIAGGIARE - I Nuovi Murales del Muro di Berlino, oggi, fotografati da Martino
Inserito da: Paolon - 17 Marzo 2017, 16:35:14 pm
(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_BERLINO_martino_1a.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/BERLINO_martino_1b.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_BERLINO_martino_3.jpg)

 

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_BERLINO_martino_4.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/BERLINO_martino_2.jpg)

(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_BERLINO_martino_5.jpg)

                              Buon Viaggio Marti !  (felice)

Titolo: Re:VIAGGIARE - 2CV al Museo della Scienza e Tecnica di Berlino by Marti
Inserito da: Paolon - 17 Marzo 2017, 16:56:14 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/BERLINO_Museo_del_trasporto_su_Terra_By_Martin_1.jpg)

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/BERLINO_Museo_del_trasporto_su_Terra_By_Martin_2.jpg)

http://www.visitberlin.de/it/luogo/deutsches-technikmuseum-museo-tecnico-tedesco



Titolo: VIAGGIARE spunti idee vissuti occasioni : Il "Mercante in Fiera" a Parma 2017
Inserito da: Paolon - 24 Marzo 2017, 19:00:53 pm



   

      (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE con una Vacca ? Perchè? Per dove?
Inserito da: Paolon - 26 Marzo 2017, 21:29:12 pm





http://movieplayer.it/articoli/in-viaggio-con-jacqueline-la-recensione-del-road-movie-francese_17261/

                ;D (felice)
Titolo: VIAGGIARE? Io viaggio da sola
Inserito da: Paolon - 18 Aprile 2017, 18:29:03 pm



(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/pompa_di_benzina_-_MAGAZZINI_LECLERC_b2_-_ridotta.jpg)


.... ma è un ritaglio da

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/pompa_di_benzina_-_MAGAZZINI_LECLERC_1_-_ridotta.jpg)

  un mio "acquisto" (?!) dalla rete


Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: AndreaT - 18 Aprile 2017, 19:57:43 pm
Si bagnerà i piedi pure lei??? (?)
Titolo: VIAGGIARE STANDO FERMI : buste, pacchetti, carta intestata, francobolli e timbri
Inserito da: Paolon - 23 Aprile 2017, 10:13:59 am

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/posta_per_me_1.jpg)

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/posta_per_me_testo.jpg)

    (nonso)(sorpreso) (guid) ;D

NB per ingrandire cliccate sopra l'immagine


Titolo: VIAGGIARE talvolta il guasto non guasta, può capitare andando ad un raduno a EST
Inserito da: Paolon - 26 Aprile 2017, 10:40:02 am

Titolo: Re:VIAGGIARE GUIDA ALLE AREE DI SOSTA (gratuite e non) e VACANZE RURALI
Inserito da: Paolon - 04 Maggio 2017, 17:12:44 pm
ALLEGATO AL PLEIN AIR N°538 - MAGGIO 2017 OGGI IN EDICOLA

Intelligente, irrinunciabile strumento del'AbitarViaggiando in camper, caravan, tenda, AK AKdyane etc.

L'anno scorso l'ho usato intensamente spostandomi cazzeggiando da un raduno all'altro.






(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/guida_AREE_SOSTA___VACANZE_RURALI.jpg)

Strategico e interessante:
- telefonare prima
- presentarsi con in mano la guida mettendola ben in evidenza  ....   (sorpreso)

 e vedere il risultato...  8) ;D

          Parola di PaoloN

Titolo: Re:VIAGGIARE in LESSINIA: una giornata sulla line a di Confini
Inserito da: Paolon - 29 Maggio 2017, 11:47:33 am

appunti da una gitariella che spesso facciamo fra citronici locali*, nelle diverse satagioni, qui invece, in versione ridotta, con la Jepp

*45 kilometri di facile sterrato


   (felice)

 
Titolo: VIAGGIARE : un nuovo tipo di campeggio, da un'idea tutta italiana
Inserito da: Paolon - 29 Ottobre 2017, 08:19:26 am
http://www.repubblica.it/viaggi/2017/08/29/news/un_giardino_da_condividere_l_ultima_frontiera_del_campeggio_low_cost-174121586/

  grande idea ed opportunità
forse campeggiare così diventa, con gli agri campeggi, ancora sano e divertente



Titolo: VIAGGIARE low cost
Inserito da: Paolon - 29 Ottobre 2017, 08:40:05 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/low_cost.jpg)

Clicca sopra per ingrandire e leggere meglio
Titolo: Re:VIAGGIARE - Parfums de(s) Voyages
Inserito da: Paolon - 29 Ottobre 2017, 10:39:08 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/parfum_de_voyages.jpg)

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni su Camping e Agriyurismi in SudTirol
Inserito da: Paolon - 02 Novembre 2017, 16:32:55 pm
dal mio personale Archivio di Cartoline:

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Campeggi___Agriturismi_in_SudTyrol_a_ricordo_dell_Estate_2017_compressa.jpg)

PS per ingrandimenti usate Messaggi Personali

   (felice)
Titolo: VIAGGIARE - 2cv & Osteria: un'unica rassicurante certezza
Inserito da: Paolon - 10 Novembre 2017, 10:44:04 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2cv_osteria_pergola.jpg)

    (guid)  (bevuta)
Titolo: viaggiare in total liberta:una ragazza trasforma un furgoncino in una stupenda .
Inserito da: Paolon - 22 Novembre 2017, 13:11:22 pm
http://www.curioctopus.it/read/11577/viaggiare-in-totale-liberta:-una-ragazza-trasforma-un-furgoncino-in-una-stupenda-casa-mobile


vedi anche

https://pamthevan.com/


Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: oxi883 - 22 Novembre 2017, 22:36:29 pm
Il massimo dell'igene,  praticamente come vivere dentro la cuccia del cane. Sara'.......mah.....
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 23 Novembre 2017, 08:58:36 am
.. ma non fa per te  (nonso)
Titolo: Re:VIAGGIARE col cane... ma quanti 2cavallisti lo facciamo ?
Inserito da: Paolon - 23 Novembre 2017, 09:03:21 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/1974_ca_La_Bella_cucciola_con_Annalisa_nel_Parco_d_Abruzzo_-_600_dpi.jpg)

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni - ..altri tempi, altri Modi, altri stili..
Inserito da: Paolon - 29 Gennaio 2018, 14:11:57 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2cvStop.jpg)


       (sorpreso)  (nonso)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni di Leonardo
Inserito da: Paolon - 30 Gennaio 2018, 11:30:31 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/IMG_20180129_142827.png)


           (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE a VERBANIA per la mostra di pittura del Paesaggio fra 8/900
Inserito da: Paolon - 10 Aprile 2018, 18:24:32 pm
Giorgio, Claudio.... un bel wikwnd fra Lago e Mostra ? Campeggi, B&B ???  (sorpreso)

  Facciamoci un'altra polentata culturale ? (nonso)

(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_2018_VERBANIA_mostrq_8-900.jpg)

       (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: nemmenocentoallora - 10 Aprile 2018, 21:21:21 pm
Per me e Daniela si può fare, bisogna solo stabilire quando. Ne parliamo a Lodi. (guid)
Fate i bravi.
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 29 Maggio 2018, 10:21:34 am

Mi son dato il tempo
Di vedere asciugarsi la pozzanghera
Tempo e luogo mi hanno fermato

Sostare e viaggiare
Con quel che sei
Come stai

E gia' scopro di me cose diverse
In questo andare e restare
Come le morbide onde
Del Trasimeno

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 29 Maggio 2018, 10:51:38 am

Bravo Paolo,
 il tempo libero, somma opportunità per noi pensionati, migliora anche la creatività e così tra laghi, fiumi e passeggiate, viaggi e pensieri, nascono anche delicate poesiole.
 (felice)
Titolo: Re: VIAGGIARE - Amo il Sud - by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 06 Giugno 2018, 23:25:57 pm
Invecchiando
sopporto sempre meno
le pesanti e afose nebbie padane
Questo misurare
parole e sentimenti.

Amo il Sud
Nella sua precaria follia
Nei gesti esagerati e non trattenuti
Nei forti abbracci
Nelle energiche strette di mano guardandosi negli occhi

Nelle sue donne che sanno di Oriente
E di storie lontane

Nei suoi vini e cibi
che non smettono di sorprendere e stupire

E nelle sue colorite contraddizioni
Trovo ancora il sangue della vita

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: bibino59 - 07 Giugno 2018, 09:43:38 am
Complimenti per le poesie   (appl)  (superok)

E grazie per l'omaggio al Sud (generico), commovente per me uomo del  Sud  (abbraccio)
Titolo: Re:VIAGGIARE visita alla valle dell’Ubaye e al territorio di Barcelonnette
Inserito da: Paolon - 02 Agosto 2018, 17:47:48 pm
http://www.pleinair.it/meta/gli-emigrati-alpini-e-le-villas-messicane/?utm_source=Registrati+PleinAir.it&utm_campaign=d95bd467da-PA_istituzionale_20171012_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_34efe35b58-d95bd467da-81107377&mc_cid=d95bd467da&mc_eid=063d95d951

un bell'itinerario ben descritto e invitante
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Watson - 03 Agosto 2018, 11:01:40 am
L'ho fatto in passato più volte mai tutto insieme, posti belli con poco traffico  (su)

 (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE è ... VIAGGIARE dalla maglietta di Osoppo
Inserito da: Paolon - 16 Agosto 2018, 12:50:53 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/IMG-20180720-WA0003.jpg)

   (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 16 Agosto 2018, 21:38:10 pm
fate avere questa maglietta alla zia!!!

magari con amazon
Titolo: Re:VIAGGIARE .. si , va bene anche così
Inserito da: Paolon - 15 Settembre 2018, 22:50:50 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/-_a.jpg)
Titolo: Re:VIAGGIARE bella locandina: OGNI VITA E' UN VIAGGIO
Inserito da: Paolon - 20 Settembre 2018, 17:59:30 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Festival_del_Viaggiatore_2_part__ridotto.jpg)

  ... e che viaggio  (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE - RICORDI D'ESTATE ( con rischio ruggine)
Inserito da: Paolon - 25 Settembre 2018, 11:49:16 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/scherzi_con_ruggine.jpg)

     ;)
Titolo: da; "RACCONTARE IL VIAGGIO" dalla scrittura all'immagine
Inserito da: Paolon - 28 Settembre 2018, 11:49:41 am
Un bel libretto edito dal Touring Club Italiano
€14.90

http://www.touringclubstore.com/cimage/img.php?src=/skin1/images/zoom/h2857aa.jpg&w=545&h=545&fill-to-fit=ffffff&sharpen&save-as=jpg&q=90

IL VIAGGIO
secondo la “Scuola del Viaggio” di Claudio Visentin

In pochi anni il viaggio è stato radicalmente ripensato e si è trasformato in profondità.
Per cominciare le nuove tecnologie hanno completamente cambiato le regole del gioco: la raccolta di informazioni, le prenotazioni, la condivisione dell'esperienza e naturalmente anche gli strumenti per raccontare.

Inoltre in molti casi lo stile di viaggio è diventato più importante anche della destinazione: spesso due viaggiatori visitano la stessa città, nello stesso periodo, e tuttavia finiscono per fare esperienze completamente diverse, quasi senza punti di contatto tra loro.

Infine, proprio mentre la globalizzazione estende il nostro orizzonte all'intero pianeta, il raggio d'azione di molti viaggiatori sembra essersi ristretto. Non è solo a causa del terrorismo, semmai è l'effetto di una nuova capacità di vedere, di capire, di scoprire l'esotismo alle porte di casa, per esempio in un quartiere multietnico della propria città: "Cerco un po' d'Africa in giardino, / tra l'oleandro e il baobab, / come facevo da bambino... "

Negli anni Ottanta del secolo scorso le numerose riviste di viaggio potevano 'scoprire' un Paese in ogni numero: il Portogallo, il Cile, la Nuova Zelanda ecc.
"C'era un tempo in cui diventare giornalisti di viaggio non era complicato. Bastava comprare un biglietto aereo, avere una qualche nozione grammaticale e un sacco di tempo da buttar via. L'accesso alla professione non era presidiato perché la professione, in pratica, non esisteva" . Così Paolo Faci.

Quel tempo però è finito per sempre. Il racconto di viaggio non ha quasi più senso, se inteso tradizionalmente come ingenua scoperta e descrizione dell'altro e del diverso.
Con Google Earth l'ignoto è a un
Pag.6
click di distanza, in pochi secondi possiamo vedere qualunque luogo dall'altra parte del pianeta.
E anche quando l'audace reporter si spinge ai confini del mondo, si ritrova sempre a fianco qualche turista più intraprendente, dal quale fatica a distinguersi.
La crisi dell'editoria fa il resto.

E tuttavia il racconto di viaggio continua a interessare il pubblico e sta solo sperimentando nuovi spazi e nuove forme d'espressione, perché ogni generazione deve raccontare da capo il mondo con parole sue.
Per esempio il moderno reportage ha superato i tradizionali confini delle riviste di viaggio e lo si può trovare su testate anche molto diverse, senza contare le nuove possibilità della rete, i blog e i social media.
E se qualche professionista fatica, per un esordiente riuscire a far conoscere il proprio lavoro è forse più facile che in passato.

La prospettiva del racconto trasforma l'esperienza stessa del viaggio.
Un Maggio creativo è prima di tutto un viaggio produttivo: non siamo più inerti spettatori, non accumuliamo soltanto informazioni e immagini nelle memorie digitali, ma cerchiamo di rielaborarle in forme originali.
Già durante il viaggio raccontare i luoghi attraverso la scrittura, la fotografia, il video e il disegno ci aiuta a comprendere quel che vediamo.
È uno sforzo di osservazione, di attenzione, di presenza; un'educazione del nostro sguardo per renderlo più limpido e profondo.
Al tem¬po stesso siamo attirati nel centro dell'esperienza, siamo chiamati a distinguere quel che è essenziale da quanto invece è solo accidentale.

La ricerca di storie, di persone/personaggi è anche una perfetta occasione per incontrare l'altro, lo straniero. L'incontro con chi custodisce i luoghi è la ragione ultima di ogni viaggio: come si può visitare una città senza voler conoscere i suoi abitanti, come se fosse solo una successione di monumenti senz'anima?

Il turismo sostenibile e responsabile è da sempre il nostro orizzonte, perché sappiamo che i viaggi hanno conseguenze profonde sull'ambiente e sulla vita dei locali.
E ci rallegra vedere come questa prospettiva sia sempre più condivisa.

Ma per noi, al di là anche dell'etica, turismo responsabile vuol dire soprattutto viaggi lenti, profondi, divertenti, veri: viaggi che insieme al corpo muovono la mente.

Ogni viaggio, da quello più turistico a quello più avventuroso, attraversa quattro fasi sempre uguali: partire, transitare, arrivare, tornare.
Pag.7
Questo orizzonte può essere però esteso lavorando sul tempo che precede la partenza, quando immaginiamo il nostro viaggio e formuliamo le domande che ci indicheranno la via.
Come ha scritto l'attore Giuseppe Cederna:
"Anche un viaggio nasce, cresce, invecchia e poi muore. Ma appena nato è già grande. Capace di usare la testa, di farci e disfarci a suo piacimento. Fra un'ora il nostro viaggio, dopo mesi di gestazione, vedrà finalmente la luce. Ci riconoscerà? Assomiglierà almeno un po' anche a noi? Ci vorrà bene? Ci aspettiamo grandi cose da lui" 2.

Viene poi il tempo successivo al ritorno, quando il viaggio continua nel suo racconto e per questa via si apre a una nuova dimensione.
Viaggiamo guardando avanti, ma solo quando ci volgiamo indietro capiamo davvero cosa abbiamo visto.
Riordiniamo gli appunti, scegliamo le immagini e, in questo trasloco del viaggio dall'esperienza alla carta (o ad altre forme espressive), lo vediamo finalmente in una luce nuova e più vera.

La tecnologia non ci salverà. Certo, abbiamo a disposizione apparecchi sempre più perfezionati e a un costo contenuto. Con un semplice smartphone possiamo scrivere, fotografare, filmare e registrare suoni: un sogno, per i viaggiatori del passato. Eppure spesso i risultati sono deludenti, ripetitivi, banali, perché anche gli strumenti più raffinati, da soli, servono a poco.

Per questo, pur utilizzando tutti i nuovi dispositivi digitali e le piattaforme di condivisione online, non permettiamo mai allo strumento di farsi fine.
La scrittura - semplice, duttile, efficace - resta al centro della scena (non a caso le dedichiamo la parte più consistente di questo manuale) e proponiamo regolarmente il settecentesco (eppure così moderno!) carnet de voyage, con la sua caratteristica alternanza di scrittura e disegno.
Cerchiamo di andare oltre un'idea banale di modernità, di non accontentarci dell'ultima moda, quando possiamo mettere al servizio della nostra creatività tutta la gamma degli strumenti disponibili, antichi, moderni o futuribili.

Scrittura, fotografia, video o disegno? Da un lato è impossibile esprimersi con la stessa efficacia utilizzando strumenti tanto diversi; prima o poi bisognerà riconoscere la nostra vocazione, quel che sappiamo fare meglio.
Pag.8
E tuttavia storie diverse vogliono essere raccontate in modo diverso.
Quella luce obliqua della sera reclama una fotografia (o un acquerello);
un dialogo vivace sarà reso mille volte meglio in un video che su una pagina,
ma solo la scrittura riuscirà poi a tenere assieme vicende intricate, a spiegare la storia di un luogo.

II nuovo racconto di viaggio prende forma al punto d'incrocio di strade, sguardi e pensieri, nasce dal dialogo tra diverse forme espressive.
La circolazione delle idee arricchisce tutti: al fotografo gioverà guardare il suo oggetto con lo sguardo lento del pittore, quest'ultimo imparerà dallo scrittore a curare meglio i testi del proprio carnet e così via.



Titolo: Re:VIAGGIARE - 2CV e "Les Boules"- dall'acquisto di un negativo al restauro
Inserito da: Paolon - 07 Dicembre 2018, 12:30:33 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2CV_e_Les_Boules_3.jpg)

  klikka sopra x ingrandire  (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE - minimalismo ruotabile
Inserito da: Paolon - 31 Dicembre 2018, 16:52:03 pm
https://www.pinterest.it/pin/742108844825629155/?utm_campaign=rdpins&e_t=cfb83c241d7041d7856b526e1c547ca9&utm_content=742108844825629155&utm_source=31&utm_term=2&utm_medium=2004
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 31 Dicembre 2018, 17:37:49 pm
quante belle idee!!! 

oggi con qualche pannello solare e pedalata assistita non dovrebbe essere neanche faticoso portarsi dietro un giaciglio
Titolo: Re:VIAGGIARE -ITINERANDO. la fiera a padova by paolon2cv
Inserito da: Paolon - 17 Gennaio 2019, 17:51:21 pm
http://www.pleinair.it/itinerando-camper-fiera-di-padova-2/?utm_source=Registrati+PleinAir.it&utm_campaign=e6d53f356f-PA_istituzionale_20171012_COPY_01&utm_medium=email&utm_term=0_34efe35b58-e6d53f356f-81107377&mc_cid=e6d53f356f&mc_eid=063d95d951
Titolo: VIAGGIARE la dove con la 2cv si inseguono i... tori
Inserito da: Paolon - 08 Febbraio 2019, 19:15:42 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/FERIA2C_Gard_abrivado_improvisee.jpg)

     (https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/Manade.jpg)


                                        (guid)
Titolo: Re:VIAGGIARE con il PORTOLANO per individuare le Aree di Sosta
Inserito da: Paolon - 14 Febbraio 2019, 15:57:17 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/portolano.jpg)

        (guid)
Titolo: VIAGGIARE LiberaMente a Ferrara fiera dedicata al tempo libero, al divertimento
Inserito da: Paolon - 14 Febbraio 2019, 16:28:55 pm
http://www.liberamentefiera.it/
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni dopo la lettura di AMRITA, della Yoshimoto
Inserito da: Paolon - 19 Febbraio 2019, 16:48:30 pm
(https://static.lafeltrinelli.it/static/images-1/xl/765/9159765.jpg)


Banana Yoshimoto – da “AMRITA” ed. Feltrinelli, pagina 21

Avevo delle immagini e dei pregiudizi sul Giappone e i suoi abitanti.
Questa scrittrice me ne ha date di nuove e me ne ha tolti parecchi con la sua delicata sensibilità nel cercare di vivere e capire il vario alternarsi dei sentimenti suoi e delle persone vicine, famigliari e non.

La maggior parte dei miei trasferimenti dalla città al luogo dei raduni li compio, come ho fatto in tanti anni per lavoro, da solo.

Spesso vivo ancora questi momenti con radio e musica spenta, lasciandomi trascinare dal rumore dei miei pensieri o ascoltando il frullare del motore, consapevole che il viaggio mi sta portando ad incontrare persone, a vivere momenti ricchi di saluti, abbracci, discorsi, chiassose bicchierate.

Alla ricchezza della iniziale solitudine, subentra allora quella dell’incontro, della condivisione dalla quale è faticoso separarsi nel momento della reiterato tentativo di partenza.

Con poche parole l’autrice ci acquerella quegli attimi, con qualche pennellata di sentimenti di abbandono e di immediata nostalgia


--------------------------------------------------------------------------------------------------

… Poi comincio a pensare: dov'è quel posto bellissimo di cui mi hanno parlato? oppure: dov'è che si fa quella festa popolare? e l'immaginazione comincia a farsi più precisa...
Ma poi finisce sempre che torno a casa chiedendomi puntualmente: se sono arrivato a pensare tutto questo, se l'idea mi attira tanto, perché non ci vado? Forse perché prevale la voglia di tornare, chissà".
"Forse perché c'era Mayu?" "Ma adesso non c'è più." "Già."

In quel momento, all'improvviso provai una sensazione triste, come in una festa d'addio per qualcuno che sta per andare lontano, e che non ritornerà.
….
"Mayu era una da viaggi, però," disse improvvisamente Rynichiró.
Prima di quella sera non aveva mai parlato per primo, spontaneamente, di Mayu.
"Una donna 'da viaggi' in che senso? È un'altra di quelle tue espressioni da scrittore?" scherzai.
"Proverò a spiegarmi meglio," disse sorridendo.

"Nel lavoro lei era molto navigata, ed era piuttosto cinica riguardo a parecchie cose, ma aveva anche un lato puro, che era la sua parte più imprevedibile. E affascinante.
I viaggi... i viaggi sono una strana cosa.
Non voglio dire banalità tipo “La vita è un viaggio” o “Compagni di viaggio”, ma quando si fa un viaggio di due o tre giorni con le stesse persone, quando non c'è distinzione di sesso e non bisogna lavorare, per via della stanchezza o di altre ragioni, si va stranamente su di giri, no?

In auto, sulla via del ritorno, non riusciamo a separarci dagli altri, c'è un'atmosfera di grande allegria, qualunque discorso sembra interessante e divertente, e siamo così contenti da avere quasi l'illusione che questa sia la vita vera.

Anche dopo essere arrivati a casa, ci sembra che la presenza di quelle persone indugi intorno a noi, e il giorno dopo quando ci svegliamo da soli ci chiediamo:
Beh? E gli altri dove sono?
E poí nella luce del mattino, ancora assonnati, sentiamo una stretta al cuore... mi segui?

Però gli adulti vivono con l'idea “Le cose sono belle perché finiscono” stampata nel cuore, non è vero?
Mayu no, era diversa. Lei era cosi ingenua da credere fermamente che se provi una sensazione straordinaria, devi cercare di portarla avanti a tutti i costi.

 Era una cosa a cui avevo pensato molto quando lei era morta. "Il regista, lo staff, gli attori. Per usi determinato periodo, con un determinato scopo, ci si trova insieme alle stesse persone. Lavorando fino allo stremo, senza distinguere la notte dal giorno, al massimo della concentrazione. Uniti in modo più profondo di quanto non accada con la famiglia, con il proprio compagno. Fisicamente, spiritualmente.
Però a tenere insieme quelle persone è solo un copione, e quando le riprese sono finite si disperdono tutte in un batter d'occhio. Per tornare ognuna alla propria vita. Di quei giorni restano solo le immagini di un film.
Probabilmente, nel rivedere le scene girate, si possono ritrovare tracce di quelle esperienze. Ma non torneranno più.
Forse questo non è che una rappresentazione della vita in scala ridotta, ma quando si fa una vita normale non è necessario ricordarsene così spesso. Credo che a intossicare Mayu non siano stati l'alcol e i tranquillanti ma quel ciclo troppo intenso di incontri e separazioni.
".Dici? Forse in questo siete simili. Dopotutto siete sorelle," sorrise Ryizíchiró.
"In questo non lo siamo," esclamai sorpresa. "Non credo che io arriverei a morire per queste cose."
"Sì, forse hai ragione, siete due tipi piuttosto diversi," disse.
Ma io cominciai a riflettere.
22

Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee ... ma i soldi dove li mettiamo ?
Inserito da: Paolon - 22 Febbraio 2019, 17:02:56 pm
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Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: claudyane6 - 22 Febbraio 2019, 21:01:13 pm
giusto qualche giorno fa ho ritrovato il sacchetto in cui i miei genitori mettevano i contanti nei viaggi anni fa, si fissava con una molletta da balia all'interno degli indumenti intimi in modo che non venissero persi e sopratutto rubati
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni da: Banana Yoschimoto, "Amrita"
Inserito da: Paolon - 07 Marzo 2019, 17:27:29 pm
Leggere e rileggere la Yoshimoto è per me ogni volta scoprire piccoli scorci nuovi di osservazione e di sensibilità.

Abituati spesso a porre attenzione solo alle forti emozioni, rischiamo di perdere le sfumature dei sentimenti che ci darebbero accesso a una miglior comprensione di noi stessi e degli altri.

Qui è il viaggio e l’attenzione a guardarsi nel viaggiare che da un significato più profondo al paesaggio, alle cose, all’incontro e alle persone.

Buona e lenta lettura, meglio, parola per parola.
paolon

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Banana Yoshimoto – da “Amrita” ed. Feltrinelli


da pagina venti
.. Un bambino è fantastico. È potenzialità allo stato puro."
"Sì, questo sì, se uno ci pensa, ha ancora tutta la vita davanti.
Il primo giorno di scuola, il primo amore, la scoperta del sesso, la gita scolastica..."
"La gita scolastica?"
"Non te l'aspettavi? Per me che al liceo non potei andarci perché mi era venuta la febbre, è rimasta un mito."

"Come mai non fai un viaggio?" chiesi.
Non so perché gli feci questa domanda. Avevo solo dato voce, senza neanche riflettere, il pensiero che mi era venuto in mente nel modo più naturale.
"Un viaggio... sai che mi piacerebbe? Del resto potrei sempre farlo, in qualsiasi momento."

Lo disse con tono sognante, come chi pronunci delle parole appena imparate, dal suono dolce, bellissimo.
“Anche perché non sono più costretto a viaggiare con i soldi contati come un tempo," aggiunse poi.
"Quando si sta fuori per diversi mesi, viaggiare troppo in economia fa male alla salute," dissi.

Ryùichiró, che aveva acquistato energia come se fosse eccitato per un'improvvisa scoperta, continuò:
"A volte mi capita di andare in Kyushu o in Kansai per scrivere dei reportage, insieme a un redattore e a un fotografo. Quasi sempre si tratta di lavori sbrigativi fatti insieme a conoscenti.
Ma comunque viaggio raccogliendo informazioni, prendendo appunti, che è diverso dall'andare da soli senza uno scopo preciso.
Dopo un viaggio di due o tre giorni lavorando così, senza mai allentare la concentrazione, è come se la mente fosse più lucida e ricettiva, e a quel punto mi passa la voglia di ritornare a casa.

Forse è strano, ma penso seriamente clic continuare il viaggio sarebbe la cosa più naturale.
Non ho particolari responsabilità e l'affitto lo posso pagare con un bonifico bancario dovunque mi trovi.
Siccome mi porto sempre dietro il passaporto come documento di identità, da alcuni posti posso anche andare facilmente all'estero.
Un po' di risparmi ce li ho. E sull'aereo o sul treno di ritorno, pensando che non devo fare altro che prendere qualche coincidenza per continuare il viaggio, provo una specie di euforia.

In quei momenti ho la sensazione di iniziare una nuova vita.
Mi basta comprare le poche cose necessarie, lavarmi la biancheria nel bagno dell'albergo, e i testi li posso sempre inviare per fax.
Poi comincio a pensare: dov'è quel posto bellissimo di cui mi hanno parlato? oppure: dov'è che si fa quella festa popolare? e l'immaginazione comincia a farsi più precisa...
Ma poi finisce sempre che torno a casa chiedendomi puntualmente: se sono arrivato a pensare tutto questo, se l'idea mi attira tanto, perché non ci vado? Forse perché prevale la voglia di tornare, chissà".

….
"Mayu era una da viaggi, però," disse improvvisamente Ryùichiró.
…"Una donna 'da viaggi' in che senso? È un'altra di quelle tue espressioni da scrittore?" scherzai.
"Proverò a spiegarmi meglio," disse sorridendo.
"Nel lavoro lei era molto navigata, ed era piuttosto cinica riguardo a parecchie cose, ma aveva anche un lato puro, che era la sua parte più imprevedibile. E affascinante.

I viaggi... i viaggi sono una strana cosa.
Non voglio dire banalità tipo “La vita è un viaggio” o “Compagni di viaggio”, ma quando si fa un viaggio di due o tre giorni con le stesse persone, quando non c'è distinzione di sesso e non bisogna lavorare, per via della stanchezza o di altre ragioni, si va stranamente su di giri, no?

In auto, sulla via del ritorno, non riusciamo a separarci dagli altri, c'è un'atmosfera di grande allegria, qualunque discorso sembra interessante e divertente, e siamo così contenti da avere quasi l'illusione che questa sia la vita vera. Anche dopo essere arrivati a casa, ci sembra che la presenza di quelle persone indugi, intorno a noi, e il giorno dopo quando, ci svegliamo da soli ci chiediano:
“Beh? E gli altri dove sono?”
E poi nella luce del mattino, ancora assonnati, sentiamo una stretta al cuore... min si segui?
Però gli adulti vivono con l'idea che “le cose sono belle perché finiscono” stampata nel cuore, non è vero?

Maya ili), crei diversa. Lei era così ingenua da credere fermamente che se provi una sensazione, devi cercare di portarla avanti a tutti i costi.
……

Da pagina 182

`Andata!" disse Ryuichirò, e fece volare l'auto.
La strada era ampia, bianca sotto i forti raggi del sole. Non c'erano quasi automobili, e il verde ai lati della strada correva via veloce. Dai suoi spiragli ogni tanto si intravedeva, scintillante, il mare.
Il brusio abbagliante della luce si perdeva nella distanza.

Con i finestrini spalancati, capelli e viso erano colpiti da un vento che quasi toglieva il respiro.
E l'odore del mare, l'odore della polvere sollevata nella corsa, gli edifici bianchi.
I passanti che camminavano con un'andatura tranquilla, i colori vivaci degli abiti... tutto passava rapido come il fischio di un proiettile.

La frase `Se corri così farai un incidente', si sarebbe persa nel vento senza arrivare a destinazione, così me la risparmiai.
Ryúichirò, completamente preso dalia guida, guardava la strada senza distrarsi.
Tutto, nel paesaggio che sfrecciava via, appariva rapido e fresco.
In quel momento lo pensai con forza.
In quel paesaggio abbagliante, centro di un mondo che mi avvolgeva vorticoso.

 
Essere qui, ora, con certezza, e sentire in un solo momento tutto quello che ci circonda con questo corpo che non esiste che adesso.
Ero così commossa che mi spuntarono le lacrime.

La velocità non ammette sentimentalismo.
In quel turbine la mia commozione si asciugò con grande rapidità, si confuse con quel momento abbagliante e si disperse.
E così le mie lacrime, in un lampo.

Passando attraverso file di bassi híbiscus, andammo a sederci su un grande prato in cuna a una collinetta, e lì con sandwich e succhi di frutta facemmo un picnic da libro illustrato.
Il parco era talmente vasto che ad addentrarsi troppo all'interno c'era il rischio di perdersi.
Una fitta vegetazione si stendeva a perdita d'occhio, il cielo era di un azzurro profondo, e dal posto in cui eravamo potevamoo vedere tutta l'isola dall'alto.
La vista era talmente limpida che sembrava di vedere il vento che attraversava il paese lontano e la giungla.

"E stato un bene che Yóshio sia venuto," disse Ryitichirò. "Sembra così contento."
"Sì, e poi penso che sia un'ottima cosa cominciare ad accumulare varie esperienze già alla sua età.
Prendere l'aereo da solo, trovarsi in un ambiente dove si parla inglese, fare acquisti facendosi capire a gesti. Soprattutto per un bambino come lui che vive molto sul piano rasentale, credo che aiuti ad acquistare sicurezza," dissi.
"Sì, è così.

Io queste esperienze ho cominciato a farle da grande, ma penso che faccia bene provare per una volta a sentirsi un po' nei guai, a sentire di essere piccoli e insignificanti nel mondo.
Non è masochismo, ma metti per esempio che ti rubano il bagaglio, nel bagaglio avevi il passaporto, senza passaporto non puoi neanche andare in albergo, oppure hai affittato un appartamento e il padrone di casa è ostile, tu non sai esprimerti in quella lingua e nel bagno non c'è acqua calda, cose del genere.
A quel punto devi reagire. Devo fare qualcosa! pensi.

Secondo me è in quelle occasioni che scatta qualcosa. Una cosa prima sconosciuta.
Allora ti viene voglia, dico per dire, di studiare le lingue, e siccome non ti senti più così sicuro e protetto, smetti di fare fesserie, e non ti lasci più prendere dal panico.
E’ un'ottima esperienza, soprattutto alla sua età."
"E’ vero”,dissi.
 
I sandwich squisiti preparati, dai nostri amici. I succhi dolci spremuti dalla natura. Il cielo così azzurro che pare scendere su di noi. Si estende all'infinito sopra le nostre teste, così puro da dare l'illusione di poterlo toccare.
Le nuvole corrono leggerissime, sciogliendosi.
Si sente appena l'odore del mare.
E il paesaggio che si spalanca sotto i nostri occhi si allarga nella distanza come una distesa infinita di granellini, scoprendo senza riserve paesi e vegetazione, deserti e posti pieni di gente affaccendata, foreste e mare, tutte le cose che formano l'equilibrio dell'isola.
Questo cielo incredibile, fondendosi in questa visione, vi aggiunge un tocco di luminosità e dolcezza.

"Che cielo incredibile," dissi, tendendo il collo verso l'alto quasi fino a farmi male.
"Davvero, a guardarlo è talmente azzurro che si rimane straniti," rispose Ryúichírò.

… Il cielo è così azzurro, le ombre così dense che a prenderne coscienza si prova un senso di stupefatta meraviglia per tutte le cose.
 

Titolo: Re:VIAGGIARE - L'UOMO CHE GUARDA il MARE, da Gramellini
Inserito da: Paolon - 13 Aprile 2019, 18:56:59 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/PASQUALE_Mi_ci_ritrovo_proprio.jpg)


Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv
Inserito da: Pier Le Blanc - 13 Aprile 2019, 19:02:18 pm

Mi piacciono questi stralci di giornale, pezzi autorevoli di chi sa condire con le  emozioni la scrittura.

Bravo Gramellini, bravo Pasquale e bravo Paolon per la segnalazione.
 (felice)
Titolo: Re:VIAGGIARE: riflessioni
Inserito da: COIO3 - 14 Aprile 2019, 08:58:28 am
fotina e prosa mi fanno venire in mente la pubblicità di just eat: hamburger buoni, quante emozioni (appl)

povero vecchio, guarda da lontano quel mondo malvagio e meraviglioso senza più trovare la forza di immergercisi.

povero gramellini, guarda da lontano quel mondo malvagio e meraviglioso senza mai trovare il coraggio di immergercisi.

povero me, tutte le volte che mi son seduto rinunciando a immergermi nella meraviglia e nella malvagità mi son ritrovato a emozionarmi anche solo per un ka22o di hamburger  (stupid)

per quanto ami la vita tornerò a sedermi, e capiterà anche a voi, chè i campioni del mondo non sono di questo mondo  ;D

Titolo: Re:VIAGGIARE, un pieno di progetti
Inserito da: Paolon - 19 Aprile 2019, 10:11:07 am
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/VIAGGIO-un_pieno_compresso.jpg)

(https://i.etsystatic.com/isbl/35456f/35233455/isbl_1680x420.35233455_hsps0g17.jpg?version=0)

presentazione dl suo sito:

Illustrazioni fatte con amore

Benvenuti!
Sono Lisa, illustratrice e artigiana.
Vorrei definirmi una viaggiatrice, che sia nel mondo o con la mente è impossibile star ferma!
La mia valigia è sempre lì, già pronta sotto al letto, impaziente di lanciarsi alla scoperta di nuovi colori, di forme insolite e volti inconsueti.
Illustro la tua voglia di viaggiare in tutti i mondi possibili, e spero con il mio lavoro di trasmetterti leggerezza e sorrisi!
Ho un piccolo laboratorio felice dove creo, sperimento, taglio e rilego.
Illustro libri, disegno storie, progetto i miei prodotti e poi con cura li realizzo.
Dedico a questo progetto tutto il mio tempo: nei momenti liberi mi piace collezionare vecchi oggetti ritrovati, amo il cinema (pop corn maxi obbligatorio) e sono sempre pronta a partire per un viaggetto!

Love Lisa ♥



                          (guid)

https://www.etsy.com/shop/LisaCiccone
Titolo: Re:VIAGGIARE spunti idee riflessioni in immagini di "lisa ciccone"
Inserito da: Paolon - 19 Aprile 2019, 10:19:08 am
(http://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/normal_VIAGGIO_02_CARAVAN.jpg)

 in AQUILA

( L'ho incontrata alla mostra dell'artigianato a Verona, simpatica e deliziosa)
Titolo: Re:VIAGGIARE - 1956/7 CORNET Parigi-Tokyo in 2cv - Da TINtin
Inserito da: Paolon - 24 Maggio 2019, 19:38:14 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/parigi-tokyo.jpg)

                     (guid)

  KLIKKA SOPRA X INGRANDIRE
Titolo: Re:VIAGGIARE - Il treno dei desideri....
Inserito da: Paolon - 28 Gennaio 2020, 18:23:04 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/treno_citroen.jpg)

                                   (sorpreso)
Titolo: Re:VIAGGIARE e sostare ..... gratis (!?)
Inserito da: Paolon - 28 Febbraio 2020, 21:30:51 pm
.."la startup Agricamper offre la sosta gratuita nelle strutture agricole
Sono per ora 100 le realtà, dalle Alpi alla Sicilia, tra aziende agricole e vitivinicole, birrifici del turismo sostenibile e del ritorno alla terra, affiliate al nuovo network Agricamper
di Antonio Armano


Parte ufficialmente Agricamper Italia, la startup creata da Pauline Nava e dedicata a chi vuole fare sosta libera e gratuita in campagna.
Sono già 100 le strutture convenzionate in Italia, dalle Alpi alla Sicilia: aziende agricole e vitivinicole, birrifici e altre realtà del turismo sostenibile e del ritorno alla terra.

Tutto comincia con un vecchio van abbandonato
All'origine della startup digitale sul viaggio lento c'è un vecchio van, un mezzo lentissimo (“In autostrada quando c'era salita non superava i 50 km orari”, ricorda Pauline): un T2 Volkswagen arancione del '74, col tetto a tenda apribile.
Il padre di Pauline, Jean-Jacques appassionato di auto d'epoca, lo vede sempre fermo a Châteauneuf, un piccolo borgo delle alpi marittime, quando da Grasse, dove abita, va a fare la spesa.
Chiede in giro: al fornaio, al macellaio. Risale al proprietario, scopre che non si era più mosso da quando era stato usato per la campagna presidenziale di Chirac, lo compra per duemila euro e lo regala alla figlia.

Pauline lo usa per fare viaggi e risvegliarsi davanti al mare: sull'Oceano nei Paesi baschi, in Normandia, in Costa Azzurra e alle Cinque Terre.
Poi lo parcheggia dalla zia a Orléans, nella Loira, e, dopo avere finito un master in comunicazione digitale alla Scuola di giornalismo di Marsiglia, si trasferisce a Parigi per lavorare.
Il vecchio van prende la ruggine.
Parigi è cara, il lavoro assorbe totalmente Pauline che decide di venderlo con grande rammarico.

L'amore, incontrato per caso a una festa di compleanno durante una vacanza in Sicilia, la porta a vivere a Lecco lasciando il lavoro in Francia.
Arrivano i figli e Pauline, giovane mamma, si ritrova a sognare il vecchio van sul lago di Como e il risveglio in mezzo alla natura. Frequentando i gruppi di camperisti su Facebook con nostalgia per il passato e qualche sogno per il futuro, si imbatte in France Passion, che negli anni '90 ha fatto incontrare la domanda di sosta libera in mezzo alla natura e l'offerta di spazi nelle campagne da parte delle strutture agricole, bisognose di farsi conoscere e di resistere all'isolamento.
Scopre che in tutto il mondo tranne che in Italia esiste una versione di France Passion – dalla Germania alla Nuova Zelanda, dal Canada alla Svizzera – e così nasce Agricamper.



Il van di Pauline Nava
Con una quota annuale si sosta gratis per una notte
«Il principio è semplice» dice Pauline, «Pagando la quota annuale di 29 euro si accede al sito di Agricamper e si cerca una struttura in base alle esigenze: all'area geografica, ma anche al prodotto che vuoi comprare, chessò vino, olio eccetera.
Scegli e ricevi una scheda con i contatti, l'indirizzo, le coordinate gps.
A quel punto chiami per capire se la struttura è disponibile e la sosta è gratuita per la prima notte».
Ma la struttura agricola che cosa ci guadagna?
«In genere per ringraziare il camperista compra i prodotti o mangia nella struttura a seconda delle possibilità offerte» spiega Pauline. «Non è obbligato ma circa l'85% dei camperisti lo fa. Non c'è solo un ritorno di soldi, ma anche un ritorno di pubblicità. Sono per una forma di viaggio che dia una esperienza autentica, non un turismo consumistico mordi e fuggi. La differenza la spiega bene Rodolphe Christin in un libro che mi ha molto colpito “Turismo di massa e usura del mondo”».

Questo articolo è iniziato parlando di “Sosta libera”, espressione che è la croce e la delizia dei camperisti e nasconde avventure e disavventure a volte spiacevoli.
Così come Pauline con il suo van, la maggior parte dei camperisti non vuole andare in campeggio per ritrovarsi accanto ad altre decine di camper, magari con la parabola sul tetto per guardare la partita.
Però ha paura di stare in luoghi isolati o di essere svegliata alla mattina presto dal bussare dei vigili sulla porta.
Agricamper offre dunque una soluzione.

...e vedi il seguito in:

 https://www.ilsole24ore.com/art/viaggiare-camper-italia-startup-agricamper-offre-sosta-libera-gratuita-campagna-ACbjneLB

Titolo: Re:VIAGGIARE .... Australia ??
Inserito da: Paolon - 08 Maggio 2020, 18:55:05 pm
(https://www.2cvclubitalia.com/public/coppermine/albums/userpics/10964/2cv_Australia.jpg)

                                  (sorpreso) (guid) (muro)
Titolo: Re:VIAGGIARE LE PAROLE DELLA LAICITÀ - Vacanze
Inserito da: Paolon - 03 Agosto 2020, 21:16:38 pm
http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-parole-della-laicita-vacanze/ (http://temi.repubblica.it/micromega-online/le-parole-della-laicita-vacanze/)