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Autore Topic: Circolazione a Torino  (Letto 24499 volte)

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Offline 2cvami

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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #120 il: 26 Novembre 2018, 15:14:27 pm »
Riporto una intervista fatta all'  ing. Enrico De vita; è di qualche anno fa ma secondo me fa capire in modo chiaro in che (pesssime) mani siamo.

L'Ing. De Vita per molti anni è stato Responsabile del settore tecnico del mensile Quattroruote ed ex vicepresidente del Movimento Consumatori oltre che uno dei più esperti giornalisti su tematiche legate all'ecologia e la sicurezza.

"In Italia abbiamo le stesse concentrazioni di polveri delle altre città europee, ma i nuovi limiti hanno spiazzato solo i nostri solerti amministratori. Che per non saper né leggere né scrivere hanno conteggiato tutti i tipi di polveri, proclamato lo “stato di calamità” da smog, invocato lo stato di necessità (da traffico). E poi hanno infierito contro l’unico cittadino che non si lamenta, l’automobilista, vessandolo nel suo diritto a circolare liberamente.
Vediamo allora, scientificamente, da dove provengono le PM10 misurate al centro di una città europea. Ci viene incontro uno studio del professor Lenz della Università di Vienna, che da molti anni si occupa d’inquinamento. Per prima cosa bisogna scorporare dalla misura delle polveri tutto ciò che è stato prodotto dalla natura, su cui è superfluo o impossibile o inutile intervenire: in particolare, le piante dei parchi di una grande città possono disperdere, in certe stagioni, pollini, oli (terpeni) e altro pulviscolo che in totale possono raggiungere il 35-40% delle polveri captate da una centralina.
 
Il risultato è questo: il 47% è costituito da polveri che provengono dall’esterno della città; il 27% arriva da sorgenti interne alla città; il 26% è prodotto dal traffico nei dintorni della centralina.
Molto interessante è una distinzione essenziale fra i due modi di produrre polveri da parte del traffico: dal tubo di scarico e dalle ruote. All’interno della città queste due fonti sono equivalenti, mentre dalle tangenziali esterne proviene soprattutto PM10 emesso dai tubi di scarico dei veicoli industriali. I pneumatici contribuiscono a produrre e a sollevare una frazione rilevante di polveri che deriva dall’abrasione dell’asfalto, dall’usura dei pneumatici, dall’usura delle pastiglie. Sono tutte particelle che rimangono a galleggiare nell’aria per diverse ore e quando si depositano sulle strade – se non piove per molto tempo – vi rimangono a lungo e possono venir risollevate dopo alcuni giorni da altri veicoli. Per esempio, dai mezzi pubblici, quando vige il blocco per il traffico privato.
Industria e riscaldamento valgono il 33% . Complessivamente, l’industria, le centrali termiche e il riscaldamento domestico (all’interno e all’esterno della città) hanno una responsabilità pari al 33%, ma questa è una media annuale destinata a subire un incremento di circa 10 punti percentuali durante la stagione invernale. Il traffico esterno alla città incide complessivamente per l’8%; quello interno alla città vale il 15% (fra pneumatici e tubo di scarico); mentre il traffico che si svolge nelle vicinanze della centralina produce l’11% delle polveri dagli scarichi e il 15 dai pneumatici: in totale, vale il 26%. 
Ebbene, se consideriamo pari a 100 questa frazione, le automobili ne emettono il 9% dal tubo di scarico e il 30% dall’abrasione dei pneumatici; i veicoli industriali, il 33% dallo scarico e il 28% dai pneumatici. Due cose sono chiarissime: primo, il 9% del 26%, attribuito ai gas di scarico delle auto nel traffico locale, equivale al 2,5% del totale. Come dire che quando in certe aree si proibisce la circolazione di tutte le auto (a benzina, a gasolio, Euro 0 o Euro 5), si riducono le polveri emesse della stessa percentuale; secondo, quando si introducono norme più severe per gli scarichi delle nuove vetture, si interviene su una frazione infinitesimale di quel 2,5%, ma non si modifica in alcun modo quella ben più grande prodotta e sollevata dai pneumatici (che nel traffico locale vale 3 volte di più).
Proponiamo due sole riflessioni: prima. Le polveri da carbone e da legna sono sempre esistite da quando l’uomo usa questi combustibili per riscaldarsi, cuocere cibi, forgiare metalli. Ötzi, il guerriero mummificato sul ghiacciaio del Similaun, nel Sudtirolo, aveva i polmoni neri di fuliggine. Negli ultimi due secoli Milano si è riscaldata col carbone, che è certamente la più pericolosa fonte di particolato e di anidride solforosa. Negli anni Sessanta, a Milano si toccavano punte di 1700 µg/m3 di polveri sottili. Oggi, con valori nettamente inferiori, giovani ricercatori in cerca di consenso proclamano che a causa dello smog sono aumentate le malattie polmonari dei bambini. E pensare che i loro genitori sono vissuti e cresciuti in un ambiente ben peggiore. Per fortuna un vero esperto, il professor Umberto Veronesi, ha dimostrato che l’inquinamento da polveri è causa infinitamente più piccola di malattia rispetto a quanto provocato dal cibo, dal fumo e da un cattivo stile di vita. E ha osservato che al cibo sono dovuti il 34% dei tumori, mentre tutto l’inquinamento ambientale non supererebbe il 3%.
Del resto nell’inquinatissima Milano si muore molto meno di tumore al polmone di quanto non succeda nei verdi villaggi dell’Alto Adige; seconda riflessione. Vi siete mai chiesti perché dopo 15 anni dall’invenzione delle targhe alterne, i vari blocchi della circolazione, le domeniche a piedi, non è successo niente, non si è ottenuto alcun risultato, tanto che la situazione si ripropone di anno in anno?
Domeniche a piedi: demagogia.
Le domeniche a piedi facciamole pure, per divertirci in bicicletta e per riconquistare le città, ma non raccontiamo la balla che servono per prevenire l'inquinamento da polveri".
 (felice)


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Offline m.real

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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #121 il: 26 Novembre 2018, 15:31:50 pm »
 (felice) (appl) (appl) (superok)
in fondo al tunnel ce sempre una luce

Offline Watson

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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #122 il: 27 Novembre 2018, 14:32:26 pm »
Bellissimo articolo, chissà se i nostri amministratori ne sono a conoscenza, bisognerebbe girarglielo nelle loro pagine FB o twitter (post)


Volevo aggiungere anche una considerazione su come si rilevano questi dati, in ogni città ci sono le centraline che misurano i livelli dei diversi inquinanti, sono poste sul territio non so con quale criterio,  alcune sono vicinissime alla strada e vengono classificate come stazioni di traffico, altre sono poste all'interno di parchi o aree chiuse e vengono classificate come stazioni di fondo, suddiviso a sua volta in fondo urbano, suburbano e rurale.


A Torino c'è ne sono 5, ma vengono considerate solo 3 e fino allo scorso anno si prendeva il valore più alto delle tre, come dire cerchiamo di far risultare sempre rosso il valore di pm10  (giu)

quast'anno sono stati costretti a modificare il sistema, il valore che si utilizza per il calcolo del livello del pm10 è dato dalla MEDIA di 3 centrali, due in città ed una in un comune limitrofo, inoltre si considerano solo i valori presi due volte alla settimana, prima tutti i giorni.


Per farla breve, ho iniziato a registrare da parte i valori espressi da queste centraline e guarda caso nei 3 mesi di rilevamenti, si è sforato solo 3 volte (in tre giorni consegutivi, quindi come dire una sola volta in 3 mesi)

ma se si fosse considerato il vecchio sistema saremmo già a 11 sforamenti  (sorpreso)

Concludo, mi chiedo che certezza c'è nella misurazione del pm10 se si decide di calcolare in un modo o nell'altro, il dato rilevato diventa così una variabile soggettiva a seconda di come si utilizzano i valori, si passa da una città con moltissimi sforamenti ad un'altra pochi e nella norma  ???

e all'estero i rilevamenti sono fatti in questo modo o hanno altri sistemi che magari fanno risultare l'aria più o meno respirabile  ???
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline 2cvami

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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #123 il: 27 Novembre 2018, 14:58:06 pm »
Altro articoletto interessante.

Colpa del riscaldamento.

"I livelli di inquinamento da Pm10 nelle principali città italiane sarebbero in leggera discesa, lo rileva l’Ispra (Istituto superiore per la ricerca e protezione ambientale ) anche se sottolinea nel suo consueto rapporto annuale, nelle 60 metropoli tenute sotto controllo si sono comunque sforati i limiti fissati dall’Organizzazione mondiale per la sanità. Nel rapporto sulla qualità dell’ambiente si legge infatti: "In tutte e 60 le città considerate - tranne Livorno - nel 2011 le concentrazioni medie annue (fondo urbano) di Pm10 sono state superiori al valore soglia per la protezione della salute umana consigliato dall'Oms (20 microgrammi/m3), in 6 città del bacino padano i valori hanno superato la soglia annuale prevista dalla normativa (40 microgrammi/m3). Le città con maggiori concentrazioni di Pm10 sono Milano, Monza, Torino e Brescia”. Nelle città analizzate (dove si concentra il 25% delle popolazione italiana) però la fonte principale di Pm10 non sono i veicoli, bensì il riscaldamento domestico e dei camini industriali, le tanto colpevolizzate moto non sono prese quasi in considerazione".



Ho poi trovato un articoli su questo dispositivo del quale non sapevo l' esistenza...

Un depuratore efficace.

"Alle volte le idee più semplici sono anche le più geniali, quella che hanno avuto i ragazzi della start-up italiana Is-TECH fa parte senza dubbio di questa categoria. Da qualche di tempo il loro sistema per eliminare l'inquinamento è in funzione a Milano, Roma e l'Aquila, gli APA (Air Pollution Abatement) sono abbattitori di Polveri Atmosferiche, cioè dispositivi che aspirano l'aria inquinata, la depurano e la rimettono "in circolo". Il principio di funzionamento è simile a quello che regola il ciclo naturale della pioggia:l'APA viene installato a circa un metro dal suolo e aspira l'aria inquinata, una volta all'interno, l'aria viene “bagnata” con del liquido in grado di imprigionare il PM10 e depositarlo in una vasca di raccolta. L'aria ripulita può così essere nuovamente rimessa nell'ambiente. La piattaforma APA, dopo 7 anni di studio in laboratori nazionali e internazionali, è stata sperimentata per oltre 2 anni in diversi stabilimenti industriali e in alcune aree urbane con buoni risultati, tra cui, appunto, i centri storici di Roma, Milano e L’Aquila. Ora Is-TECH sta valutando la possibilità di esportare questa tecnologia italiana all'estero, Praga, Pechino e Los Angeles sono le città che hanno dimostrato maggiore interesse per il sistema anti PM10. Per mettere a frutto al massimo gli APA, Is-TECH ha in programma di corredarli di spazi per cartelloni pubblicitari e anche di sistemi telematici connessi a internet in grado di offrire servizi di pubblica utilità per i cittadini".

Sapete se questi dispositivi sono utilizzati?

 (felice)



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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #124 il: 27 Novembre 2018, 15:47:12 pm »
De Vita, con argomenti più che validi, difende anche il tanto accusato Diesel...

"Chi muove guerra al diesel agitando lo spauracchio dell’inquinamento e dell’effetto serra, è poco informato e spesso confonde le due questioni che invece andrebbero sempre tenute distinte: effetto serra e inquinamento (inteso come gas nocivi per l’uomo).
L’effetto serra è causato dall’immissione nell’aria di CO2 (anidride carbonica) gas innocuo, che emettono gli esseri viventi quando respirano ed anche i motori, con un ruolo positivo nel processo della fotosintesi delle piante ma che è anche responsabile del riscaldamento del pianeta. Quello che però si tace è che il maggior responsabile del riscaldamento terrestre è il metano, attivo da 60 a 300 volte in più, emesso da tutte le produzioni agricole e dagli allevamenti intensivi di bestiame: ma nessuno chiede di limitare queste pratiche e si preferisce accusare il diesel, che per paradosso è anche il motore che emette fino al 30% in meno di CO2 rispetto agli altri propulsori.
Passiamo ai gas inquinanti: il diesel è totalmente esente da emissioni di ossido di carbonio (CO), che sono pari a zero. Addirittura, sui modelli più recenti non si riesce neppure a misurare la quantità emessa, perché è così bassa che è al di sotto degli standard minimi di rilevamento degli strumenti.
Il diesel ha invece una produzione maggiore di ossidi di azoto (NOx) perché essendo un motore privo di farfalla non parzializza l’aria e ne aspira tanta anche al minimo, rispetto ai motori a benzina che ne aspirano circa un decimo.
Morale, la quantità virtuale di ossidi di azoto attribuita al diesel non è quella reale misurata allo scarico, ma quella che salta fuori nel ciclo NEDC, che prevede numerose soste al minimo. Infatti, in autostrada, entrambi i motori, benzina e diesel, respirano grosso modo la stessa quantità d’aria e quindi le emissioni “vere” si equivalgono.
Gli ossidi di azoto, poi, non sono pericolosi per l’uomo da soli: però diventano irritanti se si trasformano in ozono. Ma ripeto, da soli non provocano effetti cancerogeni: è inutile quindi misurare la percentuale di ossidi d’azoto presente nell’aria, perché sono fondamentalmente innocui. Possono dar luogo ad acido nitrico e poi a nitriti e nitrati (cancerogeni se assunti in grande quantità) ma solo dopo la combinazione con acido carbonico, come accade spontaneamente in natura, quando la pioggia si carica di composti azotati rendendo fertili i terreni».
Ed il problema delle polveri sottili, del riscaldamento degli edifici che ne producono il triplo o il quadruplo rispetto a tutti i mezzi di trasporto?
«Basta tornare indietro di qualche anno con la memoria, quando negli anni 60 a Milano la nebbia si tagliava con il coltello: allora, con pochissime auto diesel in circolazione, c’era nell’aria una media 175 mg di polveri sottili per metro cubo, con punte di 1.700, a causa del riscaldamento delle abitazioni col carbone, con l’olio pesante, con la legna. Ma c’era anche chi stava peggio: a Londra, per esempio, si arrivava anche a valori di 5.000 microgrammi per metro cubo.
Nel tempo ci sono state molte modifiche alle norme: il limite di attenzione era di 300, oggi a 50 scatta lo stato d’allerta; metà del parco circolante è formato da auto diesel, ma l’aria è molto più pulita, con una media annua di 40 e punte settimanali di 70 o 80 mg per metro cubo. Eppure, ce la prendiamo con il motore diesel, che è più pulito anche rispetto al benzina, e non si prendono provvedimenti riguardo i camini ed il riscaldamento domestico».
Americani e cinesi hanno una precisa strategia industriale: perché in Europa la assecondiamo?
«In tutte le grandi civiltà, ad un certo momento è nato un virus che ne ha innescato la fine. Qualcosa del genere sta facendo oggi l’Europa, dal punto di vista industriale, mettendo il diesel alla gogna, come non fanno altre nazioni. In Cina, in Giappone, ed anche in America, l’industria sta creando alternative al diesel, ma la stampa, e quindi l’opinione pubblica, non lo demonizza come accade da noi. L’Europa sta distruggendo un suo gioiello, rinunciando ad un primato industriale e favorendo economie straniere, visto che le componenti di vetture elettriche o ibride, dalle terre rare per i motori, al cobalto per le batterie a carica rapida, non sono disponibili in Italia. Stiamo sacrificando un’eccellenza che andava difesa, finendo col favorire interessi altrui".

Direi che abbiamo più di un motivo per sentirci presi per il c...!

 (nonso)
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Offline Astor Mingus

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Re:Circolazione a Torino
« Risposta #125 il: 08 Dicembre 2018, 10:22:20 am »
Bellissimo articolo, chissà se i nostri amministratori ne sono a conoscenza, bisognerebbe girarglielo nelle loro pagine FB o twitter (post)


Volevo aggiungere anche una considerazione su come si rilevano questi dati, in ogni città ci sono le centraline che misurano i livelli dei diversi inquinanti, sono poste sul territio non so con quale criterio,  alcune sono vicinissime alla strada e vengono classificate come stazioni di traffico, altre sono poste all'interno di parchi o aree chiuse e vengono classificate come stazioni di fondo, suddiviso a sua volta in fondo urbano, suburbano e rurale.


A Torino c'è ne sono 5, ma vengono considerate solo 3 e fino allo scorso anno si prendeva il valore più alto delle tre, come dire cerchiamo di far risultare sempre rosso il valore di pm10  (giu)

....

Ad Alessandria, città di pianura con frequente ristagno di nebbia e scarse precipitazioni, due delle centraline sono poste a livello stradale in prossimità di due trafficatissimi punti di transito della circonvallazione urbana, ove convergono sia i mezzi privati che quelli commerciali ed industriali.
Va da sè che quando fa freddo, con i riscaldamenti accesi, appena smette di piovere per tre giorni, i livelli di PM10 vanno subito alle stelle.
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