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Autore Topic: La Giallina e l' R4  (Letto 3670 volte)

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La Giallina e l' R4
« il: 14 Gennaio 2008, 12:36:29 pm »
Il  “ Lurens “ era un tipo curioso, gia’ allora.

Quello che piu’ ti colpiva vedendolo era quella sua testa enorme, tanto che un nostro amico aveva preso a chiamarlo “ Pannello solare “, nomignolo che poi gli e’ rimasto appiccicato e che ancora oggi, vedendolo, usiamo, nonostante il  suo essere ormai “ imprenditore “.

All’epoca, quell’epoca in cui eravamo tutti “ ragazzetti “, il Lurens era solito girare con una Fulvia Coupe’ nera, per noi troppo veloce per poterci competere.

Fu quindi con enorme sorpresa che quella sera lo vedemmo arrivare al Bar a piedi, scuotendo quella testa enorme mentre si avvicinava a noi, allargando le braccia  per farci capire che la Fulvia lo aveva mollato.

Ed era proprio cosi’ : il motore della Fulvia lo aveva piantato in asso, irreparabilmente e definitivamente.

Aveva gia’ deciso di non farla riparare, perche’ sarebbe costato troppo.

L’avrebbe venduta, e con il ricavato avrebbe preso un’altra auto, che tramite il nostro meccanico aveva gia’ trovato : una R4 !!!!

Ci guardammo tutti un po’ sorpresi, conoscendo la sua passione per le auto  “ veloci “, ma alla fine capimmo che era una scelta dettata dal fatto di dovere per forza avere un’auto in tempi brevi, da usare per andare al lavoro.

E fu cosi’ che la sera dopo lo vedemmo arrivare al Bar con l’R4, bianca.

Ci girammo un po’ intorno, guarammo dentro, e la cosi’ fini’ li’, in quanto nulla di quell’auto ci colpi’ veramente.

Da li’ in poi divento’ la sua auto, ed anche a me capito’ di salirci, in quelle sere in cui la Giallina rimaneva a riposo.

Salendo dissi al Lurens : “  Certo che sembra proprio la brutta copia della Dyane !!! Guarda i finestrini .... ed il modo di aprire le portiere ... e quella leva del cambio proprio li in mezzo ... ma dai .. ma come si fa ??? “

Il Lurens dondolava il testone, alzava le spalle ma non diceva nulla.

Il rumore che faceva poi era ridicolo .... prendeva i giri in modo strano, anzi, sembrava non li prendesse per nulla, mantenendo quasi lo stesso rumore dal minimo al massimo.

“ Pero’ e’ un quattro cilindri ad acqua, ed e’ pure 850cc “ provo’ a dire il Lurens.

“ Guarda, sara’ pure 850 e tutto quello che vuoi, pero’ sta’ roba qua la prende la paga dalla Dyane “ dissi io.

E cosi’ il guanto di sfida era lanciato.

Piu’ giravo sulla sua R4 e piu’ capivo che nonostante la differenza di cilindrata la Giallina l’avrebbe spuntata.

Ed una sera, chiaccherando del piu’ e del meno, tra una frase e l’altra il Lurens oso’ dire : “ At voli ciapela ? “( vuoi prenderla ? ).

Io non aspettavo altro, e dissi solo “ Si, come no ? “.

Ci accordammo sul giro da fare, che poi era sempre quello : Biandrate-Vicolungo-Recetto-Biandrate.

Non era una gara fatta solo di prestazioni pure, ma un misto di quello e di incoscienza pura, visto che si attraversavano tre paesi e si poteva incontrare di tutto.

Insomma, anche in caso di imprevisto il modo di recuperare c’era sempre.

La regola era sempre quella : si parte da sotto il semaforo, si arriva al Bar e  .... vale tutto !!!!!

E via .... !!!!!!!

Il Lurens era davanti, io e la Giallina appena dietro.

Tirai prima e seconda e ...... quasi lo tamponai, e dovetti frenare un po’.

Mi accodai, cercando di capire quello che il Lurens voleva fare.

Tra Biandrate e Vicolungo c’erano un paio di curve belle toste, e li’ capii che la Giallina era infinitamente piu’ veloce della R4, pero’ rimaneva da saggiare la velocita’ sul dritto.

Sapevo che dopo Vicolungo vi era un bel rettilineo, e mi misi in scia alla R4.

Appena inizio’ il rettilineo balzai sulla corsia di sinistra, e piano piano passai davanti alla R4.

E li’ feci la mossa decisiva : al posto da dare tutto gas e cercare di andarmene, rimasi con una parte di acceleratore non schiacciato, e vidi nello specchietto che, con un ghigno stampato in faccia, il Lurens e la sua R4 si stavano riavvicinando.

A sua volta il Lurens mi risorpasso’, e mi si mise davanti e si allontano’ un po’.

Io sapevo che dovevo solo stargli vicino, e con calma aspettai l’ultimo tratto di strada, tra Recetto e Biandrate.

Approfittai del passaggio nel centro di Recetto per ritornargli attaccato, e poi girammo a sinistra appena fuori dal paese in direzione di Biandrate.

Il Lurens accelero’ tutto, ed io dietro.

Vidi del fumo un po’ bianco che usciva dallo scappamento del’R4, e capii che il Lurens stava tirando a piu’ non posso.

Gli occhi del Lurens guardavano piu’ nello specchietto che davanti, e mancavano ormai un paio di chilometri scarsi a Biandrate.

La fede nella Giallina era enorme, come sempre.

Presi piu’ scia che potevo, scalai in terza e mi buttai fuori a sinistra.

In un attimo la Giallina affianco’ l’R4, in terza, con il tachimetro che stava arrivando a 110.

Fianco a fianco presi a guadagnare metri.

Senza nemmeno mollare l’acceleratore passai dalla terza alla quarta, sfilai l’R4 e ritornai sulla corsia di destra, davanti !!!

Il Lurens mi si appiccico’ dietro, ma la Giallina ormai era imprendibile.

130, e poi qualcosa di piu’, oltre il fondoscala, e l’ R4 perse terreno, perse la scia, perse .......

Arrivai al Bar con fare trionfale, scesi, chiusi la portiera, ed il quel momento il Lurens arrivo’,
sorbendosi il dileggio di tutti ed avviandosi direttamente al bancone del Bar, per pagare
il dovuto.

L’ R4 si era rivelata lenta, ma proprio lenta, tanto da meritarsi il soprannome di  “ Pianur “, e cioe’ esattamente il contrario delle R5 “ Alpine “ che allora spopolavano.

Ora rimpiango quelle gare, rimpiango la Giallina, e forse forse anche quella “ Pianur “, simboli dei nostri vent’anni e di tanta e beata incoscienza.

Il Lurens ogni tanto lo rivedo, Lui con il suo testone enorme, e che ancora oggi ricorda ben bene questa storia, tanto che se gliela ricordi, subito sorride.

La Pianur invece non so dove sia, o che fine abbia fatto, ma di sicuro da qualche parte continuera’ a girare, a correre, tranquilla e paciosa, pero’ con il terrore che da un angolo possa da un momento all’altro spuntare una “ Giallina “ ... !!!

 

 





 
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Offline vuboss

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #1 il: 14 Gennaio 2008, 13:12:25 pm »
Grande giallina  (su)
chi sà perchè ma il giallo tira di più ;D
il 1°gennaio per iniziare bene l'anno, la dyane ha segnato ben 145 kmh di tachimetro  (guid)
mentre Marlen dormiva.........  (muoio)
 (felice)



Offline marlen

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #2 il: 15 Gennaio 2008, 19:08:58 pm »
infatti io non ci credo!! :)
io non ho visto ,ne sentito niente....  (nonso)

Offline vuboss

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #3 il: 15 Gennaio 2008, 19:16:03 pm »
infatti io non ci credo!! :)
io non ho visto ,ne sentito niente....  (nonso)

la prossima la filmo  (su)

Offline Watson

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #4 il: 05 Marzo 2008, 15:57:43 pm »
Bella, mi mancavano i tuoi racconti..... ma siamo sicuri che non hai barato, neh  ;)

Hai sfruttato la scia della povera innominabile vetturetta per poi superarla ignobilmente.....

... lo vedo il povero Lurens schiacciare il pedale dell'accelleratore scivolando dal sedile a forza di spingerlo e imprecando per il terribile errore fatto nel starti davanti all'ultimo rettilineo....


Però non sapevo che esistesse una l'innominabile vetturetta pianur..... interessante come nome  ;)

Inutile sciverti bravo.... sei superlativo.
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #5 il: 05 Marzo 2008, 16:22:53 pm »
Bella, mi mancavano i tuoi racconti..... ma siamo sicuri che non hai barato, neh  ;)

Hai sfruttato la scia della povera innominabile vetturetta per poi superarla ignobilmente.....

... lo vedo il povero Lurens schiacciare il pedale dell'accelleratore scivolando dal sedile a forza di spingerlo e imprecando per il terribile errore fatto nel starti davanti all'ultimo rettilineo....


Però non sapevo che esistesse una l'innominabile vetturetta pianur..... interessante come nome  ;)

Inutile sciverti bravo.... sei superlativo.

E proprio in quel periodo nacque il mio odio acerrimo per la vetturetta .....

Ed il trucco del lasciarlo andare e' vecchio come il mondo, tanto che lo usavo anche con la Yamaha FRZ 1000 lottando contro altre 1000 piu' recenti ....
Credimi, la Giallina, almeno quella, era veramente piu' veloce dell'innominabile, che proprio non si muoveva ...
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #6 il: 05 Marzo 2008, 16:32:31 pm »
Lo immaginavo che avevi fatto il furbo  ;)

ma scusa se alla fine sei stato il vincitore, non potevi avere un pò di pietà per quella povera vetturetta....


... in fin dei conti l'avevi battuta, un pò di pietà verso la sconfitta, su dai...  ;)
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #7 il: 05 Marzo 2008, 16:38:20 pm »
Lo immaginavo che avevi fatto il furbo  ;)

ma scusa se alla fine sei stato il vincitore, non potevi avere un pò di pietà per quella povera vetturetta....


... in fin dei conti l'avevi battuta, un pò di pietà verso la sconfitta, su dai...  ;)

L'ho avuta .. l'ho avuta ... ci sono persino risalito !!!!

Per fortuna poi si e' preso una bella Uno Sting ....!!!!!!!
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #8 il: 10 Marzo 2008, 13:05:55 pm »
Carissimo Aspes tu non la racconti tutta, neh  ;)

Sai cosa hanno trovato in casa tua (non ti posso dare il nominativo delle mie fonti), ho in possesso un documento che racconta un'altra storia, una storia un pò diversa da quella bellissima che ci hai appena regalato.....

Se avrai il tempo di leggerla ascoltaci pure la sua colonna sonora, mi spiace che il mondo bicilindrico debba sapere di questa tua storia segrata, ma essendo io il paladino divensore delle ignobili vetturette (così le chiama Paola  ;D) non posso non pubblicare il seguito della tua storia...

La Giallina e l'innominabile vetturetta ..... eventi successivi

[youtube=425,350]YkTDqwaikWE[/youtube]
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La Giallina, il baffo e l'innominabile vetturetta....
« Risposta #9 il: 10 Marzo 2008, 13:10:55 pm »
La Giallina, il baffo e l'innominabile vetturetta....

Entrammo al bar con il Laurens che ci precedeva nero in volto, non accettava la sconfitta, ordinammo tutti da bere, offriva lui…

… si discuteva su quel sorpasso, il rettilineo prima della curva, la faccia stupita del Laurens quando non mi vide più nello specchietto retrovisore ed il mio sorriso mentre lo sorpassavo.

Una pacca sulla schiena e già iniziavamo a pensare alla prossima impresa, quando dal fondo del bar qualcuno tossì….

… nessuno lo aveva notato, nella penombra di quella sera un tizio mai visto prima in paese stava sorseggiando un boccale di birra, ma la sua tosse non era naturale, aveva quel tono di chi vuole intromettersi in una discussione.

Non ricordo bene che età avesse, il viso pulito, due occhi scuri come la notte e dei baffi che gli caratterizzavano il viso, appena si accorse che noi lo guardavamo lo straniero si avvicino e si mise a parlare.

“certo che una volta può riuscire, ma ripetere l’impresa due volte…. Scommetto che la tua giallina non è in grado di farcela…”, le sue parole non mettevano paura, il suo sguardo era tranquillo, nessuno si sentì minacciato, ma io non potevo starmene in silenzio senza rispondergli.

Lo salutai e gli chiesi cosa volesse supporre con le sue frasi, lui con calma finì di sorseggiare la sua birra e poi con naturalezza mi porse il guanto di sfida, “saresti capace te con la tua Giallina battere una vera innominabile vetturetta rossa ?”.

Gli amici si stupirono di così tanta arroganza, ma io mi resi conto che lo straniero era tranquillo, per nulla arrogante, uno sguardo amico, un tono di voce da persona conosciuta, gli chiesi che prima dovevo vedere questa vetturetta innominabile, dovevo accertarmi che non ci fosse un trucco, non so il motore rifatto, ma lui non smise di sorridere da sotto i suoi baffi e mi lancio le sue chiavi.

“E’ la fuori, di fronte al bar, ed è rossa… non puoi sbagliarti”, uscimmo tutti, anche il Laurens era come rinato, sembrava quasi che un angelo fosse venuto in suo aiuto a lavargli la tremenda onta appena subita, uscimmo e la notammo, alla luce del lampione con il suo colore particolare…

…. ci salii sopra, accesi il motore e mi feci un giro, nulla di speciale anzi rispetto a quella del Laurens sarebbe stata una passeggiata.

Ci accordammo per rivederci la sera successiva e compiere lo stesso identico percorso: Biandrate-Vicolungo-Recetto-Biandrate.

Il “baffo” così venne chiamato dagli amici lo straniero si presentò la sera successiva davanti al bar, tutto era pronto e tutto ebbe inizio da sotto il semaforo, attendemmo il verde….. e partimmo!!!

Come sospettavo il baffo rimase dietro incollato come una foglia, l’avevo intuito che il suo progetto era sfruttare la scia per superarmi sul rettilineo finale, ma superate le prime curve verso Vicolungo, con una finta, appena fuori paese, mi allargai in modo che mi sorpassasse.

Il baffo non era un granché, la sua guida non era poi così eccezionale, nel percorso verso Recetto avevo già capito che sarebbe stato un giochetto da ragazzi, l’avrei sorpassato al fondo del rettilineo per Biandrate, proprio oltrepassato l’autostrada…

… e così avvenne, gli potevo leggere lo sconforto direttamente dal riflesso dei suoi occhi dal suo specchietto retrovisore, in pochi secondi mi spostai da dietro il suo sedere e con una minima accelerata gli ero a fianco…

Un’occhiata soddisfatta e lo trovai stranamente tranquillo, la sua guida era rilassata, non c’era tensione nel suo viso, ebbi quasi la sensazione che stesse sorridendo, rientrai nella corsia in corrispondenza del sito dove era accampato il circo…

… erano arrivati da pochi giorni ed in paese molti avevano assistito ai suoi spettacoli, io no, non mi interessavano queste manifestazioni, e poi già dal nome non mi attirava proprio.

“Il circo delle quattro erre”, ma che razza di nome potevano dare ad un circo, ma mentre mi avvicinavo alla svolta per Biandrate, dove grazie alla mia agilità nelle curve l’avrei decisamente sconfitto successe qualcosa di inaspettato….

… udii un forte botto, istintivamente spostai gli occhi dal parabrezza allo specchietto retrovisore, con un po’ d’angoscia temevo che l’innominabile vetturetta fosse scoppiata per il tremendo sforzo, ma quello che vidi mi rimase impresso per sempre nella mia memoria….

Vidi un’ombra in lontananza avvicinarsi velocemente, non si capiva bene cosa fosse, sembrava quasi fosse una cosa viva, la vetturetta diventava sempre più piccola ma quest’ombra gli passo accanto e come per incanto due braccia avvolsero la rossa vetturetta…

…. ed essa si stacco da terra, e l’ombra prese una forma di una donna, un’enorme donna che avvolgeva il suo innamorato e la rossa prese il volo….



Lascia d’istinto il piede dall’acceleratore e la giallina rallento la sua corsa, mentre l’innominabile vetturetta volava sopra la mia testa abbracciata ad una donna dalle dimensioni sproporzionate ma dal viso di una grazia che mai più ebbi il piacere di vedere, ed il baffo con il suo sorriso tranquillo mi fece un cenno, un saluto e sparì nel nero del cielo….

Arrivai al bar da solo e già gli amici urlavano di gioia, aprii la portiera ed il mio viso era bianco come la vetturetta del Laurens, ma non potevo parlare, non potevo dire quello che avevo visto, non mi avrebbero mai creduto, ed in quell’istante decisi che non era mai successo nulla e mentì

“l’ho visto svoltare a sinistra prima del ponte sul canale, credo che visto sconfitto abbia deciso di ritirarsi, lo immaginavo che si sarebbe ritirato, era tutto fumo…”

Il giorno successivo mi recai dove era accampato il circo, ma non c’era più nessuno, chiesi in giro ai contadini del luogo e seppi che nella notte avevano smontato tutto e se ne erano andati velocemente come erano arrivati.

Chiesi agli amici che c’erano stati e mi dissero che l’attrazione centrale era una donna enorme che veniva infilata in un cannone e dopo lo sparo usciva da una nuvola d’oro e  d’argento sopra la capotte di una innominabile vetturetta rossa guidata da un clown dai baffi neri come il carbone ed un naso rosso come un gran bevitore.

A terra trovai questo schizzo, pensai da qualcuno che avesse visto la scena, ma interrogati i compaesani, nessuno aveva notato nulla quella sera, me l’ero sognato, me lo misi ben in testa e piegato per benino quel foglietto dimenticai velocemente questa strana avventura…

…. la sera che la giallina venne battuta dall’innominabile vetturetta e dal baffo e dalla sua donna cannone.





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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #10 il: 10 Marzo 2008, 13:46:31 pm »
Forte questa storia Watson .....
Ma sento gia' la Giallina che si sta' rivoltando nella sua tomba fatta di lamiere accartocciate, di foto di ragazze, di patchouli ....

In verita' non sei andato molto lontano da quello che sarebbe potuto succedere, e cioe' che solo una donna, od una ragazza, avrebbe potuto passare la Giallina.

E credimi, un seguito c'e' veramente stato, anche se ancora non l'ho scritto ...

Il titolo pero' lo posso anticipare : La Giallina e l'R5 .....

Comunque, una volta ancora : BENTORNATO !!!!!!

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Offline Orio

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #11 il: 10 Marzo 2008, 13:52:36 pm »
accidenti,bentornato davvero Tony
Il tradito potrà anche essere un ingenuo....ma il traditore rimarrà sempre un infame!

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #12 il: 10 Marzo 2008, 14:44:58 pm »
... all'ora attenderò il tuo racconto con "l'Alpine" sempre pronto a poi trovare quei documenti segreti che persone gentili mi hanno passato sul tuo passato..... di verdure, non so ma di scavezzacollo di certo.

 ;D
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #13 il: 10 Marzo 2008, 15:30:47 pm »
Una cosa poi mi e' veramente piaciuta ... i disegni !!!!

Chi li ha fatti ????
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Offline Watson

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #14 il: 10 Marzo 2008, 16:06:09 pm »
non lo so non li hai trovati tu tanti anni fa, ai tempi del Laurens e del baffo ?!?  ;)
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #15 il: 11 Marzo 2008, 16:26:23 pm »
I disegni, non mi sembrano così riusciti, a parte l'ignobile vetturetta che mi sembra stupenda  ;D


Se i tuoi ricordi sono precisi, il rettilineo del sorpasso è quello che ti ho evidenziato con la foto aerea ?

Chissa se il "baffo" lo ritroveremo anche in altri tuoi ricordi  ;)
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #16 il: 12 Marzo 2008, 09:09:22 am »
E poi .......

---------------


Quella mattina mi ero svegliato prestissimo, sudato, e con una strana sensazione allo stomaco.

Avevo fatto un brutto sogno, ed il ricordo di esso non se ne voleva andare, ed era cosi’ forte, cosi’ prepotente da farmi persino dubitare che si trattasse di un sogno.

Scesi in cucina, e da li uscii in giardino, e poi ancora su, verso il terrazzo.

Una volta li, la vista spaziava verso le montagne.

Il sole non era ancora sorto, ma la luce si stava diffondendo ovunque, e le poche ombre ancora presenti si stavano rapidamente diradando, come se scappassero di fronte ad un pericolo.

Ma pericolo non era.

Era il sole, che aveva iniziato la sua ascesa e che avrebbe portato a scandire le ore ed i ritmi di quella giornata.

Era l’alba, e dopo tanto tempo io l’avevo rivista.

Ed era bellissima.

La sensazione strana perso’ non se ne voleva proprio andare, ed il sogno piano piano stava riaffiorando.

Eravamo nel 1983, e la Giallina da un paio d’anni aveva lasciato il posto ad un’altra Dyane un po’ anonima, beige, che avevo riempito di accessori ma a cui proprio non ero riuscito ad affezzionarmi.

La Giallina pero’ era ancora li, perche’ l’avevo passata a mio Fratello, ed era sempre sotto i miei occhi.

In quel periodo era appena uscito il nuovo album di De Gregori, e la sera prima, come tante altre volte, avevo girovagato nella notte, senza meta, sentendo e risentendo quelle canzoni, ed una in particolare : “ La Donna cannone “.

L’avevo imparata a memoria, e continuavo a sentirla e risentirla, tanto che era entrata dentro di me, struggente e delicata come poche canzoni possono esserlo.

Sempre con il mangianastri acceso la sera prima ero entrato in garage, avevo spento la Dyane e subuto dopo lo stereo, lasciando posto al silenzio, finalmente.

Uscito dal Garage, passando sotto il portico verso casa, lo sguardo inevitabilmente mi cadde sulla Giallina, e camminando con la mano la sfiorai dal cofano al portellone, come accarezzandola, proprio come si fa con la moglie o la figlia che gia’ dormono quando mi corico tardi.

Prima di entrare in casa mi girai a riguardare la Giallina, e rimasi li per un po’ come se nell’aria ci fosse una sensazione strana, qualcosa di elettrico.

Mi coricai, ed il sonno venne subito, seguito poco dopo da quel sogno.

Ed il sogno lo conoscete gia’ : La gara appena vinta con il Lurens, il tipo strano con i baffi nel Bar, la nuova gara con l’R 4 persa perche’ volata via con la Donna Cannone.

Si’, c’era qualcosa di strano.

In tutti quegli anni la Giallina era stata la Giallina, insuperabile.

E non per prestazioni, perche’ in fondo era pur sempre una Dyane, ma solo per la pazzia del suo conducente, che alla fine ne inventava sempre una per farla stare davanti.

E quindi quel sogno che significato aveva ?

Era semplice : era io che almeno una volta avrei voluto perdere, e forse perdendo mi sarei liberato di quel dover sempre inventarne una ogni volta, e forse tutte le cose sarebbero andate diversamente, forse la mia vita avrebbe preso un’altra piega.

Ma ancora non bastava.

C’era stato qualcosa di troppo reale nel sogno.

Poco dpo anche mio fratello sil alzo’, e gli dissi : “ Sergio, devo prendere la Giallina, ti lascio l’altra Dyane “.

“ Come mai  ? “ disse lui.

“ Niente, poi ti spiego “.

Salii sulla Giallina.

Il sedile era ancora piu’ sfondato di come memlo ricordavo, accesi il motore e via.

Mi diressi verso Novara, e girai e girai per la citta’, guardando e cercando in tutti i luoghi, e .. niente.

Stavo per rinunciare, quando, lungo ls starda per Galliate, vidi un piccolo cartello consumato “ Circo “.

Tutto li. Senza nomi, senza fronzoli. Solo “ Circo “.

Mi diressi verso l’uscita della citta’, e sulla destra vidi un tendone piccolo e consunto.

Parcheggiai la Giallina li vicino e mi mossi con circospezione a piedi.

Non c’era nulla di strano, ma era sicuro che era il Circo del sogno.

Mi diressi verso quella che mi sembrava l’entrata e .... eccolo !!!!

Stava uscendo in quel momento, ed era Lui, il baffo.

Stesso occhi scuri come la notte su di un viso pulito.

Mi guardo’ ed io guardai lui, senza proferire parola.

Alla fine lui mi disse “ Ciao. E’ un po’ presto per il Circo. Hai bisogno di qualcosa “.

“ Ciao “ dissi io.

“ Guarda, io non sono un’amante del circo, ma se non ti dispiace dovrei farti una domanda un po’ strana “.

“ Dimmi pure “ disse lui.

“ Ma per caso avevi una R 4 rossa e qui da te lavora una signora che fa il numero della donna cannone “ ?

Il suo viso cambio’, sembrava che lo avessi colpito allo stomaco, ed inaspettatamente prese a piangere, e le lacrime gli scendevano sempre piu’ copiose cul viso.

“ Se n’e’ andata ieri sera, per sempre, dopo tutto questi anni, Lei ed anche la macchina, ed io sno disperato, non so piu’ cosa fare “.

Io rimasi senza parole, biascicai qualcosa, lo ringraziai  emi diressi verso la Giallina.

“ Senti ???? “ mi sentii chiamare dal Baffo.

“ Torna quando vuoi, magari Lei ritorna. Io mi chiamo Toni “.

“ Ciao, allora ci vediamo “, dissi io.

Seduto sulla Giallina pensai : povero Toni, lui non lo sa, ma lei non sarebbe piu’ tornata.

Ognuno di noi ha qualcosa da ricordare, qualcosa di struggente, e lei andandosene non so perche’ aveva aiutato me a superare un po’ il mio passato.

E l’alba aveva ormai lasciato il posto ad una giornata stupenda. 



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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #17 il: 12 Marzo 2008, 14:44:36 pm »
 (?)

non so perchè ma mi ricorda qualcosa.....


dovrei raccontarti un giorno la storia dell'utenete mascherato che cercò di competere col baffo.... chissa se qualcuno di voi la conosce  ;)

 (abbraccio)
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #18 il: 12 Marzo 2008, 14:52:19 pm »
(?)



dovrei raccontarti un giorno la storia dell'utenete mascherato che cercò di competere col baffo.... chissa se qualcuno di voi la conosce  ;)

 (abbraccio)

Unl'atra storia ? Dai .. racconta .. rqacconta ... !!!!!
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #19 il: 25 Marzo 2008, 09:10:07 am »
E poi ancora ... :

--------------------------


Stavo lavando l’auto quando sentii mia Madre chiamarmi.

“ Maurizio, vieni ... il telefono  !!!! “

Chiusi l’acqua, tolsi il guantone imbottito di schiuma ed entrando in casa chiesi : “ Chi e’ ? “

“ Non lo so, non l’ha detto “.

Presi il telefono e dissi “ Pronto ? “

“ Maurizio ? “
 
“ Si, sono io, chi sei ? “

“ Ciao, sono Toni, il Baffo, ti ricordi vero ? “

All’inizio il nome non mi disse nulla, e sentendomi dubbioso e silenzioso mi disse :
“ Ma come, non ti ricordi, sono quello del Circo “ !!!!

In quel preciso momento mi ricordai : avevo incontrato Toni due o tre anni fa, davanti al Suo Circo, in seguito ad uno strano sogno che avevo fatto.

Mi ricordai che Toni era appena stato lasciato dalla Sua Compagna, che in piu’ gli aveva portato via anche l’auto.

“ Certo che mi ricordo ...... tutto bene “ !!!!

“ Si tutto bene. Lei e’ ritornata, un po’ di tenpo fai. Vieni. Ti dobbiamo parlare. Siamo sempre allo stesso posto “.

“ Va bene. Tra un’oretta sono li “.

“ Chi era  ? “ chiese mia madre.

“ Un vecchio amico, che e’ da un po’ che non sentivo. Lo vado a trovare, per un saluto.
Ci vediami per cena “.

Finii velocemente di lavare ed asciugare l’auto, accesi il motore e mi accomodai in quel sedile anatomico, cosi’ comodo.

Avevo appena cambiato tutto lo scarico, eliminato il filtro per una batteria di tromboncini, ed il rumore era impressionante.

Tutto cio’, abbinato a quella colorozione bianco, rosso e verde non mi avrebbe certo fatto passare inosservato.

Quando arrivai davanti al Circo, Toni era davanti a tendone.

Io arrivai di gran carriera, accennai un testa-coda e fermai l’auto proprio in mezzo ad un nuvolone di polvere.

Scesi e dissi a Toni : “ Scusa .... !!! “

“ Di nulla ... tanto il luogo e’ appropriato “.

“ Toni, avevi bisogno di me ? “

“ Non proprio ... vieni “.

Mi porto’ all’interno del tendone, dove alcuni personaggi stavano provando dei numeri.

Lo attraversammo, uscimmo sul retro in un piccolo spazio pieno di gabbie, fieno, attrezzi strani, e da li fino ad un altro tendone, piccolissimo.

Toni scosto’ un lembo, ed entrammo.

Appena dentro vidi Lei, la donna cannone del sogno, che pero’ era diversa da come me l’ero immaginata nel sogno.

Era vestita di nero, non altissima, capelli castani lunghi e due grandissimi occhi espressivi, che mi scrutavano.

Accennai un saluto, che Lei ricambio’, ma po vidi Lei, e rimasi di sasso.

Dall’altro lato di quel piccolo tendone c’era la Giallina !!!!!

Era cosi’ splendente che il suo colore poteva competere con il sole, e guardandola notai che erano spariti tutti quei segni causati dalla mia incuria.

Era come nuova, e le sue cromature luccicavano ed inviavano riflessi come neve al sole.

Feci per andarle incontro, ma Lei mi disse “ No “.

La guardai perplesso.

“ Ora no “ continuo’ Lei “ ora non ti servirebbe a nulla. Sei troppo preso da altre auto, da altre cose, ancora non e’ venuto il tuo momento di poterla riamare.
Dovra’ passare altro tempo, forse parecchio tempo, e solo quando il ricordo sara’ struggente, solo quando capirai i tuoi sbagli, ecco, forse solo allora potrai riaverla “.

La guardai senza sapere cosa dire, ed all’istante capii che aveva ragione.

Guardai ancora una volta la Giallina, proprio mentre una prima lacrina aveva iniziato a corrermi lungo la guancia.

Toni mi riaccompagno’ fuori dal tendone principale, mi allungo la sua mano, che io strinsi, mi guardo’ fisso negli occhi e mi disse : “  Ci sono cose che non si possono spiegare, e ci sono fatti ed oggetti che nella vita diventano cosi’ importanti da condizionare la tua vita stessa.
Una di queste cose e’ la’ dietro in quel tendone.
Non avere fretta. Quando sara’ il momento lo capirai. Lei ti aspettera’. “

Salutai Toni, e ritornai verso casa, con una strana sensazione dentro di me.

Di anni ora ne sono passati tanti, forse troppi.

Inizio ad essere stanco, sempre piu’ disilluso.

La Giallina e’ ritornata dentro di me sempre piu’ prepotentemente, ma forse non ancora abbastanza.

Ogni volta che torno a Novara, anche involontariamente, distrattamente guardo in giro per vedere se trovo quel Circo.

O che il telefono squilli ... !!!!!!

   

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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #20 il: 25 Marzo 2008, 16:01:53 pm »
 ;D

devi solo coreggere il nome, non ricordo che il baffo si chiamasse Toni....

.... il baffo è senza nome, e poi non usava mai il telefono, lui sapeva trovarsi in un luogo nel momento giusto in cui c'era la neccessità che fosse presente (vecchio)

... però la Giallina se ti concentri bene vedrai che la ritrovi di sicuro e non neccessariamente dietro al quel circo che solo noi conosciamo (ed ora se gli altri non ne avevano la certezza, ora non ci saranno dubbi (matto))

Per quanto riguarda la tua domanda precedente al racconto....

..... l'utente mascherato è un racconto che devo ancora sviluppare, non è un semplice ricordo, ma qualcosa di più profondo....

... bisogna trovare la giusta colonna sonora e poi ti/vi racconterò la storia di un misterioso personaggio che fece la sua apparizioni su questa terra un giorno improvvisamente e improvvisamente sparì  :o
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Re: La Giallina e l' l'innominabile vetturetta
« Risposta #21 il: 25 Marzo 2008, 16:11:37 pm »
... però la Giallina se ti concentri bene vedrai che la ritrovi di sicuro e non

purtroppo non la rtitrovero' piu'


... bisogna trovare la giusta colonna sonora e poi ti/vi racconterò la storia di un misterioso personaggio che fece la sua apparizioni su questa terra un giorno improvvisamente e improvvisamente sparì  :o
[/quote]

moooolto intrigante !!!!!
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