2CV Club Italia - Forum

Autore Topic: Legge regionale lombarda sui divieti: qualche punto fermo (anno 2006)  (Letto 1420 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

RiccardoMI

  • Visitatore
Il provvedimento lombardo (di cui ho letto la scheda pubblicata sul sito della Regione) è una legge regionale: questo significa che non è impugnabile autonomamente avanti al T.A.R., ma in via incindentale avanti alla Corte Costitizionale (giudice delle leggi). Avanti al TAR potrebbe essere impugnata unitamente a un atto di attuazione della stessa. Ho inviato una istanza al Presidente del Consiglio affinchè valuti di impugnare la legge davanti alla Corte Costituzionale. Ho trasmesso copia del'istanza anche al Vostro sito.
Le vetture d'epoca sono ESCLUSE dai divieti e, tenendo conto che sono escluse pure quelle a metano, gpl o diesel con filtro antiparticolato, teoricamente nessuno dovrebbe restare a piedi.
Sto pensando di costituire un comitato Euro0 (che non richiede formalità particolari) per rendere pubblica la vicenda, in quanto vedo che la stampa tace (appositamente...) sul'argomento
« Ultima modifica: 17 Ottobre 2008, 18:10:34 pm da sert »

Offline protocollo118

  • Assiduo
  • **
  • Post: 13
  • La Dyane è per tutti quelli che...
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #1 il: 01 Dicembre 2006, 16:38:44 pm »
Le vetture d'epoca sono ESCLUSE dai divieti e, tenendo conto che sono escluse pure quelle a metano, gpl o diesel con filtro antiparticolato, teoricamente nessuno dovrebbe restare a piedi.

Mi permetto di far seguito a quanto scritto da RiccardoMI per confermare che da quanto emerge ad oggi dal sito della Regione Lombardia (non essendo ancora attualmente disponibile la legge Regionale titolata "Norma per la prevenzione delle emissioni in atmosfrea a tutela della saluta e dell'ambiente", nel testo approvato dal Consiglio Regionale in data 28.11.2006) e dalle anticipazioni prontamente fornite su questo stesso forum da MARTINI del RIASC,  le auto cd. storiche risultano esentate dal divieto di circolazione permanente previsto a far data dal 1 ottobre 2007.

Peraltro, mi è stato più volte ribadito da contatti presso la Commissione Ambiente della Regione, che il testo della L.R. licenziato in via definitiva riporta effettivamente ed espressamente dette deroghe, che prevedono la possibilità di esenzione dal blocco permanente, previa iscrizione dell'autovettura presso il Registro Storico della propria marca di apaprtenenenza, quindi il RIASC (medesima soluzione adottata in Toscana) e non essendo necessariamente richiesta l'iscrizione, ben più gravosa ed onerosa, all'ASI.

Spero che questo possa rassicurare, come auspicato da RiccardoMI, quanti su questo forum hanno espresso (più che legittime) preoccupazioni sul possibile futuro utilizzo delle nostre adorate bicilindiriche.

Offline cini

  • Residente
  • ***
  • Post: 158
  • flower
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #2 il: 01 Dicembre 2006, 17:45:32 pm »
peccato che la mia mammina ha una polo fox 1100 del...bo...'89??...e quella dove la iscrivo?? al club delle giovani marmotte???
..non e' giusto...
ciaocini

Offline Stella2cv

  • Assiduo
  • **
  • Post: 73
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #3 il: 01 Dicembre 2006, 17:49:02 pm »
Quanto da voi affermato non è proprio la soluzione che ci si aspettava.
E' confortante sapere che le "auto storiche" sono salve, ma il provvedimento rimane comunque iniquo verso tutte le auto "vecchie" che sono ancora in circolazione.
Infatti, mettendo in primo piano le nostre esigenze personali di salvaguardia delle amate bicilindriche,  pensiamo anche a chi ha una sola auto/moto "vecchia" e non può permettersi di cambiarla (con 2.000 euro...riservato solo ai disel a quanto pare e solo se si riusciranno a prendere...non si compra un gran che).
Inoltre, il pensiero che corre in queste pagine è anche quello che un iscrizione ad un registro storico non può cambiar nulla, nel senso che in pochi trovano un giustificato motivo nel fatto che se si debba essere iscritti ad un registro per poter circolare. Perchè questo balzello in più? La mia macchina non diventa meno inquinante solo perchè ho la targhetta del registro...Senza contare che la "tassa" andrebbe ad arrichire le casse dei registri storici, senza poi avere un significativo vantaggio (l'assicurazione a prezzo scontato la fanno anche senza iscrizioni varie)...
Ma ancor di più, il provvedimento non viene digerito perchè non risolve il problema dell'inquinamento e soprattutto perchè sembra quasi a favore di chi può permettersi di cambiare auto ogni 2 anni con il beneficio del contributo regionale.
Questo un pò in sintesi, difficile sintetizzare in poche righe quanto leggo e traggo dal forum...
Ma per queste cose occorrerebbe trovarsi dientro un tavolo per discutere ed esaminare tutti gli aspetti della faccenda, capire quali sono le reali esigenze, cosa comporta etc etc...

Offline Pacifico

  • Colonna
  • ****
  • Post: 3784
    • Libia
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #4 il: 01 Dicembre 2006, 23:26:11 pm »
Posto alcune domande da non leggere in chiave polemica ma che denotano la mia ignoranza in materia e la voglia di capirne qualcosa ..... la risposta, ovvia, che ci vogliano far cambiare macchina la conosco anch'io ma presumo che ce ne siano altre che mi sfuggono.

perchè questa equiparazione diesel/benzina se fino all'altro ieri risultava che il pm10 derivante dai trasporti era prodotto quasi esclusivamente dai diesel e se la regione ribadisce di fare scelte tecniche e non politiche?

E' vero che il fap seguendo la regola "nulla si crea, nulla si distrugge" non elimina il pm10 ma lo trasforma in particelle più piccole?

Quando inizieranno le misurazioni del pm2,5 ci potremmo vantare di avere auto ecologiche in quanto non lo produciamo?

Visto che si è già messo in cantiere la rottamazione degli euro3 e sembra che ci sia un calendario stilato a questo proposito a quando una legge regionale che obblighi i produttori/concessionari ad apporre una data di scadenza sulle autovetture che si acquistano? (c'è su una confezione di yoghurt da 1 euro .... non c'è su una macchina da 10.000 euro?)

perchè bloccare invece che incentivare i motocicli che sono l'unico mezzo consono per la viabilità in città?

perchè non introdurre delle limitazioni basate su cilindrata/dimensioni per la circolazione cittadina?

ci deve essere circolazione cittadina?  (?)

quale percentuale di pm10 è prodotto dalle autovetture/motocicli?

ci saranno dei blocchi al riscaldamento degli edifici non in regola con le emissioni?
bloccheranno anche le industrie produttrici di pm10?

e cosa devo fare se a seguito di lavori edili ingenti l'edificio di fianco a casa mia o al mio posto di lavoro produrrà in pochi mesi e in un'area limitata più pm10 di quanto la mia auto/moto avrebbero prodotto nella loro vita disperdendola su una superfice molto più ampia? potrò far chiudere il cantiere per ragioni sanitarie?

A me sembra che la coperta, come al solito, sia corta e che non ci si possa vantare di essere l'aera più produttiva della nazione e nello stesso tempo pretendere di non avere effetti collaterali.
Il rimedio proposto non intacca il problema che è strutturale .... mentalità arcaica e l'estrema difficoltà di trovare segni di buona fede.

 (doppiomuro)

Non camminare dietro a me, potrei non condurti.
Non camminarmi davanti, potrei non seguirti.
Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico. Albert Camus

RiccardoMI

  • Visitatore
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #5 il: 02 Dicembre 2006, 00:59:48 am »
Per Cini: nessuna preoccupazione per la Polo dell'89: esenso a benzina la puoi tranquillamente convertire al gpl.
Per Pacifico: anzitutto non esiste alcuna rottamazione delle Euro 3, nè alcun calendario al riguardo. Sarebbe davvero troppo. Se bloccherano i riscaldamenti e le industrie che emettono PM10 ? No, perchè è noto che la Fiat non vende nè caldaie nè industrie...

Offline Pacifico

  • Colonna
  • ****
  • Post: 3784
    • Libia
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #6 il: 02 Dicembre 2006, 12:15:45 pm »

Per Pacifico: anzitutto non esiste alcuna rottamazione delle Euro 3, nè alcun calendario al riguardo. Sarebbe davvero troppo. Se bloccherano i riscaldamenti e le industrie che emettono PM10 ? No, perchè è noto che la Fiat non vende nè caldaie nè industrie...


Beh sai com'è .... forse sono prevenuto o più semplicemente mi sto perdendo nei meandri di informazione e controinformazione ma quando ci sono contributi per rottamare indistintamente euro 0, 1, 2 e 3 questo mi fa presupporre che esista già un calendario al riguardo.
Leggendo la notizia mi fa riflettere il particolare che in questo caso è ben presente la distinzione benzina/diesel cosa che invece nel caso dei blocchi non viene considerata ....  (nonso)

Notizia dal sito della regione



Non camminare dietro a me, potrei non condurti.
Non camminarmi davanti, potrei non seguirti.
Cammina soltanto accanto a me e sii mio amico. Albert Camus

Offline paolo2cv2004

  • Assiduo
  • **
  • Post: 17
Re: Legge regionale sui divieti: qualche punto fermo
« Risposta #7 il: 09 Dicembre 2006, 19:56:12 pm »
Il provvedimento lombardo (di cui ho letto la scheda pubblicata sul sito della Regione)

per chi fosse interessato nella sezione file della lista ho inserito il testo completo della famosa legge. Non è ancora stato ufficialmente pubblicato sul bollettino ma è quello finale approvato.
per quanto ci riguarda (possibilità di sfuggire alle limitazioni) vedere l'articolo 13

ciao
Paolo