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Autore Topic: La Bianchina  (Letto 4206 volte)

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Offline Watson

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La Bianchina
« il: 02 Gennaio 2007, 15:52:25 pm »
La Bianchina

Durante le feste di Natale  (natale) ho approfittato per far un po’ di pulizia in cantina e come sempre ho trovato oggetti che pensavo perduti per sempre... in particolare una fotografia in bianco e nero , l’ultima di un rullino che potrei datare a circa 30 anni fa.


Mia madre mi racconta che da piccolino riconoscevo l’auto della famiglia dal numero stampato sul lato della macchina (??), questo perché l’auto che mio padre usava era una 500 Giardiniera aziendale;
forse per questo motivo, forse perché l’auto era affidabile e pratica, nel 1968 arrivò nuova di zecca la mitica Bianchina Panoramica  (appl) di un bel colore blu carta da zucchero, motore bicilindrico (orizzontale in linea posteriore) da 499 cmq.


Ricordo che l’auto la poteva guidare solo mio padre  (vecchio), era gelosissimo, io presi posto dietro lato passeggero, forse per via della statura di mia madre, più bassa e quindi maggior possibilità di vedere oltre  (angel),
nel mio posto avevo ogni sorta di opzional che un ragazzino può sognare, il finestrino era apribile, scorreva in orizzontale permettendo l’uscita delle bracce e anche della testa  (ole),
potevi far entrare un sacco di aria (ho sempre odiato le auto con i finestrini posteriori chiusi o apribili solo a compasso) e finché eri piccolo si poteva anche entrare e uscire dall’auto passandoci attraverso  (appl),
poi c’era una enorme vano all’interno della fiancata, con il suo poggia braccio in plastica, che ti permetteva di riempirlo con tutti i giocattoli che volevi  ;D,
nella parte centrale del pianale c’era il tunnel con le bocchette del condotto dell’aria, quando avevi freddo aprivi la bocchetta e l’aria calda arrivava direttamente ai piedi, ricordo che ero così piccolino da poter stare accucciato tra il sedile anteriore e il posteriore, sognando  (zz) forse di essere su un piccolo sommergibile, il sedile si poteva ribaltare così da ampliare il vano di carico.


Il motore era posteriore ed era fantastico sentirlo scoppiettare  (su), la stessa emozione l’ho poi provata quando ho acquistato la mia 2CV Charleston, per accedere al vano del motore si doveva alzare il pianale, invece  l’apertura del portellone era comodissima  (superok), ma aveva un piccolo problemino per chi non lo conosceva  (nonso),
una volta alzato rimenava nella posizione automaticamente, ma per richiuderlo bisognava sollevarlo ancora un bricciolino in modo da sganciare il fermo e ribassarlo, mio zio che non era pratico  (muro) invece cercò di abbassarlo spingendo il portellone subito verso il basso, e lo piegò leggermente…

Davanti sotto il cofano c’era un piccolo vano con la ruota di scorta e il serbatoio, ricordo che per far benzina bisognava aprire il cofano fermarlo con un gancio e svitare il tappo del piccolo serbatoio (22 litri),
la benzina che metteva mio padre era per metà normale  (bevuta) e per metà super  (birra), poi la normale sparì e usammo solo la super (quella rossa)  (pom).


Il cruscotto era semplice come le nostre bicilindriche, era di metallo e presente l’immancabile santino con la scritta  (vecchio) “guida con attenzione” o qualcosa del genere,
un piccolo tachimetro con l’indicatore del livello della benzina e la spia della riserva  (caffe), le spie delle frecce e delle luci e una chiave che però non permetteva l’accensione diretta del motore, ricordo che una volta inserita la chiave e girata nel quadro, per accendere la macchina bisognava prima alzare la leva dell’aria posta nel tunnel centrale e poi la leva di accensione  (compu), per spegnerla bastava togliere la chiave,
anche per scalare le marce bisognava adoperare una tecnica particolare detta  “fare la doppietta”  (scherma), se volevi passare ad una marcia bassa bisognava prima andare in folle, accelerare leggermente e inserire la marcia,
a lato del sedile c’erano le manovelle per abbassare i finestrini anteriori, con il piccolo finestrino triangolare apribile.


La descrizione a memoria della vettura è terminata, rimangono solo i ricordi da bambino ed in particolare quelli legati alla fotografia , scattata in occasione dell’incidente che mia madre ebbe un giorno di trent’anni fa mentre ci portava al corso di nuoto  (help),
ricordo che io avevo un sonno così pesante   (zz) che quando ci fu lo scontro (l’altra vettura non rispettava il diritto di precedenza e bocciava il lato anteriore destro della Bianchina) continuai a dormire tranquillamente, la mamma uscita dall’auto per accertarsi del danno e far valere le sue ragioni (non c’erano molte donne motorizzate una volta), quando mi vide riverso tra il sedile anteriore e quello posteriore  :o ..
si prese un bel coccolone, mi chiamò più volte “Toni svegliati, stai bene…” (hei) e mi abbraccio appena vide che riaprivo gli occhi  inconsapevole del piccolo dramma che aveva appena passato…


Ciao mamma   (bacio).


(watson)  (natale)  (felice)
« Ultima modifica: 31 Ottobre 2008, 15:41:04 pm da Aspes »
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Offline mario55

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Re: La Bianchina
« Risposta #1 il: 02 Gennaio 2007, 16:02:18 pm »
belli questi ricordi, un po come i miei, ma con la 600 di mio babbo! (guid)
Mario da Bientina, con la sua DS 21 Confort

"non ti curar di loro, ma guarda e passa"

Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #2 il: 02 Gennaio 2007, 16:05:10 pm »
 (post) La Bianchina è stata anche la mia prima bicilindrica posseduta  (gloria), come succede in tutte le famiglie con un neo patentato, la prima vettura che si permette di guidare è quella della mamma  (bacio).


Nel 1972 mio padre si comprò usata una macchina decisamente più grande, la famiglia era cresciuta di numero ed in cinque sulla Bianchina ci si stava giusti, giusti,  (police1) così dopo aver messo da parte un po’ di soldi decise che era l’ora di fare il grande salto…
(guid) arrivò in famiglia una stupenda Mercedes 220D e la piccolina passò immediatamente a mia madre!, mi racconta che il giorno che andarono a prendere la mercedes, lei si ritrovò a guidare  un’auto che mio padre non le aveva fatto guidare praticamente mai.  (paura)

Passano gli anni io cresco è finalmente arriva il giorno che prendo la patente  (guid), subito diventa urgente trovare un mezzo di locomozione, i soldi per una vettura usata non c’erano  (nonso),
quindi mia madre si sacrificò cedendomi la sua piccola utilitaria, ricordo che l’occasione si presentò in modo particolare, dovevo andare dal dentista  (bast), ma non avevo nessun passaggio così mia madre mi propose di prendere la Bianchina,
cavolo avrei guidato per la prima volta da solo e sarei andato dal dentista (doppia paura) (pom), come se non bastasse nel percorso da compiere dovevo attraversare una rotonda (all’epoca le poche rotonde non avevano il diritto di precedenza, anche se nessuno lo rispettava), ricordo l’emozione della prima guida da solo, l’emozione della prima bicilindrica, francamente non avevo ancora il pallino per le 2CV  (giu),
perché nessuno dei mie parenti o amici le aveva mai avute, ma essere seduto sul posto di guida dopo una vita passata dietro, poter inserire in perfetta autonomia e solitudine le marce, accelerare, immettersi nel traffico (molto più fluido di oggi), e soddisfazione più grande far salire una ragazza sul sedile del passeggero (bacio)….
ecco le soddisfazioni che tutti nella vita dobbiamo provare almeno una volta

(N.A. Antonello fra poco tocca a te, ma sei fortunato perché proverai queste emozioni direttamente sulla tua “66”).

Dopo il viaggio dal dentista, ci fu quello in discoteca  (ballo), era tra i pochi fortunati ad avere un’auto tutta mia (ops,  (stupid) in comproprietà con mia mare) mentre i miei amici  no, così le prime uscite in discoteca avvennero con la Bianchina, presto la sua velocità di punta crebbe notevolmente, prima arrivava ai 70 km/h ora toccavo i 95   (police1),
scorrazzavo per la città con il mio bolide un po’ datato, ma ne andavo fiero (erano i tempi del boom della Uno), un pomeriggio mentre uscivo dall’università, non la mia ma quella della mio amore  (gloria) (che non lo sapeva ancora di esserlo), mi proposi di accompagnare a casa una splendida ragazza, dai riccioli d’oro, occhi grigio/verdi e il sorriso ipnotizzante,
ricordo che la preparai psicologicamente per l’evento  (spett), le dissi che avevo un’auto particolare, non come quelle solite, avevo una bicilindrica ( (cane) boxer come il cane) diciamo che era simile all’auto di Fantozzi, ma molto più bella, rimase sconvolta le piaceva, sorrise per l’accensione a levetta, ma le piacque, anzi gli piacemmo entrambi…  (bacio)

Ricordo anche la prima volta non sui sedili che non erano reclinabili, ma sopra il pianale del motore, con il calore che passava attraverso i nostri corpi…  (angel)
però ricordo anche la fine di tutto questo e come ci sono ricordi piacevoli anche per le proprie vetture ci sono ricordi tristi e spiacevoli.


Nel 1989 avevo comprato la mia prima auto intestata direttamente a me, e la Bianchina era passata in secondo piano  (nonso), la dimenticammo parcheggiata in cortile e con il tempo nessuno la uso più, non si fece più manutenzione e forse anche per un uso non proprio da manuale, la traversa sotto la portiera lato guida si arrugginì fino a staccarsi, non sapevamo come ripararla  (nonso), forse non ci siamo messi troppo d’impegno fatto sta che l’abbandonammo al suo destino, invece di curarla lasciammo che si ammalasse lentamente  (piango), io ci tenevo, sono sentimentale, e poi era l’auto della famiglia, ma feci un grosso errore, un errore che mi perseguita ancora oggi, feci la cosa che nessuno dovrebbe fare ad una bicilindrica (non le ho dato fuoco come Baglione!)…
 
(piango) … la rottami, la mandai al demolitore per ricevere in cambio un schifosissimo incentivo per comprarmi un’auto nuova…  (piango)

(la Micra lo sa, sente i miei sensi di colpa quando la guida, percepisce che prima di lei amavo un’altra) (anche la Charleston lo sa, ma sa di essere la prima posseduta…)

… ricordo ancora oggi il carro attrezzi che entra in cortile e trascina la Bianchina sul suo schifoso pianale, il suo bel musetto anche se gli anni l’avevano segnato rimase esposto verso l’esterno, ricordo che la guardavo andarsene, ricordo che piansi  (piango), ricordo quando uscì in strada e svoltò per sempre portandosi via una vita di ricordi, era il 1997, un solo anno e diventava d’epoca.  (gloria)

NON ME LO SONO MAI PERDONATO  (muro)

Addio Bianchina

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Offline Aspes

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Re: La Bianchina
« Risposta #3 il: 02 Gennaio 2007, 16:20:25 pm »
Che dire Watson ... bellissimo .. non ho parole !!!!

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Offline Antodeuche89

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Re: La Bianchina
« Risposta #4 il: 02 Gennaio 2007, 16:22:19 pm »
si! davvero! propio bello! ...dì la verità....ti piacerebbe avere una bianchina?


ah, dimenticavo...siiiiiiiiii!!!!! con la 66 farò anche io le rotonde!!!!! mi piace moltissimo fare le curve con la 2cv!!! (manca la faccina pazza)
Non avete nessuna prova

Offline Roald

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Re: La Bianchina
« Risposta #5 il: 02 Gennaio 2007, 16:25:14 pm »
ah, dimenticavo...siiiiiiiiii!!!!! con la 66 farò anche io le rotonde!!!!! mi piace moltissimo fare le curve con la 2cv!!! (manca la faccina pazza)

Ma le rotonde di oggi sono troppo facili, non le fanno più le rotonde, quelle vere, quelle che ci entravi e ci rimanevi dentro perché non avevi la precedenza !!!!
In Lorena fa freddo solo due mesi all'anno....
in luglio e agosto quando si spegne il riscaldamento


Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #6 il: 02 Gennaio 2007, 16:28:46 pm »
l'altro giorno siamo usciti tutti e tre con la Charleston e ci siamo fermati per far benziana dal self service, entro per pagare e quando esco ti vedo una Bianchina dello stesso colore della mia, solo leggermente più giovane, il tizio stà controllando la pressione delle gomme  8) sono un pò timido, così mi avvicino la guardo ma non parlo, passano alcuni lunghissimi secondi, passano molti ricordi nella mia mente  (post), mi rigiro e torno dalla Charleston, salgo su e Paola mi dice:

"hai visto come la tua, prima mentri pagavi il tipo si è fermato e ci ha guardati..."

due miti due amori due periodi che si sono sfiorati per un bellisimo attimo  (appl)

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Re: La Bianchina
« Risposta #7 il: 02 Gennaio 2007, 16:42:15 pm »
E ripensandoci Watson, quella della " prima volta non sui sedili che non erano reclinabili, ma sopra il pianale del motore, con il calore che passava attraverso i nostri corpi… " e' veramente un cosa bellissima e poetica ....

Ricordi cosi', da poter ancora condividere, sono ineguagliabili.

 
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Offline Orazio 2cvllista

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Re: La Bianchina
« Risposta #8 il: 02 Gennaio 2007, 16:46:18 pm »
Complimenti....potrei parlarne altrettanto della 2cv 400 di papà, che mi portava ovunque da piccolo e non ne sarei mai sceso...però una curiosità....hai scritto che hai sempre odiato le auto con i finestrini posteriori non apribili o apribili a compasso, hai indirettamente affermato che odi le 2cv!!!! Ti rendi conto??????? :o
Nella vita bisogna essere come il profitteroles, dolci ma con le palle!!!!

Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #9 il: 02 Gennaio 2007, 17:18:22 pm »
Complimenti....potrei parlarne altrettanto della 2cv 400 di papà, che mi portava ovunque da piccolo e non ne sarei mai sceso...però una curiosità....hai scritto che hai sempre odiato le auto con i finestrini posteriori non apribili o apribili a compasso, hai indirettamente affermato che odi le 2cv!!!! Ti rendi conto??????? :o

 (adoraz) chiedo scusa, non volevo dire che odio la 2cv perchè i finestrini posteriori non si aprono  (adoraz), in compenso si aprono le porte, si apre la capotte fino al fondo  (adoraz), anche perchè sembrerà strano ma io sulla 2CV non ci sono mai (se non forse una o due volte) salito dietro, l'ho sempre guidata  (guid)...

però è vero in inverno tutti tappati in auto dietro diventa un pò .... ma a tutto c'è rimedio e quando avro dei cuccioli d'uomo dietro ci metterò il finestrino apribile  (muoio)

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« Ultima modifica: 31 Ottobre 2008, 16:15:31 pm da Aspes »
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Offline Orazio 2cvllista

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Re: La Bianchina
« Risposta #10 il: 02 Gennaio 2007, 23:51:55 pm »
Complimenti....potrei parlarne altrettanto della 2cv 400 di papà, che mi portava ovunque da piccolo e non ne sarei mai sceso...però una curiosità....hai scritto che hai sempre odiato le auto con i finestrini posteriori non apribili o apribili a compasso, hai indirettamente affermato che odi le 2cv!!!! Ti rendi conto??????? :o

 (adoraz) chiedo scusa, non volevo dire che odio la 2cv perchè i finestrini posteriori non si aprono  (adoraz), in compenso si aprono le porte, si apre la capotte fino al fondo  (adoraz), anche perchè sembrerà strano ma io sulla 2CV non ci sono mai (se non forse una o due volte) salito dietro, l'ho sempre guidata  (guid)...

però è vero in inverno tutti tappati in auto dietro diventa un pò .... ma a tutto c'è rimedio e quando avro dei cuccioli d'uomo dietro ci metterò il finestrino apribile  (muoio)

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Ah...ora va meglio.... (appl)  (su)
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Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #11 il: 08 Febbraio 2007, 10:26:28 am »
Sabato abbiamo fatto un giro per il centro di Torino, a Watson questi cambi di programma non piacciono molto, lui è un abitudinario e il solito giro nei suoi territori non lo stufa mai (angel)..

Appena giunti in centro si è adattato all’idea ed ha incominciato a percorrere il classico “tour del centro”, giardinetti per lui, libreria per me, focacerria per entrambi (muoio)… sulla strada del ritorno abbiamo però deviato leggermente dal giro classico e siamo capitati a passare in via verdi a fianco di Palazzo Nuovo, per chi non è di Torino questa è la sede delle facoltà umanistiche dell’Università, si trova proprio alle spalle della nostro simbolo (vecchio) la Mole Antonelliana, ma differisce notevolmente come architettura, esso è un palazzo in acciaio e vetro che potrebbe ricordare lontanamente il beaubourg di Parigi (nonso).

Watson odorava gli odori, io respiravo il profumo del passato, camminavamo a fianco del palazzo, vicino al corridoio che collega le aule magne all’uscita, e il mio sguardo si ferma sulla vetrata che guarda verso il parcheggio….

I miei pensieri sono corsi verso un giorno d’inverno di molti anni addietro, un freddo inverno ma di un giorno molto speciale (angel), ricordo quel giorno mi ero recato al Politecnico facoltà di Architettura per la solita noiosissima lezione, avevo sentito che a Palzzo Nuovo c’era un corso di cinema ma non sapevo ancora su quele tema (espressionismo tedesco), quindi visto che avevo incominciato a girare dei piccoli film con gli amici avevo deciso che sarei andato ad informarmi (felice1), esco dalla facoltà prendo il tram ed in breve sono davanti alla facoltà, entro con circospezione, provo a leggere i corsi e il numero dell’aula e chiedo a qualcuno… aula magna numero X, mi dirigo verso il posto e un po’ intimidito dalla struttura (noi ad architettura siamo ospitati dentro il Castello del Valentino, che non è moderno ma  una bella struttura dell’epoca dei Savoia (vecchio)) aspetto fuori, quando usciranno gli studenti chiederò a qualcuno spiegazioni sul corso…

… sono timido e la paura prende il sopravvento, decido di andarmene e percorro il corridoio, ma la vetrata enorme e la vista sul parcheggio mi fermano (matto), aspetto un minutino e vedo uscire i primi studenti dall’aula X… mi faccio coraggio e fermo una ragazza di Cuneo (lo scoprirò più avanti ;D ), non ricordo il nome, ma lei gentilmente mi indirizza verso un’altra ragazza che stà uscendo in quel momento….
(foto)
piccolina, bionda, maglioncino con il collo alto, occhi verde grigio, sorriso contagiosissimo,sguardo dolce, solare, gentile, precisa….. il cuore inizia a battere, le parole escono a mala pena, la vista mi si annebbia, non ricordo più cosa ho balbettato, ma da quel giorno prendo una decisione che si rileverà decisiva, frequenterò il corso di cinema del professor Liborio Termine (angel)

In realtà non ci tornai subito, a casa la timidezza ebbe il soppravento, ma dopo alcune settimane mi ripresentai, lei non c’era feci amicizia con un ragazzo Marco e seguimmo diverse lezioni, anche lui la mia stessa passione del cinema e la voglia di girare qualche piccolo cortometraggio con la super 8 (c’erano anche le prime telecamere Video2000 e anche VHS (vecchio)) poi rimasi lontano per altre settimane per gli esami ad architettura, nel frattempo ci vedevamo fuori lezione e ricordo che mi parlava di una ragazza carina e intelligente che cercava di baccagliare…

Una sera finalmente ritornai a Palazzo Nuovo c’era la solita lezione di cinema, non ricordo il film forse Nel corso del tempo di Wenders (nonso), era nel corridoio che aspettavo il mio amico Marco, quando finalmente giunge, ci salutiamo e stiamo per entrare in aula, ma lui mi ferma “aspetta deve arrivare la mia amica”, attendiamo quando all’improvviso eccola
(foto)
è lei la mia visione di quel primo giorno (gloria) , ci guardiamo e ci salutiamo come se fossimo vecchi amici, Marco mi guarda, la guarda, ci guarda e parla “ma voi due vi conoscete?” (??)….. siamo scoppiati a ridere, no non ci conosciamo ma ci siamo incontrati, il destino ci ha giocato uno bello scherzetto, ci siamo sfiorati una sera d’inverno e ci siamo incontrati una mattina di gennaio (bacio)… da quel giorno ho frequentato tutte le lezioni sull’immpressionismo tedesco, mi sono visto tutti i film di Wenders, Herzog e Fassbinder, da quel giorno mi sono rivisto tutti i giorni con lei, con il mio angelo con Paola (bacio)


Ma cosa centra tutto questo con le bicilindriche (muro)

Una sera andai in facoltà con la mia macchinina, parcheggia nel parcheggio chè è posto a fianco, un’enorme piazzale sterrato dove prima della guerra c’erano dei palazzi, bombardati e mai più ricostruiti, all’uscita dalla lezione ci fermiamo davanti alla famosa vetrata (non mi ero ancora dichiarato e lei era solo un’amica) (abbraccio), io le chiesi se voleva un passaggio a casa visto che ero automunito, ma misi le mani avanti (in senso metaforico >:( ) e le dissi che la mia auto era un po’ particolare, una piccola bicilindrica ma carina, lei mi disse che non c’erano problemi, ma non aveva capito che auto fosse.. uscimmo e ci dirigemmo verso il parcheggio, io ero terrorizzato dall’idea che una volta vista lei si fosse fatta quattro risate e quando arrivammo davanti la indicai in silenzio “è questa… la mia Bianchina” (pom), lei non rise,non disse nulla di offensivo (è sempre stata molto educata), mi guardò e rispose “carina”, salimmo e via verso casa sua, ero felice guidavo la mia prima auto ((stupid) l’auto di mia madre) e avevo a fianco una ragazza stupenda ero innamorato, ero felice, ero eccitato, ero contento, era bellissimo  tutte queste emozioni le ho poi provate anche alla guida della mia Charleston, ma questa è un’altra storia)

Scusate se vi ho tediato, ma sabato scorso con il pensiero sono tornato indietro nel tempo, quando ero giovane e fiducioso del futuro, quando credevo di conquistare il mondo....., ma ho conquistato il cuore di una ragazza speciale… e non è poco
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patatacotta

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Re: La Bianchina
« Risposta #12 il: 08 Febbraio 2007, 10:41:04 am »
Laura dice " cheee romanticooo"   :)
Io dico "Paola! Pensa se quel giorno ti fermavi a prendere una pizzetta adesso eri salva e magari su una fuori serie  ;D"
 (felice)

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Re: La Bianchina
« Risposta #13 il: 08 Febbraio 2007, 10:43:12 am »
Sgrunt  (muro) ora è su una Charleston bigrigia

istigatore di povere fanciulle  >:(

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Offline Aspes

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Re: La Bianchina
« Risposta #14 il: 08 Febbraio 2007, 10:58:19 am »
E fortuna anche che quel giorno non hai trovato i tre ceffi sulla Opel ...



[allegato eliminato dall\'amministratore]
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Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #15 il: 08 Febbraio 2007, 11:27:14 am »
... Opel, forse mi sono perso qualche post  (??)

;D  (felice)
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patatacotta

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Re: La Bianchina
« Risposta #16 il: 08 Febbraio 2007, 20:01:34 pm »
Opel che modello? Modello super tamarro?
Sgrunt  (muro) ora è su una Charleston bigrigia

istigatore di povere fanciulle  >:(

 (felice)
Sei fortunato che Paola sia una ragazza dolce come lo zuccchero, che ama lo zucchero e che s’imbosca le bustine di zucchero  ;D  (muoio)
Mi chiedevo  (?) Chissà se ci sono bustine con la 2cv o derivate?
« Ultima modifica: 08 Febbraio 2007, 20:04:41 pm da patatacotta »

Offline Watson

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Re: La Bianchina
« Risposta #17 il: 08 Febbraio 2007, 20:20:35 pm »
ehm, chi imbosca le bustine di zucchero sono io (piango), lei li colleziona soltanto  (matto)

Mi chiedevo  (?) Chissà se ci sono bustine con la 2cv o derivate?

se ce ne fossero sarebbero dei pezzi da collezione  (su)

stasera le ho fatto leggere il mio poema e lei mi ha guardato è ha sentenziato:

ma sei sicuro che avevo il maglione con il collo alto?  (?)

sgrunt,  (computer) uno fa il romanticone, ricorda gli attimi del primo incontro e lei  (gloria), la tua bella come ti risponde.... non è che ero vestita in un'altro modo?....

la prossima volta posterò la mia prima volta con l'amante  (wan) ...
 (stupid) forse questo non dovevo dirlo  (piango)... mi rimangio quello che ho postato.....Watson scendiamo che vedo aria di burrasca in cucina....
 (angel) (felice)
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