Un'avventura estiva e leggera come quella di ripercorrere le strade della parte inizale del famoso film di Dino Risi, uno dei primissimi road movie italiani che mi ha sempre fortemente attratto ed affascinato.
Così, come quando realmente furono girate le scene del film sotto un bollente ferragosto romano agli inizi di quegli anni 60 intrisi di spensieratezza laddove il nascente boom economico rendeva tutto gaio e spensierato, dove il twist impera, dove c'è voglia e soprattutto fretta di dimenticare la guerra ancora troppo vicina come ricordo, decido di esplorare di persona quel tragitto che fu di Bruno Cortona con la sua scassata Lancia spider fino all'incontro con Trintignant.
Il teatro delle prime scene è la Balduina, elegante quartiere romano sorto proprio sulla fine degli anni 50, un punto pregiato stretto tra Monte Mario e la Via Trionfale, eretto su una specie di colle laddove ai suoi piedi si staglia il quartiere Prati e la sua famosa Piazzale Clodio.
Ancora oggi considerato un punto d'elite con i suoi palazzi eleganti, i suoi attici sontuosi e la sua grande residenzialità, il quartiere della Balduina ai tempi nascenti era abitato da numerosi attori e cantanti, e rappresentò un pò il vero simbolo glamour del boom economico.
In questi eleganti e borghesi condomini infatti convivevano impiegati statali e ricchi commercianti, avvocati ed importanti imprenditori edili, i famosi palazzinari romani responsabili della crescita economica ed urbanistica della città ma spesso con violazioni palesi alle più semplici regole dei piani regolatori facendo crescere intere zone come funghi alla rinfusa.
Il Pigneto, ma non solo, ne è un pò l'esempio di come convivano in maniera stridente case precedenti con i palazzi degli anni 50/60.
Mi è sempre piaciuto tanto questo quartiere, non lo nego, e che conosco anche discretamente bene, con tutto il dedalo di vie e viuzze che sembrano uscire da un incanto più che da una città convulsa, anche se tratti è forse un pò troppo residenziale per i miei gusti e per come sono abituato, con i pochi negozi che sono cencentrati sulle vie di maggior scorrimento, come Via Della Balduina ad esempio.
Così la vicinanza ferragostana e un sabato all'insegna del dolce far niente prendo la Dyane completamente scoperta e mi avvio. Per questo giro così evocativo ci vuole una macchina cabrio, questa non sarà l'Aurelia di Gassman ma va bene lo stesso.
Così parto da casa imboccando la tangenziale salendo sull'ecomostro e via via vado; aria bollente, poco traffico, Acqua Acetosa, l'Olimpica giustappunto costruita in quegli anni in occasione delle olimpiadi del 60, lo stadio Olimpico, Piazzale Clodio, Circonvallazione Clodia, Circonvallazione Trionfale, Piazzale degli Eroi.. ecco arrivato qui chissà perchè mi risuona in testa la famosa ed omonima canzone di Venditti che fa no, non voglio più passare per Piazzale degli Eroi nonostante la musica che stessi ascoltando in quel momento sia tutt'altra...
Inizia il tour e cerco di riepercorrere più o meno fedelmente il tragitto anche se è impossibile, anche se l'indirizzo ufficiale era Via Proba Petronia 66, proprio nel cuore della Balduina.
Insomma, deduco che salì da Via Luigi Rizzo dove poi Cortona-Gassman si fermò a telefonare, ed io la incrocio da Via delle Medaglie D'Oro, e poi via via inizio un labirinto tra Via Ugo Bartolomei, ancora Via Luigi Rizzo e Via delle Medaglie D'oro, Via Marziale fino a Piazza Giovenale, piazza-simbolo del quartiere e poi su per Via Appiano dove c'è la fermata della FM3 che viene da Viterbo e la strada passa sotto un curioso ponte incapsulato dove dentro fa stazione il treno (infatti la fermata è Appiano-Proba Petronia). Passo per due volte, qualche avventore del treno uscendo dalla stazione mi guarda; certo che ai tempi del film questa cosa non c'era davvero...
E continuo in strade sempre più piccole, Via Quinto Fabio Pittore, e mi chiedo cosa cercasse il Cortona all'epoca in strade come queste laddove anche oggi non c'è null'altro che residenzialità ed eleganza quasi asettica e distaccata, rigiro in tondo intorno a questa via per ritrovarmi su Via Eutropio, di nuovo ancora Via Appiano per fermarmi al semaforo di Piazza Giovenale dove salirò per Via Ugo De Carolis, una delle arterie principali e commerciali del quartiere.
Parto leggermente "scomposto" pur non volendo, la piccola ZAzzy acconsente ma si vede che ormai l'anima del Cortona si è impossessata di me, salgo nella velocità che essa può dare col suo piccolo motore, il traffico è ridottissimo, ed arrivo all'incrocio con Largo Damiano Chiesa, a ridosso della stazione FM3 (sempre lei) "Balduina", rifatta non da molto tempo.
Giro a sinistra per Via Giuseppe Rosso, Via Attilio Friggeri fino a reintersecare Via della Balduina.
Mi rendo conto che è davvero un girare alla rinfusa, una ricerca frenetica di un qualcosa che non c'è.
E Via della Balduina giù, giù fino ad intersecare Via Duccio Galimberti.
Questo è il punto dell'epilogo finale di questo girovagare, in quanto Cortona ripassa in Piazza Giovenale, Via Appiano fino a riprendere Via Proba Petronia.
E sarà in questa fase, dopo essersi fermato a bere ad una fontanella pubblica che adocchierà Tintignant alias Roberto Mariano affacciato alla finestra.
Ovvio che rifaccio il percorso identico, passo e ripasso sulla via alla ricerca della fontanella (alla quale mi fermerei pure volentieri), ma che però non trovo; c'è un giardinetto pubblico dove all'ingresso c'è in effetti una fontanella, non proprio quella, un "nasone", però funzionante, ed intorno c'è un parco attrezzato con giochi per bambini; forse quel parco ai tempi nemmeno esisteva, ma poi La casa di Roberto Mariani, intendo, è lei.
L'ingresso dello stabile nel tempo è un pò cambiato; una ristrutturazione per ricavarne un garage. La fontanella c'è ancora però
In tutto questo giro mentre passo e ripasso faccio una trasposizione del tempo e immagino di essere nel 62, di vedere la cosa in bianco e nero, di vedere parcheggiate in strada solo qualche rara macchina, che so, 500, 600, Maggiolino, 1100 e Topolino residuata..
Ok il tour volge al termine, e dopo aver virtualmente raccattato il Mariani spaventato per essere in mano ad un pazzo ma che incosciamente ne è assolutamente attratto riscendo per Via Delle Medaglie D'Oro, Piazzale degli Eroi, Via Cipro, Via Anastasio II, Piazza Pio XI, Via Gregorio VII ed eccomi su Piazza di Villa Carpegna e poi direttamente sull'Aurelia.
L'Aurelia, la famigerata SS 1, la prima valvola di sfogo dei romani verso il mare a nord, la costa dell'alto Lazio passando per Fregene, Passo Oscuro, Ladispoli, S.Marinella e su fino alla Toscana dopo Montalto di Castro; negli anni 60 per raggiungerla si passava in una Roma dal diverso strato sociale, dalla parte centrale alla parte residenziale per passare in periferia fino ai famosi e tristi borghetti delle baracche cantate da Pasolini e delle quali Roma era invasa.
Anche qui fu teatro del film, anzi, l'inizio vero dell'avventura.
Ed imbocco l'Aurelia, bollente, col sole in faccia e il vento nei capelli, la percorro fino al bivio per Fregene, poi riprendo la mia strada a ritroso verso Roma non potendo spingermi oltre per mancanza fisica di tempo ma non dimenticandomi di rivolgere un pensiero a quegli incredibili anni 60 che purtroppo ho vissuto marginalmente in quanto troppo piccolo e a quel film che annovero tra i miei cult-movie in senso assoluto.
Ringrazio ZAzzy che si presta a queste mie idee un pò strane, qui pronta alla partenza di questa avventura suscritta e grazie a chi ha voluto leggere questo mio racconto.

