2CV Club Italia - Forum

Autore Topic: Riverside 2006  (Letto 29273 volte)

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Offline Watson

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Re: Riverside 2006
« Risposta #30 il: 20 Marzo 2013, 16:10:32 pm »
quale, il famoso e misterioso

"Il Progetto Stars & Stripes (credetemi, è il nome che davvero ho dato all' impresa) ha radici in un problema lontano ed attuale allo stesso tempo."

U S A MILITARY MARCH STAR AND STRIPES FOREVER
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline Ludo

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Re: Riverside 2006
« Risposta #31 il: 20 Marzo 2013, 16:59:03 pm »
(muoio) (muoio)
..no, no.. ero solo e perikolosissimo!!! ;D

Erano anni scatenti.. avevo un programmino tanto semplice quanto chiaro (ma lo posso spiegare solo in MP) (muoio)

Tromb..............re ogni cosa respirasse? (muoio) (muoio) (muoio)
La stupidità divora facce e nomi senza storia

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #32 il: 20 Marzo 2013, 17:04:24 pm »
No, qualsiasi cosa no.. 
Dai 18 ai 45.. purchè femmine e consenzienti... (muoio)

Hai vinto altre trenta birre... ;D

Offline Ludo

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Re: Riverside 2006
« Risposta #33 il: 20 Marzo 2013, 17:04:48 pm »
 (muoio) (muoio) (muoio) (muoio)
La stupidità divora facce e nomi senza storia

Offline Watson

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Re: Riverside 2006
« Risposta #34 il: 21 Marzo 2013, 11:58:04 am »
Hai vinto altre trenta birre... ;D


OK, so cosa dovrò portare a casa domenica sera  ;D



P.S. ma scusa se ti faccio la domanda indiscreta (rispondimi pure in MP), ma qui dalle tue parti 18-45enni femmine e consenzienti non c'è ne erano..... lo so che le americane sono speciali, ma le italiane.....  (sex)
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skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #35 il: 21 Marzo 2013, 12:07:42 pm »
Ciao Watson!  Dài.. ti rispondo e poi chiudiamo questo siparietto secondario, scurrile e pecoreccio.. :P
Il Progetto secondario era a 360°, dall' Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno..  Erano anni scatenati sempre e comunque!!


skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #36 il: 23 Marzo 2013, 00:18:01 am »
FASE CINQUE. THE GOLD RUSH.

Me ne stavo sull' autobus che da Santa Barbara mi avrebbe portato ad Hollywood.
Il bagaglio, sempre quello: la mia valigetta, il paltò (che, dato il caldo porco, non serviva proprio a niente).
Ah, no, si era aggiunta una coperta di cotone grezzo, bianca e celeste, comprata durante una "scappata" in Messico.
E' la stessa coperta che Jessie mi tira dietro quando combino qualcosa e mi spedisce a dormire sul divano.

Ero solo, dunque. Avevo da poco salutato i crucchi e, finalmente, l' ambientamento era finito.
Il vero viaggio cominciava in quel momento. Thomas mi aveva lasciato il suo numero di cellulare: "Teniamoci in contatto, Matto!" aveva detto. Il fatto di essere solo non è mai stato un problema per me, anzi.
Quella solitudine mi dava una forza incredibile, un entusiasmo incontenibile di voler realizzare a tutti i costi il mio progetto.
Se vi dicessi che Los Angeles è una città meravigliosa, che darei l' anima per viverci, che è la città simbolo degli  States, non è una novità, ma vi direi una panzana clamorosa.
Giravo con questo autobus di Linea in certi posti.. che mi sembrava di stare alla Comasina a Milano (zona che ho frequentato a lungo).
In compenso, constatavo su me stesso che, una volta ancora, Beppe Severgnini aveva ragione: dopo più o meno due settimane trascorse in America, anche il più mite impiegato comincia a ragionare e ad esprimersi come Mohamed Alì (Sono il più grande! Sono il più forte!). E' tutto talmente grande, luminoso..  che ti entusiasmi da niente!

Ecco, allora, con i miei stracci, su un autobus di linea, ragionavo come Mohamed Alì guardando la poderosa carta geografica che mi ero procurato. Una carta formidabile, plastificata pure, che spesso ho utilizzato come tovaglia per consumare i miserabili pranzi che le circostanze mi prescrivevano.
  
Nonappena arrivato al Best Western Hollywood, mi son messo a tavolino ed ho cominciato a studiare, sulla carta, ubicazione delle Ditte e mezzi di trasporto. Non ero lì per fare il turista e, pertanto, ho dedicato non più di due ore alla visita del Chinese Theatre (dove ci sono le peste nel cemento) ed ai paraggi.
 
Le Ditte da visitare erano sette. Le prime quattro le ho raggiunte per conto mio, a piedi e con l' autobus.
L' accoglienza dei titolari è stata sempre cortese, spesso entusiasta, in qualche caso festosa.
Solo il proprietario della Ditta H, pur gentile, non mi ha considerato con eccessivo interesse adducendo a certe questioni, secondo le quali "..se l' Italia non avesse affiancato la Germania nella Seconda guerra Mondiale, non ci sarebbe stato il disastro che c'è stato..". Manco fosse stata colpa mia.
Gli altri, hanno apprezzato molto l' intraprendenza: il Titolare della Ditta E, sulla cresta dell onda da anni nel settore Elaborazioni Vw, più di tutti gli altri.

Vado, mi presento, spiego il motivo della visita e chiedo del titolare. Occhiate meravigliate.
Tre minuti di attesa (mai successo in Italia, almeno tre mesi ci vogliono, da noi.. e per parlare con la segretaria, mica con il titolare..) e il Sig. D. arriva.
Gli smeno la pappardella e lui mi ascolta con crescente interesse.  Come chiudo il forno, lui mi guarda in silenzio, poi si sfila gli occhiali con studiata calma e mi dice:" E tu, quindi, ti sei fatto 12.000 Km per venire qui, a chiedere a me, se ho un lavoro da darti?  Questo è il Vero Spirito Americano! Ragazzo, dammi qualche giorno e ti farò sapere!"
Un punto per Skassa!
Ma anni e anni di "Le farò sapere" in Italia, non mi avevano certo fatto dormire sugli allori e perciò il piano di ricerca continuava come niente fosse accaduto. Nel frattempo avevo contattato Tom che mi aveva portato con lui a qualche festa con i surfisti (qui si colloca l' aneddoto del Mad Italian) e si era offerto di accompagnarmi, nei suoi giorni di pausa, a quelle tre ditte praticamente irraggiungibili che mancavano all' appello (e qui si colloca il racconto iniziale che ha dato il nome al Topic). Sono stati giorni di grandi percorsi, grandi camminate pasti striminziti (il budget era sempre più sottile.. e non era finita). Il consiglio che posso dare veramente con il cuore in mano, comunque, è il seguente:  controllate sempre la scala e l' unità di misura delle carte geografiche che comperate!! (Watson, tu mi capisci...)
Direte: è ubriaco. NOOOOOOOOOOO!!!
Durante lo studio della mappa, mi accorgo che una delle Ditte è a due vie dal mio hotel.
"Magnifico!!" ho pensato immediatamente - "ci vado a piedi, domattina".
Risultato: qualcosa come dodici Kilometri andare, dodici kilometri tornare.. a piedi.

Val la pena di ricordare, poi, il Giorno del Ringraziamento (quarto giovedì di Novembre, se non erro).
Ero di corsa, dovevo andare a verificare gli autobus per l' Arizona e per la Riserva Navaho.
Uscendo dall' Hotel, mi cade l' occhio su un cartello: stasera il ristorante chiuderà alle 21.00.
Va ben. Esco, faccio le mie cose e poi mi perdo nelle celebrazioni del Thanksgiving Day.
Sfilate di auto d' epoca, sfilate di Hot Rod, Harley Davidson e naturalmente Corpi MIlitari e quant altro, Majorettes, Bande musicali... rob da film. Una nonnetta sugli ottant anni è lì che applaude e lancia urla di approvazione. Veste scarpe da ginnastica, una T Shirt dei Rolling Stones, pantaloni da palestra, occhiali da sole modello Puch la mosca.
Con il walkman infilato, si rivolge a me dicendo qualcosa come:
"Che giornata! Una delle migliori della mia vita!! Buona festa del Ringraziamento, tu!!"  
Preso in contropiede ed avendo ormai irreparabilmente imbastardito il mio inglese, mi sono accorto solo troppo tardi di averle risposto qualcosa come: "Hey nonna, son contento che la vita ti butti bene! Fatti la festa e vai con Dio!"
Tutto sommato, comunque, l' arzilla vegliarda ha gradito. Poi..  oh mio Dio! Le 19.30!!!!
Salto al volo sull' autobus, che sembra quello giusto e arrivo all' hotel.  Alle 20.35.
Lancio letterlmente le carte in camera e volo in sala da pranzo.. alle 21 chiudeeeeeeeeee!!!
Sala deserta o quasi.
Come un satanasso mi lancio su zuppa di cipolle, tacchino, pannocchie, pane caldo, torta del Ringraziamento.
Stavo quindi tracannando, direttamente dalla bottiglia, ciò che restava di mezzo litro di vino rosso quando mi si avvicina con discrezione il cuoco che mi dice:
- Sei nei guai, ragazzo?
E' un uomo di colore, sulla cinquantina, che indossa la divisa regolamentare da cuoco.
Mi parla e mi guarda con aria paterna e io, stupidamente, rispondo "Si", intendendo che sono nei guai, perchè se non mi spiccio resto a digiuno.  Lui, serio,  rincalza:
- Sei ricercato?
Con la bocca piena, davanti ad un simile exploit, se non ho sputato tacchino per tutta la sala, è stato un miracolo.
Spiegato l' equivoco, è lui a spiegare a me che il cartello "..si riferiva al giorno prima!!!"
Risate generali, roba da mal di pancia, QUINDI..  Ho ricominciato la cena daccapo, con calma sarafica..

Il mio tempo a Los Angeles era terminato. Ora dovevo raggiungere la Riserva degli Indiani Navaho e, di lì, fare un salto in Arizona. Un' ultima festa con Tom e gli altri, l' abominevole ricordo di una befana che guidava una Lincoln Coupè rosa confetto ed anche Los Angeles scompariva nei retrovisori del Pulmann.
Si andava adesso dagli indiani, quelli veri.


Offline Ludo

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Re: Riverside 2006
« Risposta #37 il: 23 Marzo 2013, 18:40:46 pm »
Non farmi aspettareeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ;D
La stupidità divora facce e nomi senza storia

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Re: Riverside 2006
« Risposta #38 il: 25 Marzo 2013, 09:08:10 am »
Il consiglio che posso dare veramente con il cuore in mano, comunque, è il seguente:  controllate sempre la scala e l' unità di misura delle carte geografiche che comperate!! (Watson, tu mi capisci...)
 

capisco, capisco  (su)



Il mio tempo a Los Angeles era terminato. Ora dovevo raggiungere la Riserva degli Indiani Navaho e, di lì, fare un salto in Arizona. Un' ultima festa con Tom e gli altri, l' abominevole ricordo di una befana che guidava una Lincoln Coupè rosa confetto ed anche Los Angeles scompariva nei retrovisori del Pulmann.
Si andava adesso dagli indiani, quelli veri.





The Graduate -- Hello darkness
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skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #39 il: 25 Marzo 2013, 20:37:14 pm »
Grande Watson!  Bello, proprio bello!
Si, diciamo che è andata così..
Per quanto riguarda la sposa, svelo un segreto (mia moglie lo sa)..
Una sposa non ufficiale credo di aver la lasciata al campo indiano.
Più che altro, una compagna e.. un erede.
Dopo un anno, 2007, mi fa recapitare di sponda un sms con scritto:
"..ti aspetto e con me, ti aspetta anche un' altra persona.."

O è suo padre che mi vuole scotennare..
Oppure..

L' ho cercata ma non son più riuscito a contattarla.
Poi, la vita ha fatto il suo corso..

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #40 il: 28 Marzo 2013, 09:37:55 am »
Watson, por favòr, riesci a mettere sul giradischi "Take me home, country roads" di John Denver?
E' un classico.. Ci sta bene con gli Indiani ed il giro in Arizona (su)
Thank You, Paisà!!

paoloDòCavaj

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Riverside 2006 in attesa di quella del 2013
« Risposta #41 il: 28 Marzo 2013, 09:50:46 am »


John Denver - Live in Japan 81 - Take Me Home, Country Roads

Quello dorme, è lento. Lassa far a mia....

(Luigi, in questa musica c'è tanto anche delle mie ore più belle, ma belle assai: la cantavo e suonavo con il mio gruppo di Tregnago: "I RELAX". Quasi un termine Bojanen. )


Offline Watson

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Re: Riverside 2006
« Risposta #42 il: 28 Marzo 2013, 10:42:22 am »
Manco mi lasciano il tempo di leggere (stupid)

Bel brano  (su)

rimaniamo in attesa della storia con gli indiani e l'impavido avventuriero skasssa a bordo del suo destriero d'acciao


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skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #43 il: 28 Marzo 2013, 10:54:21 am »
Eccolo lì..  uno dei pullman (che - tra l' altro - han dato il "nome" al mio indirizzo mail...) (muoio)

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Re: Riverside 2006
« Risposta #44 il: 28 Marzo 2013, 11:41:59 am »
ma tu pensa quanto sono ignorante.... al mio e stato il mio cane a darglielo   (muoio)


Skassa, se ti da fastidio smetto, è che a volte sul forum mi viene voglia di nn pensare e di rispondere con pseudobattute, so che c'è gente che reputa questo modo di fare "spazzatura", per cui provo a porre rimedio ponendo delle domande serie.


(vecchio) in TV si vede spesso che alcune città d'america sono pericolose  (duel)  fanno vedere file di persone (neri, ispanici, bianchi con cappucci in testa), prionti a spararti appena capiscono che non sei uno di loro....

... ora tu nel tuo viaggio americano hai avuto questa stessa impressione che danno i mass media o ti è sembrato di girare come se fossi qui da noi?

Grazie  (abbraccio)
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skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #45 il: 28 Marzo 2013, 18:49:53 pm »
Egregio Watson, dal momento che abbiamo mangiato i tortelli insieme, seduti alla stessa tavola, oserei dire che "siamo in confidenza".
Perciò, in confidenza, per quello che riguarda le cose scritte da me, io ti chiedo di continuare a non pensare e di proseguire con le tue battute perchè, se mi collego al forum, è solo per svuotare la testa, parlare di motori e vari argomenti,stare sereno.
Litigo tutto il giorno per lavoro, spesso torno a casa e anche con la moglie c'è da questionare.
Almeno qui, vorrei stare in pace. Tra amici, si fanno anche battute e pseudobattute, o no?
Il giorno che non troverò più la serenità, senza tanti preavvisi, veloce come sono arrivato, veloce sparirò.

Avanti così, fino all' ultimo, dunque.

Offline Ludo

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Re: Riverside 2006
« Risposta #46 il: 28 Marzo 2013, 18:52:29 pm »
Egregio Watson, dal momento che abbiamo mangiato i tortelli insieme, seduti alla stessa tavola, oserei dire che "siamo in confidenza".
Perciò, in confidenza, per quello che riguarda le cose scritte da me, io ti chiedo di continuare a non pensare e di proseguire con le tue battute perchè, se mi collego al forum, è solo per svuotare la testa, parlare di motori e vari argomenti,stare sereno.
Litigo tutto il giorno per lavoro, spesso torno a casa e anche con la moglie c'è da questionare.
Almeno qui, vorrei stare in pace. Tra amici, si fanno anche battute e pseudobattute, o no?
Il giorno che non troverò più la serenità, senza tanti preavvisi, veloce come sono arrivato, veloce sparirò.

Avanti così, fino all' ultimo, dunque.

 (su) Adoro questo AMMERIGANO ;D
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Re: Riverside 2006
« Risposta #47 il: 28 Marzo 2013, 20:48:05 pm »
Egregio Watson,

ehm, mi pare eccessivo e poi quante parole ci siamo scambiati.....


... due, tre, buffo, praticamente ci siamo ignorati, ma non te ne faccio una colpa, è che sono molto timido e se bevo non divento un chiacchierone, ma sprofondo nelle braccia di Morfeo (zz)


OK c ercherò di essere il vecchio Watson e se mi scappa la battuta non te la risparmio, però rispondimi alla domanda, tu in america hai avuto quell'impressione che si ha guardando la tv che è quella di città pericolose se si esce dai luoghi turistici?

Buona pelata di patate  (felice)
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skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #48 il: 29 Marzo 2013, 00:48:50 am »
FASE SEI: LAGGIU', NELL ARIZONA..

Nella Riserva Navaho sono rimasto per cinque giorni.
Gli Indiani, anzi, i Nativi, sono giustamente i fieri depositari delle memorie del loro popolo.
Depredati di tutto, con l'inganno, dall'europeo conquistatore, tirano a campare propinando al turista quel poco che
il turista si aspetta di vedere dai discendenti di una tribù Navaho. Poco o niente.
Se, però, si ha la fortuna di conoscere qualcuno (qualcuna) di loro che si fa garante e ti introduce a "..qualcosa di più", beh, si sente forte il desiderio di mollare tutto e andare a vivere lì. Nonostante, ancora una volta, non abbia
visto fino in fondo (proprio non è possibile se non si è del loro gruppo).
Le Cerimonie, i riti magici, le veglie con il fuoco....
Per il Rispetto che porto per la loro civiltà, scusate, ma non rivelerò niente di quello che sono stato ammesso a
vedere.

Dopo cinque giorni, dunque, mi ritrovavo sul pullman che mi portava in Arizona - destinazione: Scottsdale.
C'era una Ditta da visitare nei paraggi e, come base logistica, avevo scelto appunto Scottsdale.
Lungo  il tragitto, sull' infinita Highway, un' emozione non da poco..
Sole che spacca le pietre, il motore del pullman frulla nel posteriore quando, da dietro, un cicaleggiare sempre più nitido si fa avanti..
In breve, il pullmann viene seguito, quindi affiancato ed infine (per fortuna) superato da una banda di motociclisti
di quelle da film: qualcosa come una cinquantina di moto (chopper e custom), con in sella certe faccine da galera che ve le raccomando. Sono bande, vengo a sapere poi, che hanno base nei villaggi abbandonati. Veri fuorilegge, hanno tutti dei casellari penali pluridecorati di ogni "merito".
Quando, oggi, in autostrada, mi superano quei gruppetti di cinque/sette pseudobanditi in Harley Davidson (che poi, alla fine altro non sono che commercialisti e dentisti annoiati), mi piscio addosso dal ridere..
Dopo un bel po' di strada, arrivo a Scottsdale. Cerco sulla mappa la via del motel, concordo la camera con una signorina dagli occhi verdi (mozzafiato!!) e, stanco morto, entro nella mia stanza, filo strada, dotata di finestra vetrina. Insomma, il classico motel da telefilm degli anni '70.
Sono morto di stanchezza. Mi spoglio e mi butto sul letto, dimenticando OVVIAMENTE di tirare la tenda oscurante davanti alla finestra vetrina.
Ho dormito quindi, tutta la notte, in boxer e t shirt russando come un OM Tigrotto sotto gli occhi di chiunque passasse di là.. in vetrina..
Al mattino, un raggio di sole mi ha svegliato e la prima cosa che ho visto è stata lo sguardo indignato di una coppia
sulla sessantina che mi rimirava da dietro il vetro. Senza scompormi, ho abbozzato un sorriso ed ho fatto ciao ciao con la manona (cosa che li ha fatti scappare alla velocità del vento.. mah!)

Scelto non a caso, il Motel era quasi di fronte alla casa d' aste Russo & Steele, specializzata in auto d'epoca di prestigio. Sapevo che la cosa avrebbe riservato delle belle sorprese: non mi capiterà mai più - credo - di venir svegliato al mattino dal ruggito rabbioso di una Ferrari 250 LeMans scaricata da una delle bisarche corazzate della
Russo & Steele!!!

Altro giro di pullman e arrivo alla Ditta del Sig. B., già citato in precedenza.
Solita scena: presentazioni, lettera, pappardella.. Il Sig. B mi ascolta con attenzione, sotto il suo cappellone da CowBoy. Ha due baffoni grigi e vedo che considera con rispetto i miei baffoni neri, un tempo molto più gonfi e
e pregni di quanto non lo siano ora.
Mi ascolta con sempre maggiore attenzione, masticando il suo sigaro e approvando i punti salienti della storia con grandi manate sul tavolo. Si era infervorato così tanto che temevo volesse baciarmi....
Ad un tratto esplode:

- Si! L' iniziativa! E' l' iniziativa che anima il commercio! Ti do la rappresentanza esclusiva dei
  miei motori per l' Italia!!!
 
- Ma, Sig. B., la ringrazio per l' offerta ma non era esattamente questo che intendevo..

E lui, chompando il suo sigaro,  inarrestabile:

- Si! Si! Ti faccio preparare cinque motori, li porti in Italia (me li paghi poi) e diventi il mio Distributore ufficiale..

Caro Signor B., che - scommetto - è ancora là.. ad aspettare che gli mandi l' indirizzo a cui inviare i cinque motori..

Fatta questa, vale la pena di spendere ancora due parole sul soggiorno a Scottsdale perchè, là, è successa una cosa che non mi spiego ancora.

Io, a Scottsdale, mi sentivo più a casa mia che non fa a casa mia.
Ricordavo bene le parole della guida, nei giorni passati con i Crucchi:"Non uscite da soli, non uscite mai di notte".
Io giravo da solo, di notte, per Scottsdale e mi sembrava di averci abitato da sempre.
Ogni strada, una gioia infinita.
Scopro, nei paraggi, un fastfood dove, nei fine settimana, si fermano i "Corridori del deserto".
Nei weekend, là, corrono tutti. Attaccano il carrello al pick up e via, verso il deserto, con al seguito mezzi di ogni genere (dune buggy, moto da cross etc). Sono rimasto allibito davanti ad un ragazzino (otto anni al massimo) che, dopo aver saltato sulle dune tutto il giorno con una microscopica moto da cross, ha tirato fuori straccio, petrolio e pennello e, personalmente, si è occupato della pulizia del suo destriero.
Le serate le passavo, regolarmente al fast food, a parlare con i corridori.
Le giornate le passavo, invece, negli sterminati campi di demolizione che ci sono là, pieni di Dream Car anni'50, confidando molto nel cuoio dei miei stivali (girano certi scorpioni da mezzo chilo...).

Una sera, gironzolando, mi fermo a mangiare in una bettola (ma bettola - bettola) caratteristica del posto..
Non mi va la solita roba e la cameriera mi dice che, se voglio provare qualcosa di veramente caratteristico e speciale, hanno dell' ottimo Grilled Rattle Snake.  Okay!!

Mentre aspetto, mi chiedo tra me e me come sarà mai uno snack alla griglia e cosa sarà mai 'sto "rattle"..

Poi, un dubbio..

- Grilled (alla griglia);
- Rattle  (sonagli);
- Snake (non snack - serpente)..  eh già..

..mi hanno servito un ottimo serpente a sonagli cotto alla griglia. La fame era tale che l' ho divorato all' istante e senza indugi. Carne rosata, un po' stoppacciosa (sembrava tacchino) ma molto buona!! Da provare!!

Era giunto, quindi,anche il momento di salutare - con le lacrime agli occhi - l' Arizona.

Altro bel giro in pullmann con destinazione San Francisco.

Watson, por favòr, qui è d'obbligo che tu mi metta su "San Francisco" di Scott McKenzie, la vera colonna sonora dei miei ultimi quindici giorni in terra americana!!!  VAIIII!!!!





o





eramente





iow Ba Cappellone dena:




 














avidson
e le raccomando

paoloDòCavaj

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Re: Riverside 2006
« Risposta #49 il: 29 Marzo 2013, 01:06:21 am »

San Francisco - Scott Mckenzie - Voyage Spettacoli Network Agenzie eventi by Marco Tacchini

per fortuna che c'è il vecjo che veglia su di te
Questa musica e ciccia della mia ciccia
e mi emoziona l'idea che lo sia anche tua,
  mancato o tardivo figlio dei fiori

 (felice)

 (vecchio)

però basta emozioni, per questa notte: andiamo a letto a sognare ognuno per i cavolacci suoi,
ma sognare, ancora, perdio!


Offline Watson

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Re: Riverside 2006
« Risposta #50 il: 29 Marzo 2013, 10:07:35 am »

Era giunto, quindi,anche il momento di salutare - con le lacrime agli occhi - l' Arizona.


non ho trovato la scena giusta, ma penso che questo possa essere il modello di quei brividi sul pulman che ti portava in Arizona


FART

Quando, oggi, in autostrada, mi superano quei gruppetti di cinque/sette pseudobanditi in Harley Davidson (che poi, alla fine altro non sono che commercialisti e dentisti annoiati), mi piscio addosso dal ridere..
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #51 il: 30 Marzo 2013, 00:00:45 am »
ma tu pensa quanto sono ignorante.... al mio e stato il mio cane a darglielo   (muoio)


Skassa, se ti da fastidio smetto, è che a volte sul forum mi viene voglia di nn pensare e di rispondere con pseudobattute, so che c'è gente che reputa questo modo di fare "spazzatura", per cui provo a porre rimedio ponendo delle domande serie.


(vecchio) in TV si vede spesso che alcune città d'america sono pericolose  (duel)  fanno vedere file di persone (neri, ispanici, bianchi con cappucci in testa), prionti a spararti appena capiscono che non sei uno di loro....

... ora tu nel tuo viaggio americano hai avuto questa stessa impressione che danno i mass media o ti è sembrato di girare come se fossi qui da noi?

Grazie  (abbraccio)

Mah, ti dirò.. io ho girato da solo anche in posti mica proprio belli, la sensazione di essere in pericolo, però, non l' ho mai avuta. Un paio di volte ho capito che era consigliabile stare all'erta, ma di lì a temere per l'incolumità... no no!

In linea di massima, va sempre bene quella vecchia regola che, sotto le armi, prima si impara e meglio è:

"Fatti notare meno possibile!!"  ;D 

 






paoloDòCavaj

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Re: Riverside 2006
« Risposta #52 il: 30 Marzo 2013, 00:25:31 am »
"Fatti notare meno possibile!!" 

...come fanno tanti col Forum..... (sorpreso)

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #53 il: 02 Aprile 2013, 23:17:54 pm »

San Francisco - Scott Mckenzie - Voyage Spettacoli Network Agenzie eventi by Marco Tacchini

per fortuna che c'è il vecjo che veglia su di te
Questa musica e ciccia della mia ciccia
e mi emoziona l'idea che lo sia anche tua,
  mancato o tardivo figlio dei fiori

 (felice)

 (vecchio)

però basta emozioni, per questa notte: andiamo a letto a sognare ognuno per i cavolacci suoi,
ma sognare, ancora, perdio!



Ola Paolon! Direi senz'altro "tardivo", assolutamente non "mancato".. d' altronde,io, le idee le avevo chiare fin dalla nascita..  quando l' ostetrica ha detto a mia madre:"E'un capellone! E' un capellone!", con evidenti riferimenti alla folta chioma che - da subito - ho sfoggiato con nonchalance.. (muoio)

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #54 il: 03 Aprile 2013, 23:16:25 pm »
Anche stasera il whisky non è entrato bene in circolo..
..i discorsi non escono, anche il collegamento fa schifetto forte..
..Paolo, per favore, guarda se tra i tuoi dischi hai "Piece of my heart" di Janis joplin (..se non ce l' hai mi faccio la permanente fucsia (muoio))

Ho sempre ammirato quest' artista, finita  troppo presto per una vita "a tavoletta".
Mi ha sempre colpito il disperato bisogno d'amore che trapela da questa canzone.
Amore che lei, grande voce , gran cervello ma poco avvenente.. ha cercato per tutta la vita.
Se passate da Radiator Springs e sentite questa musica, provate a seguirla: facilmente arriverete al mio garage.
Riposa in pace, Sorella Janis. (su)

P.S. - Si consiglia di ascoltarla a stecca, dopo avere mandato la moglie altrove..
« Ultima modifica: 03 Aprile 2013, 23:17:57 pm da skassamakkinen »

Offline Lu

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Re: Riverside 2006
« Risposta #55 il: 03 Aprile 2013, 23:24:22 pm »
www.registroitaliano2cv.it
Quello che vuoi per me, il doppio lo auguro a te (Totò)

paoloDòCavaj

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Re: Riverside 2006
« Risposta #56 il: 03 Aprile 2013, 23:40:18 pm »


Janis Joplin Piece Of My Heart HQ

questa è la versione che preferisco, non solo per le sue foto

La sua è una storia che mi turba ancora
Troppa sensibilità, solitudine nonostante il successo
poco amore?

Offline Mariotto Ami8

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Re: Riverside 2006
« Risposta #57 il: 03 Aprile 2013, 23:44:50 pm »
Grandissima Janis
janis joplin me and bobby mc gee

e questa è la sua reincarnazione di oggi, Cee Cee James

Cee Cee James - Me And Bobby McGee


Offline Watson

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Re: Riverside 2006
« Risposta #58 il: 04 Aprile 2013, 08:39:21 am »
Se passate da Radiator Springs e sentite questa musica, provate a seguirla: facilmente arriverete al mio garage.

Trovata......  (urra)

Radiator Spring

Cars: Mater National Soundtrack - Radiator Springs Theme/Main Page


(??) solo che girando lo sguardo vedo auto sorridenti con occhioni grandi grandi.... ma in che garages vivi skassa  (su)


W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

skassamakkinen

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Re: Riverside 2006
« Risposta #59 il: 18 Aprile 2013, 00:07:01 am »
FASE SETTE: THE FLOWER POWER

Ero, dunque, arrivato a San Francisco. L' umidità della Baia mi aveva accolto di primo mattino, regalandomi la possibilità di usare il paltò che, da un mese ormai, mi tiravo dietro.

Esistono delle foto, tipo "la spia che venne dal semifreddo" del sottoscritto sul Golden Gate, scattate da ignari passanti dietro la minaccia di orrende rappresaglie nel caso si fossero rifiutati di farlo. Ahimè, si tratta di foto classiche, scattate con macchinetta "usa & getta", dal momento che la mia macchina digitale - dotata di memoria da 300 scatti - ha pensato bene di bloccarsi dopo sole 12 foto.  Forte, però, del fatto che non ero là per fare il turista, ho riassunto i passaggi principali dell' impresa con gli scatti Kodak più classici.

Preso possesso della mia stanzetta sulla Van Ness (la via dei Concessionari e dei Garage), per prima cosa ho risolto la questione delle visite alle ultime due Ditte che mancavano all' appello. Non erano in cima alla lista delle preferenze, anzi, ma non era il caso di lasciare "buchi" in giro. Dopodichè, rapido riesame della situazione e planning dei miei ultimi quindici giorni in territorio americano.

L' aver rispettato in maniera teutonica i budget giornalieri, aveva fatto sì che potessi godere di una relativa serenità economica: senza colpi di testa e riducendo i pasti giornalieri a colazione e cena, potevo arrivare onorevolmente
in fondo alla storia. Ma il mio appetito non era esattamente della stessa idea.

Ad ogni modo, per come si erano messe le cose, potevo godermi San Francisco nella maniera più giusta: spensierato e con pochi soldi in tasca, pronto a qualsiasi novità mi si fosse parata davanti.

Al mattino gironzolavo al porto o su e giù per la Van Ness, alla sera andavo a Chinatown a cercare dei pasti a poco prezzo.  Il mio stomaco, però, come dicevo, non era proprio del parere che tutto andasse bene così...
In un Diner, perciò, una sera ho unito l' utile ed il dilettevole: con una bieca manovra ho proditoriamente fatto conoscenza con una biondissima figlia del North Carolina che, per mantenersi gli studi, lavorava come cameriera.
Sheree, questo il suo nome, probabilmente mi aveva preso in simpatia e, oltre al resto, una sera sì ed una sera no, quando veniva nella mia camera, mi portava qualcosa di rimasto invenduto alla tavola calda (ciambelle, pollo fritto, muffin...) ed erano veramente belle quelle sere..

Verso le 21, aprivamo la finestra e ci sedevamo sulla scala antincendio: sulla scala del palazzo di fronte, un musicista di colore insieme alla sua tromba, regolarmente, suonava "Moon River".
Come attaccava, da un altro palazzo un altra tromba lo seguiva pari pari e da un altra parte ancora, qualcuno con l' armonica faceva l' accompagnamento. Io guardavo Sheree, lei guardava me..  e tutto, in quei momenti, sembrava infinito e perfetto.

Molto molto interessanti le mattine trascorse a Haight Ashbury, il quartiere Hippy che, negli anni '60, è stato una delle "culle" della Beat Generation. Ho incontrato molti superstiti di quegli anni (c' era uno che teneva per mano un guinzaglio a cui era attaccato uno splendido esemplare di..  niente!! Ogni tanto, l' estremità libera si impigliava da qualche parte e questo, paziente, tirava e diceva: "..dài, su, dài.. ..lascia stare.. ..vieni.. ..dài.."
Qualcun altro non perdeva occasione per dirti che:" E' tutto un complotto!" (di chi? De che?)

E andando su e giù per quelle vie, di fronte al mio albergo, mi sono imbattuto in una tentazione unica: un Autonoleggio Hertz.  Ogni tanto, una Mustang My2005 o una Cobra uscivano dal garage, precedute dal loro rombo cupo.

DOVEVO - ripeto - DOVEVO guidarne una.

Rapido riesame del budget, non ci siamo, ma sì è lo stesso.. a costo di fare tre giorni di digiuno, ma io dovevo noleggiare una di quelle belve!!

Il giorno successivo, entro alla Hertz: mi accoglie un ragazzo, più o meno mio coetaneo, e gli chiedo:

- "Quanto costa noleggiare per un giorno la Cobra?"

E quello, cordialmente professionale:
- "250 dollari, assicurazione inclusa".

Che botta. E chi li aveva 250 dollari? Per un capriccio, poi.
Ma da bravo italiano, non mi sono arreso e dopo avere riflettuto un attimo l' ho preso da parte. Con estrema sincerità gli ho spiegato com era la storia:

- Amico, a me la macchina non serve. Vorrei solo ritornare in Italia dicendo "ne ho guidata una anch io".
  Questi sono cinquanta dollari. E' tutto quello che posso permettermi. Sono tuoi se mi fai fare un giro!

Questo mi guarda e capisce. Mi dice di aspettare un attimo e va in ufficio a parlottare.
Torna di li a poco, con le chiavi di una Ford Mustang serie limitata Hertz da 4.000 e rotti centimetri cubici.

- "Le Cobra son tutte prenotate, mi spiace!" mi dice sorridendo (ed incassando i suoi cinquanta dollari").

Con la scusa ufficiale che "devo prima vedere se "mi trovo" con il cambio automatico (!!!!), mi siedo a bordo di quella belva nera e oro, con i sedili in pelle rossa.

Abituato ai tempi biblici di accelerazione della mia Xsara a gpl, pesto con vigore sull' acceleratore (e per poco evito un Burn Out sul piazzale dell' autonoleggio). Poi, calibrata la zampata, si parte, con a fianco il ragazzo del noleggio che ride di gusto e si limita a dirmi "Slow!" (piano!) ogni tanto.

Non ero il tenente Frank Bullit dell' omonimo film, ma sarei falso se dicessi che non mi sentivo nelle orecchie la colonna sonora di Lalo Schifrin durante quei venti minuti trascorsi su e giù per le strade di San Francisco, cercando con gli occhi una Charger R/T nera da inseguire, ben sapendo che tanto non sarebbe apparsa.

Il regalo finale del noleggiatore, che aveva capito PERFETTAMENTE il male della bestia, arrivò nel finale:
un rettilineo infinito e deserto nella zona dell aeroporto ed il navigatore che, dopo tanti "slow!" mi grida:

- Give it gas! Give it gas!  (dagli gas!). Presto fatto...

La Mustang ci incolla ai sedili, la progressione è entusiasmante così come il ruggito, Indimenticabile.

Si torna indietro. Si torna a casa.
Pochi giorni dopo sono all' aeroporto: questa volta per partire.
Al momento del ritiro del Permesso di soggiorno, piango.
E di li  poco, un temporale improvviso allaga tutta la zona.
Riparto dagli USA in mezzo alle nuvole grigie. Con otto dollari in tasca.
All' aeroporto, mi aspetta Ross, splendida, nella sua divisa Alitalia:

- "Hai l' aria di uno che ne ha fatte di tutti i colori", mi dice ridendo.

A tarda notte, in cucina, sistemo le mie cose.
Dopo tanto tempo, ricompare il fantasma di Ibsen:

- Alora, éto finìo de 'ndar a remengo? (trad. - allora, hai finito di andare in giro a perdere tempo?)
- Veramente ho 'péna 'péna scomissià..  (trad. - veramente ho appena appena incominciato...)

E' andata così.    FINE