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Autore Topic: Il Mostro  (Letto 2964 volte)

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Offline Aspes

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  • Una volta sfioravo la Giallina
Il Mostro
« il: 18 Giugno 2013, 15:15:19 pm »

Faccio un po’ di fatica nel cercare di collocare temporalmente questi ricordi, ma credo si trattasse del ’70, al massimo del ’71.

Eravamo ancora piccoli, alla soglia di quell’età’ che ci avrebbe aperto le porte al “motorino”, ma per quell’estate tutto quello che avevamo erano le nostre biciclette, che ci accompagnavano ovunque, accessoriate di tutto quello che avevamo trovato, nel disperato tentativo di farle sembrare delle piccole moto da cross, sport che allora aveva una gran clamore e successo.

Le giornate spesso trascorrevano al fiume Sesia, su quella piccola pista da Cross che alcuni ragazzi di un paese vicino, con una grossa ruspa, avevano tracciato e che spesso usavano.

Loro arrivavano verso sera, dopo il lavoro, e di giorno quindi era tutta nostra.

Ci dannavano e sudavamo lungo quelle salite, percorrendo quelle curve, alzando piccole nubi di polvere, che si attaccava alle biciclette, alle scarpe, alle magliette, con grande gioia delle nostre Mamme.

Giravamo con l’ansia che ci attanagliava, per paura che da un momento all’altro spuntasse una moto vera, e ci cogliesse impreparati lungo il percorso.

E quando la moto arrivava davvero, più che altro dei cinquantini modificati artigianalmente, noi ci facevamo  da parte,  e rimanevamo fermi  a guardare, a commentare, a sognare.

I nostri tempi purtroppo erano “ferrei”, dettati dai genitori, e la cena delle 7.30 non poteva essere disattesa, pena gravi punizioni, anche se sapevamo che quello era l’orario in cui “i grandi” andavano a girare con le moto vere.

Ma pazienza, l’età’ non ci consentiva di poter fare diversamente.

Quella sera eravamo al Bar, appena dopo cena, come tutte le sere, e potevamo restarci finché non faceva buio.

Cosa che avveniva verso le dieci, poiché in giugno la luce sembrava non finire mai.

Eravamo dentro, quando percepimmo del trambusto.

Ci guardammo, e corremmo fuori.

I ragazzi grandi avevano finito di girare in pista, e come avevano fatto qualche altra volta, erano passati dalla piazza, per bere qualcosa.

Uscimmo dal bar proprio in tempo per vederli fermare.

Qualche Caballero, un  Ancillotti Scarab, e poi le famigerate e velocissime 125 : un Puch, uno Zundapp.

Ed addirittura un Ktm 250, sogno proibito di tutti noi, e non solo ….

Si stavano fermando, appoggiando le moto al muro proprio di fronte al Bar, e noi stavamo incominciando ad avvicinarci piano piano, per cercare di carpirne anche il più piccolo segreto.

Ma ci fermammo : dalla direzione del Sesia stava arrivando un’ultima moto .. prima la sentivamo solamente, e poi incominciammo a vederla .. aveva un rumore cupo, diverso da tutte le altre.

Un suono ritmato, preciso, potente, deciso.

Ci guardammo, quasi increduli, stupefatti, con la bocca spalancato in segno di stupore.

Lui si fermò vicino alle altre moto, la spense e ne scese, entrando al Bar.

Quello che era rimasto appoggiato al muro era qualcosa che nemmeno pensavamo esistesse veramente, qualcosa di cui ne avevamo  solamente sentito parlare, e che mai pensavamo avremmo potuto vedere.

Quella moto così distrattamente appoggiata al muro era un Maico 400 mc, la moto più potente che c’era in quel momento.

Per  noi era “un mostro”.

Un mostro di potenza, di bellezza, che incuteva paura solo a guardarla.

Ed ora era’ lì, ferma, con noi che ci giravamo attorno.

Ne percepivamo il calore, ne sfioravamo il serbatoio, la sella.

Qualcuno osava addirittura stringerne una manopola, ma sempre con circospezione.

Davvero non esisteva cosa più bella, ed i nostri occhi lavoravano come macchine fotografiche, immortalando i particolari, memorizzandone le proporzioni.

Ed eccoli tornare, i grandi.

Avevano finito di consumare al Bar, ed erano pronti a tornare al loro Paese, perché ormai stava davvero facendo buio.

Casco in testa, guanti, piede sulla messa in moto, e via …

Per primi i cinquantini, poi le 125, il Kappa 250 subito dopo, in un’apoteosi di espansioni e colori ..

Ma il Maico era rimasto lì.

Lui non aveva fretta.

Lo vedemmo allacciare ben bene il casco, e poi posizionare la messa in moto ad un’altezza  ben precisa, che gli avrebbe evitato il micidiale contraccolpo di potenza.

E poi’ giù, deciso.

Il Maico ando’ in moto con un ruggito, e subito dopo il motore si portò ad un regime minimo dove i colpi erano scanditi lontani uno dall’altro, potenti, sornioni.

Mise la prima, ed il Maico partì, ululando, velocissimo, potentissimo.

Un minuto e tutto era finito.

Per  terra era rimasta una striscia nera, dove la gomma posteriore non era riuscita a scaricare tutta la potenza.

Il Maico era sparito alla nostra vista, ma ancora il suo rumore echeggiava tra le case lungo la via, sino all’uscita del Paese, e quel profumo di ricinato sarebbe rimasto in aria per un altro po’ ancora.

Io guardai i miei amici, che come me avevano gli occhi fuori dalle orbite e la pelle d’oca ben visibile sulle braccia.

Ed io, come i miei, amici, non dimenticammo mai quella sera, quel momento.

Credo che ormai, anzi spero, che quel “mostro” riposi ancora in qualche garage, pronto ad uscirne, assecondando i comandi del suo pilota.

Se tornasse al mio Paese, uscendone ora troverebbe un paio di dossi rallentatori, che proprio non vedrebbe,  e sono certo che lascerebbe nuovamente una lunga striscia nera per terra.

Quello che non so dire è se troverebbe ancora qualche bambino come noi, adorante, impietrito, quasi commosso.

Forse quel profumo di olio ricinato verrebbe scambiato per inquinamento, e il suo rumore verrebbe confuso con il frastuono, con il fracasso.

Ma non per me, perché quella sera dei primi anni ’70 io ero lì, come lo potrei essere oggi.

E quello che ho visto non l’ho mai dimenticato.

E se potessi assistere ancora una volta ad una scena simile, come potrei mai trattenere una lacrima ?

Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
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Offline drillo65

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Re: Il Mostro
« Risposta #1 il: 18 Giugno 2013, 17:46:51 pm »
 ;)
God save the TWIN

Offline Ludo

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Re: Il Mostro
« Risposta #2 il: 18 Giugno 2013, 20:29:59 pm »
L'ho conosciuta quella "bestia", ce ne erano già altre, più potenti, più "tecnologiche", ma il rombo cupo di quella.................

Bella, Aspes, come sempre (su)
La stupidità divora facce e nomi senza storia

Marchino

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Re: Il Mostro
« Risposta #3 il: 19 Giugno 2013, 07:49:39 am »
Eravamo ancora piccoli, alla soglia di quell’età’ che ci avrebbe aperto le porte al “motorino”, ma per quell’estate tutto quello che avevamo erano le nostre biciclette, che ci accompagnavano ovunque, accessoriate di tutto quello che avevamo trovato, nel disperato tentativo di farle sembrare delle piccole moto da cross, sport che allora aveva una gran clamore e successo.

con la cartolina piegata, fissata al telaio con le mollette, a fare il rumore del motore nei raggi...  ;D

Offline 10nico

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Re: Il Mostro
« Risposta #4 il: 03 Luglio 2014, 21:53:02 pm »
Ciao Aspes, che bello questo racconto!  :)  (abbraccio)

Io non ero ancora nato quando te sbavavi dietro al Maico 400 , confesso che ho dovuto andare a gugolare per vedere com'è fatto  (nonso)

Quando avevo quell'età lì ricordo che sbavavo dietro a una delle prime "supersportive" , la Honda VFR 750, mi ricordo che ce n'era una bianca sempre parcheggiata vicino alla vetrina posteriore del bar, dove noi ragazzini giocavamo a nascondino o a 1-2-3 stella stellina  ;D e io ci sbavavo dietro a quel "MOSTRO"...

Avevo anche letto la prova su "Motociclismo" , e ricordo una cosa che , curiosamente, condivide con le nostre bicilindriche adorate, e cioè che aveva il "raffreddamento misto aria-olio"  (sorpreso)

Che per me era una cosa esoterica, non riuscivo ad immaginare cosa ci fosse o non ci fosse sotto quella mega-carena  (??)

Ehhhhhhhh...che tempi! (vecchio)

Grazie per avermici fatto rituffare per qualche momento Aspes!  (su)

Popperità aria-olio! (vecchio)  ;D

10nico
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Offline Aspes

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Re: Il Mostro
« Risposta #5 il: 04 Luglio 2014, 01:20:34 am »
Mi fa piacere che ti sia piaciuto ...

In passato ho avuto un'Honda VF750F, e dopo purtroppo mi sono fatto soffiare sotto il naso
una Honda VF750R, detto anche RC30 .. quello era un altro mostro .. !!

Ed ho alla optato per una Yamaha FZR1000 Ex-Up .. altro mostro .. !!!
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
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Offline 10nico

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Re: Il Mostro
« Risposta #6 il: 04 Luglio 2014, 08:24:06 am »
 (sorpreso)

Vedo che ti sei abbondantemente rifatto con altri mostri!  ;D

L'importante è riuscire sempre a dominarli, che ogni tanto hanno voglia di fare da soli, 'sti mostri!  ;)

Popperità...mostruosa  (sorpreso)  ;D

10nico

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