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Autore Topic: La L.U.I.S.S.  (Letto 1041 volte)

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  • Una volta sfioravo la Giallina
La L.U.I.S.S.
« il: 19 Ottobre 2017, 12:03:49 pm »
La  L.U.I.S.S.


La Luiss  e’ un famoso ateneo universitario privato, nato a Roma nel 1974, situato nel centro storico, tra i quartieri Parioli e Trieste.

Ma non e’ di questo che oggi vi voglio parlare.

Oggi vi voglio raccontare di un personaggio improvvisamente apparso in quel paesino dove siamo cresciuti.

Il  Luis.

Era alto, circa 1.90, magro, capelli biondissimi, che lo facevano sembrare tanto nordico.

E soprattutto era imprevedibile, quasi pericoloso, ma di quella pericolosita’ sana e divertente, che lo portava a combinare dei “disastri” quasi senza volerlo, finendo sempre per addossarsene tutte le colpe.

In poco tempo era diventato parte integrante delle nostre giornate, delle nostre estati, della nostra vita.

Se accadeva qualcosa di strano c’era di mezzo il Luis, se pensavi a qualche scherzo da organizzare chiamavi il Luis, se volevi incutere timore a qualcuno pensavi al Luis, se ti volevi semplicemente divertire cercavi il Luis.

Quello che mi ricordo di quegli anni e’ che passavano troppo in fretta.

Probabilmente era quello che volevamo, ma pensandoci oggi, passavano veramente troppo in fretta .. !!

E ci eravamo cosi’ ritrovati ad aver compiuto quei fatidici 18 anni, che ci avevano aperto le porte alle auto, alle moto, ai film vietati, anzi, vietatissimi..!!

Le mode scandivano gli anni, ma se tutti noi eravamo abbastanza insensibili alle mode intese come “abbigliamento”, la stessa cosa non potevamo dire per cio’ che riguardava i motori.

In quel campo eravamo davvero sensibili, oserei dire sensibilissimi, e tutti noi eravamo caduti in preda alla moda imperante in quel momento : la moto da Cross.

Ed anche il Luis non era da meno.

Una sera in cui c’era la festa del Paese arrivo’ in Piazza con la moto che aveva
 appena preso : un Ktm 250 .. !!

Era potente, anzi potentissimo, un fulmine da usare, ed un sogno per tutti noi.

Cosi’ anche il Luis si aggrego’ alla compagnia gia’ esistente, e si uni a noi in quei pomeriggi passati a Biandrate, sulla pista da cross.

Questi pomeriggi furono davvero tanti, ma ora come ora me ne ricordo uno in particolare.

Era una bella giornata di primavera avanzata, calda, ma non troppo.

Si girava da un po’, ed eravamo davvero in tanti quel giorno.

Ma poi accadde qualcosa.

Vedevo la gente correre verso un punto preciso,.

Mi fermai,  spensi il motore, appoggiai l’Aspes al muro e mi avviai a piedi in quella direzione.

Quando arrivai il Luis era steso a terra, dolorante, ma incredibilmente rideva.

Aveva sbattutto contro un albero, cosi’ diceva, ed era caduto.

Noi guardavamo lui increduli, poi il Ktm, ed alla fine anche la pianta.

I rami erano stati tranciati sino all’altezza di almeno tre metri, come se il Ktm si fosse arrampicato lungo il tronco, prima di ripiombare pesantemente a terra, seguito dal Luis.

Il Luis era ancora seduto a terra, faticava ad alzarsi.

Noi pensavamo che cio’ fosse dovuto all’incidente, ma non era cosi’.

Poco a poco la verita’ stava venendo a galla : prima di iniziare a girare, il Luis, in compagnia di altri presenti in pista, aveva dato fondo ad una bottiglia che io dico fosse Genepy ( un liquore alpino ), ma che ora non posso confermare con certezza.

Ne vedemmo ancora di altre cadute sulla pista, sia del Luis che di altre persone, ma mai e poi mai vedemmo una pianta “ripulita” da una moto da cross fino a quell’altezza.

Forse il Luis aveva finalmente compreso che il connubio Genepy-pista da cross non era esattamente la cosa migliore da fare.

Forse un po’ di saggezza era entrata in quella sua mente.

Forse gli anni avevano iniziato a farlo diventare una persona posata, calma, pacata.

Forse …… !!!!
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
e il cuore di simboli pieno.