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Autore Topic: Le derivate dei carrozzieri  (Letto 4992 volte)

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Le derivate dei carrozzieri
« il: 20 Luglio 2020, 18:35:47 pm »
Una foto pubblicata da m.real su FOTO D' ALTRI TEMPI, mi ha fatto venire il desiderio di cercare in rete le creazioni effettuate da piccoli artigiani o da carrozzieri partendo dalle nostre 2cv  (guid)


Non tutte sono state poi prodotte in serie o in quantità limitate, alcune di queste sono rimasti modelli unici e non hanno mai potuto essere guidate da nessun appassionato bicilindrico  (stupid)


(vecchio) non aspettatevi molto, spesso non è facile trovare informazioni, se qualcuno di voi vorrà integrarle ben venga, spero che questo 3D possa essere un contenitore delle derivate poco conosciute  (appl)


N.B. alcuni di questi modelli sono stati già descritti in altri 3D, in quel caso inserirò giusto una foto ed il link del 3D a loro dedicato (blabla).


Buona lettura (post)
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #1 il: 20 Luglio 2020, 18:57:53 pm »
La prima derivata è quella della foto d'ispirazione  ;D


2CV Allemano





Questo è un modello unico che realizzò la Carrozzeria Allemano di Torino nel 1955




la filiale belga della Citroen voleva produrre una propria versione della 2cv in veste più moderna in tema con le vetture di classe di quei tempi, la scelta cadde su un carrozziere italiano  (appl) Allemano fondata a Torino nel 1928 da Serafino Allemano.


qui altre due vedute dell'unico modello prodotto






ovviamente si discosta completamente dalla linea della nostra bicilindrica, ma pensare che se fosse stata prodotta sotto il cofano avrebbe battuto un bicilindrico da 375 cc fa impressione  (sorpreso) ;D



Ora vorrei farvi vedere un'altro modello prodotto dalla Allemano, questa è una Fiat 600 coupè del 1955, stesso anno della 2cv



non notate delle notevoli somiglianze  (sorpreso), non so se questo modello vide la luce prima o dopo la 2cv, ma parrebbe lo stesso (??)


la 600 coupé venne disegnata da un certo Giovanni Michelotti, per chi non lo conoscesse è utile leggere un 3D a lui dedicato --> Alfa Romeo Dauphine Michelotti

 (felice)
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Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #2 il: 20 Luglio 2020, 20:00:36 pm »
Bel topic!
Le somiglianze sono evidenti ma, anche all'epoca, c'era un "trend" che serviva da ispirazione un po' a tutti; se poi consideriamo che la Carrozzeria è la stessa, va da se che il lavoro potesse essere "rivenduto" su più progetti.
La parte diversa è la posteriore, nella FIAT il motore era lì e quindi la linea perde quello slancio che invece ha sulla Allemano 2CV. Il posteriore mi ricorda la FIAT 850...
Interessante notare che l'orientamento dei tergicristalli ha mantenuto rispettivamente la posizione delle macchine di origine, si riciclava infatti tutto o quasi l'equipaggiamento originale.
Piuttosto merita un pensiero la maestria dei battilastra dell'epoca: per tali serie limitate non venivano prodotti i costosi stampi da pressa industriale ma i singoli pezzi venivano fatti a mano con l'unico "conforto" di un modello di legno duro cui si appoggiava il pezzo per la creazione e le successive correzioni. Insomma, un vero miracolo.

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Offline claudyane6

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #3 il: 20 Luglio 2020, 20:43:11 pm »
Il posteriore mi ricorda la FIAT 850... oserei dire cupè

la linea non mi dispiace ma muoverla con un motore 375  (nonso) sicuramente meglio con un 600

Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #4 il: 20 Luglio 2020, 22:14:46 pm »
Ein moment bitte, il riferimento alla FIAT 850 non è alla Allemano-2CV ma alla Allemano-600 il cui "sedere" di tre quarti me lo ricorda molto.
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Offline Watson

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #5 il: 21 Luglio 2020, 16:34:39 pm »
Non sono riuscito a trovare nessuna info tecnica sulla 600 Allemano, ma credo proprio che il motooe fosse quello della Fiat 600, quindi un 633 cc, se così fosse si comprende perchè questo modello venne prodotto e quello legato alla 2cv scartato, la differenza di cilindrata era sfavorevole alla 2cv  ;)



Non ho trovato neppure foto del posteriore, in compenso l'Allemano produsse non una ma ben 7 modelli (forse)


1955 - 600 Coupè Allemano




1956 - 600 Spider Allemano




1956 - 600 Allemano




1957 - 600 Berlina Allemano




1957 - 600 Cabriolet Allemano




1957 - Coupè Allemano   (?)




1958 - 600 Milady Allemano




Il logo della casa è stato disegnato anch'esso dall'intraprendete Michelotti  (appl)

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Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #6 il: 21 Luglio 2020, 17:00:01 pm »
Credo che fra tutte la meglio riuscita sia stata proprio la "scartata" 2CV e credo che il motivo, più che alla cilindrata, sia dovuto alla politica protezionistica dell'epoca.
Molto ben riuscita trovo anche la 600 Spider, che prende forte ispirazione dalla Giulietta Spider, nata solo un anno prima...
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Offline Watson

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #7 il: 22 Luglio 2020, 18:51:22 pm »
Credo che fra tutte la meglio riuscita sia stata proprio la "scartata" 2CV e credo che il motivo, più che alla cilindrata, sia dovuto alla politica protezionistica dell'epoca.

Uhm, non so forse all'epoca, parliamo degli anni '50, la politica protezionistica non c'era ancora, cercando info sull'innominabile alfa romeo avevo trovato che gli agnelli avevano spinto quell'innominabile produzione per proteggere il loro marchio, ma si parla della metà degli anni '60....

... io credo che fu proprio la cilindrata a penalizzare la possibile produzione della coupè bicilindrica  (stupid)


La ricerca di altre derivate create da carrozzieri italiani a dato esiti negativi, quindi dal prossimo post inizierò con le carrosseries françaises (post)
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #8 il: 22 Luglio 2020, 19:20:17 pm »
Una tra le più belle creazioni dei carrozzieri francesi, secondo il mio gusto, è questa qui  (appl)



2CV Antem





Questa coupè è più conosciuta come la 2cv Charbonneaux, ne ho parlato in un 3D apposito 2cv Charbonneaux , ma in realtà lui è solo il progettista del modello, che venne costruito dalla carrozzeria Antem.


Charbonneaux riceve la commissione da parte di Dagonet per la progettazione di un modello basato sulla 2cv, la scelta cade su un carrozziere di Reims, la Pacaud, essendo lui residente in quella città, ma la lentezza con cui porta avanti l'esecuzione del progetto fa si che Charbonneaux  recupera l'auto così come si trovava e si rivolge ad un'altra officina situata a Saint Cloud.




Fondata da Jean Antem la carrossier Antem vede la nascita nel 1919 a Levallois  (sorpreso)


I modelli prodotti saranno solo due  (stupid) uno con i colori blu scuro su giallo, l'altro giallo su blu scuro  ;D



con questi due modelli parteciperà a diversi concorsi di eleganza facendo la sua bella figura e vincendo un premio, ma non convincendo un produttore a produrne più esemplari, forse per causa del suo motore un 425cc. troppo piccolo per quel veicolo permettendo una velocità massima sui 60 km/h (zz)



 (felice)
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #9 il: 24 Luglio 2020, 19:28:35 pm »
Charbonneaux prima di riuscire a disegnare tale bellezza di derivata  (appl) ne disegnò una che non è proprio un "mostro" di bellezza  (sorpreso)


2Cv Antem





Negli anni '50 la Francia era in crescita economica, molte aziende cercavano un modo di pubblicizzare i loro prodotti ed essendo ancora la televisione agli albori, si utilizzavano le manifestazioni più popolari, come il Tour de France per far circolare dei mezzi con i colori e lescritte dei vari marchi.

L'azienda Silva commissionò al Carrosier Antem una 2cv diversa dal solito con sulle fiancate due prodotti da loro commercializzati, il Porto A.J. da Silva e lo Champagne Delamotte, la derivata era stata disegnata da Charbonneaux solo la parte superiore è ancora riconoscibile, il peso eccessivo (80 kg) rendevano l'auto pesante e inguidabile, non sono sicuro ma penso che sia anch'esso un pezzo unico, solo che questo non si perse ed è visitabile presso il museo di Reims.




Cito una descrizione fatta dal nostro più grande esperto di storia bicilindrica  (abbraccio)

Quella 2cv è un prototipo che fu realizzato da Philippe Charbonneaux nel 1953; si trattava di una 2cv "A" con motore 375 cc sulla cui struttura erano stati messi elementi metallici in modo da farla assomigliare a un'  auto elegante; venne commissionata dalla società "Silva" a scopo pubblicitario. Caratteristica principale di questa auto era l' estrema lentezza, poichè a causa dei pannelli aggiunti pesava molto di più di una 2cv normale... Risultato, raggiungeva a mala pena i 60 km/h e la"surmultipliee" era un miraggio!
 (felice)


foto a colori di come si può vedere adesso





 (felice)
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #10 il: 24 Luglio 2020, 21:45:08 pm »
 (felice) Questa e molto bella (appl) (appl) (superok) , ma l'altra La Silva ......... lasciamo stare va (giu)
« Ultima modifica: 24 Luglio 2020, 21:46:57 pm da m.real »
in fondo al tunnel ce sempre una luce

Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #11 il: 25 Luglio 2020, 12:29:30 pm »
(felice) Questa e molto bella (appl) (appl) (superok) , ma l'altra La Silva ......... lasciamo stare va (giu)

Concordo, è bellissima...
Pensatela Spyder... Sarebbe stato un ulteriore capolavoro.
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Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #12 il: 25 Luglio 2020, 13:57:04 pm »
Concordo, è bellissima...
Pensatela Spyder... Sarebbe stato un ulteriore capolavoro.



Et voilà, Le Spydèr!!
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Offline m.real

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #13 il: 25 Luglio 2020, 21:21:43 pm »
Concordo, è bellissima...
Pensatela Spyder... Sarebbe stato un ulteriore capolavoro.



Et voilà, Le Spydèr!!
  (sorpreso) (sorpreso) (appl) (appl) (superok)
in fondo al tunnel ce sempre una luce

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #14 il: 28 Luglio 2020, 19:22:33 pm »
Molto bravo Fabrizio (appl)


Ma non disperare, la versione cabriolet è stata fatta, ma ne parlerò più avanti, ora invece vorrei farvi vedere cosa combinò un carroziere francese sul finire degli anni '50  (sorpreso)


2CV Clauzet





Tadaaaa..... siete rimasti senza parole, vero  (muoio)


In effetti non è un vero carrozziere, perchè questo modello venne presentato al salone dell'auto di Parigi nel 1959 dall' Atelier de Carrosserie Métallique Albert Clauzet di Bretagne-de-Marsan regione della Nouvelle-Aquitaine sotto Bordeaux per intenderci  ;D




Non so chi dei due sia Albert Clauzet quello che è certo è che anche questa è un modello unico, una coupé a 4 posti senza nessuna forma rotonda, questo rendeva possibile l'uso di semplici piastre angolari curve in acciaio, questo fu un tentativo di produrre un'auto economica simile alla 2cv


Non si comprende perchè non ebbe fortuna, ed aveva pure il tettuccio apribile  (stupid) questa foto deve essere stata ritoccata ma rende bene l'idea del capolavoro svolto dall'Altelier




La prossima vi assicuro che sarà una spyder....  (felice)
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Offline claudyane6

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #15 il: 28 Luglio 2020, 20:44:29 pm »
a parte il tettuccio che è butto, il resto fa c@......

Offline fabrizio

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #16 il: 28 Luglio 2020, 23:07:40 pm »
a parte il tettuccio che è butto, il resto fa c@......

Ma come!
La vettura che ha ispirato la Lockeed a creare, 25 anni più tardi, il caccia F117!!
Non sto scherzando: la necessità dei carrozzieri di impiegare pannelli planari, per motivi di economie produttive, ricorda molto la necessità degli ingegneri della Lockeed di impiegare pannelli planari per ridurre la sezione radar del velivolo  (specchio) (specchio) (specchio)  (muoio)

Eccovelo in tutto il suo (sinistro) fascino:










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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #17 il: 03 Agosto 2020, 19:37:33 pm »
L'altro giorno in tv ho visto un servizio sugli aerei spia americani della guerra fredda, alla fine hanno pure parlato degli stealth e della loro invisibilità agli schermi radar perchè avendo la superficie così spigolosa non riflettono le onde dei radar e diciamo non vengono visti (zz)


Ora capisco perché la 2CV Clauzet non fu mai vista da nessun essere umano (oltre che dai radar), con tutti quegli spigoli  (stupid) (muoio)



Prima di parlare della "famosa" cabriolet o spider, vi propongo un'altro capolavoro dei carrozzieri belgi (noncicredo)


2CV D'Ieteren




Carrozziere Belga, propose nel 1960 la sua versione della 2cv con questo modello di coupè....



.. non è dato sapere se rimase anch'esso un modello unico o se ci furono altri modelli, neppure sul loro sito ufficiale se ne parla, mi sa che hanno rimosso questa esperienza  (muoio)


Come non si sa perché in quest'altra foto al posto delle ruote ci sia un sistema innovativo e fantascientifico di lievitazione floreale  (muro)




ma non disperiamoci, perchè la storia non finisce qui...
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #18 il: 03 Agosto 2020, 20:29:34 pm »
Daniel D'Ieterian provò a personalizzare anche un'altro modello della Citroen


Ami6 Coupé D'Ieteren





Trasformò un'Ami6 in coupè con due porte nel 1963 e venne proposta alla Citroen belga per una produzione di serie





ma visto che la proposta venne rifiutata, quest'unico modello venne venduto ad un concessionario di Liegi che la regalò alla moglie  ;D




 (appl) (felice)
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Offline jojo54

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #19 il: 03 Agosto 2020, 21:43:14 pm »
 (felice) (felice)

che muso incazzato che ha questa Ami ,,che non le piaccia l'arzilla proprietaria
Ho speso molti dei miei soldi in alcool, belle ragazze e auto veloci .....gli altri li ho sperperati (GEORGE BEST)
Si vive una volta sola!!,sbagliato!!,,si vive tutti i giorni ,,si muore una volta sola!!

Offline nomad

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #20 il: 04 Agosto 2020, 11:40:58 am »
 (felice) ….sono entrambe inguardabili.

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #21 il: 10 Agosto 2020, 18:39:45 pm »
In effetti non è che siano riuscite benissimo, forse per questo non sono state prodotte, neh  (stupid) (muoio)

Però quardando la 2cv D'Iteren, mi pare di scorgerci delle somiglianze con quest'altra derivata  (sorpreso)


2CV Bijou




In realtà questa foto è di un prototipo, nel modello effettivamente prodotto venne modificata la griglia, allargandola per far entrare più aria al motore bicilindrico da 425 cc.





Prima di parlare di questo modello dobbiamo fare un salto al 1953, quando la Citroen decide di esportare la 2cv con guida a destra in Inghilterra, la bicilindrica viene assemblata negli stabilimenti di Slough, apportando piccole modifiche per quel mercato, ma il successo non arriva, sia perchè agli inglesi non piace la semplicità e spartanità del nostro modello, sia per via delle tasse che aumentano del 19 % il suo prezzo, tra il 1953 ed il 1959 vennero prodotte solo 673 veicoli.


Nasce così l'idea di produrre una versione coupé più accattivante per il pubblico femminile, dotandola di una carrozzeria in fibra di vetroresina rinforzata in poliestere disegnata da Peter Kirwan-Taylor che progettò anche la Lotus Elite, e prendendo alcuni pezzi dalla DS, come il volante, le maniglie interne e probabilmente anche il parabrezza che deriva dal lunotto dell'ID 19 Safari.








Si dice che il progetto venne tirato su troppo frettolosamente e che c'erano delle difficoltà nell'assemblaggio dei pezzi tanto che alla presentazione della stampa mancava ancora il lunotto, all'arrivo dei giornalisti un operaio riuscì a montarlo, ma nel chiudere la portiera rimasta aperta questo andò in frantumi  (sorpreso) (stupid)


L'auto fu presentata al salone di Londra del 1959 ed inizialmente piacque, il settimanale The Autocar la definisce "affascinante", mentre la rivista Automobile Engineer scrive: "Piuttosto che competere con berline di produzione di massa consolidate, è stata presa la decisione di produrre un veicolo che avrebbe fatto appello a un mercato più piccolo. In particolare, si è pensato che esiste un mercato per un'auto piccola di buona qualità e una maggiore durata che potrebbe servire come veicolo secondario per le famiglie che già possiedono un'auto più grande. Questa vettura richiede un minimo rigoroso di manutenzione e cura e doveva essere in grado di resistere al degrado senza dover erigere un secondo garage. per soddisfare questi due criteri il motore raffreddato ad aria e il design semplice del telaio presentano vantaggi reali."






L'idea era di produrre 1.000 esemplari, ma sia per le difficoltà di montaggio, sia per problemi strutturali per cui entrava l'acqua dentro l'abitacolo.... in Ingliterra  (muro), sia perché risultava sempre troppo cara , £ 674 nel 1959, mentre una Ford Popular con 4 posti ed un motore più grande veniva £ 494, alla fine tra il 1959 ed il 1964 vennero prodotte solo 211 esemplari di cui oggi ne rimangono una quarantina nel Regno Unito e poche unità in Francia  (nonso)








Il motore era un 425 cc. si pensa che avrebbero potuto montargli il 602 che era già presente sull'Ami 6 importata in quegli anni, ma questo non avvenne, il maggior peso della carrozzeria faceva si che le prestazioni fossero un pochino da lumachina, nel 1961 un test indicò la velocità massima in 71,9 km/h.

Peso totale di 490 kg, non ho trovato se era omologata per 4, in ogni caso la panchetta posteriore risultava molto piccola, mentre il baule risultava più grande di una 2cv classica.






Altre informazioni e foto le potete trovare in questo 3D --> Citroen Bijou


 (felice)





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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #22 il: 10 Agosto 2020, 20:40:26 pm »
ecco  il  perchè della guida a dx

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #23 il: 12 Agosto 2020, 18:53:42 pm »
Ed ora vi propongo questo modello coupé pensato per una 2cv dalle prestazioni più sportive  (guid)



2CV De Pontac





Progettata dal marchese Jean-Marie de Pontac, questo modello deriva da una 2cv con le opportune modifiche per renderla una coupè alquanto insolita  ;D





Venne presentata al salone di Parigi nel 1955 , le versioni erano due una scoperta e l'altra con un tettuccio a forma di slip femminili  (sorpreso) (stupid) :P

La motorizzazione doveva essere del 425 cc., ma veniva fornita anche con un motore da 500 cc.  appositamente elaborato dagli stabilimenti S.E.P.A. di Bordeaux, di proprietà dello stesso marchese, c'era poi quella con motore Panhard da 850 cc.

Vennero costruiti solo 25 modelli, non so con quali motorizzazioni, ma le difficoltà a produrre la versione con il tettuccio sembrano sia la causa dell'improvvisa cessazione della attività....





La carrozzeria era in vetroresina ed il telaio un tubolare a forma di H, con un asse centrale, le sospensioni della 2cv ma con un sistema particolare per quelle posteriori aiutato da una ruota che fa da elemento elastico (??)




Altro piccola caratteristica erano i fari anteriori che ruotavano di 180° in modo da non rovinarsi con la guida sportiva, visto che l'intenzione del costruttore era anche quella di gareggiare  (guid)




Per altre informazioni consultate pure il suo 3D --> 2Cv de Pontac,  neh  ;D
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #24 il: 12 Agosto 2020, 19:09:54 pm »
Sicuramente la versione più innovativa. Mi pare di averne vista una (non dal vivo) che presentava una carrozzeria dipinta con fiori rossi.
Per la "ruota posteriore che funge da elemento elastico" mi verrebbe in mente il quadrilatero di Watt, ma la sua applicazione è fatta sugli assali rigidi cosa che il 2CV non ha (nonso)
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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #25 il: 24 Agosto 2020, 18:34:21 pm »
Quella con i fiori rossi è la versione con il motore Panhard da 851 cc, non l'avevo inserita qui perchè non è una 2cv  (nonso)





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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #26 il: 26 Agosto 2020, 20:16:37 pm »
Continuando nella ricerca di quei modelli realizzati da carrozzieri negli anni '50, ho trovato questa cabriolet di cui ho solo le foto  (nonso)


2CV Cher





In base alla didascalia questo modello dovrebbe essere stato fatto su una "Cher", solo che non sono riuscito a trovare nessuna carrozzeria Cher  (nonso)

C'è pure il dubbio dell'anno, questa sembra essere del 1955, ma in queste altre due foto controllando la targa risulterebbe del 1951  ???




in questo modello si vede una differenza sul parabrezza, forse questa forma non andava bene e l'hanno cambiato alcuni anni dopo  ;)




Chissà se qualche esperto troverà le risposte giuste  ;D

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #27 il: 26 Agosto 2020, 20:46:59 pm »
 (guid) uno splendido giocattolino  (guid)

.... averne una oggi ... (guid) (guid) (guid) (guid) (guid) (guid) (guid)

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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #28 il: 08 Settembre 2020, 19:58:47 pm »
Condivido claudyane  (su),  anche questo gioiellino non è poi niente male  ;D


2CV Radar





Questo modello è stato progettato e realizzato da Robert Radar, un agente Citroen belga, attraverso il suo "Garage Radar SA" di Liegi, nel 1956, realizzando solo 5 modelli, 3 montati nella sua officina, gli altri 2 direttamente dai clienti, visto che avevano le conoscenza per montare la carrozzeria in poliestere con il telaio della 2cv.


Nella foto si vede Robert Radar con il primo modello realizzato per lui, il colore era di un bel rosso brillante (guid)





Inizialmente Robert Radar depositò il modello da lui creato con il nome "carrosserie pour voiture automobile", ma non avendo poi confermato il brevetto questo divenne di dominio pubblico  (nonso) , la sua intenzione era di produrre 10 modelli, ma come accennato si fermò a 5, forse per problemi finanziari, dopo di che decise di venderlo alla Citroen belga.





Il motore era il 425 cc di una 2cv AZ , che venne in seguito modificato a 500 cc sostituendo il gruppo canna-pistone ed uno speciale collettore aspirazione-scarico che consentirà l'installazione di due carburatori.



Nel 1957 la Radar fu presentata alla Citroen belga che acquistò il progetto e iniziò la produzione nello stabilimento di Forest, vennero prodotte 60 carrozzeria, ma solo 20 assemblate sui telai e vendute; in seguito a problemi di produzione, l'assemblaggio verrà affidato alla società francese Detry di Roubaix.




Rispetto al modello originale, vennero apportate delle piccole modifiche, si creò un'apertura sul cofano per accedere al gruppo motore-cambio, vennero eliminate le maniglie sulle porte, inserito il doppio chevron e modificati i paraurti, nella parte posteriore vennero inserite due creste  ed il parabrezza è sostituito dal lunotto della DS





Queste foto probabilmente sono antecedenti alle trasformazioni descritte  :P





Nel 1958 venne presentata all'Esposizione universale di Bruxelles ottenendo un discreto successo, il prezzo di vendita sarà del 25% superiore di una bicilindrica dell'epoca.





Per altre info potete leggervi il 3D dedicatole 2cv Radar  (felice)






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Re:Le derivate dei carrozzieri
« Risposta #29 il: 10 Settembre 2020, 20:36:27 pm »
Dopo aver presentato modelli dal fascino assicurato  (appl) torniamo a proporvi i piccoli anatroccoli bicilindrici  :P

ricordate quell'esperimento pubblicitario della 2cv Antem sponsorizzata dall'azienda Silva disegnata da Charbonneaux ....



.. ecco ora ve ne propongo un'altra ancora più assurda  (stupid) (muoio)



2CV Akkermans





Questo modello è stato creato dalla carrozzeria Akkermans di Oud Gastel fondata nel 1811 quindi la più antica carrozzeria dei Paesi Bassi.

Nel 1958 gli venne richiesto la produzione di 2 bicilindriche destinate all'Agence Messagerie de la Presse per essere utilizzate dai media durante l'Esposizione Universale di Bruxelles, per la distribuzione dei giornali.






Il motore era il classico 425 cc consegnato dalla fabbrica belga di Citroen, la carrozzeria in alluminio venne costruita in 3 mesi, avevano un grande portellone per permettere un facile accesso all'enorme spazio bagagli  ;D




Non si sa che fine abbiano fatto, probabilmente saranno state rottamate  (stupid) tutto quello che rimane sono queste poche foto trovate in rete  (nonso)






Allego un'articolo di giornale che parla di tale vettura.



Gérard Bonnaire, di Hautmont nel nord, ci ha inviato questa foto d'epoca: "un'auto speciale, nel 1958 al Salone di Bruxelles. Sì, è una Citroen 2 CV. Che ne è stato? "

Questo 2 CV è stato prodotto in due copie dalla carrozzeria Akkermans, su richiesta della società AMP (Agence et Messageries de la Presse) soprattutto per l'Esposizione Universale del 1958, dove apparentemente furono usati come veicoli per le consegne. .

La carrozzeria, costruita in alluminio, pesava 200 kg ed è molto ispirata alla kaiser Henry J, una delle prime "compact-car" americane, presentata nei primi anni Cinquanta. E poiché le pinne erano sinonimo di progresso e futurismo, una pinna centrale è stata aggiunta sul retro. dove si può leggere il logo dell'azienda AMP. Se qualcuno conosce il destino di questi due veicoli promozionali, faccelo sapere ...



 (felice)
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