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Autore Topic: Dolomitica di Watson  (Letto 23856 volte)

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Offline m.real

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #60 il: 15 Aprile 2016, 22:36:24 pm »
 (felice) mi piace questo tuo viaggio nei posti della grande guerra . Siccome non gli o mai visti ,li guarderò con molto interesse ,anche perchè mio nonno materno ,povero contadino del sud Italia, per aver combattuto nella grande guerra era stato nominato Cavaliere di Vittorio Veneto e molto probabilmente in quei posti ci ha combattuto.
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Offline Watson

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #61 il: 29 Aprile 2016, 17:05:19 pm »
scusami se ti rispondo con tanto ritardo  ;)

il fronte di guerra era abbastanza vasto, prendeva in pratica tutto il confine della regione attuale del trentino Alto Adige a nord e fino all'Isonzo ad est (Gorizia e Trieste non erano in Italia), ma il grosso delle battagli fu appunto su questo fronte nel Friuli.


Magari tuo nonno fu spedito in quel teatro di guerra, certo che è stato forunato a tornare a casa, ho letto che l'Italia di quel periodo era di circa 36 milioni di abitanti, divisi equamente tra uomini e donne, le persone tra i 20 - 40 anni erano circa il 30 %, quindi si può dire che quelli abili ad andare in guerra fossero ipoteticamente 5 milioni, anche se molti non furono mai chiamati.

i morti invece furono 651 mila tra quelli caduti in azioni militari e quelli deceduti per malattie, ma ci furono pure le morti civili causate da diversi motivi tutti legati alla guerra, leggo che furono quasi 600 mila (piango)


Combinazione mentre davo il bianco da mia zia nello spostare i quadri dalla parete ho trovato un manifesto in cui si riportavano i morti della grande guerra del paese di mio padre....

... ho trovato un parente, un cugino del nonno, deceduto in un ospedale da campo nel 1917, era un Sergente Maggiore.


Se volete scoprire qualche possibile parente perito in quel sanguinoso conflitto c'è questo sito


http://www.cadutigrandeguerra.it/CercaNome.aspx



Sarebbe bello poter scrivere che tutti questi omaggi ai caduti, tutti queste croci e queste informazioni possano aiutare a non fare più gli stessi errori del passato, ma osservando quello che ci succede intorno mi viene il forte dubbio che non sia servito a nulla e che le persone in un futuro non tanto lontano (lo stanno già facendo) torneranno ad uccidersi tra di loro, magari anche qui nel nostro paese  >:(



Non mi sono dimenticato di continuare, prossimanete vedrò di dare una svolta a questi ricordi di un viaggio che non vuole essere descritto su questo forum ( e sono quasi 9 anni)  (felice)
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"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline Sam

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #62 il: 29 Aprile 2016, 17:16:57 pm »
è bene non dimenticare!
"fortuna" è sapere che almeno sono morti in un dato luogo.. peggio è non sapere nulla di nulla nonostante anni e anni di ricerche tutti spesi per sapere che è un disperso..
il tempo scorre e il mondo va avanti.. il rischio di dover fronteggiare guerre basate sulla scienza e sulla fisica è sempre maggiore..
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Offline m.real

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #63 il: 29 Aprile 2016, 21:47:04 pm »
 (felice) pur non avendo mai visitato di persona i luoghi della grande guerra , sono abbastanza informato sull'argomento , ho visto molti documentari e letto qualche cosa . E sono arrivato alla conclusione che e stata la guerra della povera gente che si ammazzava senza sapere il perche' ,sia da una parte che dall'altra ,i poveri soldati erano considerati solo <<carne da macello>> e basta ,ce un film che spiega bene come la penso sulla grande guerra (ORIZZONTI DI GLORIA) di Stanley Kubrick uno dei film piu antimilitarista di sempre.
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Offline Watson

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #64 il: 29 Aprile 2016, 22:13:17 pm »
giovane Sam gli uomini sono animali intelligenti che spesso non ragionano, se solo sapessero che la loro vita ha una scadenza, magari vivrebbero con più tranquillità, ma non se lo ricordano mai.


Parlando con mia zia ho scoperto che mio nonno non venne chiamato in guerra perchè era figlio unico, per di più sua madre era vedova, quindi era esentato (per fortuna mia  :))

leggendo in giro mi rendo conto che quelli erano tempi caldi, le persone erano molto nazionaliste, e il sentimento della patria era davvero molto sentito, quella guerra fu combattuta da molti volontari e moltissime persone istruite con diploma o laurea, c'erano anche quelli obbligati, ma la volgia di combattere era davvero molto sentita....


... certo che pensare alla nostra generazione che ha vissuto gli anni del boom e che ha avuto come sogno l'unione dell'Europa e la fratellanza delle popolazioni, diventa dura immaginarseli questi uomini di inizio secolo (scorso).


Invece di questo cugino del nonno non si ricorda molto, erano quelli della stazione, è l'unico ricordo che ha, leggermente più giovane di mio nonno parti per il fronte con il grado si Sergente maggiore (o lo divenne) del 48° regimento artiglieria da campagna e non tornò mai più.


Ora cercando in rete ho scoperto il luogo dove finì la sua giovane esistenza, ospedaletto da campo n° 106 per le ferite riportate, ed il luogo dovrebbe essere Quisca in Slovenia, il 23 maggio 1917.




Ma torniamo a quel 5 ottobre del 2007, quando terminata la visita al forte Verle raggiungevo il bivio sul passo di Vezzena, qui ci sono due sgtrade una scende direttamente a Lavarone, che poi era la nostra meta, l'altra allungava leggermente passando per Luserna, ma portava sempre nello stesso luogo, quel giorno decisi per la seconda, volevo allungare i tempi e godermi la bella giornata.


Scendendo di quota i prati lasciano il posto agli alberi e la strada entra in un bosco, un bel bosco di abeti, non facciamo molta strada quando in una piccola raduna scorgiamo un vero cimitero militare, anche se abbastanza piccolino, la fermata è d'obbligo



E' il cimitero di Costalta, uno di quelli che vennero smantellati nella riorganizzazione del 1921 e le cui salme furono traslate nel grande sacrario di Asiago, solo che qui il lavoro fu fatto probabilmente male, perchè nell'area vennero ritrovati resti umani, e questo non dovrebbe succedere, perciò il comune prese la decisione di ricostruirlo nel 1987, ponendo 167 croci a ricordo di 2.000 caduti di entrambe le parti.




Ripartiamo e pochi minuti prima scorgo nel bosco questo rudere, non so se mi accorgo subito della sua particolarità, ricordo solo che mi fermai nuovamente per fotografarlo ed ora ne siono contento, perchè su questo ricodo del passato c'è indicato un concetto davvero ineccepibile, qualcosa che per anni nessuno osava dire apertamente...





ma il pensiero correva e ripartiti arivammo al piccolo paese di Luserna  (guid)
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Offline m.real

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #65 il: 29 Aprile 2016, 22:29:46 pm »
 (felice) concordo sul concetto ineccepibile (su)
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Offline jojo54

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #66 il: 25 Agosto 2016, 09:44:09 am »
 (felice) (felice)

qui si lascia l'auto e si inizia il sentiero






ciao Watson  visto che sono ancora in ferie sono andato a fare una passeggiata in montagna con amici ,,e siamo saliti fino al forte Campolongo
spero non ti dispiaccia ma metto qui alcune foto ,,che fanno parte dei sentieri della guerra sull'altopiano di Asiago



l'entrata della galleria per arrivare al forte


la galleria


una parte del forte ristrutturata


l'interno


la parte alta da dove aprivano le cupole per sparare coi cannoni


nella montagna la in fondo c'è il forte Verena




 (ciao) (ciao) (ciao)
Ho speso molti dei miei soldi in alcool, belle ragazze e auto veloci .....gli altri li ho sperperati (GEORGE BEST)
Si vive una volta sola!!,sbagliato!!,,si vive tutti i giorni ,,si muore una volta sola!!

Offline Watson

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Re: Dolomitica di Watson
« Risposta #67 il: 27 Agosto 2016, 22:39:53 pm »
Bravo jojo per l'integrazione di questa tuo giro per forti, quello da te visto non l'ho visitato  (stupid)


Però c'è da dire che in quel giro non visitai nessun forte italiano ma solo quelli autro-ungheresi, neh  :)


Anzi solo per dare un'informazione a chi non consoce il posto provo a pubblicare una mappa in cui sono evidenziati i vari forti della zona con il confine che correva su quello che ora è la divisione tra Veneto e Trentino





Mi sono poi ricordato che quando ero ad Asiago passai vicino ad un museo della guerra posto a Roasio, tu l'hai solo visto o anche visitato, io ho solo queste 3 foto, se possono interessare  (felice)








Il proiettile esploso è impressionante  (sorpreso)




Dai ora che supero questo brutto momento continuerò quel mio racconto che nn riesco a completare (post)  ;)
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