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Autore Topic: Torino ed Italia '61  (Letto 37321 volte)

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #90 il: 16 Novembre 2011, 10:22:47 am »
Toni lo sa che mi fa arrabbiare con queste foto del Palazza del Lavoro .. e' una mi fissa ..!!

Ci abbiamo anche provato questa estate a programmare qualcosa, ma poi ... niente .. !!

Spero non ne facciano davvero un Centro Commerciale, mi piacerebbe entrarci prima o poi ..

Libero di crederci, ma ci ho pensato molto prima di pubblicarle, le (foto) infatti sono del 18 giugno, ma poi pensando a chi non potrà mai entrarci....


Non so se si farà questo centro commerciale, le associazioni di categoria primis 8 gallery, sono contrarie alla trasformazione e poi c'è il problema dell'aumento del traffico con quella rotatoria da imbuto  >:(

in ogni caso la soprintendenza ha vincolato la facciata e la struttura e messo dei paletti alla sua trasformazione --> ARTICOLO, ma penso che gli interessi economici siano più forti dei vincoli e vedrai che alla fine faranno questo centro commerciale --> ARTICOLO  (nonso)


bhè, almeno così potrai entrarci finalmente, neh  ;D
« Ultima modifica: 16 Novembre 2011, 10:25:40 am da Watson »
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"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline Aspes

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #91 il: 16 Novembre 2011, 12:53:07 pm »
Ci sono entrato ( me l'ha detto mio Papa' ) ma non mi ricordo ..!!
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #92 il: 16 Novembre 2011, 15:32:02 pm »
Ci sono entrato ( me l'ha detto mio Papa' ) ma non mi ricordo ..!!

(police1) quello che stò per scrivere non è riferito a persone fatti o bicilindriche presenti su quersto forum o su altri, neh (vecchio)


C'è una particolarità della vita che all'apparenza sembra una sciagura, ma che in realtà è qualcosa d'irripetibile e meraviglioso...

... l'invecchiamento.


ovviamente parlo di chi ha la fortuna di percorrerlo in salute, perchè nell'invecchiamento succede anche qualcosa in una parte del nostro cervello che diciamo "sblocca" i ricordi e porta alla luce immagini, suoni, sensazioni che avevamo creduto di aver perso.


Aspes, aspetta e vedrai che un giorno quelle visioni dell'interno del Palazzo del lavoro ti saranno svelate proprio dalla tua memoria che lentamente le farà trapelare nei tuoi ricordi  (appl)



In attesa guarda queste foto  ;D

 (felice)
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #93 il: 16 Novembre 2011, 15:48:51 pm »
L'interno del Palazzo del LAvoro è caratterizzato dai suoi pilastri a fungo  (sorpreso)

sono strutture in cemento armato alte 20 metri con una forma rastremata, più grandi alla base rispetto alla punta,

punta che sorregge una piastra d'acciaio di forma rettangolare che in pratica fa da solaio all'edificio.



in tutto sono 16 e 16 sono le piastre lunghe 38 metri, lo spazio tra le piastre è chiuso da un lucernaio di 2 metri, messo su perchè altrimenti invece di un Palazzo avremmo avuto la Piscina del Lavoro  (muoio)




è impressionante vederli dalla base, ti metti vicino ad un pilastro e tiri su la testa percorrendo la sua nervatura fino a raggiungere la cima 20 metri più in alto (6 piani di un palazzo)

sembrano tante sequoie di cemento, ognuna solitaria ed immobile ad aspettare il visitatore ammaliato e sorpreso  (sorpreso)




ti assicuro che ti verrebbe voglia di abbracciarli, di prendere i tuoi vicini ed insieme cingerlo come si cinge un fratello...

... ma poi pensi che faresti la figura dello scemo e richiudi la bocca  ;)



un'ultima foto della piastra che sorregge la grande mensola.... ipnotica  (sorpreso)



per un attimo sembra di vedere quelle giostre di un tempo che girano e girano con tranquillità (non quelle moderne dai ritmi forsennati) facendo divertire i bambini con i loro cavali che salgono e scendono e gli adulti che le osservano in questo ipnotico movimento.
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #94 il: 17 Novembre 2011, 16:47:00 pm »
Spero non ne facciano davvero un Centro Commerciale, mi piacerebbe entrarci prima o poi ..

sembra quasi che tu prevedi nel futuro  (sorpreso) (??)

ieri sera mentre leggevo il giornale ho notato un articolo che parla proprio del futuro del Palazzo del Lavoro  :)

http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/news/cos_cambier_palazzo_del_lavoro-25053811/

leggendolo sembra che abbiano trovato la soluzione a tutti i miei interrogativi c'è solo un punto che non mi torna...

... scrivo che abbatteranno circa 240 alberi, ma che ne metteranno a dimora quasi 500, sembra che ci sia un guadagno per l'ambiente, ma non so perchè la faccenda non mi convince (??)



A questo punto attendiamo che partano i lavori e poi anche tu potrei abbracciare quelle seguoie di cemento  (felice)

le immagini http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/11/15/foto/palazzo_del_lavoro_da_nervi_ai_nostri_giorni-25060240/1/
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Offline lucajack2cv

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #95 il: 24 Novembre 2011, 16:15:29 pm »
Toni, Aspes.. Ieri ero a Torino per lavoro, l'auto parcheggiata nei vialetti del Valentino, proprio alle spalle del palazzo delle esposizioni quand'ecco che.. intorno alle tredici.. mi "sfreccia" davanti nientemeno che il Viberti bipiano!!

L'ho oltrepassato pochi minuti dopo poco più avanti, di fronte ad una fontana monumentale, oggetto di un servizio fotografico.

E' una meraviglia.

 (felice) Lj

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #96 il: 24 Novembre 2011, 17:05:42 pm »
E' una meraviglia.

Mitico, tu almeno lo hai visto in circolazione, io per ora solo in maniera statica....  (nonso)

ma forse per domenica 4 dicembre magari lo potrò vedere in movimento, c'è il Trolley Festival ai Giardini Reali  ;D

 (felice)

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Offline pata2cv

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #97 il: 24 Novembre 2011, 18:48:48 pm »
interessante io andrei volentieri, perché non organizziamo?  (abbraccio)
qui a pagina 35 altre foto
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=532083
Luca non hai fatto una foto?  (felice)
ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati

Offline Aspes

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #98 il: 25 Novembre 2011, 10:30:53 am »
interessante io andrei volentieri, perché non organizziamo?  (abbraccio)
qui a pagina 35 altre foto
http://www.skyscrapercity.com/showthread.php?t=532083
Luca non hai fatto una foto?  (felice)


E' vero .. Luca, non hai fatto nemmeno una foto ?
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #99 il: 25 Novembre 2011, 11:00:28 am »
Toni, Aspes.. Ieri ero a Torino per lavoro, l'auto parcheggiata nei vialetti del Valentino, proprio alle spalle del palazzo delle esposizioni quand'ecco che.. intorno alle tredici.. mi "sfreccia" davanti nientemeno che il Viberti bipiano!!

L'ho oltrepassato pochi minuti dopo poco più avanti, di fronte ad una fontana monumentale, oggetto di un servizio fotografico.

E' una meraviglia.

 (felice) Lj

Magari ha visto passare questo autobus a due piani  ;)



 (muoio) (muoio)


P.S. per il Trolley Festival ne possiamo parlare --> QUI
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #100 il: 25 Novembre 2011, 11:56:37 am »
Visto che siamo andati abbondantemente fuori tema..... o forse no (??)

continuo e termino il piccolo discorso sull'interno del Palazzo del Lavoro.


Durante la visita la guida ci raccontò che il progetto originale prevedeva una disposizione interna leggermente diversa da quella che siamo stati abituati a vedere in questi 50 anni...

... in realtà il piano espositivo si doveva trovare 10 metri più in alto di quello attuale, la disposizione interna prevedeva un piano ribassato come primo spazio espositivo ed uno intermedio che avrebbe distribuito i visitatori nei due livelli espositivi.


Durante i lavori per non ritardare troppo la realizzazione dell'opera, vennero effettuate delle modifiche in corso d'opera, queste interessavano principalemte il piano espositivo che invece di realizzarlo ribassato veniva portato allo stesso livello del piano di campagna....


... in seguito si sarebbe realizzato questo secondo piano espositivo, ma si sa che in Italia non c'è nulla di più definitivo del provvisorio e di quest'opera non se ne fece nulla se non nella realizzazione della balconata perimetrale.


Ecco la foto dei plinti gettati ma non utilizzati per il piano sopraelevato.




In rete ho trovato invece questa immagine di come doveva apparire la balconata sopraelevata con quel bellissimo solaio che si vede solo all'ingresso principale.

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #101 il: 25 Novembre 2011, 12:28:20 pm »
c'è un'articolo del sole 24ore che cita, appunto la notizia dell'avvenuto consenso della giunta al restauro del Palazzo del Lavoro,
http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mondo-immobiliare/2011-11-23/shopping-palazzo-lavoro-torino-172531.php?uuid=AadXdyNE
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Offline Woodstock

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #102 il: 19 Giugno 2012, 11:18:41 am »
Sulla stampa di sabato...

Il nuovo Palazzo del Lavoro fermato dai giudici del Tar
Accolto il ricorso di 8Gallery: non corretta la variante approvata dal Comune


http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/458635/
Dobbiamo abituarci all'idea: ai più importanti bivi della vita, non c'è segnaletica (Ernest Hemingway)

Offline pata2cv

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #103 il: 06 Luglio 2012, 20:15:38 pm »
tanto perché si sappia per chi è interessato.
Oggi è stata presentata un interpellanza generale per ottenere dialogo con il consiglio comunale sulla vicenda -appunto- del Palazzo del Lavoro,  in particolare sul fatto che da ormai tre anni abbiano approvato delibere su delibere, scoprendo solo successivamente l'illegittimità da parte del TAR. Viene da chiedersi gli uffici  di urbanistica come possano non accorgersene prima...  (felice)
Il folle progetto che incombe su Palazzo del Lavoro
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Offline lucajack2cv

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #104 il: 13 Luglio 2012, 11:28:40 am »
Lo spiega l'articolo "come fanno a non accorgersene" così evito di dirlo io..

il Comune ha sbagliato procedimento, optando per una variante parziale al piano regolatore (più rapida e con meno vincoli) anziché una variante strutturale, che avrebbe richiesto il coinvolgimento di più enti e avrebbe richiesto diversi accorgimenti. Parcheggi, valutazione ambientale strategica, coprogettazione con la Provincia e il Comune di Moncalieri, vista l'entità del progetto. Secondo: per il Tribunale il Comune ha approvato la costruzione di un centro commerciale di 13 mila metri quadrati quando avrebbe potuto farne edificare uno non più grande di 6 mila metri quadrati. Come è stato possibile? Semplice, con un artificio prontamente bollato dal Tar: per il Comune Palazzo del Lavoro sarebbe diventato un centro commerciale naturale. Che differenza fa? Non poca: per i centri commerciali naturali le autorizzazioni per i vari negozi sono rilasciate autonomamente e quindi le varie superfici non vengono sommate quando si verifica la compatibilità con la zona circostante. I 13 mila metri quadrati sono stati ricavati sommando i singoli negozi, anziché considerandoli come progetto unico. Impossibile, visto che i centri commerciali naturali nascono dall'unione di più negozi sorti autonomamente, mentre a Palazzo del Lavoro nascerà un «progetto unitario e preordinato allo scopo, che non ha nulla di spontaneo». Insomma, con quest'artificio il Comune aveva permesso di raddoppiare la superficie commerciale.


Toni è un brutto mondo, la pubblica amministrazione ha una doppia linea gerarchica, parallela, quella tecnica e quella politica. In un paese con alti livelli di corruzione come il nostro nessuna delle due è sicura, la meno sicura è comnuque quella politica perchè il consenso su cui regge non è quello delle masse di elettori facilmente manipolabili con artifici retorici, informazione pubblicitaria ecc. ma è quello garantito dal diventare  un indispensabile (e possibilmente il solo) riferimento per investitori e imprenditori che intendano operare in quell'area territoriale, e in italia significa quasi solo costruttori.

Per ottenere questo status di "supremazia feudataria" su una città o un'area più o meno vasta le Sindaci o Assessori (magari nelle classifiche tra "i più amati d'Italia") non esitano a forzare la mano ai vertici della scala gerarchica tecnica, i quali si ingegnano di assecondare gli interessi dei politici partorendo interpretazioni bislacche  -come la variante in oggetto- avendo di mira da una parte la soddisfazione  delle brame del politico dall'altra la salvezza formale-giuridica del proprio operato di funzionario (il che è logicamente incompatibile perchè se l'interessato poteva correttamente ottenere le autorizzazioni di cui necessita evitava di rivolgersi al politico) guidato dalla speranza di garantirsi il mantenimento nella posizione apicale che occupano e delle retribuzioni che percepiscono (ciò escludendo una diretta compartecipazione all'affare) unita alla speranza che nessuno (organi di controllo o cittadini) vada tanto a fondo da scoprire la "forzatura" che ha operato: stando a quanto è emerso nel caso in esame, ciò ha comportato la scelta di un percorso autorizzativo che,  combinazione, risultava estremamente più vantaggioso (meno parcheggi, meno verde, meno oneri, meno lungaggini, meno soggetti coinvolti, meno vincoli ..meno "lacci e lacciuoli" e più del doppio dei metri cubi) rispetto all'altro, manco a dirlo il tutto ammantato nell'interesse di tutti compreso il rilancio della città ecc ecc..

Naturalmente l'interesse pubblico che è quello per cui politici e funzionari sono  pagati per preservare è invece quello che ne esce inculato è la prima vittima di questo meccanismo, sotto tutti i suoi aspetti (tutela dell'ambiente, della salute, del patrimonio storico ecc..).

Varie disposizioni di legge hanno tentato, in certi momenti della storia repubblicana, se non di scardinarlo almeno di limitare i danni -quasi mortali- che questi allegri imbroglioni sono in grado di infliggere al paese. Le contromisure sono state di solito:

1) Procrastinare il più possibile approvazione ed entrata in vigore delle norme più restrittive: è il caso della legge urbanistica del 1967 che oltre ad arrivare quando le città erano già completamente devastate dal decennio di ultra-crescita e quindi ultra-speculazione 1953-1963 (anche questo va detto in un 3d su Italia '61) riuscirà a tardare la sua applicazione mediamente di altri 10 anni in attesa delle leggi regionali che l'avrebbero attuata.

2) Annullarne gli effetti: è il caso della riforma degli enti locali che ha messo in capo ai dirigenti, quindi a dei tecnici "imparziali",  il rilascio delle concesioni edilizie e di altri atti che... inspiegabilmente.. nel previgente ordinamento spettavano ai sindaci.  Non c'è voluto molto perchè vi si ponesse rimedio: la retribuzione di un funzionario apicale di una città medio-grande, una provincia o una regione, solitamente è inferiore a quella del direttore di un supermercato. Può tuttavia essere intregrata da indennità  che gli amministratori "possono" così come "possono-non" riconoscere  a figure gravate di particolari responsabilità. Ricordo che fin qui siamo sempre nel pieno della legalità.. ma tanto basta perchè, magari per poche migliaia di euro in più all'anno, soggetti la cui moralità è più o meno al livello di chi abusa i bambini accettino di farsi tenere per le palle dal politico di turno assecondandolo, e magari anticipando, in ogni suo stuprante desiderio.

Cos'altro vuoi chiederti Toni, l'unica cosa da fare è dargli la caccia uno per uno, svergognarli pubblicamente, rendere evidenti le loro trame che non si curano neanche di nascondere più di tanto e che una bella condanna ogni tanto ne interdica qualcuno dai pubblici uffici.   
« Ultima modifica: 13 Luglio 2012, 12:19:45 pm da lucajack2cv »

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #105 il: 13 Luglio 2012, 12:09:57 pm »
Torino ha ospitato le olimpiadi invernali nel 2006.....

... è stato un grande evento ed una vetrina per la città, che da quel giorno ha visto aumentare l'afflusso di turisti;

però è stato anche un esborso economico non da poco, un debito procapite di 3.500 € su ogni torinese  (sorpreso), qualcosa che alla lunga si deve eliminare e visto che le entrate sono quelle che sono, diventa quasi logico che gli amministratori pubblici pensino a forme "creative" per rientrare nella normalità.

http://www.linkiesta.it/torino-sommersa-dai-debiti-prima-grana-fassino


C'è una piazza vicino al centro che si chiama Valdo Fusi, è un spazio anomalo, nel senso che ti rendi subito conto che non è stata pensata come slargo tra due o più corsi, ma che è più un area vuota inserita in mezzo ad un tessuto storico antico,

in effetti prima c'era un isolato che distrutto ne bombardamenti del '43 non venne più ricostruito.


penso, conoscendo i torinesi (Bogianen), che quest'area sia rimasta sempre vuota per mancanza di progetti definitivi, ricordo solo un parcheggio a raso con una serie di alberelli che non riuscivano a fare ombra ed una senso di paura al calar del sole quando dovevi recuperare la vettura, questo fino al 2004;


i quell'anno che precedeva di poco le olimpiadi il comune si mosse come mai aveva fatto prima e decise la costruzione di un parcheggio sotterraneo dalla forma alquanto strana (è il parcheggio meno pauroso che abbia mai frequentato), creando in superficie una piazza inclinata con due quinte verso le vie laterali, lasciano aperto la visuale sul vicino museo regionale di scienze naturali, ma....


....ma con in mezzo una costruzione che da qualcuno è stata subito un pugno in un occhio, voleva ricordare molto vagamente la piramide costruita al Louvre di Parigi (con molta fantasia) (sorpreso)


Ora tralasciamo la questione bellezza e concentriamoci sulla questione utilizzo, se nel 2006 è stata la spalla della più particolare casa Canadà, il problema su come riutilizzarla sembrava essere giunto ad una interessantissima soluzione:

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cultura/articolo/lstp/439192/

fare l'ingresso principale del vicino museo, collegandola con un tunnel sotterraneo, far diventare il piazzale uno spazio vivo e culturale  (appl)


Un'idea al passo con i miglioramenti che le olimpiadi stavano portando alla ex-grigia Torino di non molti decenni addietro, ma....



 >:( ma, complice la crisi (ci credo poco), complice quella ricerca di denaro che grava sulla testa di ogni cittadino torinese, l'amministrazione pubblica che fa  >:(


cambia il progetto iniziale per trasformare in un'attivita commerciale la "brutta" e insolita struttura edilizia, vanificando l'agognato salto culturale e turistico che il collegamento con il museo poteva apportare (muro)


e così ha tentato di fare con l'area del palazzo del lavoro, un pratico ma inutile tentativo di fare cassa, che il tar ha giustamente bloccato.
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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #106 il: 13 Luglio 2012, 12:13:36 pm »
Organizzza.....
invadiamo la piazza di 2cv incazzate


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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #107 il: 13 Luglio 2012, 14:27:23 pm »
Organizzza.....
invadiamo la piazza di 2cv incazzate



 ;D Paolo, Paolo, Torino è una grande città, molto provinciale, ma certe cose mica le puoi fare così con una semplice organizzazione....

... e poi è la città della Fiat (anche se penso che a breve non lo sarà più), qui solo i cinquini sono ben accetti  (guid).



P.S. la decisione del comune di modificare l'utilizzo del fabbricato penso sia irrevocabile, hanno un bisogno estremo di denaro, ne ho bisogno anch'io, perche se non ci pagano mi sa che presto sarò pure io a zonzo (zz)


una foto della piazza



ed un video molto simpatico  (su)


Piazza Valdo Fusi, Torino on Vimeo
Piazza Valdo Fusi, Torino on Vimeo

ma come fanno a sembrare dei giocattolini le persone in quel modo  (?)
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paoloDòCavaj

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #108 il: 13 Luglio 2012, 15:02:56 pm »

.... invadere quella piazza in quella cttà piena di cinquini
 farebbe notizia, audience.
Lavorerebbero bar e anche la Mehari birreria dei tuoi corregionali.

Tu potresti fare la guida turistica, .... a pagamento

ciao ciao  (gloria)

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #109 il: 18 Luglio 2012, 20:35:19 pm »
Lo spiega l'articolo "come fanno a non accorgersene" così evito di dirlo io..

il Comune ha sbagliato procedimento, optando per una variante parziale al piano regolatore (più rapida e con meno vincoli) anziché una variante strutturale, che avrebbe richiesto il coinvolgimento di più enti e avrebbe richiesto diversi accorgimenti. Parcheggi, valutazione ambientale strategica, coprogettazione con la Provincia e il Comune di Moncalieri, vista l'entità del progetto. Secondo: per il Tribunale il Comune ha approvato la costruzione di un centro commerciale di 13 mila metri quadrati quando avrebbe potuto farne edificare uno non più grande di 6 mila metri quadrati. Come è stato possibile? Semplice, con un artificio prontamente bollato dal Tar: per il Comune Palazzo del Lavoro sarebbe diventato un centro commerciale naturale. Che differenza fa? Non poca: per i centri commerciali naturali le autorizzazioni per i vari negozi sono rilasciate autonomamente e quindi le varie superfici non vengono sommate quando si verifica la compatibilità con la zona circostante. I 13 mila metri quadrati sono stati ricavati sommando i singoli negozi, anziché considerandoli come progetto unico. Impossibile, visto che i centri commerciali naturali nascono dall'unione di più negozi sorti autonomamente, mentre a Palazzo del Lavoro nascerà un «progetto unitario e preordinato allo scopo, che non ha nulla di spontaneo». Insomma, con quest'artificio il Comune aveva permesso di raddoppiare la superficie commerciale.


Toni è un brutto mondo, la pubblica amministrazione ha una doppia linea gerarchica, parallela, quella tecnica e quella politica. In un paese con alti livelli di corruzione come il nostro nessuna delle due è sicura, la meno sicura è comnuque quella politica perchè il consenso su cui regge non è quello delle masse di elettori facilmente manipolabili con artifici retorici, informazione pubblicitaria ecc. ma è quello garantito dal diventare  un indispensabile (e possibilmente il solo) riferimento per investitori e imprenditori che intendano operare in quell'area territoriale, e in italia significa quasi solo costruttori.

Per ottenere questo status di "supremazia feudataria" su una città o un'area più o meno vasta le Sindaci o Assessori (magari nelle classifiche tra "i più amati d'Italia") non esitano a forzare la mano ai vertici della scala gerarchica tecnica, i quali si ingegnano di assecondare gli interessi dei politici partorendo interpretazioni bislacche  -come la variante in oggetto- avendo di mira da una parte la soddisfazione  delle brame del politico dall'altra la salvezza formale-giuridica del proprio operato di funzionario (il che è logicamente incompatibile perchè se l'interessato poteva correttamente ottenere le autorizzazioni di cui necessita evitava di rivolgersi al politico) guidato dalla speranza di garantirsi il mantenimento nella posizione apicale che occupano e delle retribuzioni che percepiscono (ciò escludendo una diretta compartecipazione all'affare) unita alla speranza che nessuno (organi di controllo o cittadini) vada tanto a fondo da scoprire la "forzatura" che ha operato: stando a quanto è emerso nel caso in esame, ciò ha comportato la scelta di un percorso autorizzativo che,  combinazione, risultava estremamente più vantaggioso (meno parcheggi, meno verde, meno oneri, meno lungaggini, meno soggetti coinvolti, meno vincoli ..meno "lacci e lacciuoli" e più del doppio dei metri cubi) rispetto all'altro, manco a dirlo il tutto ammantato nell'interesse di tutti compreso il rilancio della città ecc ecc..

Naturalmente l'interesse pubblico che è quello per cui politici e funzionari sono  pagati per preservare è invece quello che ne esce inculato è la prima vittima di questo meccanismo, sotto tutti i suoi aspetti (tutela dell'ambiente, della salute, del patrimonio storico ecc..).

Varie disposizioni di legge hanno tentato, in certi momenti della storia repubblicana, se non di scardinarlo almeno di limitare i danni -quasi mortali- che questi allegri imbroglioni sono in grado di infliggere al paese. Le contromisure sono state di solito:

1) Procrastinare il più possibile approvazione ed entrata in vigore delle norme più restrittive: è il caso della legge urbanistica del 1967 che oltre ad arrivare quando le città erano già completamente devastate dal decennio di ultra-crescita e quindi ultra-speculazione 1953-1963 (anche questo va detto in un 3d su Italia '61) riuscirà a tardare la sua applicazione mediamente di altri 10 anni in attesa delle leggi regionali che l'avrebbero attuata.

2) Annullarne gli effetti: è il caso della riforma degli enti locali che ha messo in capo ai dirigenti, quindi a dei tecnici "imparziali",  il rilascio delle concesioni edilizie e di altri atti che... inspiegabilmente.. nel previgente ordinamento spettavano ai sindaci.  Non c'è voluto molto perchè vi si ponesse rimedio: la retribuzione di un funzionario apicale di una città medio-grande, una provincia o una regione, solitamente è inferiore a quella del direttore di un supermercato. Può tuttavia essere intregrata da indennità  che gli amministratori "possono" così come "possono-non" riconoscere  a figure gravate di particolari responsabilità. Ricordo che fin qui siamo sempre nel pieno della legalità.. ma tanto basta perchè, magari per poche migliaia di euro in più all'anno, soggetti la cui moralità è più o meno al livello di chi abusa i bambini accettino di farsi tenere per le palle dal politico di turno assecondandolo, e magari anticipando, in ogni suo stuprante desiderio.

Cos'altro vuoi chiederti Toni, l'unica cosa da fare è dargli la caccia uno per uno, svergognarli pubblicamente, rendere evidenti le loro trame che non si curano neanche di nascondere più di tanto e che una bella condanna ogni tanto ne interdica qualcuno dai pubblici uffici.   
Grazie dei chiarimenti...  (sorpreso) mink...
...di certo Torino non si salverà facilmente neanche con i "project bond"  (matto) di Fassino, interessante sarebbe chiedergli quanto investe di tasca sua e di sua moglie, visto che non si è fatto alcun scrupolo ad innalzare il "saldo" per i proprietari Torinesi al massimo consentito ..parlo della seconda botta dell'Imu, vuole accollare il debito della città -di ben 5 miliardi il più alto d'italia- ai citttadini... che li vada a chiedere ai vari, castellani, chiampaminchia e tutti i loro servi e portaborse... (felice)
 (felice1) ho trovato un bel sito per il mio amico Watson. http://www.museodeltram.it/mappa.htm
ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati

Offline Watson

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Re: Torino ed Italia '61
« Risposta #110 il: 23 Luglio 2012, 10:14:06 am »
Grazie éata per la segnalazione  (appl) (non aggiungo altro altrimenti andiamo in (ot), neh  (su)


Un video girato all'interno del Palazzo del Lavoro

 (felice)


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