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Autore Topic: Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?  (Letto 2614 volte)

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Offline Lu

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Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?
« il: 08 Marzo 2012, 11:00:44 am »
Oggi, fra le varie notizie relative alla mia professione, leggevo di un "virus" interessante (in realtÓ Ŕ un trojan ma al pubblico non specializzato poco fa differenza).
Si chiama Duqu, e una parte di esso Ŕ fatto in un linguaggio che i laboratori della Kaspersky (una delle pi¨ grandi aziende specializzate in antivirus) non riescono nemmeno a capire quale sia. Probabilmente un linguaggio completamente nuovo.
La cosa si fa ancora pi¨ interessante se gli si associa il fatto che altre parti del virus sono fatte in un normalissimo linguaggio di altrettanto normale uso.
Verrebbe da pensare quindi, che quel virus non Ŕ fatto da qualche nerd rinchiuso nel buio del suo laboratorio ma Ŕ frutto di una collaborazione di almeno 2 persone. Per˛ visto che il linguaggio di parte di esso Ŕ sconosciuto, potrebbero essercene ben di pi¨ di persone dietro a questo virus.
E che ci frega di tutto ci˛? A me personalmente pochino... ma per il concetto di "LibertÚ, ╔galitÚ, FraternitÚ" Ŕ invece interessante vedere qual Ŕ l'obiettivo di tale virus. Pare che sia particolarmente interessato alla struttura informatica iraniana. E solo quella. Praticamente una volta capito che il computer su cui Ŕ entrato fa parte del territorio iraniano (roba di pochi istanti), inizia a mandare informazioni (a un non meglio precisato server) sulla sua struttura e su cosa contiene.
E chi pu˛ mai avere interesse a ci˛? Inutile la risposta, credo sia chiaro. Non sono chiari i perchŔ... ma dubito la parola "FraternitÚ" possa centrarvi.
Il mio spunto di riflessione invece Ŕ un altro. Ma sarÓ mai possibile che le guerre, anzichŔ ammazzarsi sul campo, le si combatta fra computer? SarÓ mai possibile arrivare al punto in cui non servono spargimenti di sangue ma semplicemente si "immobilizza" l'avversario e questo si arrende? Inchiodando la struttura informatica di uno stato lo si mette in ginocchio; non Ŕ pensabile una societÓ senza l'ausilio di computer.
Una roba del tipo i combattimenti olimpionici di lotta: schienato l'avversario questo si arrende e non ci si fa male. Boh, probabilmente utopia.
L'altro spunto di riflessione che mi viene Ŕ un po' pi¨ concreto: vuoi mai vedere che la guerra si stanno attrezzando a farla per annientare completamente l'avversario? Non solo ammazzare sul campo, non solo distruggere le cittÓ, non solo inquinare l'aria, ma anche inchiodare completamente ogni possibile via di informazione (sia in ingresso che in uscita) o di organizzazione geopolitica.
C'Ŕ l'economia globale, m˛ abbiamo anche la guerra totale?

A chiudere il tutto: queste sono solo mie riflessioni, sprazzi d'informazione.
Non mi interessa insegnare niente a nessuno, non mi interessa portare avanti nessun discorso ne tantomeno far vedere nulla di me o della mia professione, sono disponibile a qualsiasi confronto e/o discussione.
« Ultima modifica: 08 Marzo 2012, 11:10:27 am da Lu »
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Quello che vuoi per me, il doppio lo auguro a te (Tot˛)

Offline pulcino

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  • Anche l'uomo pi¨' intelligente nasconde un cretino
Re: Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?
« Risposta #1 il: 08 Marzo 2012, 19:32:37 pm »
e chi osa!!

Offline vagabondo 57

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Re: Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?
« Risposta #2 il: 08 Marzo 2012, 20:52:25 pm »
   



 (compu)        (??)       (paura)
io resto sempre in bilico .

Offline Ludo

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Re: Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?
« Risposta #3 il: 08 Marzo 2012, 21:13:24 pm »
 :o
La stupiditÓ divora facce e nomi senza storia

Offline Aspes

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Re: Il cyberspazo la nuova frontiera delle guerre?
« Risposta #4 il: 09 Marzo 2012, 18:45:26 pm »
SarÓ mai possibile arrivare al punto in cui non servono spargimenti di sangue ma semplicemente si "immobilizza" l'avversario e questo si arrende? Inchiodando la struttura informatica di uno stato lo si mette in ginocchio; non Ŕ pensabile una societÓ senza l'ausilio di computer.


Interessante ... davvero interessante, oltre che possibilmente realistico.

Per uno come me cresciuto a pane e Asimov e' come tramutare la fantasia in realta'.

Certo, il gioco e' molto pericoloso, e vorrei tanto che le 3 leggi della robotica potessero essere
applicate anche inquesto caso.

Ma credo che questo pensiero sia ormai "fantascienza".. !!
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
e il cuore di simboli pieno.