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Autore Topic: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti occasioni sconvolgimenti by paolon2cv  (Letto 139489 volte)

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Offline Paolon

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Re: VIAGGIARE: riflessioni quando dei Compagni di Viaggio ti lasciano
« Risposta #30 il: 05 Dicembre 2013, 09:44:39 am »
QUESTA MATTINA

Perché continuare a proporre queste parole?
Cos’è questo pensare ad alta voce?
Sono “arroganti”, da “professore” le mie letture e le riflessioni che qui appunto?
Non lo so, ma un viaggio è anche sognarlo, progettarlo, cambiarlo, pensare con chi condividerlo.

Di certo questi Compagni di Viaggi e Incontri che ci hanno lasciato,  stamattina mi fanno riflettere sul senso di tutto questo andare, incontrare, vedere, imparare per poi tornare.

Alla mia età ti scopri a domandarti sul tempo che resta, come impiegarlo, su cosa ancora impegnarti e magari ancora come divertirti.
Ma c’è, nuovo, questo sentimento, che tutto abbia a finire: si tratta forse solo di farlo finire bene?
E allora, che Viaggio sara?


« Ultima modifica: 05 Dicembre 2013, 09:46:14 am da PaoloDòCavaj »
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Offline sorrow

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Non posso che condividere ed apprezzare il tutto...

Offline Paolon

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 (felice)
... e visto che non ce l'ho fatta ad andare al "NATOLE" rileggo e ponzo queste ultime frasi di Rumiz

"Il passo più difficile dei viaggiatori è sempre il primo, quello che si fa per uscire dalla porta.
È un atto che costa fatica, ma rende liberi. Anche per questo i viaggi più belli sono quelli che iniziano esattamente in quel punto.
Partendo da casa si possono prendere meglio le misure del mondo.

Nei tempi antichi, quando un esercito partiva per terre lontane e misteriose, si tagliava i ponti alle spalle per stroncare sul nascere la nostalgia di casa, che avrebbe indebolito la voglia di combattere dei soldati.
Allo stesso modo, alcuni esploratori delle Americhe bruciarono le navi con cui erano arrivati fin oltre l'oceano, per obbligare se stessi a ricominciare una nuova vita in quegli spazi sconosciuti.
Sono atti che indicano una decisione forte: ancora oggi si usa dire "tagliare i ponti" quando si prende una nuova strada senza ripensamenti, e questo anche se nessun ponte viene tagliato per davvero.
È quello che si definisce una "metafora", altra parola greca importante nel nostro viaggio. Bene. …
Pag.31

...ore sei del mattino. Ho dormito poco, come sempre prima dei viaggi.

L'insonnia alla partenza è perfettamente normale.
Sembra di avere la febbre, la mente è bombardata dai dubbi.
Ci si chiede: ce la farò?
Non sono troppo vecchio per una cosa così?
E se dimentico qualcosa di importante?
Pioverà?
Non farà troppo caldo?
Ripeto: tormentarsi di dubbi all'inizio fa parte del viaggio.

Poi basterà un passo fuori casa per spazzare via tutta quella nera nuvolaglia dalla mente.
Ormai lo so, mi è successo mille volte.
Ora so che il nostro corpo è sempre molto più forte di quanto possiamo immaginare.
Parto senza dirlo a nessuno, e di conseguenza nessuno mi saluta sulla porta di casa e nessuno mi aspetta lungo la strada.

Viaggerò in umiltà, come un pellegrino, da perfetto sconosciuto.
È quello che cerco da tanto tempo.
Scomparire per un po'.
Pag.33

 (felice)
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Offline claudyane6

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CONCODO CON TE PAOLON!!!!!!!!!!

anche se non siamo al bar beviamoci una, come te lo ga ciamà sull'altro post? "con in mano la bottiglieta di pozione magica....  "

Offline Paolon

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Re: VIAGGIARE PER AMORE - Tutto un altro mondo
« Risposta #34 il: 01 Gennaio 2014, 19:17:09 pm »


Viaggiare per Amore


Non è più la 2cv che hai nel cuore, non solo.
Capita quando ti trovi in balia di un sentimento straniante, che toglie sicurezza ai tuoi gesti consueti, stringe lo stomaco fino a sentirti quasi in apnea.
E’ perché l’auto la conosci, (forse pure potrebbe essere lei che la sa lunga su di te), che ti trovi come uno zombi al volante, alla partenza.
E l’accensione richiede qualche attenzione e sincronizzazione in più fino a quando il suono del motore ti risveglia.

Viaggiare per Amore, per incontrare la persona amata, desiderata, fa del viaggio una dimensione a parte.
Tutto quello che ti circonda sfuma, si offusca, sbiadisce nell’irrompere di questo sentimento che ti fa sentire comunque sprovveduto ed inesperto.

E’ un tormentoso viaggio interiore che fa di quello esteriore, questa volta,un semplice mezzo o, meglio, un compagno di viaggio conosciuto e rassicurante, come lo è la 2CV se ci ha seguito in  tutte le nostre avventure.
Un “andare” in modalità “sognata, sognante”, onirica tanto tutto diventa secondario e strumentale al sentirti dentro ad un vortice di attesa, che ti sconquassa fin nel profondo

Viaggiare, allora diventa un momento indimenticabile, che resta impresso nella tua vita fra i momenti forti, grandi, che non riesci più a dimenticare, e che talvolta riappaiono dopo tanti anni nei sogni, a domandarti che ne è del tuo presente.
Allora si che sono cavolacci duri

seguirà

Una Sfida al Nord

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Offline Watson

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  • Ero anch'io come sei tu e tu verrai come sono io
Complimenti per il lavoro che hai svolto su queste pagine  (appl)

Mi ha incuriosito molto il racconto della "... la terra è rotonda", mi sa che chiederò al Ludo di tradurmi il libro appena può, neh  :)

 (felice)
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

Offline Paolon

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Re: NEBRASKA un film da vedere
« Risposta #36 il: 12 Gennaio 2014, 12:23:34 pm »
                  


Una ballata folk sulla strada tra dramma e commedia, un'indicazione lirica verso le radici e verso i padri
(Riduzione da)  Marzia Gandolfi              


Woody Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi dalle strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene 'recuperato' da David, figlio minore...
Contro il parere della madre e del fratello, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato.
Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto.
Molte birre dopo, arriveranno a destinazione più 'ricchi' di quando sono partiti.


Autore indipendente e scrittore dotato, Alexander Payne realizza una nuova commedia 'laterale' come le strade battute dai suoi personaggi, …conducendo un padre e un figlio lungo un viaggio e attraverso un territorio che intrattiene un rapporto simbolico col loro mondo interiore.
Nebraska …coinvolge lo spettatore in un flusso empatico coi protagonisti, persone vere dentro storie comuni e particolari da cui si ricava una situazione universale.
Ambientato nella provincia e lungo le strade che la raccordano al mondo, Nebraska frequenta una dimensione umana marginale e fuori mano rispetto all'immaginario hollywoodiano, prendendosi alla maniera del protagonista tutto il tempo del mondo per arrivare a destinazione. Una destinazione dove si realizza …l'impossibilità di governare il mistero assoluto della vita e della morte.
Non è per sé che il padre... sogna quel milione di dollari, a lui basta un pick-up per percorrere gli ultimi chilometri di una vita spesa a bere e a rimpiangere quello che non è stato.
La vincita della sedicente lotteria a Woody Grant occorre per i suoi ragazzi, per lasciare loro 'qualcosa' con cui vivere e per cui ricordarlo.
Ma David, sensibile e affettuoso, è figlio profondamente umanizzato, testimonianza incarnata di un'eredità più preziosa del denaro. È il figlio 'bello' di chi è stato e di cui perpetua adesso il valore.


Nebraska è una ballata folk che accomoda allora la bellezza e l'amore, quella di un figlio per il proprio genitore, che prima di lasciare andare torna a guardare dal basso, in una prospettiva infantile e accoccolata ai suoi grandi piedi e al suo piccolo sogno.
Intorno a loro scorre l'America lost and found insieme a una storia sincera che battendo vecchie strade, la struttura daroad movie che diventa pretesto di 'formazione' (Sideways), ne infila una nuova.
Nebraska è una spoglia poesia di chiaroscuri, un'indicazione lirica verso le radici, verso i padri, davanti ai dilemmi di tempi paradossali e senza guida.
..L'amabile David è il "giusto erede" di un genitore vulnerabile che Payne non presenta come esemplare ma come testimonianza eccentrica e irripetibile della possibilità di stare al mondo con qualche passione.
E quella di Woody è l'amore, lingua franca di un viaggio che contempla le tracce paterne cicatrizzate nel proprio destino.
Su quel padre incerto David ritrova il proprio senso e riprende la strada.


                            

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Offline 10nico

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Grazie Paolo, sembra proprio un bel film, te lo dico da figlio che ha un padre che un po a quel padre del film ci somiglia...  (abbraccio)

Prima o poi me lo guardo  :)

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Viaggio con un vecchio padre: trailer da NEBRASKA
« Risposta #38 il: 12 Gennaio 2014, 17:29:56 pm »
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Offline 10nico

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Grazie! Ah ma allora è tutto in bianco e nero il film? Ma che fi#@ata!

E poi il buon vecchio Bruce Dern mi è sempre stato simpatico, con quella faccia da maldepanza che nasconde un buono  ;)

Me lo ricordo ancora in quel film di taaaaaaaanti anni fa dove faceva il "giardiniere spaziale" che alla fine salva le piante a discapito dei bipedi (lui compreso)

Sì sì, credo proprio che me lo guarderò, e dopo il trailer è ancora più probabile  :)

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10nico
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Re: VIAGGIARE intermezzo musicale con elogio della Francia
« Risposta #40 il: 16 Gennaio 2014, 18:59:12 pm »


                     
                    Le plat pays - Brel.mp4

   una canzone, più di una buona guida (v. Chatwin, La via dei Canti)

    (guid)



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Offline 10nico

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Ariciao Paolone!  (felice)

Bella anche questa, anche se non capendoci un fico secco di francese il testo non l'ho potuto apprezzare, ma la melodia e le belle immagini sì(è la campagna francese quella? beeeeEEEElllla  :) :) )

Arigrassie!  (birra)

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Elias Canetti soggiornò per un certo periodo del 1954 a Marrakech. …lo scrittore sentiva il bisogno di nuove voci, di voci incomprensibili, come quelle che lo avvolsero nella splendida città chiusa dalle sue mura. Vagando per i suk, per le strette vie, per i mercati e le piazze, fra cammelli, mendicanti, donne velate, cantastorie, farabutti, ciechi, commercianti, Canetti, con la sua stupefacente prensilità, capta forme e suoni.
----------------------------
Viaggiare non è solo lentezza per percepire il paesaggio nei suoi colori e contrasti.
Quel che conserverò per sempre di Marrakech è il paesaggio umano fatto di suoni, profumi, odori, gesti, occhi, veli, povertà e ricchezze, manufatti e magie, scoperte e misteri.
 Leggere le osservazioni di Canetti è stato come ripercorrere quei vicoli, incontrare quelle persone, immergersi in quell’aria densa di significati, contrasti e , per me occidentale, di magie.

Nove euri ben spesi, in questo periodo col 25% di sconto, edizione Adelphi, per chi non l’ha ancora letto.

I SUK

C'è aroma nei suk, e freschezza, e varietà di colori.
L'odore, che è sempre piacevole, cambia a poco a poco secondo la natura delle merci.
Non esistono nomi, né insegne, e neppure vetrine. Tutto ciò che si vende è in esposizione.
Non si sa mai quanto costeranno gli oggetti, né essi hanno infilzati i cartellini dei prezzi, né i prezzi sono fissi.

Tutti gli stanzini e le botteghe - venti o trenta o anche più - nei quali si vendono le stesse cose, sono vicinissimi uno all'altro. Qui c'è un bazar per le spezie e là uno per gli articoli in pelle. I cordai hanno il loro posto e così pure i cestai.
Tra i mercanti di tappeti ce ne sono alcuni che stanno sotto grandi volte spaziose; ci si passa davanti come se fosse una città a parte e si viene invitati dentro con grande insistenza.
I gioiellieri sono sistemati in uno speciale cortile, e in molte delle loro strette botteghe si vedono uomini al lavoro. Si trova di tutto, ma sempre in un gran numero di esemplari.
Pag.21

La borsa di cuoio che cerchiamo è esposta in venti botteghe diverse, ma tutte vicinissime una all'altra.
Là c'è un uomo accovacciato in mezzo alla sua merce. Ha tutto a portata di mano, lo spazio è minimo. Non ha che da sporgersi un poco per prendere una qualsiasi delle sue borse di cuoio; e solo per gentilezza, se non è molto vecchio, si alza in piedi.
Ma l'uomo nello stanzino accanto, pur essendo il suo aspetto del tutto diverso, sta seduto in mezzo alla stessa merce.

Si va avanti così, per cento metri circa su entrambi i lati del passaggio coperto. ... In questa esibizione c'è molto orgoglio. Vi fanno vedere che cosa sono capaci di produrre, ma anche quanto hanno prodotto.
...
L'impressione di solidarietà tra questi oggetti, che stanno uniti tra loro e ben separati da tutti gli altri oggetti di diverso tipo, si ricrea nel passante, secondo il suo estro, ad ogni, giro che compie attraverso i suk.
« Oggi vorrei andare per spezie » egli si dice, e un'incredibile mescolanza di odori sale alle sue narici, e 'già si vede davanti le' grandi ceste di pepe rosso.
« Oggi avrei voglia di lane colorate » e già queste, dall'alto, pendono giù da tutte le parti in diversi colori, rosso porpora, blu scuro, giallo oro e nero.
« Oggi voglio andare per ceste e vedere come si intrecciano ».

È sorprendente la dignità che acquistano in tal modo questi oggetti fabbricati dall'uomo.
Non tutti sono belli, sempre di più s'intrufola tra loro robaccia di dubbia provenienza, fatta a macchina e importata dalle regioni del Nord.
Ma il modo in cui sono presentati è ancora quello di una volta.

Accanto alle botteghe dove si vende soltanto, ce ne sono molte altre davanti alle quali si può osservare come gli oggetti vengono fabbricati. Così l'osservatore vede fin dall'inizio come si fanno le cose, e questo lo mette di buon umore. Perché fa parte del nostro desolante modo di vivere moderno l'esser costretti a ricevere in casa ogni cosa bell'e fatta, pronta per l'uso, come uscita da magici e orribili congegni.
Qui, invece, è possibile vedere il cordaio intento alacremente al suo lavoro, e appesa accanto a lui la provvista di corde già ultimate.

                                         

In minuscole botteghe schiere di ragazzini lavorano al tornio, sei o sette alla volta, mentre alcuni giovanotti, con i pezzi di legno che man mano preparano i ragazzini, mettono insieme dei bassi tavolinetti.
La lana, di cui ammiriamo i colori luminosi, viene tinta sotto i nostri occhi, e ovunque se ne stanno seduti in circolo dei ragazzini che sferruzzano berretti con graziosi motivi di vari colori.

È una pubblica attività, è un fare che esibisce se stesso insieme all'oggetto finito.
In una società ché tiene nascosto così tanto di sé, che agli stranieri cela gelosamente l'interno delle sue case, la figura e il volto delle sue donne e perfino i suoi templi, questa intensa ostentazione del produrre e del vendere è doppiamente affascinante.

                         




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Re: VIAGGIARE ascoltando "Le plat Pays" - traduzione !
« Risposta #44 il: 17 Gennaio 2014, 09:28:53 am »
Ariciao Paolone!  (felice)

Bella anche questa, anche se non capendoci un fico secco di francese il testo non l'ho potuto apprezzare, ma la melodia e le belle immagini sì(è la campagna francese quella? beeeeEEEElllla  :) :) )

10nico

Con il Mare del Nord come ultimo terrapieno
E con onde di dune per arrestare le onde
E con onde di roccia che le maree ripassano
E che hanno a perdifiato il cuore a marea bassa
Con un infinito di brume a venire
Con il vento dell’est ascoltatelo trattenere
Il piatto paese che è il mio


Con le cattedrali come uniche montagne
E neri campanili come alberi della cuccagna
Dove diavoli in pietra agguantano le nuvole
Con il filo dei giorni come unico viaggio
E cammini di pioggia come unica buona sera
Con il vento dell’Est ascoltatelo volere
Questo piatto paese che è il mio

Con un cielo così basso che un canale s’è perduto
Con un cielo così basso da fare l’umiltà
Con un cielo così grigio che un canale s’è impiccato
Con un cielo così grigio da farsi perdonare
Con il vento del Nord che viene a smembrarsi
Con il vento del Nord ascoltatelo crepitare
Questo  paese piatto che è il mio

Con l’Italia che si abbatte sull’Escaut
Con Frida la bionda quando diventa Margot
Quando i figli di novembre ci ritornano a maggio
Quando la piana fumante trema sotto il luglio
Quando il vento è al ridere quando il vento è al grano
Quando il vento è a sud ascoltatelo cantare
Questo piatto paese che è il mio
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Offline Paolon

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Del "VIAGGIARE": GLI INCONTRI
« Risposta #45 il: 19 Gennaio 2014, 12:47:14 pm »

DEL VIAGGIARE: GLI INCONTRI

Quando (E)vado col la mia 2CV o Furgonetta che sia, è tutto un continuo lento e talvolta improvviso apparire, uno sfuocarsi ingrandendosi velocemente ai lati dell’auto, dissolversi sfumando nel retrovisore, per poi sparire nel vetro posteriore in un orizzonte contrario.

C’è un altro paesaggio, altrettanto  incombente ma ancor più pulsante: quello Umano.
Le persone che incontri durante un viaggio lasciano segni diversi, e spesso qualche cicatrice, più o meno grande, per le cose non dette, per i troppo pochi bicchieri non condivisi, per i sentimenti provati e gli affetti vissuti in un divenire che si arresta,.

E’ nel tempo che poi questi sentimenti lentamente sedimentano quasi a fondersi in un unico ricordo, un confuso paesaggio senza distinzione fra umano e natura.
Questo, forse, è il profondo sentire del viaggio.

In queste piovose giornate la lettura fa la grande nel occupare le mie ore libere. La Yoscimoto mi parla del suo fluttuare dei sentimenti ritrovandoseli vissuti anche fisicamente nel corpo. E con questo particolare punto di auto-ossevazione si descrive nel suo viversi negli incontri durante “il viaggio”.
[/color][/i]

BANANA YOSHIMOTO
Il corpo sa tutto

Pagina 57

…La sensazione di quando si è costretti a separarsi da qualcosa o qualcuno che ha una sua piccola importanza... per esempio quando durante un viaggio si incontra una persona con cui si crea una certa simpatia reciproca, e improvvisamente, che sia uomo o donna, ci si fa amicizia.

Il legame non è forte al punto da diventare amanti o amici intimi, ma è qualcuno con cui c'è molto feeling, o qualcuno che vive in un posto molto lontano da noi e che, se non avessimo incontrato per caso in quell'occasione, non avremmo mai conosciuto.

Dopo avere incontrato questa persona, siccome la nostra destinazione è la stessa, decidiamo di passare insieme quella settimana, e poi facciamo tutto insieme, dal mangiare al visitare i posti, dormiamo nello stesso albergo, andiamo avanti e indietro dalle rispettive stanze, ridiamo, nasce qualche piccolo malumore, e poiché la prossima destinazione è diversa, una mattina ci separiamo... ecco, era una sensazione simile.

E anche se non è che quella persona ci piaccia in modo così particolare, pensiamo: “Be', ci vedremo ancora”, e facciamo insieme colazione per l'ultima volta.

Da quel momento tra noi e lei comincia a infiltrarsi una indefinibile malinconia.
Ci scambiamo indirizzo e numero di telefono, la accompagniamo .. e la salutiamo agitando la mano.

Poi, quando cominciamo a camminare da soli, ce ne accorgiamo di colpo. Di essere sopraffatti dalla malinconia.
Sappiamo che probabilmente non vedremo più quella persona in quello stesso posto, e forse non viaggeremo mai più insieme.
Anche se dovessimo incontrarla, non ritroveremmo il compagno di viaggio con cui, fino a un giorno prima, ci eravamo rotolati a terra dal ridere.

Ma forse addirittura non la vedremo mai più, quella persona, anche se solo fino a un attimo prima era lì, e potevamo toccarla.

In quel momento per la prima volta tutti i ricordi del viaggio acquistano una luce particolare, e conosciamo lo scorrere del tempo in tutta la sua crudeltà e fugacità.

Anche l'altro forse in quello stesso momento è sopraffatto dalla stessa malinconia, quella persona che adesso vorremmo disperatamente vedere, più di qualunque fidanzato, amico del cuore, familiare.
Eppure basteranno poche ore e ci si dimenticherà a vicenda, l'immagine dell'altro sbiadirà, e comincerà un nuovo domani.
Ed è proprio questa la cosa più triste.
« Ultima modifica: 20 Gennaio 2014, 22:50:01 pm da Admin »
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Re: VIAGGIARE per Non Viaggiare: Tabucchi
« Risposta #46 il: 25 Gennaio 2014, 12:54:51 pm »


                                                 Antonio Tabucchi su "Viaggi e altri viaggi"
 

Dice Antonio Tabucchi: "Sono un viaggiatore che non ha mai fatto viaggi per scriverne, cosa che mi è sempre parsa stolta. Sarebbe come se uno volesse innamorarsi per poter scrivere un libro sull'amore".
Eppure, in Viaggi e altri viaggi ci sono i luoghi del mondo, un mondo sufficientemente grande per non essere quel "villaggio globale" che vorrebbero i sociologi e i mass media. …. Tabucchi ci accompagna con sovrana gentilezza a conoscere e a riconoscere i luoghi di una mappa singolare, certo, ma condivisibile attraverso la lingua familiare del racconto. Una mappa che si apre volentieri ad "altre" forme di viaggio - la rassegna delle città fantastiche degli scrittori, ... Nell'uno e nell'altro caso - nei viaggi effettivi e in quelli evocati dalla letteratura - Tabucchi ci invita a vedere e a restare, a muoverci e a ritornare.
Ogni volta l'appuntamento è una sorpresa, perché il mondo è sempre un altrove, una scoperta di noi stessi attraverso gli altri.
------------------------------------
Nota

Ma, a conti fatti, ho viaggiato molto, lo ammetto; ho visitato e ho vissuto in molti altrove.
E lo sento come un grande privilegio, perché posare i piedi sul medesimo suolo per tutta la vita può provocare un pericoloso equivoco, farci credere che quella terra ci appartenga, come se essa non fosse in prestito, come tutto è in prestito nella vita.
Costantino Kavafis lo ha detto in una straordinaria poesia intitolata Itaca: il viaggio trova senso solo in se stesso, nell'essere viaggio.
E questo è un grande insegnamento se ne sappiamo cogliere il vero significato: è come la nostra esistenza, il cui senso principale è quello di essere vissuta.

Rileggo questi viaggi che in qualche modo sono le tessere del Viaggio che ho fatto finora.
Alcuni mi suscitano allegria, altri nostalgia, altri ancora rimpianto.
Molti portano bei ricordi: furono (continuano ad essere nella memoria) viaggi molto belli.

Ma forse mancano i viaggi più straordinari.
Sono quelli che non ho mai fatto, quelli che non potrò mai fare.
Restano non scritti, o chiusi in un loro segreto alfabeto sotto le palpebre, la sera.
Poi arriva il sonno, e si salpa.

…….

"Un luogo non è mai solo 'quel' luogo: quel luogo siamo un po' anche noi.
In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati."...

Un'opera specialissima, che sulla mappa del mondo allarga il mondo contiguo delle sterminate letture che hanno anticipato, provocato e sempre accompagnato i viaggi.
I luoghi sono nomi, tappe, residenze.
Ma quel che più conta è la civiltà del guardare, del rammentare, e del connettere i luoghi alla gente.
L'andare e il sostare.
Lo scoprire, insieme alla bellezza, la diversità del mondo.
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1943 uno strano viaggio, curiosa lentezza, lumacando o a piedi? La liberazione..
« Risposta #47 il: 27 Gennaio 2014, 16:28:02 pm »


                     

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Re: il VIAGGIARE di "un'altra" con un pò di neve e di Vento dell'Est
« Risposta #48 il: 30 Gennaio 2014, 12:50:11 pm »

 e c'è anche l'Aspettare il viaggio di un'altra..... di Lei....

Pazienza, sarà la neve e il vento di oggi....
ma quanto ho cantato, suonato e vissuto questa canzone
che forse da sola vale tutto "Ricky Gianco" ?

   Il vento dell'est. Ricky Gianco e Franco Battiato.
                         
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Musica per VIAGGIARE in ??
« Risposta #49 il: 06 Febbraio 2014, 15:34:02 pm »


                KLINGANDE - Jubel (Official Video)
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Offline Roberto Threeyes

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Re: Musica per VIAGGIARE in ??
« Risposta #51 il: 06 Febbraio 2014, 22:00:23 pm »


                KLINGANDE - Jubel (Official Video)

Ma che bello questo video!  (su)

Bella lat tipa  ;D , bello il furgoncino, strabelle le ambientazioni, e la musica...continuavano a venirmi in mente un bel paio di gambe coi collant!  (muoio)   (sex)

P.S: ma dove cappero sono quei così bei posti con quei bei viali alberati in mezzo al verde...le coste a strapiombo...le spiagge incontaminate...le foreste con gli alberi ... così  (ola)

Grazie Paolone!  :)

Lunga vita e popperità (vecchio)

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Re: Musica per VIAGGIARE in ??
« Risposta #52 il: 07 Febbraio 2014, 21:36:41 pm »

Ma che bello questo video!  (su)

Bella lat tipa  ;D , bello il furgoncino, strabelle le ambientazioni, e la musica...continuavano a venirmi in mente un bel paio di gambe coi collant!  (muoio)   (sex)

P.S: ma dove cappero sono quei così bei posti con quei bei viali alberati in mezzo al verde...le coste a strapiombo...le spiagge incontaminate...le foreste con gli alberi ... così  (ola)


Sono francesi i Klingande, magari il video l'hanno girato nel nord della Francia, quelle scogliere mi pare le trovi nell'Alta Normandia ...

invece non hai riconosciuto il furgoncino  (sorpreso) e' un Vw T2 (mi pare)  (appl)
W la vita

"non postare" è un pregio se ci si accorge di non avere nulla da dire, ma non tutti se ne accorgono. [Magomerlino]  La vita dura poco, se non giochiamo ora...  Watson nel cuore Gaia felicemente... tra i piedi

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Azz la normandia?  (sorpreso)

Pensavo che fosse tipo nel Galles o qualche posto lì nei paraggi (muoio)

La costa della Normandia mi sembrava meno ripida (confesso che l'ho vista solo nel film "Salvate il soldato Ryan"  (sorpreso) )

Ma sì che l'ho riconosciuto il furgoncino, è tipo quello che ho avvistato l'altro giorno, giusto?

http://www.2cvclubitalia.com/public/smf/index.php?topic=9978.msg314218#msg314218

Combi...T2...ma che cappio ne so del nome!  (nonso)  ;D

Per me è il "furgoncino della DHARMA di Lost"  (muoio)

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Comq per tornare in topic, ci sono canzoni che mi fanno viaggiare... con la testa...col cuore...con l'anima...

Eccone una che mi va passare nell'iperpazio


From the beginning - ELP (Emerson Lake & Palmer)

There might have been things I missed, but don't be unkind
It don't mean I'm blind
Perhaps there's a thing or two I think of lying in bed
I shouldn't have said

But, there it is

You see, it's all clear
You were meant to be here from the beginning

Maybe I might have changed and not been so cruel
Not been such a fool
Whatever was done is done - I just can't recall
It doesn't matter at all

You see, it's all clear
You were meant to be here from the beginning

[Trad:
Ci possono essere cose che mi sono scordato, ma non essere sgarbata
Non vuol dire che sono cieco
Forse c'è una cosa o due Io penso a stare nel letto
Ma forse non l'avrei dovuto dire

Ma ecco qua

Vedì? E' tutto così chiaro
Eri destinata ad essere qui fin dall'inizio

Forse avrei dovuto cambiare e non essere così crudele
Non avrei dovuto essere così un idiota
Quel che è fatto è fatto - Proprio non riesco a ricordare
Ma non importa affatto

Vedì? E' tutto così chiaro
Eri destinata ad essere qui fin dall'inizio
]

Buoni viaggi  ;)

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« Ultima modifica: 07 Febbraio 2014, 21:55:51 pm da 10nico »
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Combi...T2...ma che cappio ne so del nome!  (nonso)  ;D

Per me è il "furgoncino della DHARMA di Lost"  (muoio)



 (stupid) tremendi questi giovani (muoio)

(vecchio) ho trovato la location del video  ;D e anche se i due sono francesi del nord, quel brano sono andati a girarlo ancora piu' a nord a Mons Klint in Danimarca  (sorpreso)





Per il brano mi sa che dovrete aspettare lunedi' visto che con questo cell non riesco a postare i video (non li sento)  (nonso)

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Re: VIAGGIARE : talvolta distrattamente ritornano
« Risposta #56 il: 22 Febbraio 2014, 10:37:55 am »


                 (sorpreso) ;D

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Re: VIAGGIARE spunti idee riflessioni vissuti -
« Risposta #57 il: 11 Marzo 2014, 17:46:35 pm »

                       













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In Edicola VIAGGIARE con Plein Air "IL PORTOLANO" aree di sosta in Italia
« Risposta #59 il: 30 Maggio 2014, 19:47:23 pm »

Allegato al numero di maggio ora in edicola lo storico volumetto utilissimo per i Vagabondaggi

 

a Giugno allegata sempre a Plein Air troveremo finalmente la carta, utilissima per chi non vuole GP, TOMTOM e  altre diavolerie del genere



Buon Viaggio a tutti  (guid)
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