Io, il ” Tafa ” ed il ” Bota “

Quando eravamo giovani, un po’ piu’ che bambini, di solito le serate si passavano fuori dal Bar piuttosto che al suo interno.
Non c’era una spiegazione logica a tutto cio’. Era una cosa naturale ed era sempre stato cosi’.

Nel Bar si entrava solamente se dovevi bere qualcosa, prendere un Gelato od una Granita, oppure se il freddo era cosi’ intenso da non consentirti di restare all’aperto.

Quello sera il tempo era mite. Non mi ricordo piu’ molto bene, ma mi pare che fossimo alla fine dell’Estate oppure in Autunno appena inziato.
Di sicuro mi ricordo che io c’ero, e poi c’era il ” Tafa ” ed il ” Bota “.
La serata stava passando come al solito, tra una chiaccherata e l’altra, una battuta ed una risata.

Ma quella sera c’era qualcosa che avrebbe cambiato la serata, che ci avrebbe fatto passare una serata diversa e per un certo verso indimenticabile.
Fuori dal Bar c’era parcheggiato il Motorino del Guardiacaccia !!!!!

Il realta’ il Guardiacaccia spesso lo lasciava li, logicamente, visto che non poteva portarlo dentro, ma di solito non ci avevamo mai fatto caso. Era un motorino gia’ vecchiotto, forse di uno smunto colore arancione, usato come mezzo di lavoro, sempre un po’ sporco.

Il Bota incomincio’ a girarci intorno, a far finta di accelerare, girando e rigirando all’infinito la manopola del Gas. Di solito il gioco finiva li’, ma quello sera no, quella sera non sarebbe andata cosi’. Il Bota era ormai lanciato, non potevi piu’ fermarlo.

Sara’ perche’  tutti noi stavano ridendo a piu’ non posso, sara’ perche’ a quell’eta’ ti senti di poter fare tutto, al Bota improvvisamente venne l’idea malsana di accendere il motorino. Noi ci guardammo un po’ stupiti, perche’ mai si era arrivati a tanto.

Forse tentammo anche di dire qualcosa tipo : ” ma no, dai … “.

Ma il Bota era irremovibile. Appoggio’ il piede sulla pedana del motorino, diede un colpo secco ed il motore parti’ …..
Incomincio’ ad accelerare a piu’ non posso, pur avendo accora il motorino sul cavalletto. Il rumore era notevole, e noi ci aspettavamo che il Guardiacaccia apparisse da un momento all’altro per darci una bella sgridata, ed invece no, non successe niente di tutto cio’.

Forse all’interno del Bar c’era della musica, oppure stavano guardando la televisione ad un volume molto alto.

Nessuno usci’ dal Bar, ed il Bota continuo’ ad accelerare sempre piu’, ridendo felice del casino che stava facendo. Pero’ ad un certo punto la ruota posteriore tocco’ per terra, il motorino scese dal cavalletto ed incomincio’ ad avviarsi  verso la piazza del Paese con il Bota al seguito.

All’inizio la velocita’ era irrisoria, ed il Bota. che non voleva saperne di lasciare la manopola dell’acceleratore, riusciva tranquillamente a tenere il passo del motorino.  Purtroppo, non si sa per che motivo, piuttosto che rallentare il Bota’ continuo’ ad accelerare, ed a quel punto vedemmo cio’ che non avevamo mai pensato di vedere, e cioe’ il Bota che correva di fianco al motorino che continuava ad aumentare la velocita’.

Fu questione di secondi, ma vedemmo il Bota correre cosi’ forte quasi da non vedergli piu’ le gambe,( Lui che tutto era fuori che un Atleta  ),  il tutto in un silenzio irreale, finche’ non dovette cedere, e cadde, schiantandosi con il motorino nel bel mezzo della Piazza.

Non so se a quel punto il Guardiacaccia usci’ o cosa successe dopo, so solo che ridemmo cosi’ tanto, ma cosi’ tanto da doverci sedere per terra a causa del gran ridere, stremati ed incapaci di fare qualunque altra cosa.

Il Bota poi se ne torno’ a casa, e giorni dopo apprendemmo che aveva del tutto rotto un paio di pantaloni che aveva appena messo, praticamente nuovi, e che chiaramente appena a casa le aveva sonoramente prese dai suoi Genitori.

Non mi ricordo cosa successe dopo, ma il tempo passo’.

Noi crescemmo, ed un po’ le nostre strade si divisero, ma il ricordo di questo episodio rimase, tanto che il  ” Tafa ” ( che ancora abita giusto giusto di fronte a casa mia ) appena cercavo di ricordargli la cosa ancora qualche anno fa scoppiava a ridere.

Oggi ormai siamo diventati quasi ” vecchi “, quasi cinquantenni.

Quel Bar non esiste piu’, e del Bota ho perso un po’ le tracce.

Tante persone che direttamente od indirettamente vissero quella storia, anche se solo raccontata, purtroppo non ci sono piu’.

Io ne conservo un ricordo ancora vivido, e quando ci penso mi viene da ridire ancora cosi’ tanto che spesso mi vengono le lacrime agli occhi. Senza saperlo il ” Bota ” quella sera ci ha regalato una cosa che non avremmo piu’ dimenticato.

Quella sera il ” Bota ” in pratica ha fermato il tempo, lasciando noi ed i nostri 14 anni impressi per sempre nella nostra memoria.