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Ricordi .....

Aperto da Aspes, 06 Novembre 2006, 12:04:36 PM

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Aspes

Questa non e' una storia di 2Cv o di Dyane, anche se la Giallina per un attimo compare, ma e' un piccolo racconto di un amore ed il ricordo di un amico scomparso.

Dico questo perche', nel caso, potete fermarvi qui.

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Il periodo piu' bello che ho passato con la Titta e' sicuramente quello che ha preceduto il nostro stare insieme.
Nell ambito della Compagnia era quasi normale che nascessero simpatie ed amori, ma io, non so perche', ero sempre rimasto fuori da tutto cio', anzi, lo ritenevo un po' stupido.

Che diamine, c'erano le moto, c' erano le chiacchiere, le serate e le nottate a girovagare senza una meta, c'erano queste sane amicizie che si consolidavano sempre piu'.
Ma ti pare che potevamo perder tempo con queste cose sdolcinate ?

Quando alla sera entravo al Bar, subito cercavo dove potevano essere i miei amici, per decidere dove andare, cosa fare.

Quando arrivano presto e non c'era ancora nessuno, mi fermavo al banco a prendere qualcosa da bere, ma non avevo mai fatto troppo caso a Lei.

Era sempre dietro a quel banco, e proprio a causa di questo difficilmente usciva con noi, e questo aveva fatto si che non c'era quella confidenza che avevo con tutte le altre ragazze.

Lei mi sorrideva sempre quando entravo, e se mi sedevo ai tavolini all'entrata ad aspettare gli altri, dopo un po' lei arrivava a chiacchierare, ma io
non gli davo troppo retta, e i miei occhi erano sempre rivolti verso la porta d' ingresso.

Una sera arrivai proprio presto e mi misi a leggere il giornale.  Per caso alzai gli occhi verso il bancone, e vidi Lei riflessa nello specchio, e forse la vidi
veramente per la prima volta : aveva un paio di Jeans scoloriti ed una maglia a dolcevita grigia. Il viso era semicoperto dai quei lunghi capelli castani, ma vi scorsi un' espressione tristissima.
Pensai : " Ma quella e' la Titta ? " ...... " Ma e' cosi' bella ? Ma com'├Ę' che la l'avevao mai guardata ".
Mi alzai, ed andai al banco a prendere qualcosa da bere. Il suo viso si illumino' in un sorriso, e quando ci pensai tante volte dopo, capii che in quel preciso momento ero rimasto " fregato ".
Parlammo del piu' e del meno, finche' non arrivarono gli altri.
Da li in poi presi ad arrivare presto,  per parlare un po' con Lei, ed incominciavo a notare che l'andare via con gli altri mi creava disagio, che sarei voluto rimanere li con Lei.
Tante volte Lei era vicina, sentivo il suo profumo dei suoi capelli, percepivo quasi il calore del suo corpo.
In quei momenti avrei voluto stringerla forte a me, cosi' tanto che quasi tremavo.
Ormai ogni pensiero della giornata, in qualunque momento era rivolto a Lei.
Il Bar per me ormai era sempre e solo " La Titta ", e faticavo enormemente a fare le cose di prima, ed in piu'
avevo paura che i miei amici si accorgessero di tutto cio'.

Una sera ero seduto con Lei al tavolino a giocare a carte, quando arrivo' " Il Grapin " che a bruciapelo mi chiese :
" Allora, andiamo oppure no ? "
Il Grapin era stato colui che aveva faticato ad accettarmi in Compagnia, forse perche' eravamo tanto, troppo simili, e penso che dentro di lui avesse avuto paura di perdere quel suo ruolo di Leader, ma superato quel periodo eravamo diventati grandi amici, inseparabili.

Sapevo che quella sera dovevamo andare via, e stavo per alzarmi quando incrociai gli occhi della Titta.
Sembrava supplicarmi di non andare.
Mi risedetti e dissi al Grapin : " Guarda, questa sera non mi va di venire, pero' prendi tu la Giallina, ecco le chiavi ".
Il Grapin mi guardo' stupito, stava per parlare ma poi non disse nulla.
Da quel " grande " che era aveva capito tutto, ed aveva anche capito che se avesse parlato mi avrebbe fatto
fare una figuraccia nel confronto degli altri.
Prese la chiavi e mi disse " Va bene, ci vediamo dopo. Sempre che te la riporto la Dyane !!! ".
Gli risposi in dialetto, una cosa intraducibile.
Guardai la Titta, e Lei ora sorrideva. Rimanemmo un po' li seduti, poi sentii Lei dire ai suoi : " Io vado a casa, sono un po' stanca ".
Si mise un giubbotto, e passando vicino a me mentre usciva mi chiese : " Mi accompagni ? "
L' accompagnai a piedi verso casa, verso quella via che poi, nel bene e nel male avrei ripercorso tante e tante volte.
Lei era proprio vicina a me, e parlavano, parlavamo, ridendo di ogni piu' piccola stupida cosa.
Quando giunsi davanti a casa sua, lei disse " Pero' e' ancora presto. Camminiamo ancora un po ".
" Si, va bene ".
Non vi racconto quello che successe dopo, perche' a distanza di cosi' tanti anni, e' ancora nostro.

Quando ritornai verso il Bar, molto piu' tardi, camminavo ma mi sembrava di volare.

La giallina era gia' li, e cercai il Grapin, che mi diede le chiavi dicendo : " Sai che non e' male da guidare ... !!!! "

Non mi chiese nulla, non mi fece battute, ma mi guardava con un' espressione interrogativa.

Io gli dissi piano piano " Tutto a posto " .....

Mi diede una pacca cosi' forte sulla spalla che quasi mi rintrono'.

La Titta, ormai lo sapete, se ne ando' da me senza nemmeno una spiegazione.
Proprio Lei che aveva tanto parlato della nostra vita insieme.

Il Grapin invece se ne ando' per sempre una notte del 1998.
Tornava da mangiare una pizza a notte fonda, e ad una curva la sua Delta Integrale lo tradi'.
Una moglie ed una figlia non erano bastate a tenere a freno quel suo piede destro.
Proprio Lui che non voleva salire se guidavo io.








[allegato eliminato dall\'amministratore]
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nelle testa,
e il cuore di simboli pieno.

obel-ic

 (piango) (piango) (piango) (piango)
ma proprio il luned├Č mattina dovevi postarlo! (piango) (piango)
(piango)

scanner79

Molto intenso e toccante,non ti nego che alla fine mi scappava la lacrimuccia.
La Giallina sempre presente anche se in ruolo marginale.

Ormai conosciamo alcuni dei momenti pi├╣ belli della tua vita ma non sapevo che la Titta ti avesse lasciato senza spiegazioni, forse anche per questo ├Ę rimasta sempre nel tuo cuore.

Certe volte ├Ę meglio tacere e passare per idioti che parlare(scrivere) e dissipare ogni dubbio!!!

mario55

probabilmente il Grapin, da lassù alla guida di una quache auto  (guid) avrà letto questo tuo toccante racconto............. e senzantro si sarà, anche Lui, commosso.
Mario da Bientina, con la sua DS 21 Confort

"non ti curar di loro, ma guarda e passa"