Chiara e il tour dell’Inghilterra


Agosto 1995

Un viaggio è composto da varie fasi: prima si sceglie la meta, si prepara il viaggio, poi lo si compie ed infine comunque sia andata lo si ricorda.
Come meta per le vacanze di quest’anno ho scelto, di comune accordo con Roald, la Scozia; esattamente, non so cosa mi attrae di questo paese, certo non il clima. Ho preparato il viaggio: leggendo libri, consultando guide e carte, tracciato un itinerario di massima da seguire.
Ora, non resta che partire e vedere cosa offre la Scozia, terminata questa fase, rimarranno i ricordi e per evitare che con il tempo si sbiadiscano terrò questo diario che chiamerò diario di bordo, su cui annoterò ciò che vedrò, farò e proverò in queste settimane di viaggio.

Sabato, 5 Agosto 1995
Ho acquistato tutto il necessario, ho preparato la valigia e fra poco la mia vacanza avrà inizio. Sono eccitata, l’afa è opprimente, non riesco a prendere sonno.
ORE 00.35
Puntuali, carichi di ogni cosa, viveri inclusi, partiamo DESTINATIONE SCOZIA, 2CV permettendo! Nessun problema al famigerato confine Svizzero, Finanzieri e Carabinieri un po’ assonnati ci lasciano passare sorridenti alla vista della nostra Fourgonnette versione vacanza. Acquisto il bollino per l’autostrada, si riparte. Breve sosta per il pieno nel cuore della Confederazione Elvetica, visto che l’indicatore non voleva funzionare a dovere..
ORE 6.30
Le aree autostradali in Germania sono piene di gente che dorme, chi in macchina e chi con il sacco a pelo sulle panchine, incredibile. Inizia a levarsi il sole, ci fermiamo per la prima colazione in un’area di sosta, non troppo affollata, dove Roald controlla il funzionamento del galleggiante (prima sosta tecnica). Dopo brioches e thè caldo si riparte.
ORE 7.15
Direzione nord, uscita Strasburgo. Teoricamente sì, sennonché io dormivo e lui non si è accorto delle indicazioni. Tranquilli raggiungiamo la prima uscita e torniamo indietro, più attenti questa volta. Arriviamo al confine e siamo finalmente a Strasburgo dove ci fermiamo per sgranchirci le gambe, passeggiamo per le vie del centro ricco di vecchie case ed una bella cattedrale. Gironzolando ci troviamo fra le bancarelle di un tipico mercato locale i cui profumi e colori ci stuzzicano l’appetito e visto che siamo in Francia non possiamo non concederci il lusso di una baguette e dei croissant. Si riparte abbandonando l’autostrada e scegliendo le strade normali, più adatte alla nostra vacanza, lasciando la frenesia e la voglia di correre a chi ha più fretta di noi.. Un lieve inconveniente tecnico al regolatore di tensione ci costringe ad una nuova sosta tecnica. Roald cerca nella scatola magica ricca di bei ricambi seminuovi e sostituisce l’alternatore tra la curiosità della gente. Tutto risolto a parte la batteria che è rimasta danneggiata e non tiene più la carica. Siamo presto pronti per ripartire attraverso la verde campagna. Avvertiamo un leggero languorino, siamo a pochi km. da Languy. L’occhio si fa attento alla ricerca di un bel angolino verde e tranquillo. Ci infiliamo, seguendo uno dei tanti viottoli sterrati, in un bosco costeggiante la strada. Eccoci immersi in un bel contesto campagnolo. Ci fermiamo per il pranzo e la nostra 2CV si trasforma in cucina da campo, dall’interno vaporeggiante scaturiscono tagliatelle emiliane e Bratwurst; saranno i protagonisti della nostra sosta. Alle 15.00 siamo di nuovo in viaggio. La fourgonnette percorre dolcemente con la sua andatura tranquilla le arterie della grande Francia che conducono a Nord, attraversando meravigliose campagne ricche di colori e di profumi inebrianti, natura alla quale nella vita quotidiana non c’è nemmeno il tempo di prestare attenzione.
ORE 22.00
Comincia ad abbassarsi il sole e il mare è sempre più vicino, arriviamo finalmente a Calais. Ci aspettavamo un’enorme confusione visto che si tratta del più grande porto d’imbarco francese per l’Inghilterra, pensavamo già di dover aspettare qualche ora per sbrigare le pratiche d’imbarco. Ma non è certo come i porti d’imbarco italiani in cui regna il caos; tutto è organizzato alla perfezione, ci vogliono solo pochi minuti per fare il biglietto e seguendo gli sbandieratori ci imbarchiamo. Il traghetto della P&O è molto bello, ci sono vari bar, sala giochi, ristorante, … Noi ci accomodiamo nel bar più chic per gustarci una cioccolata calda ed un’ottima birra. Dopo circa mezz’ora di attraversata si iniziano ad intravedere, al chiaro di luna, le famose Bianche Scogliere di Dover, ci avviciniamo sempre di più all’Inghilterra ed è ora di scendere alla macchina per sbarcare.
ORE 23.00
Illuminati a giorno dal riflesso delle luci del porto sulle scogliere, prendiamo terra in Inghilterra e automaticamente ci troviamo a guidare, senza neanche esserci accorti, a sinistra. Fortunatamente il fuso orario è a nostro favore, arriviamo non troppo tardi, stanchi del viaggio ed assonnati andiamo alla ricerca di un Bed & Breakfast; nelle case in cui andiamo a bussare le camere sono tutte occupate. Ormai rassegnati a trovare un’altra sistemazione per la notte suoniamo l’ultimo campanello, un’anziana signora compare sulla soglia e ci fa notare che non è un B&B ma un pensionato per anziani, ci spiega che possiamo trovarne uno li vicino. Vicino c’è una classica casetta inglese con un cartello B&B alquanto decadente e una jeep malandata parcheggiata nel cortiletto, proviamo. Appare sulla porta una ragazza indiana con tanto di bollino blu, modello Banana Chiquita, sulla fronte; ci spiega che la casa è del suo ragazzo e dobbiamo aspettare un momento per parlargli perché è in meditazione. Perplessi io e Roald ci scambiamo uno sguardo di stupore; pochi attimi dopo si presenta un ragazzo alto, biondo, tipico inglese, vestito da santone: “Un attimo vado a cambiarmi!” …. Aspettiamo… La stanza costa solo 20 £ perché non è molto bella, la casa deve essere ristrutturata, è interamente tappezzata di moquette, orrenda!!! La stanza però al contrario di quello che loro dicevano è bellina, ha un letto comodo e caldo. Ci soffermiamo a parlare un po’ con il ragazzo che, saputo da dove veniamo, ci dice che sua madre insegna inglese in una scuola di Como; dopo che Roald gli chiede se la jeep fosse sua il ragazzo conferma, è orgoglioso della sua Renegade e si presta gentilmente a portarci con lui a vedere le scogliere l’indomani mattina. Augurata la buona notte ci infiliamo a letto.

Domenica, 6 Agosto 1995
I gabbiani con un continuo e ripetitivo verso ci svegliano. Non vediamo l’ora di cominciare le nostre vacanze così decidiamo di non trascorrere la mattina a Dover e rinunciare ad arrampicarsi con la jeep sulle scogliere; aspettiamo il giovane che si è appena alzato e la faccia non è delle più sveglie. Riceviamo un ulteriore sconto perché non prendiamo la prima colazione, dovevamo arrangiarci noi. OK, ma voi non vi immaginate le condizioni della pseudo cucina! Ringraziamo e salutiamo la simpatica coppia che si raccomanda di tornare ancora lì da loro. Risolti i problemi di avviamento dovuti alla batteria facciamo un giro per la città ed andiamo da soli a vedere le Bianche Scogliere con la luce del sole. I gabbiani persistono con il loro verso.
INIZIA LA VACANZA!!!
Via, in direzione Ovest. La strada è molto trafficata essendo l’unica che porta in quella direzione, attraversiamo lentamente diversi centri abitati fino a Portsmouth, dove pranziamo in un Fish and Chips; siamo nei vecchi docks, le banchine del porto, andiamo a visitare la Victory (la nave dell’Ammiraglio Nelson), l’equipaggio non se la passava di certo bene. Ripartiamo verso Ovest, il pomeriggio diventa sera e sulla cartina cerchiamo di immaginare dove possa essere un bel campeggio tranquillo e alberato. Ci fermiamo nella New Forest fra gli spazi sterminati e cavalli allo stato brado. Inutile nascondere una certa emozione, montare la tenda per la prima volta… è però più facile di quello che credevamo, il materassino gonfiabile è grande a dovere quindi siamo proprio soddisfatti, la nostra casetta per le vacanze è proprio bella. Una deliziosa cenetta e presto a letto.

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